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Anna Stefi

(8 risultati)

A cosa gioca Georges Perec

Ci si salva (talora) giocando   Nel 1969, al Moulin d’Andé, luogo d’incanto in Normandia attorno a cui si era raccolta spontaneamente a partire dal 1966 un’informale comunità di scrittori, pittori e cineasti, Georges Perec e Jacques Roubaud, insieme al matematico Pierre Lusson, redigono il primo manuale francese sul gioco del go.   Pubblicato in Francia nel 1969 il Breve trattato sulla sottile arte del go esce ora in Italia, edizioni Quodlibet, tradotto e curato da Martina Cardelli, con una postfazione di Tiziana Zita, giocatrice abile del gioco del go, e un’intervista a Georges Perec del 1980 (A cosa gioca, Georges Perec?).   I tre autori del Breve trattato non sono esperti del gioco, come sottolinea Tiziana Zita, e del resto Georges Perec, nell’intervista riportata, sottolinea come la condizione per diventare un giocatore dignitosamente mediocre del go sia quella di dedicarvi almeno due ore al giorno.   Moulin d'Andé (qui è anche stato girato Jules e Jim)   Questo piccolo trattato, insomma, “nato dalla passione e dalla goliardia di tre dilettanti”, è ricco di...

Némirovsky & Perec

Due nuovi ebook Starter doppiozero: Irène Némirovsky di Cinzia Bigliosi e Georges Perec di Anna Stefi   La libreria di doppiozero è un nuovo modo per trovare in rete libri di qualità, scoprire nuovi autori, rileggere testi dimenticati. La libreria è per doppiozero un’occasione di condivisione e di crescita comune, un impegno con i lettori, un’anticipazione di futuro per la cultura. Contribuite con noi a renderlo possibile.   Cinzia Bigliosi. Irène Némirovsky     Con uno stile narrativo molto chiaro e coinvolgente, il saggio di Cinzia Bigliosi ripercorre la vita della scrittrice e lo sviluppo della sua opera nel loro intreccio. Il successo; i difficili rapporti famigliari (con la madre soprattutto); il tentativo fallito di diventare francese, ma quello riuscito di salvare le figlie; le polemiche sull'immagine a volte feroce degli ebrei nella sua opera, dimenticando che solo a un ebreo è concesso essere così maligno con il suo popolo, anche se i tempi poi hanno cambiato le carte in tavola... il recupero postumo e il ritorno della fama, moltiplicato a livello mondiale, grazie anche o soprattutto a una delle figlie. Un appassionante viaggio a ritroso nella vita e...

Michela Marzano risponde ad Anna Stefi

Anna Stefi ha ragione. Se ho scritto questo libro, non è stato certo per fare i conti con la mia vita. Quelli, li ho fatti già da tempo. Anche se poi, come spesso in questo genere di cose, i conti con la vita non tornano mai completamente… Forse è proprio questo che volevo raccontare quando ho cominciato a scrivere Volevo essere una farfalla. Perché la vita è fatta sempre e solo di parole balbettate e di discorsi lasciati a metà. Perché quando si cerca di far rientrare tutto all’interno di un sistema perfettamente coerente e logicamente impeccabile, ci si incastra e si vacilla. Allora sì, il “perché” di questo libro è la necessità di riconoscere, accettare e, perché no?, rivendicare la fragilità e la vulnerabilità dell’esistenza umana. Quel dolore di vivere che conosciamo tutti, anche se non tutti, per fortuna, passano per il calvario dell’anoressia. Anche perché, in fondo, l’anoressia è solo un sintomo. Un sintomo drammatico da cui tante persone non riescono ad uscire. Ma pur sempre un sintomo tra gli altri, più o meno...

Il sabato del villaggio / La camera verde

Il corpo del desiderio e il corpo del reato, il corpo come mezzo e il corpo come fine. Più che dittatura della maggioranza come si dice in questi giorni, l’Italia sembra subire una dittatura dei corpi, quello malato di Bossi e quello ritoccato di Berlusconi. Marco Belpoliti ci spiega quanto sia stretto il legame tra i due leader di governo e il corpo del paese. Anna Stefi recensisce il libro di Michela Marzano che partendo dal suo stesso corpo ripercorre il proprio percorso formativo e professionale, qualcosa di simile elabora Marco Mancassola in forma narrativa: cinque storie private, cinque storie di corpi che raccontano meglio di ogni cronaca la mutazione del nostro paese. Lo recensisce Silvia Mazzucchelli. Antonella Anedda ci racconta La Maddalena, il corpo e la storia di un isola’che è parco nazionale, ma la cui cronaca si lega all’incuria e all’inquinamento di un G8 «promesso e non mantenuto» e di una base militare da poco smantellata. Roberto Marone ci parla delle infografiche e della possibilità di dar forma e corpo alla nostra realtà attraverso colori, grafici e traiettorie. Con una sorpresa:...

