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Mariana Enriquez

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Questo mondo e quell'altro / Mariana Enriquez: il terrore concreto degli esclusi

Siamo a cavallo tra i secoli XIX e XX quando, grazie anche a un’innegabile ispirazione europea, la paura e il perturbante riescono definitivamente ad acclimatarsi lungo le sponde del Río de la Plata per farsi sostanza tramite la penna di autori come Horacio Quiroga (uruguaiano) e Leopoldo Lugones (argentino), per citare soltanto i più “memorabili”. Da allora, Uruguay e Argentina, che in letteratura spesso corrono insieme, sono entrati a buon diritto nel novero delle patrie del terrore, dando vita a una nuova tradizione che, nonostante l’innegabile ispirazione europea di cui sopra (assai presente soprattutto tramite il modello di Edgar Allan Poe), non sembra poter essere definita come stancamente derivativa. D’altronde, in un contesto quale quello rioplatense, in cui il fantastico è coltura autoctona capace di adeguarsi indistintamente all’umidità della selva come all’aria temperata della costa, romanzieri e cuentistas hanno avuto gioco facile nel recuperare e adattare, senza tuttavia scivolare nell’epigonismo, tematiche già ampiamente dibattute nella nostra Vecchia Europa a partire da quei nobili padri della letteratura gotica che rispondono a nomi spesso anglosassoni (come d’...

I morti fanno i furbi

I morti, se interpellati, fanno i furbi. Schivano le domande, sghignazzano, alterano la voce, girano intorno alle questioni, si fermano sul più bello mettendo paura con i loro trucchi convincenti: simulano cortocircuiti e manomissioni, spostano oggetti, producono suoni, guastano la frutta nelle alzate, sanno riprodurre gli odori, rubano. Succede spesso di assistere a questi fenomeni a chi è alle prime armi con la tavola ouija, perché a loro piace prendersi gioco degli inesperti. Non è cattiveria, tutto il contrario: sono a disagio e si infastidiscono, soprattutto se li si interroga ignorando le norme della buona creanza ultraterrena.   Tuttavia, non si tratta di dispetti o provocazioni nel caso degli spiriti che appaiono alle giovani protagoniste del racconto che apre e dà il titolo a Quando parlavamo con i morti (caravan edizioni, traduzione di Simona Cossentino e Serena Magi), di Mariana Enriquez, autrice finora inedita in Italia. Nel loro caso è più appropriato parlare di reticenze e diffidenza, di pudore: provano a dare spiegazioni circa la modalità del loro trapasso e, non potendo fare altro che scavare nella...