Categorie

Elenco articoli con tag:

Alice

(4 risultati)

Crescere / Pippi ci infondeva coraggio

Alcuni anni fa, a Merano, in una libreria di lingua tedesca sfogliai un libro interamente dedicato ad Astrid Lindgren. Un volume costoso, di grandi dimensioni, di centinaia di pagine, corredato da bellissime foto documentarie. Sfogliandolo, saltava fuori (anche) l’immagine di una signora anziana, male in arnese, vestita come capita, con un volto inquietante, due occhi un po’ folli, tutte le rughe in bella vista: una vecchiaia dichiarata, uno sguardo e un tipo di aspetto che in Italia non è molto frequentato in libri, riviste, film, in cui la rappresentazione del femminile continua a essere soggetta a stereotipi evidenti: addomesticata, rassicurante, familiare, definita da una chiara preoccupazione di accettabilità e piacevolezza che esclude elementi di disturbo, di realtà dissonanti.  Questo libro, in seguito, in Italia non è stato pubblicato, e a mio avviso l’assenza di un’edizione italiana della biografia di Astrid Lindgren non è da attribuirsi al caso. Se da noi Astrid Lindgren è accettabile come ‘mamma di Pippi’, al contrario come figura tout court, da conoscere e approfondire, porta con sé una fisionomia che il mercato e il costume ancora non assorbono, fra indifferenza...

Albero stella di poeti rari

Continua lo speciale dedicato a Giuliano Scabia, uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, maestro profondo e appartato di varie generazioni, artista sperimentatore, poeta, drammaturgo, regista, attore, costruttore di fantastici oggetti di cartapesta, pittore dal tratto leggero e sognante, narratore, pellegrino dell’immaginazione, tessitore di relazioni, incantatore. Entra nel vivo, dopo l’intervista Alla ricerca della lingua del tempo, con la pubblicazione in esclusiva, in quattro puntate, di un poema inedito, Albero stella di poeti rari – Quattro voli col poeta Blake, recitato per la prima volta dallo stesso Scabia durante il festival A teatro nelle case del Teatro delle Ariette a Oliveto di Valsamoggia (2014).   Giuliano Scabia a Oliveto Valsamoggia nel 2014, ph. Maurizio Conca   VOLO SOPRA LA CITTÀ DI LONDRA   1. Nel verde risonante   Nel verde risonante apparve la città: era nel futuro: copriva con la sua immensità ogni verde, era brulicante – era l’umanità.   Tigri, elefanti, leoni, leonesse, coccodrilli, mammuth, pitoni, pitonesse, lupi, formiche, uccelli piccoli e...

Luigi Manconi. La musica è leggera

Negli ultimi anni in Italia i libri sulla canzone, e in generale su quella che gli anglosassoni chiamano popular music, si sono moltiplicati. Il loro taglio è assai vario ed eterogeneo: si va dalle monografie più o meno agiografiche alle interviste (auto)celebrative, dagli album fotografici alle antologie e ai dizionari, dagli studi sociologici, storici, linguistici, alle analisi più propriamente musicologiche (molto molto rare). A prevalere, comunque, è lo sguardo devoto del fan. Anche nei saggi di carattere più accademico, sembra di avvertire ad ogni riga lo sforzo che l’autore fa per dissimulare il proprio personale coinvolgimento in questo insidiosissimo oggetto d’indagine. Studiare Mogol-Battisti non è come studiare l’abate Zanella o la fotosintesi clorofilliana; nemmeno il cattedratico più rigoroso riesce a dimenticare di essere (stato) un ragazzo italiano, un figlio come tanti del Paese dei Cantautori: quando si occupa dell’opera di Vasco, il distacco scientifico è sempre sul punto di sciogliersi in un coro da gita scolastica. Su ogni pagina aleggia la scena del film di Nanni Moretti (Bianca,...

Speciale ’77. What a curious feeling

“Succedevano allora in Italia, nei dieci anni 1968-1978, cose che oggi non ci si crede”. Così, qualche anno fa, Oreste del Buono in circostanza non troppo diversa dalla presente (presentando, cioè, le poesie in quegli anni dedicate da Nanni Balestrini all’allegorica “signorina Richmond”). Di quel tempo alla lettera incredibile è in primo luogo straordinario documento Alice disambien­tata, testo o non-testo attribuito dalla (oggi) dilavata e graffiata copertina dell’Erba Voglio a un fantomatico “collettivo A/Dams”: nome che arieggia (e parodia, forse) quello della testata leader fra le mille dell’esoeditoria di quegli anni e anzi di quei mesi, “A/traverso”, il “giornale PER l’autonomia” informalmente diretto da Bifo, al secolo Franco Berardi.     E, a passare in rassegna le proposte ’76-’80 dell’editrice milanese animata da Elvio Fachinelli, l’air de famille rende meno improbabile un progetto come quello partorito da Gianni Celati, di cucire in un patchwork testuale – come ricorda lui stesso, oggi, a quasi trent’anni di distanza – “schede, appunti, foglietti stropicciati, registrazioni e interventi che riassumevano discorsi svolti per un anno”. Proprio il “collettivo A/...