Categorie

Elenco articoli con tag:

Cesare Segre

(3 risultati)

Vincenzo Consolo. Cento possibilità, un solo destino

I quadri posti sull’unica parete libera, nello studio della vecchia casa milanese nei pressi di via Solferino – il disegno di un San Girolamo nella caverna immerso nella lettura, un libro aperto posto dentro una teca di plexiglass con le parole cancellate e un solo brandello evidente “raccon” (opera di un artista concettuale), due planimetrie secentesche di Palermo e Messina tirate via dal Siciliae antiquae di Cluverio – aiutano a descrivere e rappresentare l’autobiografia pubblica dello scrittore siciliano; e, peraltro, assai meglio della puntuale e per molti irrinunciabile citazione iconica del Ritratto d’ignoto di Antonello da Messina, paradigma descrittivo tradottosi in luogo comune sull’autore, da quando Sciascia lo usò in quel delizioso articolo intitolato L’ignoto marinaio.   Proiezione di un Consolo, novello San Girolamo, immerso nell’archeologico scavo nei giacimenti della lingua e della storia; l’opera concettuale a significare, e insieme esorcizzare, il pericolo massimo di essere defraudati della memoria (con il connesso rischio dell’afasia); le mappe, infine, a indicare la finisterre tra un Occidente e un Oriente, la storia e la natura, il fatto nudo e crudo e la...

Speciale Fenoglio | Questo non è un romanzo

Per i cinquant'anni dalla morte di Beppe Fenoglio avvenuta la notte tra il 18 e il 19 febbraio 1963 pubblichiamo un estratto dal libro di Nunzia Palmieri, Beppe Fenoglio. La scrittura il corpo.     La presenza del canone verista in Fenoglio è stata data per lungo tempo come fatto acquisito, al punto che, nel numero di febbraio del 1956, la rivista “umoristico-letteraria” «Il Caffè» pubblicò un divertente apocrifo fenogliano, Alla Langa, parodiando le soluzioni stilistiche e linguistiche adottate nella Malora.   Se i lettori di professione denunciano un eccesso di letterarietà e di artificio, i lettori comuni sembrano viceversa schierarsi su posizioni opposte: nella percezione di alcuni cittadini albesi, invitati, nei primi anni Settanta, a partecipare a gruppi di lettura, La malora non era un romanzo, ma una collana di storie vere che tutti loro conoscevano. Non si trattava di un apprezzamento, ma di una condanna per malafede: chiunque di loro poteva, allora, spacciarsi per scrittore. Diverso il caso di Pavese, nei cui romanzi il filtro letterario era più scoperto: trame solide,...

Witold Gombrowicz

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     In tempi in cui l’immaturità dilaga e gli individui assomigliano sempre più a bambini smarriti, in un’epoca in cui l’elogio acritico di tutto ciò che è giovanile impazza nei mass media, forse è opportuno tornare a riflettere sull’opera dello scrittore polacco che per primo e in modo così radicale ha raccontato e deriso la voglia dell’uomo contemporaneo di essere-sempre-giovane. Witold Gombrowicz, implacabile fustigatore di questo desiderio, ha la straordinaria particolarità di trovarsi dentro il problema; egli si definiva infatti «un maturo molto innamorato della propria immaturità...