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Volterra

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Progetto Hybris – Compagnia della Fortezza / L’Aleph di Armando Punzo

Un fruscio di lunghe canne. Uomini in colorati costumi sacerdotali. O forse gli abitanti dell’aria viaggiatori che partono in cerca del misterioso Simurgh, nel Verbo degli uccelli di Farid ad-din Attar. Per entrare nello spettacolo, dopo aver varcato i controlli alle porte del carcere di Volterra, devi passare sotto quei bambù fruscianti, che accarezzano e smuovono l’aria.   Le parole lievi, il nuovo spettacolo di Armando Punzo e dei suoi detenuti attori della Compagnia della Fortezza, andato in scena dal 25 al 29 luglio in quel meraviglioso teatro penitenziario di Volterra che si accende solo d’estate dal 1989, forse non è ancora uno spettacolo. Ma può anche darsi che sia già un’opera compiuta e tale sembra a chi ne fa esperienza. In ogni caso avrà un seguito l’anno prossimo, come usa fare l’artefice napoletano trasferito sotto i cieli toscani. Lavora tutto un anno con i detenuti, con tanti detenuti, ogni giorno, varie ore il giorno, cercando di annullare nelle loro teste l’idea di sbarre, di prigione, di pena quotidiana, e arriva, alla fine del primo anno, a uno studio, a un insieme di materiali più o meno collegati. Si tratta di un’imbastitura, che si compie il giorno...

Conversazione con Armando Punzo / Che il cielo esista, anche se il nostro posto è l’inferno

In una lettera diffusa nella notte tra il 20 e il 21 giugno Armando Punzo ha annunciato di aver lasciato la direzione artistica di VolterraTeatro, uno storico festival internazionale di ricerca artistica che il regista della Compagnia della Fortezza dirigeva da vent’anni. Nella lunga e dettagliata lettera che in poche ore è rimbalzata su tutti i canali di comunicazione, scuotendo l’Italia del teatro e della cultura, sono riportate le ragioni di una scelta radicale ma inevitabile, dettata dal venire meno delle condizioni minime per la gestione di una manifestazione artistica che possa essere definita tale e che tale non è più quando viene affidata tramite uno scellerato bando che arriva a un mese e mezzo dall’inizio del festival, con richiesta di preventivo al ribasso economico (chi offre di meno vince, indipendentemente dal progetto), rispetto a un budget irrisorio di circa 40.000 euro.   Compagnia della Fortezza, Hamlice, Volterrateatro 2010, ph. Stefano Vaja   Negli ultimi anni, nonostante le difficoltà fossero già enormi e logoranti, ti ho visto assolutamente risoluto nel proteggere il progetto di VolterraTeatro e de I teatri dell’Impossibile: il festival andava...

Festival Volterra Teatro / Le città ideali di Armando Punzo

Estasi. Uscire dal mondo. Uscire dall’umano. Andare verso zone d’esperienza inesplorate, verso forme altre, al di là. Mi sembra questa, in modi diversi, la tensione di molti festival e spettacoli di teatro visti quest’estate. Riformulare il mondo partendo dall’analisi del vuoto pieno di inutile, menzognero spettacolo dove stiamo naufragando. Provare a immaginarlo diverso, ballando sull’assenza, sulla mancanza e sulla mutazione: cercando nel corpo, e nello spazio pubblico, con graffio d’artista, le relazioni possibili, come a Santarcangelo; mettendo in piazza il conflitto e lo stallo tra presente e memoria, sognando la possibilità di ritessere con l’immaginazione teatrale fili disconnessi di società, come a Monticchiello. Lo dice ancora più esplicitamente il titolo di Volterra Teatro, La città ideale. Tutto il festival che ha per centro da ormai quasi trent’anni lo spettacolo della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo quest’anno si è sviluppato intorno al tema dell’invenzione di nuovi mondi, con la cura di dramaturg di Rossella Menna.   Dopo la tempesta; ph. Stefano Vaja   Il punto di partenza è come ogni anno il carcere mediceo, dove alle 15 di ogni giorno, dal 24...

