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Erik Kessels

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Una conversazione / Franco Vaccari. Migrazione del reale onirico

Franco Vaccari (Modena, 1936) nutre profondo interesse per la dimensione onirica, fin dall’infanzia. Dal 1975 il sogno entra anche nella sua ricerca artistica. Diventa una sorta di correlativo oggettivo di un dispositivo concettuale. Attraverso cinque Esposizioni in tempo reale – oltre a una vasta produzione di opere e annotazioni su quaderni, dove fotografia e pittura convivono per rappresentare sogni notturni, soggetti e forme suggeriti dai meccanismi dell’inconscio o da un’alterità misteriosa – Vaccari indaga e rende visibile il profondo legame tra il mondo dei sogni e il suo ruolo di artista, inteso come innescatore di processi: «il ruolo di "controllore a distanza" si dissolve a sua volta in quanto il sogno funziona da attivatore di realtà, cioè da pretesto per dirottare una situazione apparentemente definita verso esiti imprevisti, verso il reale inaspettato».   Nella mostra Migrazione del reale, allestita alla Galleria P420 di Bologna, il reale inaspettato è un asteroide interstellare, che giunge da una ineffabile lontananza e incombe in uno spazio siderale, avvicinandosi sempre più alla nostra coscienza. Questo asteroide è “realmente” il primo oggetto interstellare a...

Joan Fontcuberta / Les nouveaux encyclopédistes

La tentazione di rileggere, raccogliere e conservare l’intera vastità della conoscenza è senza ombra di dubbio originaria ed essenziale dell’animo umano, e si alimenta della consapevolezza dell’impossibilità di raggiungere tale assoluto. Tuttavia, tra i tentativi di trovare una formula che riepiloghi e raccolga tutta la storia del sapere umano, l’esperimento dell’Encyclopédie ha certamente segnato una pietra miliare cui, dalla metà del XVIII secolo, l’intera cultura si riferisce. Essa veniva alla luce per proporsi quale opera utopistica che scardinasse le radicate manipolazioni del potere – religioso ma non solo – e insegnasse ad applicare al processo della conoscenza il criterio dichiarato dal proprio sottotitolo: il dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers doveva essere, appunto, “ragionato”, frutto della qualità umana denominata “ragione”.   Se quei 27 tomi innalzarono un faro dal magma indistinto dei saperi e illuminarono il futuro alla luce di un passato finalmente ripulito da valori superstiziosi, intolleranti e arbitrariamente gerarchici, ciò che non potevano assolutamente prevedere era come, nell’arco di un paio di secoli, lo stesso criterio della...