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Lombardia

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Appennini, tradizioni alimentari e Darwin / Ricette immateriali. Testaroli

Sono un piatto caratteristico di quella lingua di terra dell'alta Toscana chiamata Lunigiana. Regione antica, per lo più aggrappata agli Appennini e “da sempre” via di transito tra il mondo continentale delle terre un tempo chiamate Lombardia e quello più solare del Mediterraneo. E piatto antico e misterioso sono i testaroli, preparati ben prima che la pasta facesse la sua timida presenza in Italia in pieno Medioevo. Testaroli, ovvero dischi di un impasto di farina, acqua e sale cotti tra testi di coccio o metallo arroventati sul fuoco. La cottura con i testi – assimilabili a una specie di forni portatili – rappresenta una delle tecniche di cottura più originali e antiche, utilizzata un tempo fuori dalle mura domestiche. Tagliati a larghi pezzi, vengono poi sbollentati rapidamente e conditi con pesto o pecorino.  Il pesto o il formaggio di pecora dunque come condimento per uno stesso piatto a collegare non solo idealmente gli orti alla montagna, non solo l'agricoltore della costa al pastore di greggi. È anche una conferma di come il Mediterraneo sia uno e sia tale anche lontano dal mare, anche sui monti che lo costeggiano o lo attraversano, una conferma di come ogni alimento...

Un profugo nella stazione di Milano

Il silenzio dorme con le ginocchia in bocca. Daniel Fajnachen si risveglia con la mano spiaccicata sulla palpebra e la lingua attaccata sotto la volta asciutta del palato. Nella carrozza non vola una mosca e un caldo appiccicaticcio appanna i vetri. Fuori piove, copiosamente. Il treno sta viaggiando a bassa velocità, sporco e puzzolente. Fajnachen afferra dal sedile di fianco un giornale sgualcito. Lo sfoglia provando a leggere qualcosa in quella lingua che un tempo conosceva bene. Si dà molta importanza alle catastrofi naturali: da una settimana diluvia su tutta la Lombardia. Tra l’altro è esondato, per l’ennesima volta, il Seveso, allagando un pezzo di Milano e dando così un senso letterale al quartiere Isola, a sinistra della Stazione. Sempre sulla prima pagina, in taglio basso, lo colpisce un titolo: “Corruzione per gli appalti Mose. Arrestato Paolo Giangrandi, docente alla Facoltà di Architettura di Venezia”. Giangrandi era stato il suo professore, e ora forse il suo unico possibile contatto telefonico a Milano. Fajnachen ha una fitta al cuore e cade in un leggero stato di confusione. Non riesce, tra l’altro, a...

Qui, lì, là

Gocciolano come grani di pioggia fitta i nomi e le parole che da una parte all’altra del confine italo-svizzero scandagliano la terra, e scendono per gorghi tra un alto e un basso orografico che le muta; o, sospese nell’etere celeste, si irradiano per l’aria oltrepassando le frontiere, rubate un po’ qui un po’ là alla potenza delle radiazioni radiofoniche – l’RSI della Svizzera italiana –, sfuggite al ristretto suolo delle trasmissioni elvetiche che raggiungono l’alta Milano nel DAB già circolante, ma ai più ancora sconosciuto. È uno scendere di nomi verso valle – il nome di un cantone, Ticino, trascinato a sud nel letto di un fiume – è il mostrarsi bizzarro di una lingua che nella frontiera cambia forma secondo la mutevole realtà che ha luogo sul confine: la continuità docile del paesaggio che gradatamente trapassa in monti, di pendio in pendio, d’albero in albero; e il cambio di culture che si dissomigliano per divaricazioni, inversioni, aggiustamenti, interferenze. Di qui legge e di lì storpiatura: un maschile che diventa femminile, il suono di una...

Alta Leventina. La roccia e il ferro

Venticinque, forse trent’anni più tardi: un collega, insegnante di disegno, riordina un’antica aula, svuota qualche armadio, getta cartacce. E trova un mio modestissimo disegno a carboncino, fatto proprio lì, tanti anni prima, quando ero un ragazzo, durante lunghe ore di scuola. Un ragazzo: a cui avevano spiegato con grande chiarezza che il disegno non faceva per lui, bisogna anche dire; un ragazzo – e, prima, un bambino – assolutamente negato in disegno.   E allora, da dove saltava fuori, quel foglio A4 granulato con le sue immagini? Da una parte, in basso a sinistra, la facciata di una basilica, tronfia, imponente e geometrica, poggiata sul suolo sabbioso. A destra, sopra un alto promontorio roccioso, una croce, alta nel cielo del foglio. Basilica e croce dovevano essere reminiscenze di qualche pagina del Vangelo, confuse metafore. Ma le rocce, quel groviglio di rocce: da dove venivano? Quale paesaggio le aveva ispirate?   Le rocce, in quegli anni, cominciavano ad apparire un po’ prima di Biasca, sul versante destro della Riviera, per chi stava salendo in treno verso nord. Io lo facevo ogni estate, quel viaggio: da...