La città sospesa di VolterraTeatro

Sospendere. Svuotare. Destrutturare. Questi gli scopi dell’ultimo spettacolo di Armando Punzo con i suoi detenuti attori nel carcere di Volterra, un appuntamento che si rinnova ormai tutte le estati dal 1989 nell’ambito del festival VolterraTeatro, che quest’anno si intitola, in tema, La città sospesa. Sospendere tutto, il canone occidentale, la città produttiva, l’immaginazione abituale, la reclusione nel carcere del mondo per come lo conosciamo, il concetto stesso di realtà. Su questi temi Punzo lavora da anni con la sua Compagnia della Fortezza. Ha lanciato l’immagine dei “Teatri dell’impossibile”, del salto dalla riproduzione di una realtà fissata in ruoli, gerarchie, posizioni, storie, alla proiezione (utopica? necessaria?) verso un anti-mondo, per nuovi paesaggi tutti da inventare. Contro una “realtà” dominata dall’ideologia e dai rapporti di potere cristallizzati, dove chi è povero, emarginato, “criminale” è condannato a rimanere perpetuamente nella sua condizione e la brava gente può truffare i denari e le anime e conserverà sempre la...

Santo Genet delle meraviglie

Il cimitero monumentale e il bordello. Il criminale e il santo. La trasfigurazione della vita banale, della vita brutale, in desiderio, attraverso il teatro. Il magister di questa operazione alchemica è Armando Punzo: gli elementi sono l’opera intera di Jean Genet, i detenuti attori della Compagnia della Fortezza di Volterra, lo stesso carcere trasformato in Eden dell’utopia, sontuosa, inquietante rappresentazione di un altrove insieme inattingibile e possibile. Lo spettacolo è Santo Genet, presentato al festival Volterrateatro. L’anno scorso con lo studio Santo Genet commediante e martire Punzo ci portava nei recessi del carcere, in celle e stanze del piano terra dell’antico penitenziario di Volterra trasformate nei sontuosi ambienti del raffinato postribolo di Irma, la tenutaria del Balcon, luogo di apparizione dei personaggi dello scrittore galeotto che aveva applicato, come scrive il regista nella presentazione, “la crudeltà artaudiana verso se stesso, verso la sua biografia, trasformata, amputata di realismo, in un monumento alla diversità, all’esaltazione dell’inesaltabile”.   Gigol...

Marsiglia 2013: la danza utopica di Virgilio Sieni

Davanti a tutti c’è Aulo, artigiano alabastraio di Volterra, 82 anni, con cappellino di carta, sgorbi, ceselli, lime. Virgilio Sieni con lui ha portato a danzare a Marsiglia sogni santarcangiolesi e arlecchini picassiani, signori baresi e ragazzine di undici anni, contadini di Pezze di Greco (Puglia) con i loro pomodori e orecchiette, madri e figlie di vari paesi e colori, non vedenti italiani e catalani, donne nate e cresciute sotto le esalazioni micidiali dell’Ilva di Taranto, anziane signore di San Gimignano, di Firenze, di Marsiglia e Catalogna, un boxeur maghrebino di Marsiglia, giovani neri dai corpi di dei residenti in Toscana, il coro di Carpi.     Un popolo, composito, fatto di più di centocinquanta persone, che danzano o semplicemente mettono in scena i loro gesti antichi o contemporanei. È la conclusione del progetto itinerante Art du geste dans le Méditerranée, che ha visto il coreografo fiorentino muoversi per alcuni anni a scolpire danza dai movimenti quotidiani tra Italia, Francia e Spagna, in un lavoro sulla memoria e sul futuro di spessore unico.   Per Marsiglia 2013 capitale europea...

Nei panni di Mercuzio

La scorsa settimana Mercuzio non vuole morire - l’ultimo spettacolo di Armando Punzo e della sua Compagnia della Fortezza - è uscito dal carcere ed è arrivato a Roma per un rocambolesco e ardito debutto al teatro Palladium. Gli spettatori romani si sono trovati di fronte ad una scena articolata e immensa, non grande come quella di Volterra, pensata per spazi all’aperto (l’abbiamo raccontata in estate su doppiozero), ma allo stesso modo travolgente: fin dall’inizio una frenesia di attori affolla il palcoscenico e la platea, fondendo in uno i due spazi. Cittadini dalle mani rosse di sangue, clown, Giuliette, uomini di pietra… tutti testimoni, a suon di musica, di una tragedia che sta per verificarsi, quella delle famiglie Montecchi e Capuleti, fino a che il regista Punzo decide che occorre fermare la Storia. E per bloccare questo processo inarrestabile è necessario lasciare che Mercuzio - l’amico che Romeo accusa di “parlare di nulla”, di fate e sogni - ci inondi con la sua trama poetica e leggiadra; è necessario lasciarlo parlare ed è necessario che ognuno di noi lasci liberare il Mercuzio che ci...

