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Birkenau

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Il figlio di Saul

Cosa si vede, si sente o si prova quando si vive nell’occhio del ciclone, quando si sta al centro della scena, sempre in movimento eppure immobili? Niente, non si prova niente. Il volto impassibile, il corpo rigido come l’ago puntato di un compasso, mentre tutto attorno il mondo ruota e travolge ogni cosa. La rappresentazione del campo di sterminio ne Il figlio di Saul, opera prima del trentottenne László Nemes, già collaboratore di Béla Tarr e autore di alcuni corti notevoli, è efficace e sconvolgente perché segue un doppio movimento che non offre punti di tregua allo sguardo: il movimento del centro, cioè del suo protagonista Saul Ausländer (un membro dei Sonderkommando al servizio dei soldati nazisti nella gestione pratica dei campi), colto sempre in campo, in primo piano e al centro di lunghi ed elaborati piani sequenza; e il movimento incessante, rumoroso, travolgente, al limite del sostenibile, di ciò che accade attorno a lui: l’orrore dello sterminio tenuto in profondità di campo, fuori fuoco, fuori campo, non visto ma sentito (si veda l’incredibile scena del reparto oggetti, in...

Moto per luogo. Promemoria Auschwitz

Mi sento più consapevole, minuscola ma allo stesso tempo capace di tanto, vuota.   Osserva, dietro c'è la vita. Prendete ottocento ragazzi, ottocento adolescenti, accompagnateli in un'esperienza immersiva il cui culmine è il luogo di memoria più visto e raccontato del nostro tempo, Auschwitz. Se, nel farlo, riuscirete ad ascoltare il vostro silenzio e a lasciare spazio alle loro parole, sarete stati utili a loro e a voi stessi: uscirete da un viaggio di memoria diversi da come eravate quando l'avete iniziato.     Noi proviamo a farlo da diversi anni, ormai: strutturiamo percorsi di conoscenza dell'uomo nel tempo per accompagnare studenti da tutta Italia in un viaggio a cui abbiamo dato il nome di Promemoria Auschwitz, che quest'anno – tra il 16 e il 22 febbraio – ha visto la partecipazione di questi ottocento ragazzi. È un viaggio di memoria in un luogo della nostra storia, ed è al Brennero che comincia, quando tanti piccoli gruppi, provenienti da luoghi diversi e lontani tra loro, salgono su un treno e formano una comunità disposta a condividere un'esperienza di rara...

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