Roma senza Papa

Chiunque lo abbia visto ha pensato al film di Moretti Habemus Papam. Nella pellicola il Papa non entra nel Sacro per tornare al teatro. Michel Piccoli mette in scena un Karol Wojtyła che si ferma prima. Giovanni Paolo II ha compiuto, durante l'arco della sua vita, la strada, lunga e faticosa, che lo portò da giovane attore a Papa. Melville (Michel Piccoli) questa strada la interrompe sul nascere. Tuttavia se l'attore, come ha scritto il giovane Wojtyła, è portatore di problemi, e non interprete, ciò accade perché la vita e la sua rappresentazione scenica, il reale e il simbolico, rimangono separati da una barriera invalicabile. Il paradosso di Melville consiste nel mancato passaggio dal sublime al Reale, dall'arte al Sacro. Melville fu anche lui giovane attore, come Wojtyła, ma questo è il passaggio che non viene compiuto: da attore a Papa. Con Ratzinger il passaggio che si compie è davvero l'inverso. L'opposto di una normale investitura. Il Papa si porta fuori dal Sacro per rientrare nella vita quotidiana. Si tratta di un passaggio che segna la fine di un'irreversibilità.  Al di l...

Il voto svuotato

Il consiglio regionale della Lombardia va a casa. Formigoni e la sua giunta, travolti dagli scandali, devono rassegnarsi a scendere dai piani alti di Palazzo Lombardia. A premere il bottone dell’ascensore che li ha portati a terra è stato l’assessore Zambetti, arrestato dopo le inchieste della Direzione Antimafia. Zambetti è stato eletto con oltre 4.000 voti di preferenza raccolti – secondo l’accusa – attraverso i signori della ‘ndrangheta operanti nell’hinterland milanese. Davanti a questo fatto gravissimo l’attenzione di tutti – delle forze politiche, dei media, dell’opinione pubblica – si indirizza ancora una volta su quello che uscirà dalle urne: i risultati raccolti dai partiti, gli eletti, le possibili future maggioranze.   Nessuna attenzione su quello che nelle urne ci entra: vale a dire l’uso che i cittadini fanno, nella realtà, non nei manuali di educazione civica, del diritto di voto loro assegnato dalla Costituzione. Quindi, nel contesto della Lombardia (ma solo qui?), il problema della grave ferita rappresentata dalla vendita del diritto elettorale da parte...

The Social Formigoni

Il video che sta sotto queste righe è un prodotto mediale peculiare. La prima volta che l’ho visto ho pensato che si trattasse di un falso, uno dei tanti remix non ufficiali ai quali normalmente non si dedica attenzione. Ci sono ritornato sopra qualche giorno dopo mentre cercavo materiale sugli strafalcioni di comunicazione politica del centro-destra attraverso i nuovi media, e mi sono reso conto che si trovava sull’account originale. Quello che vedete qua sotto non è un falso. È stato veramente realizzato dai collaboratori del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In una faticosissima serie di scenette mute, il nostro mima la sua presenza sul web 2.0. Passeggia avanti e indietro per tempi irragionevolmente lunghi, con il sottofondo di un groove incalzante ed urla da stadio. Tira di scherma nel vuoto. Genera dalle mani cubotti con i loghi dei vari social network. Balla, indossando cuffie da Dj, all’ipotetico ritmo di suonerie scaricabili. Mostra di saper usare smartphone ed iPad. È supportato da un gruppo di bravi ragazzi dalla faccia pulita, con i quali per ben un minuto e quaranta secondi compone i loghi delle varie...

