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Claudio Pavone

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Centenario / Zona grigia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Da quando l’espressione «zona grigia», proposta da Primo Levi, è entrata nel vocabolario concettuale contemporaneo, si assiste a un’evoluzione del suo significato non sempre coerente con quello originario e, a volte, addirittura «cannibale» rispetto ad altri concetti o espressioni in uso da tempo. Si pensi a indifferenza, inerzia (tipici della sociologia, della storia sociale o della psicologia sociale), narcisismo sociale o sonnambulismo, che sono stati impiegati per interpretare il culto dell’io, il venire a patti, costi quel che costi, con il potere o, ancora, al pensiero diffuso che spinge a «farsi i fatti propri» e a perdere interesse per gli altri.    A livello storico, molti...

Si tratta anche di te / Non si deve studiare la Ferrante all’Università

Il 7 aprile 2017 si è tenuta all’Università di Napoli Federico II una giornata di studio dedicata a Elena Ferrante, dal titolo «“di Napoli non ci si libera facilmente”: per Elena Ferrante». È stata la prima celebrazione della Ferrante nell’Università della città in cui sono ambientati i suoi romanzi, in particolare la tetralogia dell’Amica geniale che le ha dato un successo planetario. La giornata napoletana ha fatto seguito alla pubblicazione di un’inchiesta della rivista «Allegoria», sempre attentissima alle dinamiche del contemporaneo, sulla stessa Ferrante. L’Università inglese era arrivata prima, come spesso in questi casi, con panels dedicati alla Ferrante ai convegni della Society for Italian Studies a Oxford nel 2015 e a Dublino nel 2016, più seminari, conferenze e tavole rotonde a Londra, Durham, Leeds, Brighton e altrove. È anche appena uscito un interessante volume in inglese: The Works of Elena Ferrante: Reconfiguring the Margins, edited by Grace Russo Bullaro and Stephanie Love, Palgrave Macmillan, 2016.     Va tutto benissimo, perché la Ferrante è un caso commerciale, che merita discussione e approfondimento; perché il suo nome è femminile e fa gioco alla...

Giovanni De Luna. La Resistenza perfetta

Come spiegare in breve ciò che accade nella storia italiana nei venti densissimi mesi tra il 1943 e il 1945? Come restituire la stratificazione di senso che assume quella vicenda complessa, che ha il suo prima nel fascismo e nella guerra e il suo dopo nella storia della Repubblica antifascista, di cui la Resistenza diviene anche mito fondativo e continua a essere il reagente della politica per settant'anni?   David Bidussa ha sintetizzato con efficacia il disagio attuale di chi si cimenta in questo discorso scrivendo che «il 25 aprile si conferma come una partita dove non c’è la storia, bensì l’uso politico del passato». Uscire dall'impasse che segna oggi la comunicazione dei valori della Resistenza, troppo spesso trasformata in monumento, oggetto antiquario o in storia scandalistica, è possibile se si torna a «raccontare i fatti», continua Bidussa, e «scavare negli atti, descrivere che cosa si fece, rintracciare i motivi e far emergere i sentimenti di chi agì», in altri termini «ricostruire storie».   Questo non significa accettare una moltiplicazione dei punti di...

Antologia del grigio

La mia storia è piena di buchi come un romanzo, ma in un comune romanzo è il romanziere a decidere come distribuire i buchi, un diritto che a me è negato perché sono schiavo dei miei scrupoli.   Laurent Binet, HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich, 2010     Quando ci chiediamo cosa, quanto e come leggono di Resistenza “i giovani” – gli studenti –  troviamo sul campo due rischi: uno di merito e uno di metodo. E sono convinto che sia necessario provare a individuare alcuni antidoti per entrambi. La “vulgata” revisionista ha seminato molto negli ultimi anni, mettendo in crisi la complessità e le varie stratificazioni della vicenda resistenziale e delle sue narrazioni. Come si può cercare di ridare tridimensionalità agli eventi e ai processi storici che in questi giorni sono al centro del dibattito pubblico, partendo dal fatto che non solo la narrativa, ma la narrativa resistenziale tout court ha perso sicuramente gran parte del suo fascino? Utilizzando gli stessi espedienti narrativi di questa vulgata, credo.   Il presunto multitasking e l'attenzione...

L’esecuzione Gentile e la Resistenza

Quello che accade in quella mattinata fiorentina del 15 aprile 1944 all’ingresso della villa di Montalto, sui primi colli di Firenze, è stato rievocato più volte. Un’auto scura giunge davanti ai cancelli della costruzione ottocentesca dove da qualche tempo, lasciata Roma, ha trovato rifugio, con la famiglia, il filosofo Giovanni Gentile. Già ministro dell’istruzione, fondatore dell’Enciclopedia Italiana, ritenuto l’intellettuale più prestigioso del regime fascista, il filosofo presiede l’Accademia d’Italia che, dopo che l’Italia si è spaccata in due nel settembre 1943, si è incamminata anch’essa verso i territori della Repubblica Sociale Italiana, traslocando da Roma a palazzo Serristori, a Firenze. Gentile, come tutti i giorni, si è fatto portare in città dall’autista. E’ stato alla sede dell’Accademia dove ha incontrato diversi collaboratori e vi ha convocato il questore di Firenze, per essere aggiornato sulle indagini sulla tragica morte di Fanelli, il suo segretario, vittima pochi giorni prima, nella casa di campagna dove abitava, di una selvaggia irruzione di soldati della divisione “Goering”. In quel 1944 la strada che dal centro conduce a Montalto si percorre in un...