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L’altrui mestiere

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Coleotteri / Ernst Jünger, Primo Levi e gli eredi del pianeta

Tutto comincia con un regalo del padre. Ernst e il fratello Friedrich Georg ricevono nell’ordine: una rete, vari aghi, una bottiglia per contenere la preda, una cesta rivestita di torba sul fondo e foderata di carta lucida all’interno. Così potranno agire con maggior perizia e abilità nei dintorni della loro casa di famiglia a Rehburg, in Germania, posta all’interno di un distretto forestale. Da questo momento sono diventati dei “cacciatori sottili” e andranno inseguendo insetti e altri animali per boschi e prati. Sono aspiranti entomologi. Secondo quanto scriverà decenni dopo Ernst diventato sessantenne, essere cacciati, poiché chi osserva è a sua volta osservato. Nella caccia, scrive, la domanda sul senso dell’inseguimento è sempre d’obbligo.      Ernst non è altro che Ernst Jünger. Sta raccontando la storia della sua passione per gli insetti in un libro, Cacce sottili, publicato in Germania nel 1980, magnificamente tradotto da Alessandra Iadicicco per Guanda nel 1997, oggi purtroppo introvabile. Jünger è il celeberrimo autore di Nelle tempeste d’acciaio (1920), uno dei testi fondamentali sulla Prima guerra mondiale, e della Mobilitazione totale (1930), una delle...

Il circo delle pulci

Uno dei più bei libri sui parassiti domestici l’ha scritto Karl von Frisch ed è stato pubblicato in Germania nel 1976 quando l’autore aveva già novant’anni, essendo nato nel 1886 a Vienna. S’intitola Dodici piccoli coinquilini; e con ogni probabilità fa il verso al famoso romanzo di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, uscito in volume nel 1939. Lo zoologo austriaco, vissuto gran parte della sua vita a Monaco, nel 1973 aveva vinto il Premio Nobel per le sue scoperte sul linguaggio delle api, e per questo è ricordato ancora oggi nei libri scolastici. Ma non è stato solo uno specialista di questo particolare insetto così amato per la produzione di miele e di cera. Nel 1923, quando aveva trentasette anni, von Frisch si era applicato allo studio dei pesci e aveva dimostrato che possiedono l’udito ed emettono anche suoni. Aveva addestrato in un acquario un pesce gatto cieco a uscire dal suo rifugio e a correre in superficie appena sentiva un preciso fischio. Il saggio fu pubblicato su una rivista scientifica con un titolo ben poco accademico: Di un pesce gatto che accorre quando si fischia.     Il libro sui “coinquilini” è stato tradotto in italiano nel 1981 da...

Questa sera alla Cartoleria Bonvini di Milano alle 19 / Commenti a tavole di Una stella tranquilla

I nostri tre incontri alla Cartoleria Bonvini di Milano iniziano questa sera alle ore 19: Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi, con i disegni di Pietro Scarnera e Marco Belpoliti. E poi ancora domani e giovedì: qui il programma completo. Vi aspettiamo!     La vicenda raccontata in Una stella tranquilla inizia in una Torino distrutta dalla guerra e dai bombardamenti e termina quasi ai giorni nostri. La prima è la città in cui Primo Levi ritorna nell’ottobre del 1945, la seconda è la metropoli in cui si muovono i due ragazzi protagonisti del fumetto, che tornano sulle tracce lasciate dallo scrittore. In mezzo ci sono 70 anni di storia: per questo Torino fa da sfondo a tutta la vicenda. Dal dopoguerra al boom economico, dagli anni del terrorismo fino alle Olimpiadi invernali del 2006. Mentre Levi si muove nel centro, i due ragazzi attraversano le periferie e i paesi della provincia in cui Levi ha lavorato. Anche geograficamente, Una stella tranquilla è quindi un confronto tra due generazioni: quella di Primo Levi, quella protagonista della Seconda guerra mondiale, e la mia, quella degli ideali nipoti. Questa tavola in particolare è uno dei momenti nel...

Pratiche teatrali per la cura della persona / Gabriele Vacis. Educare alla relazione

La scoperta dell’identità – ha scritto Édouard Glissant nel suo libro dal bel titolo Poetica della relazione – non può essere solo scoperta delle proprie radici, se si intendono le radici come uniche, come «ceppo che assume tutto su di sé e uccide quanto lo circonda» (Macerata, Quodlibet, 2007, p. 23), ma è anche scoperta della relazione. Nel mettere in discussione il luogo comune secondo il quale è l’immagine della radice a definire meglio di ogni altra il concetto di identità, Glissant vi oppone, con Deleuze e Guattari, quella del rizoma, «radice demoltiplicata che si estende in reticoli nella terra e nell’aria, senza che intervenga alcun irrimediabile ceppo predatore. […] Il pensiero rizomatico sarebbe all’origine di quella che io chiamo una poetica della relazione, secondo la quale ogni identità si estende in un rapporto con l’Altro» (p. 23). Strettamente connesso all’idea del rizoma, che non è mai esclusione ma inclusione e alleanza, è l’altro concetto portante del pensiero di Glissant, quello di «nomadismo circolare», contrapposto al «nomadismo a freccia». Se quest’ultimo è il «nomadismo invasore» di chi si sposta da un luogo a un altro per occuparlo e impossessarsene...

Fossoli / Cosa imparare da Primo Levi

Quello che segue è il testo dell'intervento di Ernesto Ferrero, presidente del Centro Internazionle Primo Levi di Torino, in apertura della lettura di Fabrizio Gifuni dedicata a Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati, a Fossoli per il Centenario della nascita di Primo Levi.   Calvino diceva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha dire. Vorrei aggiungere una piccola variante: che continua a darci sempre di più con il passare del tempo. Se questo è un uomo è un classico che è stato scritto da un ragazzo di ventisei anni che per modestia si è nascosto a lungo dietro l’autodefinizione riduttiva, molto riduttiva, di scrittore della domenica o di chimico che scrive: come se la chimica fosse una lieve ma evidente disabilità mentre, al contrario, semmai offre un più di strumenti conoscitivi. Lo sappiamo: Primo Levi non ha mai voluto sollecitare emozioni, né tanto meno si è atteggiato a vittima da compiangere. Da buon tecnico di laboratorio, che si diceva “studioso di vortici”, ha cercato di capire: come funzionava la macchina dello sterminio, come funzionava la testa dei tedeschi, come funzionano le società umane e come funziona la nostra testa, di...