Dove comincia e dove finisce la Padania

Dove comincia e dove finisce la Padania? Dalle sorgenti del Po al Mare Adriatico, hanno risposto i creatori di questo mito che non ha mai fatto i conti né con la geografia né con la storia. Cuneo è in Padania? Udine pure? E Ravenna e Ancona sono parte della Padania? O forse la Padania è il territorio che si estende intorno a Cassano Magnago, paese di nascita di Umberto Bossi, centro d’irradiazione di una fantasia geografica che ha ammaliato per quasi vent’anni una parte della popolazione del Nord del paese, come una sorta di fuga dal reale che ora si rivela, come ha sottolineato Giorgio Napolitano, nella sua veste di Presidente della Repubblica italiana, quello che appunto è: illusione. Il re è nudo, dice il bambino della favola di Andersen, che ci fa capire come lo slogan della Lega sia prodotto, non tanto e non solo, dalla boutade del capo leghista, ma anche e soprattutto dallo risposta della folla che l’ascolta, e vi crede.   Claudio Franzoni, studioso dei gesti, ha fatto notare di recente come sia appunto lo sguardo della folla che rende grande il gesto che compie l’uomo politico, e che basta un punto...

Vincenzo Monti / Dopo la battaglia di Marengo

La cattiva retorica è stata una delle cause dell’insofferenza di molti italiani verso la nozione stessa di patria. Questa poesia di Vincenzo Monti ne è forse il paradigma esemplare; a suo disdoro la conclamata scarsa propensione dell’autore, in anni di sommovimenti politici e militari, alla coerenza e al coraggio civile (attitudine invero molto italiana) e la scelta sciagurata del metro: quelle quartine di ottonari, quei versi tronchi alternati risuonano come una cantilena e più che infondere amor patrio sembrano anticipare le gesta del Signor Bonaventura (i meno giovani se ne ricorderanno...). Va detto tuttavia che Monti, dopo la temporanea riconquista ad opera degli austriaci della Lombardia, era stato costretto a riparare a Parigi, come molti intellettuali italiani legati alla Repubblica Cisalpina. La lirica è nota anche con il titolo Per la liberazione d’Italia, sebbene per molte generazioni di scolari sia stata, semplicemente, “la Bella Italia del Monti”.     Bella Italia, amate sponde, pur vi torno a riveder! Trema in petto, e si confonde l'alma oppressa dal piacer.   Tua...

Forlì / Paesi e città

  Forlì è una delle tante città di provincia italiane che, nel tempo, ha mantenuto una continuità con le forme della politica e del vivere civile dell’epoca dei comuni. È stata, sino a non molti anni fa, ghibellina, non solo per la grande prevalenza nel suo tessuto sociale delle forze laiche, quelle comuniste-socialiste e quella repubblicana, ma anche per l’atteggiamento di fondo dei suoi abitanti, interessati in primo luogo a realizzare progetti chiari e autosufficienti. La prima virtù per un forlivese, e per la Romagna in genere, è la concretezza, seguita dalla capacità di fare meglio del diretto avversario. È da queste parti che la dimensione della gara, per esempio della corsa in bicicletta o in moto, acquisisce una valenza assoluta, diventa un modo di vita: non la sfida nascosta e logorante implicita nell’attuale sistema finanziario-informatico, ma quella aperta di chi vuole costruire e far vedere i risultati della sua opera.   Naturalmente, i forlivesi hanno dato sempre il loro contributo ai tentativi di rinnovamento, nel bene e nel male. Al centro della piazza principale c...

La Milano-Sanremo: oltre la diade unità/disunità?

Cosa può dire, circa la questione unità/disunità d’Italia, una corsa ciclistica come la Milano-Sanremo? Forse poco, forse nulla. Del resto, nessuno sa che cos’è l’Italia: possiamo solo de-scriverla, mostrarne il funzionamento e le antropologie, le geografie o le topografie. La Milano-Sanremo può essere, credo, una forma di discorso sull’Italia, a metà strada fra l’indiretto simbolico di una narrazione e il godimento diretto, prelogico e icastico, di un’evidenza plastica. Ce lo dicono i suoi percorsi, i suoi attraversamenti, i suoi incantesimi, e quindi le sue logiche invisibili, sempre oscillanti fra l’elemento fisico e l’elemento del racconto, e dunque del sogno. Si tratta di prolungare la corsa sino al punto limite, per così dire, di lasciarla parlare. Ma buona parte del suo senso è contenuto nel piccolo segno grafico, il trattino che unisce/disunisce Milano, da una parte, e Sanremo, dall’altra. Due nomi, due polarità simbolico-geografiche: la corsa si produce proprio nella separazione, nella distanza – 298 chilometri – e quindi nel distanziamento...

