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Nicola Lagioia

(11 risultati)

La lingua cambia / L’“alternativa” che è quasi scomparsa

“Questo significa che a giugno ci siamo trovati senza contratti, dunque senza stipendi [...]. Due erano a quel punto le alternative. O dire: «ok, noi ci mettiamo a fare altro, ce ne andiamo in vacanza, e quando i contratti sono pronti ci chiamate, sempre se ci saremo» [...]. Oppure [...] metterci subito a lavorare (da giugno) senza contratti, senza stipendi e senza niente”: parole di Nicola Lagioia, Strega 2015, a proposito del Salone del libro di Torino, che dirige dal 2017.  Quanto ad alternativa, i giochi son fatti almeno dalla fine del secolo scorso. Era il 2000. Il Grande dizionario italiano dell’uso diretto da De Mauro glossava:“ciascuna delle soluzioni che possono essere scelte”. È il valore con cui Lagioia si serve di alternativa.    E il tradizionale valore di “situazione nella quale non si offre che la scelta tra due sole cose o soluzioni possibili”? Già passato in secondo piano. Questa glossa del Grande dizionario della lingua italiana ha però a suo fondamento un uso secolare nella lingua letteraria.  Carlo Cattaneo fornisce ricorrenze indiscutibili, in proposito: “La questione da deliberarsi non era una sola; e perciò non poteva onestamente ridursi...

Un'inchiesta (parte II) / Tre domande sull'antifascismo oggi: Lagioia, Sarchi, Inglese

Per provare a interrogarci e confrontarci sull'antifascismo oggi abbiamo posto ad alcuni intellettuali e collaboratori queste tre domande, a cura dello storico Claudio Vercelli. Pubblichiamo oggi tre ulteriori risposte (qui le prime: Valerio, Cortellessa, Manera).   1. Perché si dovrebbe continuare ad essere antifascisti se è vera l’affermazione, che si fa assunto di senso comune, per cui destra e sinistra sarebbero due distinzioni che non hanno più motivo di esistere? Se invece continua a sussistere una linea di differenziazione tra i due aggregati, quali ne sono le discriminanti in senso antifascista?   2. Se l’antifascismo non si è esaurito, in cosa si deve allora sostanziare? Allo stesso tempo, se il fascismo non è mai del tutto scomparso, sotto quale natura e con quali aspetti si manifesta oggi?   3. Prova a legare alla parola «fascismo», in successione, secondo una scala decrescente di pertinenza, questi cinque termini; ciò facendo ne deriverà quelli che per te sono i tratti salienti e prioritari in cui esso si sostanzia: A) razzismo; B) populismo; C) sovranismo;  D) identitarismo; E) [termine a tua scelta, da scegliere al di...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...

Roberto Saviano: intervista sulle merci

Le merci ci sono sempre sembrate il tema dominante di Roberto Saviano. Anche "Zero Zero Zero" tratta di un ennesimo prodotto di consumo: la cocaina. Merce debordiana per eccellenza, che contiene in se' anche lo spettacolo. Dalle merci però nasce anche il linguaggio pubblicitario. In cerca di nuove verità sulla pubblicità abbiamo quindi chiesto a Saviano un incontro proprio su questo tema. Quella che segue è la sintesi di una più ampia intervista, registrata in aprile e pubblicata su Bill 7 in luglio.   Hai cercato la verità sulle merci fin dal racconto sul porto di Napoli che apre "Gomorra". Oggi parli di quella contemporanea per eccellenza: la cocaina. È un tema che ti eri prefisso fin dall’inizio? O ti ha attirato man mano? Mi ha attirato man mano, mentre mi interessavo ai meccanismi del reale. La merce mi è sembrata innanzitutto un elemento di sintesi. Nella complessità del vivere, una lattina o una penna sono la sintesi di un percorso infinito, che è culturale, è chimico… il tutto, sintetizzato poi da un comun denominatore: ISO. Ossia i container...

