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Ken Follett

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Speciale Librerie | Libreria, scambio umano

E’ una questione di atmosfere, di involucri, perché se si pensa esclusivamente al contenuto non c’è partita: i libri si vendono solo nelle grandi distribuzioni non nei piccoli negozi dedicati. Questa è ormai la nuda realtà. Ciò che sta succedendo a Milano (vedi Cataluccio) o a Roma (vedi Cortellessa) è di fatto accaduto in generale nelle città italiane. Gli antichi luoghi dell’anima che erano le librerie storiche hanno dovuto sloggiare, riconvertirsi o addirittura chiudere i battenti. E questo è accaduto anche in moltissime città europee, poiché è un trend negativo preciso che le “ragioni dell’economia” impongono alle “ragioni della bellezza culturale”.        La chiave per capire sta tutta nella pagina culturale dei quotidiani: in alto, in bella evidenza, la classifica dei libri più venduti della settimana, sotto le diverse recensioni proposte dalla redazione cultura e gli approfondimenti su un libro particolare ritenuto degno di speciale attenzione. In alto Luciana Litizzetto, Benedetto XVI, Mettiamoci a cucinare di...

Vespa vs Follett

"Don't judge a book by its cover". Forse non aveva tutti i torti l'uomo-libro di Fahrenheit 451 che rimprovera Montag di sguardi troppo insistenti. Infatti, nonostante mi capiti di disegnare copertine, non mi faccio molte illusioni sulla capacità del design di spingere il libro nelle mani di un lettore. Per contro Gian Arturo Ferrari in un'intervista* parla dell'estrema importanza dell'aspetto grafico di un libro che trasforma il testo, il contenuto e lo comunica. Racconta in modo suggestivo di libro-lumaca, perché "porta sulle proprie spalle la sua casa, porta la comunicazione di se stesso su se stesso". Dunque consideriamo un uomo-libro, anzi un libro-uomo, come una copertina e confezione sbagliata, un oggetto che comunica più chi lo ha disegnato (o l'editore che lo ha scelto) che le idee e il testo che contiene. Andiamo a caccia di lumache, senza intenti denigratori sugli autori della grafica: non si tratta di dare il premio alla più bella copertina o di fare la rassegna del brutto. Brutto e bello sono categorie inesistenti in cui si rifugiano gli impreparati a criticare. Questi vogliono solo essere...