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Eric Hobsbawm

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A proposito di Nondimanco / Il caso, i casi

Parlerò della via, lunga e tortuosa, che mi ha portato a scrivere il mio ultimo libro: Nondimanco. Machiavelli, Pascal, pubblicato da Adelphi. Mi auguro che coloro che mi ascoltano siano invogliati a leggerlo.    1. Partirò dal titolo che ho scelto per questa lezione: Il caso, i casi. L’omonimia che esiste in italiano tra “casualità” e “caso”, in quanto genere letterario, rinvia al verbo latino cadere. In altre lingue l’omonimia non esiste, oppure appare in forma attenuata. In inglese, per esempio, il titolo della mia lezione suonerebbe così: Chance and Cases. In francese, Le hasard et les cas. In tedesco, Der Zufall und die Fälle. In spagnolo, La casualidad y los casos. Nella traiettoria di ricerca di cui parlerò sia la casualità sia i casi sono stati, come si vedrà, decisivi. Carlo Dionisotti, il grande storico della letteratura italiana, scrisse una volta: “Per mero caso, ossia per la norma che presiede alla ricerca dell'ignoto (1)”. È un’osservazione perentoria, com’era nello stile di chi l’ha pronunciata. Ma il caso può essere prodotto? E se sì, come? E in che misura, e in che modo, si intreccia eventualmente al caso in quanto genere letterario? A questa, e ad altre...

Ritorno al futuro / Benedict Anderson, Comunità immaginate

Comunità immaginate, pubblicato negli Usa nel 1983 dallo studioso sino-irlandese Benedict Anderson, affronta la questione della genesi e della struttura del nazionalismo. Mi è sembrato necessario affrontare la lettura di questo classico di fronte ai cambiamenti dello scenario politico occidentale, alla ricerca di un quadro interpretativo fondamentale che riconoscesse dignità al nodo del nazionalismo, tornato in grande auge nella nostra attualità. La lettura del libro mi avrebbe auspicabilmente aiutato a (ri)posizionare il mio punto di vista di semiologo, indicandomi cosa guardare, da dove cominciare per tentare un’interpretazione dei testi e degli artefatti che circolano nel nostro scenario sociale al passo coi tempi, al passo cioè con la nuova sensibilità che l’egemonia del nazionalismo in Occidente incarna al giorno d’oggi.  L’edizione che ho usato per questa rilettura è stata quella del 1996 di Manifesto Libri, introdotta da Marco D’Eramo. Al momento della pubblicazione dell’edizione italiana, lo scenario politico sociale era molto diverso da quello attuale. Era il tempo della globalizzazione e dell’atlantismo trionfante, del villaggio globale promesso da Internet e del...

Stuart Hall: un marxista eretico

Il primo sito che ha dato ampio risalto alla morte di Stuart Hall è stato quello del Guardian, qualificandolo come «il nonno del multiculturalismo». Un tributo alla sua opera nelle intenzioni, che cancella però la critica che l’intellettuale di origine giamaicana aveva rivolto proprio contro il multiculturalismo: lo considerava un’attitudine all’integrazione razziale sotto il segno della predominanza del pensiero «bianco», preferendogli invece la messa a tema della «riappropriazione» che i «subalterni» hanno fatto di quel pensiero. Nel mondo postcoloniale gli eredi europei e statunitensi del pensiero illuminista si trovano infatti a fare i conti con quella torsione radicale, altera e a tratti sovversiva, impressa dai dominati all’ordine del discorso dominante. È a questa riappropriazione che Stuart Hall ha dedicato gran parte della sua vita.   Stuart Hall è stato sempre un intellettuale «scomodo» nella sinistra inglese. Nel 1956 aveva lasciato il piccolo partito comunista, sbattendo la porta dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria. Ma a differenza di...

Il paradosso di Pino Musi

L’interminabile agonia della fotografia, che, tra inutili lutti e opportunisti entusiasmi, da una ventina d’anni non accenna ad arrestarsi, mi sembra abbia avuto con un recente, sorprendente lavoro di Pino Musi, un singolare, inatteso sviluppo. Perché singolare e inatteso? Per rispondere occorre fare riferimento alle varie forme della apparentemente variegata ma sostanzialmente unidirezionale via, o vicolo cieco, imboccati dai molti “artisti” e teorici della cosiddetta post-fotografia. La faccenda meriterebbe un dettagliato studio di carattere estetico-sociologico che non mi sembra sia ancora stato intrapreso. Forse a causa della incoercibile noia suscitata da così tanti fuochi d’artificio, in fin dei conti tutti riconducibili ad un unico, e miserello, petardo.   Per violentemente riassumere, pur a rischio inevitabile di caricatura, si può dire che una certa presa d’atto della crisi della vicenda storico-culturale della fotografia ha suscitato un tentativo di superamento – e che cosa se no? Sono cent’anni che sul terreno della cultura più si rimane fermi e più si parla di...

Dove comincia e dove finisce la Padania

Dove comincia e dove finisce la Padania? Dalle sorgenti del Po al Mare Adriatico, hanno risposto i creatori di questo mito che non ha mai fatto i conti né con la geografia né con la storia. Cuneo è in Padania? Udine pure? E Ravenna e Ancona sono parte della Padania? O forse la Padania è il territorio che si estende intorno a Cassano Magnago, paese di nascita di Umberto Bossi, centro d’irradiazione di una fantasia geografica che ha ammaliato per quasi vent’anni una parte della popolazione del Nord del paese, come una sorta di fuga dal reale che ora si rivela, come ha sottolineato Giorgio Napolitano, nella sua veste di Presidente della Repubblica italiana, quello che appunto è: illusione. Il re è nudo, dice il bambino della favola di Andersen, che ci fa capire come lo slogan della Lega sia prodotto, non tanto e non solo, dalla boutade del capo leghista, ma anche e soprattutto dallo risposta della folla che l’ascolta, e vi crede.   Claudio Franzoni, studioso dei gesti, ha fatto notare di recente come sia appunto lo sguardo della folla che rende grande il gesto che compie l’uomo politico, e che basta un punto...