Book blog e lavoro culturale

Di seguito una recensione di Luigi Bernardi all'ebook di eFFe, I book blog. Editoria e lavoro culturale a cui fa seguito una replica dello stesso eFFe. La discussione è aperta.     Cosa sono i book blog, come nascono, cosa fanno, come si sono evoluti. Mettiamo i punti di domanda e la risposta è questo pamphlet diffuso esclusivamente in via digitale con il sottotitolo chiarificatore di “Editoria e lavoro culturale”.   (Per questa recensione non sono stato pagato né lo sarò, in compenso ho ricevuto gratuitamente due copie del testo, una in formato .pdf e l’altra in .epub. Chi ha letto o leggerà questo libro digitale capirà il perché della premessa, a tutti gli altri è concesso il tempo di un battito di ciglia per dimenticarla.) I book blog sono i blog dedicati al libro, all’editoria, alla cultura in senso lato. Sono parecchi, spesso a firma multipla, costituiscono un universo in espansione, ma devono fare i conti con un apprezzamento altalenante, quasi sempre proporzionale alle aspettative che nutrono: positivo o eccezionale quando potrebbero essere utili; “con lo...

Andrea Cortellessa. Narratori degli Anni Zero

A dispetto di ciò che si potrebbe pensare di un’antologia, il poderoso volume Narratori degli Anni Zero (numero triplo della rivista L’illuminista, Ponte Sisto, pp. 704, € 30), curato da Andrea Cortellessa, non è solo una fotografia dello stato attuale del genere romanzo in Italia. È qualcosa di diverso: un flusso ininterrotto di testi e riflessioni critiche, dalla cui prossimità scaturisce l’impressione di un moto perpetuo.   Il saggio introduttivo è il vero motore dell’antologia. I modelli da cui Andrea Cortellessa trae ispirazione e da “mis-interpretare”, come direbbe Harold Bloom, sono due: il volume curato da Angelo Guglielmi nel 1981 dal titolo programmatico: Il piacere della letteratura. Prosa italiana dagli anni 70 a oggi e quello posteriore di Antonio Franchini e Ferruccio Parazzoli del 1991, Antologia dei nuovi narratori.   I “narratori degli anni zero” (Pincio, Nori, Cornia, Pascale, Permunian, Lagioia, Raimo, Pica Ciamarra, Pugno, Arminio, Morelli, Trevi, Falco, Samonà, Baroncelli, Vorpsi, Ricci, Rastello, Saviano, Jones, Bajani, Pecoraro, Vasta, Pedull...

Stoccolma | Editori svedesi e narratori italiani

Una delle novità più rilevanti nel mondo editoriale svedese è costituita dalla nascita, nel giro di soli due anni, di almeno tre nuove piccole case editrici dedicate quasi esclusivamente alla letteratura italiana contemporanea.   Come mai i nuovi editori svedesi scommettono sui narratori italiani? Una delle ragioni va certamente ricercata nel fatto che, negli ultimi anni, i grandi gruppi editoriali, come Bonniers e Nordstedts, appagati dal dilagante successo internazionale del “giallo nordico” (come dimenticare i 50 milioni di esemplari venduti nel mondo dalla trilogia Millenium di Stieg Larsson?), sono stati assai avari di proposte nel settore delle traduzioni da lingue straniere, in particolare, dall’italiano, ma anche dal francese. A tale immobilismo ha fatto riscontro, per reazione, a partire dagli inizi del nuovo secolo, un pullulare di iniziative da parte di nuove, piccole ma molto agguerrite, casa editrici. In primo luogo, verso le letterature d’area francofona: festeggia quest’anno i suoi primi dieci anni l’Elisabeth Grate förlag, che con grande lungimiranza e intelligenza (unita a un pizzico di...

doppiozero lancia la libreria

Un anno fa, doppiozero si formava come associazione culturale non-profit impegnata in un progetto preciso: utilizzare le potenzialità della rete per far crescere nel nostro paese un’idea di cultura fondata sull’accessibilità e la condivisione.   Nell’avventura di doppiozero c’è ora un nuovo capitolo: i libri. Siamo diventati editori e nella nostra libreria digitale offriamo ebook in formato aperto, leggibili cioè su tutti i dispositivi, senza restrizioni, e libri in pdf, da scaricare ed eventualmente stampare.   Una libreria dove pubblicare in modo nuovo, lontano dai circuiti tradizionali. Un luogo in cui trovare libri di qualità, scoprire nuovi autori, rileggere testi dimenticati. E dove i lettori possono scambiarsi opinioni, darci suggerimenti, aiutarci a crescere.   Acquistando i nostri libri si diventa soci di doppiozero. L’acquisto si fa per mezzo di una tessera ricaricabile (dal valore di 10, 25 o 50 euro) che vale anche come iscrizione all’associazione. Quando il credito iniziale viene esaurito, la tessera si ricarica con un semplice pagamento attraverso PayPal.   I...