Mercuzio non vuole morire

Il giorno seguente tra le vie di Volterra si respira l'aria della quiete dopo la tempesta; è facile incrociare gli sguardi del popolo di Mercuzio, ben si distinguono da chi è rimasto estraneo alle evoluzioni della Compagnia della Fortezza o dai turisti che questa città continuamente la attraversano. E per far sì che una città sia polis e non solo valico prestato all'attraversamento momentaneo bisogna lavorare per contagio in un tempo lungo, diluito. La Compagnia della Fortezza ha impiegato anni per far maturare il seme rigogliosamente sbocciato nel lavoro di quest'anno, dedicato certo al Mercuzio shakespeariano, ma soprattutto a un intero mondo poetico e politico che congiunge il Bardo a Majakovskij. Perché anche l'emozione in questo caso si fa segno politico e pure l'esortazione di Punzo, dopo i saluti, a continuare l'esperienza fuori dal carcere, nelle piazze di un festival che quest'anno è tutto Mercuzio, non può non aprire una breccia nello stomaco di chi alzando lo sguardo dal cortile del carcere scruta tra le grate delle celle quella libertà negata che alla maggior parte degli attori...

Mercuzio a Volterra: dal carcere alla città

Crea spettacoli bellissimi in carcere Armando Punzo, dal 1988. Perché il teatro normale gli stava, anzi gli sta stretto. Ha rovesciato testi classici e attese degli spettatori, osservando il mondo da quella sua periferia emarginata e ferita che è il luogo di pena. Con la sua Compagnia della Fortezza ha trasformato il vecchio penitenziario mediceo di Volterra in una casa della cultura come ce ne sono poche in Italia. Ha vinto vari premi Ubu. Ha sognato di creare in quella prigione un teatro stabile che riprendesse il vecchio motto di Strehler e Grassi: un teatro d’arte per tutti. Ha formato con i detenuti una compagnia di attori di grandissime capacità e di rara potenza: Matteo Garrone ha chiamato uno di loro, Aniello Arena, come protagonista di Reality, il film che ha vinto il Gran premio della giuria a Cannes.   Dall’estate scorsa Punzo ha avuto un’altra visione: quella di portare non solo la città esterna tra le mura del carcere per il festival di luglio, ma di rovesciare il suo teatro nelle piazze e nelle strade in una sorta di spettacolo di massa. Per farlo ha scelto il poeta Mercuzio, quello che in Romeo e Giulietta di...

La passeggiata filosofica

Nelle colline tra Pisa, Livorno e Volterra spicca il piccolo paese di Lari che tenta la strada della “ri-esistenza” attraverso la scoperta del suo genius loci con l'aiuto di cinquanta artisti che vivranno, respireranno, e interpreteranno i suoi luoghi attraverso site specific, reading, spettacoli, concerti, passeggiate filosofiche e incontri poetici creati ad hoc.   La filosofia e il camminare condividono una condizione essenziale: si possono scoprire cose nuove, o vedere diversamente le stesse cose, solo spostando il proprio baricentro e apprendendo a governare la semi-sospensione del corpo e della mente che ogni passo e ogni domanda provocano. Non ci si muove e non ci si trasforma se non passando attraverso equilibri instabili, tra salite e discese, tra percorsi già battuti e sentieri ancora da aprire, mentre l’orizzonte si sposta con l’osservatore. Viste da questa angolatura, in modi e luoghi fatti “ad arte”, una camminata, la filosofia e la poesia sono tutte, ciascuna a suo modo, esperienze estetiche, e come tali si incontrano nella passeggiata filosofica e poetica di Lari, sabato 30 luglio, nell’ambito della...