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Elena Ferrante

(8 risultati)

Impossibili visioni / Tempo breve

La contrapposizione tra gli apocalittici e gli integrati non è molto convincente. È schematica e semplifica enormemente la realtà delle cose. Eppure, forse proprio per questo, ha avuto negli scorsi anni un notevole successo e continua ad essere largamente impiegata ancora oggi. Com’è noto, tale contrapposizione deriva dal titolo del libro Apocalittici e integrati che è stato pubblicato da Umberto Eco nel 1964. Lo stesso Eco non era convinto della bontà di questo titolo e ha raccontato che gli era stato sostanzialmente imposto dall’editore Valentino Bompiani. Mettere gli apocalittici contro gli integrati può essere a prima vista convincente, ma non permette di analizzare efficacemente l’articolazione e la complessità della cultura di massa contemporanea. Per questo motivo non mi identifico nell’etichetta di apocalittico. Non mi riconosco cioè in quanto hanno recentemente sostenuto le curatrici del volume Il tempo breve: narrative e visioni (Iacobelli editore).    Per Monica Luongo e Giuliana Misserville, infatti, io sarei un apocalittico. Ma se ho scritto, come ho affermato in un passo da loro citato, che “anche tutti gli altri media, a cominciare da Internet, tendono a...

Senso e direzioni / La storia e gli incubi

Talvolta, di fronte alla marea populista di destra che si sta alzando in tutto l’Occidente, mi consolo filosoficamente: “Tutte questa reazioni sovraniste, nazionaliste, identitarie, non possono durare perché sono anti-storiche”. In inglese si dice backlash: sferzata all’indietro. Ma le sferzate durano poco, il fiume della Storia sembra andare in tutt’altra direzione. Tutto il nostro pianeta sembra dirigersi, da tempo, verso quella che Popper chiamò società aperta, verso una società di scambio universale, che chiamerei anche società fluida. Il contrario del sovranismo identitario. Il trionfo di questo modello si incarnò plasticamente nel crollo del muro di Berlino nel 1989. Il muro che Trump vuol costruire alla frontiera del Messico suona del tutto ridicolo in un mondo in cui i capitali si spostano istantaneamente da un capo all’altro del mondo, senza frontiere e barriere di sorta. Ci si lamenta che molti giovani italiani vadano a cercare fortuna all’estero, ma si tratta anche qui di un miope provincialismo: andare a vivere all’estero, sia all’interno dell’UE che fuori, è segno del fatto che la nuova generazione non concepisce più barriere nazionali. La generazione Erasmus, come la...

Elena Ferrante / L’amica geniale stasera in TV

Finalmente stasera su RAI1 verranno trasmesse le prime due puntate della serie TV di L’amica geniale, fiction tratta dall’omonima tetralogia di cui Elena Ferrante è autrice. Dopo la proiezione in anteprima all’ultima Biennale del Cinema di Venezia e, a inizio ottobre, le tre giornate di proiezione nei cinema italiani, finalmente la genialità possiamo guardarla attraverso i volti delle due bambine prescelte a incarnare quello che fino ad adesso è stato invisibile.  Invisibile è tuttora Elena Ferrante, così come irresistibile è stata l’ossessione collettiva di svelarne l’identità, e ora con la fiction la seduzione di questa inafferrabilità è sotto gli occhi di tutti e coincide anche visivamente con tutte le antinomie di una Napoli femminea, in qualche modo latente e collaterale ma sfacciata e portatrice di un’essenza refrattaria a rivelarsi, nonostante oggi più che mai la città sia al centro di un’ondata di film, romanzi, serie TV.    È una seduzione tutta ferrantiana quella che stasera acquista visibilità attraverso le prime due puntate di una fiction, dell’ambientazione della quale sappiamo solo accidentalmente che si tratta di Napoli. Per stasera niente mare,...

Poveri intellettuali / Liberi dall’ossessione di Elena Ferrante

E se Elena Ferrante fosse Stefano Jossa? Sarebbe un bel colpo di teatro. Sempre di Napoli si tratta: magari hanno giocato nello stesso giardinetto o frequentato lo stesso gelataio. Inoltre hanno una doppia consonante nel cognome. Tutti e due. Non può essere un caso: la doppia “erre” di Ferrante richiama irresistibilmente la doppia “esse” di Jossa, rimontando indietro nell’alfabeto come i salmoni che risalgono i fiumi alla rovescia. Quindi, di doppio in doppio, che ci vuole ad arrivare alla doppia vita? Durante il giorno un serio professore universitario. Durante la notte un’ambigua macchina femminile di romanzi di successo. Tutto torna.    Compresa la tentazione omicida che lega il doppio “buono” a quello “cattivo”. Come qualsiasi psicologo di provincia potrebbe infatti spiegarci, il doppio “cattivo” non muore mai, ma ogni santa notte il doppio “buono” sogna di mettergli un cuscino sulla faccia nel tentativo di sbarazzarsene. Il dramma del nostro intellettuale maschio da almeno due secoli a questa parte è strappalacrime. Inutile volerlo sminuire. Si trova accoppiato in un infinito amplesso mortale con una partner, la letteratura, sempre più simile a una puttana. Il...