I libri di doppiozero

Inauguriamo oggi la nuova libreria doppiozero, questi sono i primi quattro ebook disponibili. La tessera per acquistare i libri si compra qui.   Ai Weiwei Il blog. Scritti, interviste, invettive 2006-2009   Iniziato nel 2006 e chiuso d’autorità tre anni dopo, il blog dell’artista e architetto Ai Weiwei si è imposto all’attenzione internazionale come una delle testimonianze culturali e politiche più coraggiose della Cina contemporanea.   “I blog non riproducono la realtà, la producono. Ai Weiwei è senz’altro una delle guide migliori in questo territorio sconosciuto e grazie ai suoi post, raccolti giorno per giorno,il lettore vedrà il mondo sotto una luce nuova, assolutamente inedita.” Hans-Ulrich Obrist   “Un libro dal valore inestimabile, come prospettiva critica e come cronaca, e nello stesso tempo un contributo straordinario sul paesaggio politico della Cina contemporanea”. David Roberts     Marco Belpoliti Visioni   Una raccolta di articoli e brevi saggi sul vedere il contemporaneo: dall’architettura al...

Occupy Santa Claus

Che ne sarà di Babbo Natale, resisterà alla crisi del capitalismo finanziario e alla nuova era di restrizioni del consumo? Oppure uscirà ancora una volta vincitore dalla competizione del mercato del dono? Occupy Santa Claus?   È uscito in questi giorni un libro che s’interroga di nuovo su questa ricorrenza. Lo fa ponendosi una domanda sempre rimossa: perché non diciamo ai bambini che Babbo Natale non esiste? Lo hanno scritto uno psicologo e un antropologo e s’intitola La vera storia di Babbo Natale (Cortina). La domanda non è fuori luogo, dato che oramai vige il politicamente corretto di dire ai bambini la verità su tutto. Ma come ci ricordano i due autori, contro ogni political correctness, educare mentendo è una pratica diffusa in ogni cultura. Gli stessi genitori che fanno questo – educazione silente ed educazione parlata, non importa – sono i sostenitori dell’onestà e della trasparenza nella comunicazione dei figli con loro stessi. La bugia è uno dei pilastri dell’educazione, come si sa, insieme a una buona dosa d’ipocrisia. Del resto, la stessa storia di...

Ispica / Paesi e città

“Ispica, Sicilia, sotto il parallelo di Tunisi e Algeri”, canta incerta una voce attorno a un mio video, vanitosa. E s’apre un paesaggio come d’una cartolina rosa che sboccia sbiadita, qualche macchiola qua e là d’unto e di muffa. Lo sguardo si avvicina e ci conduce dentro, verso una collina. Fino a qualche tempo fa - vanitosi! - era leggenda che una celebre canzone si riferisse al paesello - era Spaccaforno -, “Paese mio che stai sulla collina”, cantata dai Ricchi e Poveri, ma si sciusciuliava l’avesse scritta uno spaccafornaro emigrato, e ci piace assai, e ancora, questa increanza popolare. Ispica è una città che sorge e, a seconda di come ci si arriva, la si raggiunge da tre direzioni diverse, la si racconta e ci si rovescia.   Alcuni tentativi di raccontarla, fallendo. 1. Ispica sorge come un incanto in una splendida giornata di sole, uno sboccio di case sopra una collina e tra i vivaci colori d’oggi, così tanto di moda accesi, si mostra bella e ornata di pennacchi delle torri, dei palazzi, delle chiese barocche. 2. Ispica sorge contratta e stretta su se stessa nei giorni bui,...