Il sabato del villaggio / Rientro tra le parole

Dopo un’estate trascorsa a Camminare (magari alla maniera di Richard Aschcroft come ci fa notare Silvia Mazzucchelli), Doppiozero riparte da Mantova, in occasione del Festivaletteratura, con Sciarà. Un gioco sulle parole dei dialetti, quelle intraducibili e dai significati multipli, a cui sono chiamati a partecipare tutti i lettori.  Sono oltre 350 le parole segnalate su cui oggi alle 17.00 presso il Chiostro del Museo Diocesano di Mantova si terrà l’incontro Pubblica lettura degli Sciarà con Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti e Raffaella De Santis.     E di viaggio nel tempo e nella storia d’Italia racconta Piazza Garibaldi di Davide Ferrario che accolto a Venezia da ampi consensi e da oltre sei minuti di applausi tenta di ricucire i frammenti di un’idenità sparsa nel tempo e nei luoghi. Giorgio Mastrorocco, autore con Ferrario del film, ci racconta l’avventura di un viaggio in un paese, l’Italia, dall’orizzonte incerto. «Costruire una narrazione frammentaria è forse l’unico modo, per l’autore, di poter parlare della propria vita» ci spiega Anna Stefi...

Il sabato del villaggio / Fango

Da sempre con l’avvento dell’estate tutto sembra rallentare, la gente va in vacanza, i bambini sono a casa da scuola e i giornali dedicano almeno una pagina ai giochi enigmistici. Tutto diventa piano piano più silenzioso, intimo, si esce di più la sera e si incontrano gli amici liberi da occupazioni lavorative. Da sempre d’estate si prova a non far caso a quello che capiterà a settembre, con il rientro in città e l’avvento dell’autunno. Ebbene, qualcosa si è inceppato, come se la frenetica corsa di questi ultimi anni, seppure senza fiato e gambe, si fosse tramutata in un’inesorabile caduta in un precipizio di cui non vediamo ancora il fondo. Si vorrebbe smettere di precipitare, ma al momento l’unica soluzione sembra essere quella di schiantarsi quanto prima. E non deve essere un caso che le decine di scandali di questi ultimi tempi, dal mondo della politica all’ultimo che coinvolge il più grande gruppo editoriale del mondo, abbiano principalmente un carattere autoreferenziale: l’informazione che imbroglia l’informazione, la politica che inganna la politica. Come se la cosa...

Il sabato del villaggio / Manovra economica

Mai come in questi giorni, l’Italia sembra proiettata verso il futuro. Il ministro dell’economia ha presentato in consiglio dei ministri la manovra economica per stabilizzare il debito e rilanciare l’economia. Una manovra doppia quindi, che stabilizza e rilancia, ma soprattutto che punta tutto sul futuro, rimandando al 2013 i provvedimenti più impegnativi. Se la paura per il futuro prima lo immobilizzava, oggi rinchiude letteralmente il Paese in una sorta di illusione in debito, qualcosa di molto simile ad un’ansia adolescenziale perennemente tesa tra i sensi di colpa per i compiti da fare rimandati a dopo e un’apatia consumata davanti ai programmi televisivi pomeridiani. Dalla televisione al telefono: questa la mutazione di un Paese che fu di 60 milioni di c.t. della nazionale e che oggi è più vagamente composta da 60 milioni di manovratori. Tardoadolescenti anni Novanta cresciuti con troppa tv e niente internet.   Ed è agli anni Novanta che ci riportano le immagini e anche le telefonate di Luigi Bisignani, manovratore gattopardesco sempre alle spalle dei potenti per meglio sussurrare alle loro orecchie. Giorgio...

Italia: un’analisi di Tim Parks

In un articolo apparso di recente sul “New Yorker”, Tim Parks, scrittore e giornalista inglese, professore allo IULM di Milano, si sofferma sul disagio che ha accompagnato le celebrazioni dell’anniversario dei centocinquant’anni dell’Unità di Italia, testimoniato dai conflitti intorno alla decisione del governo di dichiarare il 17 Marzo giornata di festa nazionale (peraltro festività senza diritto alla retribuzione). Al di là delle realtà esplicitamente ostili all’unificazione o quantomeno lontane dall’intenzione di celebrare un evento potenzialmente capace di rinfrancare l’orgoglio nazionale, la Lega Nord in testa, lo scrittore inglese registra una generale scarsa propensione ai festeggiamenti, che connette da un lato al difficile momento storico - c’è ben poco da festeggiare! - dall’altro a qualcosa di più profondo, come se il sentimento legato al progetto di unità nazionale fosse compromesso sin da principio.   Nel suo articolo, significativamente intitolato Booted, insieme stivale (e dunque Italia) ma anche, in gergo, calcio nel sedere (inteso come “...