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Eric Kandel

(6 risultati)

Cosa significa essere umani / Uno, nessuno, centomila

Ma non eravamo uno, unitario, stabile e immodificabile? No, pare che ci siamo moltiplicati? Ma dov’è, o meglio dove sono, allora? Ma chi, di cosa parli? Di me, di te, di cosa vuoi che parli. Beh! Te, me, non è poi così facile stabilire dove finisci tu e comincio io. E il contesto, poi dove lo metti? E dove metti quello che siamo e facciamo senza esserne coscienti? Mi confondi e non ti seguo, mi inquieti! Smettila! Vedi, basterebbe che ti chiedessi da dove viene la tua inquietudine: da te, da me che ti parlo di queste cose, dal tuo inconscio. E dov’è l’inconscio? Non è mai stato possibile localizzarlo o localizzarli, perché di questi tempi c’è chi dice che ne abbiamo più di uno. Eh! Ma questo è un problema. E poi di cosa è fatto o sono fatti? Niente di materiale, pare. Accidenti, sempre più difficile. Come si fa a parlare di qualcosa di invisibile? Ma è vicino, lontano, dentro noi, fuori? Troppe domande in una volta sola. Ne basterebbe una per creare confusione, figurarsi così. Eh, sì; già per noi esseri umani è difficile fare i conti con l’invisibile, con l’immateriale e con tutto quello che è lontano. Siamo evoluti come specie umana avendo dovuto vivere o sopravvivere con una...

Senza padre

Nel luglio 2014 Matteo Renzi parlava a Strasburgo della necessità da parte dei giovani italiani di riconoscersi come la “generazione Telemaco”, la generazione di coloro che devono “meritarsi l’eredità”. Il Presidente del Consiglio non citava Omero, bensì rimasticava un libro dello psicoanalista Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, 2013) . La riflessione di Recalcati sulla ricerca della funzione paterna si inseriva in un più ampio progetto di individuazione di una sintomatologia sintetizzata nella metafora della “evaporazione del padre”, che emblematizza la dissoluzione dei limiti, dei legami, dei principi di mediazione prodotta dal capitalismo contemporaneo per assicurare campo aperto al godimento compulsivo del consumo. Variamente declinata a partire da alcuni assunti lacaniani, questo tipo di analisi del presente si è imposta come dominante nel dibattito culturale e politico attuale, affermando la necessità di opporre alla deriva del godimento un tentativo di riformulazione del Nome del Padre che consenta nuove forme di contrattazione del desiderio. Proprio a queste...

Bolle, bachi e pesci rossi

Era il 1999, stavo terminando la stesura di Chi non legge questo libro è un imbecille. L'intelligenza artificiale si sviluppava e diffondeva con crescente rapidità. Non era difficile prevedere due effetti collaterali. In primo luogo, poiché sappiamo che il computer è un cretino molto specializzato, il rapido incremento della stupidità artificiale. In secondo luogo, un parallelo incremento di tutte le forme di idiozia generate dalla fallace interazione tra esseri umani e macchine pensanti.   In quella fine millennio, stava per esplodere la “Dot-com Bubble”, la grande bolla di internet. Gli indici di borsa di tutto il mondo salivano da tempo, impennandosi, a partire dal NASDAQ, l'indice delle aziende tecnologiche, anche se le start-up attive in rete fatturavano pochi dollari e registravano a bilancio perdite colossali ogni anno. Ma c'era qualcosa nell'aria, lo sapevamo: i computer e la rete rappresentavano il futuro, sfondavano una nuova frontiera che si apriva su un Far West infinito e virtuale da colonizzare. Scommettere sul settore appariva dunque una scelta perfettamente razionale, come investire nelle...

L'arte come teoria della mente

Il freudiano Progetto di una psicologia, delineato nel 1895, contiene un modello biologico della mente che lo stesso Freud si affretta ad abbandonare e a disconoscere, indicandolo come un tentativo confuso e prematuro. Prima di poter studiare i processi mentali da una prospettiva neurofisiologica era necessario passare attraverso la mediazione di una psicologia dinamica della mente. Tuttavia questo episodio della variantisitica freudiana ha una funzione rivelatrice: nello “scarto” c’era l’intuizione di uno sviluppo necessario, dell’esigenza di creare una omologia tra la configurazione cognitiva della psiche e il funzionamento fisiologico del cervello.   La separazione tra psicologia e biologia della mente va intesa quindi come una mossa tattica e provvisoria, escogitata da Freud senza mai perdere di vista l’orizzonte di una disciplina unificata, come si legge chiaramente, nel 1920, in Al di là del principio del piacere. Aspettando di trovare i correlati fisiologici dei processi psichici, Freud getta le basi per la nascita della psicologia cognitiva, che sarà poi definita compiutamente da Neisser, nel 1967, come una...

Letteratura e scienze della mente

Le forme della natura sono forme umane. È nel nostro cervello che si formano i triangoli, gli orditi e le ramature. Noi li riconosciamo, li apprezziamo; ci viviamo in mezzo. In mezzo alle nostre creazioni, creazioni umane, comunicabili all’uomo, noi ci sviluppiamo e moriamo. In mezzo allo spazio, allo spazio umano, noi creiamo misure; tramite tali misure noi creiamo lo spazio, lo spazio tra i nostri strumenti. L’uomo poco istruito è terrorizzato dall’idea dello spazio; egli se lo figura immenso, notturno e vorace. Egli immagina gli esseri sotto la forma elementare di una sfera, isolata nello spazio, raggomitolata nello spazio, schiacciata dall’eterna presenza delle tre dimensioni. Terrorizzati dall’idea dello spazio, gli esseri umani si raggomitolano; hanno freddo, hanno paura. Nel migliore dei casi essi attraversano lo spazio, essi si salutano con tristezza in mezzo allo spazio. Eppure tale spazio è in loro stessi, non si tratta d’altro che della loro stessa creazione mentale. Michel Houellebecq, Le particelle elementari     1. Le particelle elementari della critica   Appena prima di scoccare, nel 1899...

Eric Kandel. L’età dell’inconscio

The Age of Insight, titolo traducibile forse come “L’età della visione” o persino “L’età della veggenza”, è un libro con molte narrazioni al suo interno. È un trattato scientifico scritto da uno scienziato tra i più insigni nell’ambito della neuroestetica, Eric R. Kandel, premio Nobel per la medicina nel 2000 per le sue ricerche sulla base biologica della memoria. È un’ammirata ricognizione nei territori dell’arte e della creatività. È infine “tempo ritrovato”: giunto in tarda età, Kandel rievoca la Vienna della sua giovinezza e dedica un grandioso omaggio agli artisti, agli scienziati, agli storici dell’arte che hanno fatto grande la capitale dell’impero asburgico tra la fine dell’Ottocento e l’annessione tedesca.   Il punto di vista di Kandel è decisamente situato per quanto riguarda l’arte e lo studio dell’arte: si iscrive nel proposito di scienza dell’arte maturato da storici della scuola di Vienna. Determinate assunzioni gestaltiche appaiono confermate dalle recenti acquisizioni della...