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Skype

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Futuro

Nel gennaio del 1982, trentun anni fa, Primo Levi fu chiamato a dire qualcosa sul futuro, dando voce allo scrittore fantascientifico – o fantabiologico, come disse Calvino – che era in lui. Lo fece su “Tuttolibri”, insieme e accanto a James G. Ballard, autore ben più apocalittico. Levi se la cavò ricalcando le previsioni fatte vent’anni prima da Arthur Clarke, vedendo cosa si era avverato e cosa invece no. Tra le varie cose accadute c’era lo sbarco sulla Luna, un anno prima della previsione; Clarke ipotizzava poi la “radio personale”, prevista per il 1980, per Levi era allora facilmente realizzabile, ma non conveniva: meglio lasciar perdere. Ora che c’è internet e i social network, qualcosa del genere è accaduto. Ma cosa ci sarà nel 2025, o nel 2050, nell’ambito delle “invenzioni” che riguardano la cultura e il sapere? Difficile dirlo, ma una cosa possiamo azzardare: saremo sempre più primitivi. Quello che i new-media e la tecnologia portatile, aperta dai personal computer e proseguita con gli smartphone, hanno mostrato nel decennio appena trascorso, è che il...

Il cinema al tempo delle GIF

Quando mi capita di riaprire una conversazione di Skype e trovo che le faccette inviate in quella precedente sono ancora lì ad ammiccare, come se non avessero mai smesso di farlo, mi coglie un vago senso di inquietudine. Quello che mi turba sempre un po’, nelle animazioni GIF, ha probabilmente a che fare con questa istantanea impressione di eternità: la loro struttura che si svolge e riavvolge attorno a un brevissimo loop, a volte contratto fino a una vibrazione prolungata, uno sfarfallio. E, insieme, il loro ilare automatismo, la loro beata indipendenza da qualsiasi nostro gesto di attivazione: le GIF si sottraggono al controllo offerto dal digitale, che ci consente di arrestare, alterare, plasmare la durata di ciò che riproduciamo: apri un link e sono già lì. Ad agitarsi. Da sempre.   A qualcuno piace caldo (Billy Wilder, 1959)   Il .gif (Graphics Interchange Format) è un formato per immagini digitali inizialmente molto diffuso in internet, grazie alla qualità che garantiva la sua compressione: se il .jpeg l’ha ormai surclassato come standard per le immagini di definizione medio-bassa, il .gif ha fatto fortuna soprattutto componendosi in sequenze di immagini contenute...

Le lacrime del servizio pubblico greco

Su El Pais giovedì è apparsa una foto. Ritrae un tecnico donna al mixer video. Il tecnico si sta asciugando le lacrime. Piange la chiusura della sua televisione. E' una foto che non può non commuovere e infatti è diventata subito virale in Rete. Ma questa immagine è ideologica, come tutte le narrazioni che in questi giorni si sono costruite attorno alla notizia della chiusura del servizio pubblico greco.     L'immagine della donna in lacrime ha due letture entrambe possibili. La prima è una lettura liberista: quella donna piange per colpa dei dirigenti pubblici incapaci di amministrare in maniera efficiente un bene comune. In tempi di crisi non si possono più sostenere sprechi simili. La seconda lettura è invece più socialista: quella donna piange per colpa delle politiche di austerità imposte dall'Europa alla Grecia: il taglio della spesa pubblica. Quali delle due letture è quella giusta? Probabilmente nessuna delle due. Vorrei provare a rimettere in discussione le retoriche attorno a questa notizia. La chiusura della radio-tv greca è l'occasione per tornare...

Piattaforme

A utilizzare per primo il termine “piattaforma” sembra sia stato il matematico italiano Nicolò Tartaglia nel 1546, per indicare una superficie piana di varia estensione. È lo stesso matematico che ha creato il celebre “triangolo” che da lui prende il nome. A osservarlo bene, con i suoi coefficienti binomiali e il suo sviluppo numerico, sembra una perfetta rappresentazione della crescita della rete così com’è avvenuta negli ultimi anni: la piattaforma digitale. Secondo l’Ericsson Mobility Report, entro la fine del 2012 gli abbonamenti mobili per l’accesso al web (cellulari, tablet e chiavette per pc) raggiungeranno nel mondo la quota di 6,6 miliardi. Piattaforme digitali che realizzano il sogno di fornire una connessione a ogni persona.   Nel suo ultimo libro tradotto in italiano, Reti di indignazione e speranza. Movimenti sociali nell’era di Internet (Università Bocconi Editore), Manuel Castells utilizza varie volte questo termine, ma con un significato ambivalente. Da un lato, indica, infatti, l’“autocomunicazione di massa”, ovvero le reti orizzontali (“l’...

Facebook e i Signori Grigi

Avete presente Momo, il romanzo per ragazzi scritto da Michael Ende? C’è una ragazzina con il dono di ascoltare le persone che vive in una piccola città senza nome. All’improvviso questa città viene invasa dagli infidi Signori Grigi – uomini senza identità, tutti vestiti di grigio, con sigaro in bocca e bombetta in testa; i quali conti alla mano convincono gli abitanti che stanno sprecando il loro tempo a chiacchierare, a passeggiare, a occuparsi degli altri; e dopo averli persuasi gli fanno un’offerta che nessuno rifiuta: smettere di oziare, e mettere questo tempo risparmiato in una fantomatica Banca del Tempo. In realtà i Signori Grigi sono dei truffatori, vivono letteralmente del tempo degli altri, glielo rubano, se ne nutrono parassitariamente. Quei sigari che fumano sono degli orafiori: ossia la concretizzazione del tempo che gli abitanti turlupinati pensavano di risparmiare – e difatti se uno gli toglie il sigaro dalle labbra i Signori Grigi spirano, si spengono, diventano fumo.   La storia di Momo, datata 1973, è una storia per i nostri tempi: la rappresentazione perfetta del meccanismo...