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Anna Karenina

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Macchine per lo stupore / Paolo Nori, I russi sono matti

Dopo avere a lungo soggiornato nei territori della narrativa, da un po’ di tempo Paolo Nori ha preso a cimentarsi con un nuovo genere, quello che, in maniera piuttosto grossolana, si potrebbe definire manualistico. Ed essendo Nori un grande specialista di lingua e cultura russa – il suo curriculum di traduttore si è andato allungando, nel corso degli anni, e ha toccato monumenti della letteratura mondiale come Oblomov e Le anime morte –, il suo interesse non può non volgersi alla Russia e ai suoi scrittori. In pratica, Nori si è messo nei panni della guida (e non solo in senso metaforico) e ha deciso di accompagnarci nelle città e nelle grandi distese del territorio russo. Il viaggio si è avviato lo scorso anno, con La Grande Russia Portatile, un Viaggio sentimentale nel paese degli zar, dei soviet, dei nuovi ricchi e nella più bella letteratura del mondo (Salani), resoconto del rapporto d’amore che dai primi anni Novanta intercorre tra lo scrittore e la Russia.   Proprio a partire dalle ultime parole del sottotitolo, quel viaggio prosegue oggi sul terreno di elezione di Nori, la letteratura, con I russi sono matti, un gustoso Corso sintetico di letteratura russa. 1820-1991...

Istruzioni per l'uso / Il metodo Aristotele

«Le parole “felice” e “felicità” – happy e happiness – vanno alla grande», scrive nell'incipit di questo suo stimolante e intelligente saggio Edith Hall, studiosa del pensiero classico e docente al King's College di Londra (Edith Hall, Il metodo Aristotele. Come la saggezza degli antichi può cambiare la vita, tr. di Duccio Sacchi.  Torino, Einaudi, 2019. Ed. orig. Aristotle's Way. How ancient wisdom can change your life, London, The Bodley Head, 2018). Vanno così alla grande che c'è chi chiede a gran voce – aggiungo – di inserire il «diritto alla felicità» nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Lo sostiene tra gli altri una associazione di epicureisti (non di epicurei), gli Amici della filosofia di Epicuro, i quali propongono una petizione in quel senso (per aderire cliccare qui), ricollegandosi al precedente della decisione del Congresso degli Stati Uniti che il 4 luglio 1776 ratificò il testo della Dichiarazione di Indipendenza steso da Thomas Jefferson (peraltro schiavista e misogino al par di Aristotele), che conteneva gli inalienabili diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità (o Pursuit of happiness, non per donne e schiavi)....

Scacciare i mercanti dal tempio / Appunti per il futuro prossimo del romanzo

Forse è strano cominciare un intervento a un festival dichiarando una perplessità di fondo, ma tant'è: i festival di letteratura sono cose bellissime e godono di ottima salute — eppure i lettori di romanzi diminuiscono. Ci ritroviamo qui, tutti insieme, animati da una passione che diventa sempre più inattuale. Tante le cause, educative e sociali; ma da scrittore posso occuparmi di quelle letterarie. Mi sono detto: meglio fare i conti con noi stessi. Come può il romanzo rivaleggiare all'altezza con altre forme di narrazione? C'erano anche prima, ma oggi hanno raggiunto un livello di qualità e forza di intrattenimento davvero fenomenale — videogiochi, social media, serie tv, fumetti, film, longform giornalistici, podcast, persino un evento come questo. Secondo il CEO di Netflix, Reed Hastings, il suo vero concorrente non è Amazon o YouTube o la tv: è il sonno. E lo sta sconfiggendo. Si può dire lo stesso del romanzo? Ne dubito, fuori dalla bolla in cui ci troviamo.   Diciamo pure che la grande tradizione del romanzo sembra essere in crisi, perché è in crisi il contesto culturale che l'ha prodotta e difesa. Rileggere oggi la veemente descrizione che fa Manganelli del romanzo al...

Saggi / Saul Bellow. Troppe cose a cui pensare

I libri di Saul Bellow sono fiumi in piena che trascinano con sé tutto quello che trovano al loro passaggio. Rappresentando la vita come una corrente inesauribile di vicende tragicomiche, trasformano subito ogni problema, oggetto o figura in una storia. “C’era una volta…”: così i suoi parenti, ebrei russi emigrati nei sobborghi di Montreal e poi della Chicago proibizionista, rispondevano ai “perché?” del piccolo Saul. Bellow lo racconta in Troppe cose a cui pensare, una magnifica raccolta di saggi composti tra il 1951 e il 2000 e tradotti oggi da Luca Briasco per Big Sur. Impulso irresistibile a narrare, e umorismo ebraico che custodisce nel riso il mistero del mondo: ecco le radici, intrecciate fino ad apparire indistinguibili, che hanno permesso allo scrittore di dare nuova linfa al romanzo nell’età della sua decrepitezza. Le opere di Bellow, col loro concerto debordante di voci, volta a volta sorprendono, divertono, commuovono. Più difficile dire se ci convincano del tutto; come è difficile dire se sulle sorti della letteratura, specie romanzesca, possano tranquillizzarci le opinioni fiduciose che l’autore esprime in questi pezzi. Il fatto è che Bellow, non meno di noi, resta...