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Ludovico il Moro

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I Sacri Monti / Un pellegrinaggio gerosolimitano in surplace

Alla fine del quindicesimo secolo, mentre la flotta ottomana spadroneggiava sul Mediterraneo orientale rendendo impossibile ai cristiani il pellegrinaggio verso i luoghi santi di Gerusalemme, due furono i modi, entrambi dettati dalla fede e presieduti dalla capacità immaginifica, con cui, nelle nostre terre, si ovviò all'impedimento: il primo, più solipsistico e riservato ai pochi alfabetizzati, consistette nel figurarsi ciascuno da sé il proprio viaggio inventandoselo a partire dalle suggestioni evocate dalla lettura dei diari di chi lo aveva realmente compiuto; il secondo, invece, molto più teatrale, corale e popolare, fu quello di ricostruire in patria gli scenari dei luoghi della passione di Cristo, con microarchitetture popolate da statue policrome a grandezza naturale, preferibilmente erette in siti montuosi, da cui derivò loro il nome di Sacri Monti. L'inventore di questo Gran teatro montano, come cinque secoli dopo lo avrebbe soprannominato Giovanni Testori, fu Bernardino Caimi, vicario dell’ordine dei frati minori del Comune di Milano e già Custode del Santo Sepolcro; mentre il primo a credere in quell'impresa e a finanziarla largamente fu Ludovico il Moro (anche se quei...

Milano Leonardo 500 / La vera storia della Sala delle Asse

Milano celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1452 - 1519) con una serie di eventi, dal titolo Milano Leonardo 500 (maggio 2019/gennaio 2020) che, oltre al Museo nazionale della scienza e della tecnologia a lui dedicato, investono i vari capolavori che l’artista ha lasciato alla città, alcuni dei quali amovibili, come, ad esempio, i disegni contenuti nel Codice Trivulziano e nel Codice Atlantico e il ritratto di musico dell’Ambrosiana, e altri inamovibili, quali le pitture murali del Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e quelle della Sala delle Asse al Castello sforzesco. A proposito di quest’ultima, sono molte le storie interessanti che la riguardano, a partire da quella circa il suo nome. Nei documenti del Carteggio Visconteo Sforzesco (1282 - sec. XVII), conservato presso l’Archivio di Stato di Milano, essa è definita Camera Grande, per via delle sue dimensioni. Era infatti la stanza più ampia del castello, per tale ragione Ludovico il Moro (riscattandola dalla destinazione di Sala della Falconeria, voluta dal precedente duca, suo fratello Galeazzo Maria, appassionato di caccia al falcone) l’aveva adibita a sala delle udienze, in cui venivano...