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Il perturbante

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La Valle del Perturbante / Uncanny Valley, Silicon Valley

La Valle del Perturbante, in inglese “the Uncanny Valley”, è una curiosa distorsione cognitiva ipotizzata dallo scienziato giapponese Masahiro Mori nel 1970, quando in Giappone si lavorava a film e cartoni animati con effetti speciali sempre più realistici. Man mano che queste creature assumevano forme sempre più simili agli esseri umani, il gradimento dello spettatore cresceva. Ma a un certo punto quelle creature diventavano sempre più inquietanti e repellenti e mettevano ansia, finché la tendenza si invertiva. Per definire questo effetto, Mori ha utilizzato uno dei termini chiave del lessico psicanalitico: per Freud i l perturbante (Das Unhemlich) è “quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare” (Il perturbante, 1919). È qualcosa che ci inquieta e atterrisce, perché lo conoscevano già. Ma non sappiamo riconoscerlo. La controversa ipotesi della Valle del Perturbante ha affascinato i maghi giapponesi della robotica come Hirata Ishiguro, lo scienziato che tiene conferenze in tutto il pianeta grazie a un suo doppio che egli stesso anima da remoto, a migliaia di chilometri di distanza. Più di recente i Rimini Protokoll, in uno...

Un cervello che si spegne / Gina. Diario di un addio

È un giorno come un altro, nello scorrere lineare del tempo, quando la madre anziana telefona al figlio e chiede di essere riportata a casa sua. Perché quella in cui abita, da quaranta e passa anni, non la riconosce più. Non sa di essere a Torino, crede di trovarsi a Savona, ma vuole andarsene per tornare a Roaschia, il paese dove è nata e dove è rimasto il suo mondo bambino. Dove sua madre ancora l’aspetta.  La vita di Gina alla moviola è ritornata al suo inizio. Il mondo esterno è sempre quello. La casa gli oggetti i parenti non sono cambiati, ma è lei, Gina, che si è trasformata, è diventata una donna senza identità. In affanno, con l’urgenza di fare, di muoversi, andare lontano dal qui, dove non si raccapezza più. Così “È ancora lì, tra il già e il non ancora. Un limbo sconosciuto”.  La donna che è stata moglie e madre, e adesso è nonna, ha perso il filo, le connessioni con la sua esistenza, il significato e il significante si sono scompaginati, le parole sono suoni che non corrispondono più al mondo esterno. La realtà, ora, si è spostata, è tutta nella sua testa che produce emersioni, bizzarri capovolgimenti, accostamenti sorprendenti.   In Gina. Diario di un...

Stranieri residenti / Migranti. L'estraneo siamo noi

“…Occorre una politica che prenda le mosse dallo straniero inteso come fondamento e criterio della comunità, dativo a cui rispondere liberandone il passaggio.” Questo enunciato è sufficientemente emblematico della traccia in cui si colloca il libro di Donatella Di Cesare Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (Bollati Boringhieri, 2017). Attraverso un percorso di decostruzione del concetto di sovranità e di ciò che gli ruota intorno, di analisi storica e genealogica, esso è effettivamente il tentativo di costruire un discorso filosofico che muova proprio dalla migrazione, che faccia dell’accoglienza il suo tema inaugurale e lasci entrare il migrante nella Città come straniero residente.   Questo topos biblico è il leit motiv del libro di Di Cesare che invita, partendo da qui, a ripensare, o forse cominciare a pensare, la migrazione non come un’emergenza a cui fare fronte con mezzi di eccezione o accordi inefficaci se non scellerati, ma come un fatto politico nell’ambito del quale la figura dello straniero assume importanza nucleare. Se il fenomeno migratorio è un fatto politico, afferma Di Cesare chiaro e forte, politici devono essere i mezzi per pensarlo e per...

Ascona Arte e Perturbante / Il perturbante e la bellezza

Nel 1919, all'indomani della prima guerra mondiale che fu occasione di grandissima paura reale e concreta, Sigmund Freud scrisse un saggio dal titolo Das Unheimliche (Il perturbante, in Sigmund Freud, Opere, a cura di Cesare Musatti, trad. it. modificata di Silvano Daniele,Torino, Bollati Boringhieri, vol. 9, 1977, pp. 77-114) che molti conoscono, qualcuno no. In quel testo Freud elencava otto cause di paura irrazionale presenti nel campo estetico, osservando anche che fino a quel momento poco l'estetica si era curata di tali sentimenti «repellenti e penosi», preferendo occuparsi del bello, del sublime e dell'attraente.    Nel saggio del 1919 Freud esponeva otto cause di ciò che intendeva con l'aggettivo unheimlich: unheimlich è ciò che causa la paura irrazionale, non scatenata da minaccia reale, come di catastrofe naturale, per  esempio; una paura senza oggetto, che si sottrae alla ragione. Le otto cause sono:   1) oggetti inanimati scambiati erroneamente per animati (bambole, oggetti di cera, pupazzi, automi, membra isolate) = quando qualcosa che non sia vivente si rivela troppo simile a ciò che è vivo; 2) oggetti animati che si comportano come se...