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Meditazione milanese

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Anime in streaming / L’armonia tecnica di Hayao Miyazaki

Nella Meditazione Milanese Gadda esprime una felicità quasi animistica nei confronti delle macchine, o meglio dei sistemi meccanici. Descrivendo una centrale elettrica e i suoi componenti - la turbina, l’alternatore, la condotta dove scorre l’acqua di caduta, ma anche le infinite macchine lontane che compongono la rete - lo scrittore-ingegnere si immedesima nel Macchinista, colui che vigila sulla “felicità totale del sistema” attraverso le indicazioni che gli giungono dagli strumenti di misura. “Se le indicazioni delle lancette sono irragionevoli, la mente conduttrice avverte l’infelicità del sistema”, dice Gadda.    La stessa empatia per l’armonia tecnica e la felicità meccanica la troviamo in Miyazaki Hayao, il Dio degli anime (come Tezuka Osamu lo è stato dei manga). L’amore per le macchine in Miyazaki è amore per gli aerei, di ogni forma e fattura. Immense corazzate volanti che solcano i cieli come cetacei il mare, eleganti alianti e deltaplani ibridati con ali di insetto, rossi idrovolanti che planano sull’acqua azzurra, dirigibili bimotore a forma d’uccello che sferragliano tra le nuvole. L’elenco sarebbe infinito e necessiterebbe di un atlante a sé, tale è la...

CERN, 7 - 12 Maggio 1984 / Daniele Del Giudice, Taccuino di Ginevra

“1984: Orwell ha sbagliato”. Così recitava una pubblicità dell’Olivetti M20, inneggiando alla nuova rivoluzione “dell'informazione distribuita, dei piccoli strumenti dalle grandi capacità: dei "Grandi Fratelli" che si rimpiccioliscono sino a diventare "amici personali", personal friends, personal computer.”  Dall’altra parte dell’oceano, nello stesso anno, Steve Jobs inaugurava il lancio del nuovo Macintosh con un famoso keynote address e un altrettanto rinomato spot pubblicitario che sfidava apertamente il “grande fratello” IBM. “Sarà il Grande Blue (IBM) a dominare l’intera industria dei computer? L’intera era informatica?” chiedeva Steve Jobs a una folla in adorazione. “Aveva ragione George Orwell sul 1984?” Ovviamente, Orwell non si sbagliava perché la sua critica non era rivolta alla “cattiva maestra televisione” (o ai computer in questo caso), ma al pericolo di un regime totalitario capace di controllare le masse attraverso la tecnologia. Trentacinque anni di distanza dal quel fatidico 1984 hanno dimostrato che la lungimiranza degli scrittori spesso supera la perspicacia degli innovatori – persino dei più brillanti come Olivetti e Jobs.    È forse anche per...

Acqua 2 / Il sapere fluido

Se “l’accenno eracliteo” avesse potuto svilupparsi, scriveva il Gadda filosofo della Meditazione milanese (1927), “si sarebbe risparmiato pena e cammino e l’idea di sostanza, disseccando sé e inaridendo più liete fontane, non avrebbe di sé coperto ogni cosa, così come la sabbia coprì le città cirenaiche”. Anche il pensiero forma pieghe nel corso della sua storia, pieghe che tracciano i cammini entro cui scorrono le idee: così, condannata la suggestione cara al “convoluto Eraclito di via san Simpliciano”, quella per cui “la realtà si presenta come il fiume eracliteo pieno di gorghi e di forze aggrovigliate e intersecantisi”, l’Occidente ha tematizzato il primato ontologico della solidità. Il Platone erede di Parmenide invita a rivolgere gli occhi alla stabilità del mondo ideale, alla statica perfezione delle Forme, prendendo distanza dal fuggevole palcoscenico delle parvenze del mondo sensibile; i corpi che abitano quest’ultimo sono sedi di flussi continui, cavità condannate alla sterile riproduzione dello sforzo per appagare senza fine i bisogni carnali. Nelle metafore abituali del conoscere, ha osservato Michel Serres, le distinzioni solido-fluido, separato-mescolato, seppur...