Songavazzo / Paesi e città

Da dove vogliamo cominciare? Facciamo così: da quel giorno di primavera del 1991 in cui presi la decisione di venire a vivere a Songavazzo (abitanti attuali 698), uno dei sette comuni alle Falde della Presolana, la Regina delle Orobie (Prealpi di Lombardia, per capirci). La frase fatidica uscì dalla mia bocca alla vigilia del mio primo viaggio in USA dove feci anche la mia prima reading pubblica, all’Earth Day di Albany, stato di New York. A pensarci ora, ehi, andai all’Ovest e come rientrai in Italia, andai al Nord. Va bene, non esageriamo: dopotutto venivo da Monza, e sebbene il mio sangue parli siciliano lì ero nato e lì ero cresciuto, cercando in ogni modo di andarmene. Un grande balzo in avanti. Avevo ventisette anni e da grande volevo fare lo scrittore. E poiché amavo tutto ciò che era vicino alla natura e alla parte spirituale della Vita (e dunque della Letteratura), questa mi sembrò una buona idea.   Ciò che mi ha sempre colpito della vita di paese, in montagna, è la forte caratterizzazione degli eventi quotidiani. Magari meno sfumature ma più definizione – più...

Il pensiero positivistico di Expo 2015

Dal 31 marzo 2008, giorno in cui la città di Milano si è aggiudicata Expo 2015, quel pensiero positivistico che ha determinato nel XIX secolo l’origine delle esposizioni internazionali quali manifestazioni di progresso economico e produttivo si è manifestato diverse volte, in diversi luoghi e sotto diverse spoglie. Tale pensiero trova oggi le proprie ragioni in una curiosa idea secondo la quale le condizioni di eccezionalità determinate dai grandi eventi - Olimpiadi, Campionati Mondiali o Europei di calcio, Giubileo, Esposizioni internazionali, G8, ecc... - costituiscono automaticamente la possibilità di tracciare delle nuove prospettive evolutive.     È indubbio che Expo 2015 costituisca per Milano e per la Lombardia l'occasione per realizzare in tempi ristretti una serie di importanti opere infrastrutturali - quali ad esempio le Metropolitane o le autostrade Pedemontana e BreBeMi - tuttavia innumerevoli sono gli elementi che mostrano la metamorfosi che i tanto osannati effetti di Expo 2015 subiscono nell’accedere nel “territorio” milanese. Un dubbio doveva già insinuarsi nel 2009...

Giuseppe Baretti / Account of the manners and customs of Italy

Nel febbraio del 1768 Giuseppe Baretti dava alle stampe a Londra i due volumi dell’Account of the manners and customs of Italy. “Vo’ rispondere ad uno d’un certo Samuello Sharp, cioè ad un Viaggio che costui ha stampato, in cui strapazza l’Italia soverchiamente, trattando tutti gli uomini nostri di becchi, di fanatici e d’ignoranti, e tutte le nostre donne di puttanacce e di superstizione”, annota l'autore a proposito del suo 'ragguaglio'. L’opera sarà proposta in una sua versione in lingua italiana solamente nel 1818, grazie alla traduzione di Girolamo Pozzoli. Trasposizione assai libera, che discende direttamente da una tempestiva quanto malaccorta traduzione francese del 1773, interpolata con interventi evidentemente condizionati da un pregiudizio sfavorevole sull'Italia, che nell'Europa dei lumi e dei Grand tours si era nel frattempo fatto senso comune. Nel passo originale selezionato, ad esempio, nulla giustifica l'inserimento di quel “naturalmente docili al giogo che loro impone il governo” che Pozzoli ricava dalla traduzione francese. Emblematico è che fino a quella...

L’identità in cucina

Massimo Montanari mette in rilievo nel suo breve libro L’identità italiana in cucina (Laterza 2010) che l’Italia esisteva già prima della sua unità nelle pratiche quotidiane, nei modi di vita, negli atteggiamenti mentali, ovvero che la cultura definisce il nostro Paese ben più dell’unità politica. Prima dell’Italia unita sotto il regno dei Savoia, diventato Regno d’Italia proprio in quel 1861, esiste il “Paese Italia”, come l’aveva definito lo storico Ruggiero Romano, ideatore della Storia d’Italia di Einaudi. Nel suo saggio Montanari sostiene che la koinè alimentare italiana si è formata attraverso l’incontro tra romani e “barbari” (termine romano). Si trattò di un incontro-scontro tra la cultura del pane, del vino e dell’olio (civiltà agricola romana) e la cultura della carne, del latte e del burro (civiltà dei “barbari”), legata più alla foresta che all’agricoltura stanziale.   Lo studioso dell’alimentazione riprende un’immagine attuale per proiettarla sul passato: l’Italia come...