Una risposta a Stefano Jossa / Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante?

Nell’ambito di un incontro avvenuto la settimana scorsa al Salone internazionale del libro di Torino, Sandro Ferri editore, insieme a Sandra Ozzola, di Elena Ferrante, ha accennato, tra l’altro, a qualche dato che riguarda gli esiti editoriali prodotti in Italia dai romanzi di questa autrice: diritti ceduti ad oggi in cinquanta Paesi. Copie vendute da Elena Ferrante nel mondo, scrittrice che ha pubblicato per la prima volta nel 1992: oltre i cinque milioni. Di fronte a queste cifre è probabile che relegare l’importanza del fenomeno Ferrante al suo aspetto puramente commerciale sia un po’ riduttivo. Ma forse lecito se l’ottica da cui si guarda il caso Ferrante ha in sé la parzialità di uno sguardo estraneo ai suoi contenuti. Qualche tempo fa, a fine aprile 2016, arriva una notizia che ha dell’incredibile anche per noi lettrici di Elena Ferrante: il Time inserisce l’autrice de L’amica geniale tra i 100 personaggi più influenti dell’anno. Le categorie in cui il prestigioso giornale suddivide le personalità più influenti del 2016 sono cinque: titani, pionieri, artisti, leader e icone. Nell'elenco dei cento nomi compaiono Leonardo Di Caprio, Mark Zukerberg, Christine Lagarde, ognuno...

Si tratta anche di te / Non si deve studiare la Ferrante all’Università

Il 7 aprile 2017 si è tenuta all’Università di Napoli Federico II una giornata di studio dedicata a Elena Ferrante, dal titolo «“di Napoli non ci si libera facilmente”: per Elena Ferrante». È stata la prima celebrazione della Ferrante nell’Università della città in cui sono ambientati i suoi romanzi, in particolare la tetralogia dell’Amica geniale che le ha dato un successo planetario. La giornata napoletana ha fatto seguito alla pubblicazione di un’inchiesta della rivista «Allegoria», sempre attentissima alle dinamiche del contemporaneo, sulla stessa Ferrante. L’Università inglese era arrivata prima, come spesso in questi casi, con panels dedicati alla Ferrante ai convegni della Society for Italian Studies a Oxford nel 2015 e a Dublino nel 2016, più seminari, conferenze e tavole rotonde a Londra, Durham, Leeds, Brighton e altrove. È anche appena uscito un interessante volume in inglese: The Works of Elena Ferrante: Reconfiguring the Margins, edited by Grace Russo Bullaro and Stephanie Love, Palgrave Macmillan, 2016.     Va tutto benissimo, perché la Ferrante è un caso commerciale, che merita discussione e approfondimento; perché il suo nome è femminile e fa gioco alla...

Storia della bambina perduta

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture.   Nell’estate 2014, in occasione dell’uscita negli Usa di Those Who Leave and Those Who Stay, terzo volume della quadrilogia My Brilliant Friend tradotta da Ann Goldstein, la stampa estera si scatena. Si comincia a parlare di Ferrante fever. Elena Ferrante concede qualche intervista oltreoceano senza mai apparire se non per iscritto. Su Google circola qualche sua foto ma non è detto sia davvero lei. I recensori stranieri non si capacitano del fatto che...

Elena Ferrante, L’amica geniale

Le due bambine si tengono la mano su per la scala buia e polverosa della vita. Il loro mondo è quello di un rione povero di Napoli, pare un paese sperduto, la città è appena dietro la collina ma sembra già un’altra realtà. Nelle strade, fra i palazzi la voce della violenza impesta l’aria, memorie di tempi lontani che affondano le radici ben prima della nascita delle due protagoniste di quest’ultimo libro di Elena Ferrante, L’amica geniale (edizioni e/o, pp. 329, € 18). L’infanzia di Lila e Lenù è un’infanzia di brutalità, di pietre in faccia, di sangue, di urla contro i genitori, di voli fuori dalla finestra scaraventate da padri imbufaliti. I bambini riproducono i comportamenti degli adulti, delle proprie famiglie, l’odio si rigenera nei figli eppure una strada alternativa sembra spalancarsi di fronte alle due ragazzine: la scuola, se sei bravo, se brilli la maestra ti apprezzerà e così l’intero rione, e chissà, forse potrai andare via, scrivere un romanzo e diventare ricco e famoso. E Lila era bravissima, aveva imparato a leggere da sola, sapeva...