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Luigi Galvani

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24 febbraio 1979 / Luigi Di Sarro, un artista da ricordare

Il 24 febbraio del 1979 moriva a Roma Luigi Di Sarro. Erano gli anni di piombo, un periodo denso, cupo e violento per l’Italia, politicamente e culturalmente, in cui i fermenti politici del decennio precedente, la mobilitazione di giovani, operai, donne, studenti, venivano catturati nel vortice della “strategia della tensione” e della lotta armata. È in questo contesto agitato che nasce la “legge Reale”: nel 1975, il governo Moro introduce in nome della lotta al terrorismo un inasprimento della legislazione penale, consentendo tra l’altro alle forze dell'ordine di usare le armi non solo in presenza di minacce esplicite. Molte sono state le vittime innocenti di quella legge (254 morti e 371 feriti nei primi 15 anni di applicazione) e tra queste Di Sarro, ucciso a due passi da San Pietro a Roma, mentre tornava in automobile a casa da una festa.  Aveva 37 anni, era un artista.   Luigi Di Sarro, Autoritratto, Scrittura luce e movimento in tre posizioni, 1975. Dagli anni Sessanta aveva lavorato con tecniche e linguaggi diversi, secondo un’attitudine sperimentale e aperta, attenta, prima che alle immagini, al loro processo costitutivo, coerentemente alla sua ‘altra’...

Piovono rane

Piovono rane. È successo, pare di recente, in Serbia, nel 2005 a Odzaci, ripetendo in quel luogo dell’Europa un’antica calamità, una delle sette piaghe d’Egitto narrate nel libro dell’Esodo. Si tratterebbe di un fenomeno che avrebbe delle sue spiegazioni scientifiche: trombe d’aria aspirerebbero da zone lacustri, fiumi o laghi, l’intera popolazione anfibia, trasportandola a chilometri e chilometri di distanza, per farla poi cadere sui tetti, sulle case, sulle strade e sulle teste degli atterriti abitanti. In Magnolia, il film di Paul Thomas Anderson del 1999, nell’ultima scena c’è una caduta di rane, sorta di nemesi finale, secondo l’interpretazione dei critici. Perché le rane? E perché proprio in questi giorni? Due accadimenti contemporanei, tra loro irrelati, ma cui non viene male applicare la chiave di lettura della sincronicità, come la chiama Carl Gustav Jung.     A Venezia, sulla Punta della Dogana, è stato da poco rimosso il "ragazzo con la rana", la controversa scultura di Charles Ray lì installata da qualche anno. L’...

Bologna, Pilastro / Paesi e città

Una città sicuramente conosciuta, ma che merita sempre una seconda visita è appunto Bologna. Con il suo impianto medioevale, riserva sempre nuove sorprese nascoste nel ventre della sua nota natura materna. I lunghi portici non sono che l’anticipo di una città chioccia, che nasconde i suoi gioielli e li ripara dalle intemperie e dagli occhi indiscreti.   Ma se Bologna è nota per i suoi lunghi porticati, per la sua cucina, per la più antica università del mondo occidentale, per le due torri che ne puntano il fulcro geografico, per lo scienziato Galvani, il poeta Carducci, l’inventore Marconi, il maestro Martini, il pittore Morandi, i fratelli architetti Bibbiena, Bologna è invece sconosciuta al di fuori della cinta muraria. Vorrei quindi suggerire un percorso che potrebbe risultare interessante a chi, non per la prima volta, visita questa antichissima città.   Si tratta della visita ad uno dei quartieri simbolo della città post bellica, improntato all’idea civica trasmessa dal Partito Comunista Italiano che per quarantacinque anni ha dominato incontrastato sulla gestione della citt...