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Octavio Paz

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Letteratura / L’arte del saggio

Leggendo il manoscritto de L’albero del romanzo, penso a quell’arte grande e sempre più trascurata, abbandonata, che è l’arte del saggio. Oggi un saggio letterario, e soprattutto un saggio letterario sulla letteratura, sembra situarsi fuori da ogni serio contesto, non appartenere a nessun luogo, farsi carico di un’impresa dilettantesca. Chi si vota all’arte del saggio rinuncia volontariamente alla dignità scientifica, declina ogni diritto di essere menzionato nelle «bibliografie» pubblicate nelle ultime pagine degli studi universitari, si priva di un’influente società di lettori formata da ricercatori, professori, studenti. Un saggio si riconosce da quello che non c’è, ovvero: una terminologia destinata agli esperti; una griglia interpretativa comune a un’armata di specialisti (nessuna professione oggi può farne a meno, né i medici né gli storici della musica); la scelta di argomenti che, grazie a un tacito accordo collettivo, meritano o meno un certo interesse. Ricevo spesso da parte di studenti o dottorandi tesi e tesine sui miei libri. Lo affermo in tutta sincerità: resto sempre piacevolmente sorpreso dal loro livello di analisi, erudizione, intelligenza. Soltanto dopo un po’...

Jack Frusciante è tornato nel gruppo, peró intanto Fuori piove

C’era una volta il vecchio Alex che leggeva Due di due dell’Andrea De Carlo, correva in sella alla bici con l’energia disperata d’un Girardengo e via giù a precipizio per la Saragozza avenue. Il vecchio Alex scriveva con l’uniposca la bella scritta Clash City Rockers in caratteri gotici sull’asse di un cesso, mentre Martino viveva nella tana pubblicitaria delle Timberland con poster, libri, dischi, vestiti e videocassette dappertutto. C’erano una volta le telefonate degli amici che iniziavano per “Casa D.?”, poi c’erano quel kranio elettriko del vecchio Hoge e i compagni dei pomeriggi nichilisti, del mal di testa cyberpunk e delle notti da cani giovani. C’erano le amichette della confraternita delle Semprevergini in assorbente esterno, ma soprattutto c’era Lei, Aidi. Avevano parlato del Fenomenale Cummings e di Baudelaire, e adesso il vecchio Alex e la soave Adelaide vivevano il loro strano sogno e si raccontavano tutto e camminavano e parlavano e ridevano e camminavano e parlavano, quei matti. C’era una volta Jack Frusciante è uscito dal gruppo, quel libro tardo-adolescenziale che gi...

Pop Porn

Tutto sarebbe cominciato con Linda Lovelace che pratica la fellatio nella scena madre di Deep Throat, Gola profonda. Era il 1972. Negli Stati Uniti il film fu subito processato, e contemporaneamente dilagò la polemica sul porno tra chi si schierava contro ogni censura in nome della libertà d’espressione e chi invece condannava il film per il legame che suggeriva tra pornografia e violenza sessuale.     Come ricorda Bruno Di Marino all’inizio di Hard media. La pornografia nelle arti visive, nel cinema e nel web (Johan & Levi), lo stesso fronte femminista si divise tra chi chiedeva la fine della censura e chi accusava il film d’istigare i maschi all’aggressività verso le donne. A quarant’anni di distanza il porno è dilagato diventando, grazie al web, uno dei prodotti visivi più consumati anche dal pubblico femminile, senza che sia più soggetto a persecuzioni giudiziarie, rifiuti morali o sensi di colpa personali. Un terzo di coloro che vedono abitualmente siti porno, scrive Di Marino, sono infatti donne. Il libro descrive il dilagante fenomeno del Pop Porn, e si domanda se questo tipo di...

Glauco Felici, scrittore segreto

Non meno che ai molti che lo hanno conosciuto e amato, Glauco Felici (1946 – 2012), uno dei più insigni traduttori e ispanisti italiani del secondo Novecento, mancherà all’editoria e alla letteratura di questo Paese. Da oltre quarant’anni leggevamo le sue parole inconsapevolmente, credendo di leggere soltanto le parole di alcuni dei più grandi scrittori spagnoli e sudamericani del secolo: Javier Marías (di cui Felici ha tradotto quasi tutti i romanzi, da Domani nella battaglia pensa a me a L’uomo sentimentale, da Tutte le anime alla trilogia di Il tuo volto domani), due fondamentali premi Nobel come Mario Vargas Llosa (Il Paradiso è altrove e La festa del Caprone tra gli altri) e Octavio Paz, di cui stava traducendo alcune delle maggiori opere per un Meridiano che deve ancora uscire, e che assume ora il senso di una duratura eredità, l’infinito Jorge Luis Borges (Elogio dell’ombra, Manuale di zoologia fantastica) e il suo amico e doppio Adolfo Bioy Casares (i racconti di Un leone nel parco di Palermo), un poeta della levatura di Federico García Lorca, di cui è stato uno dei più...

Primavera messicana | Matrioske, piramidi e parabole post-elettorali

Il nostro reportage dedicato alla Primavera messicana, curato da Alessandro Raveggi, arriva oggi alla sua terza puntata. Le precedenti le trovate qui.     Lo sport nazionale del dibattito politico messicano è un infaticabile gioco delle matrioske: scovare chi si cela dietro quel funzionario o candidato, chi lo paga, chi lo comanda, e così via. Tessere reti, strattonare fili rossi incessantemente, dubitare di tutto, far tremar ogni affermazione, destituire e svitare il guscio della matrioska. La tendenza generalizzata al complotto, peraltro il più delle volte giustificata, la rende però una grammatica che si sciupa proprio per diffusione di bocca in bocca, impedendo spesso un vero smascheramento. Parlare quindi di politica messicana esprimendo giudizi di valore risulterà oltremodo azzardato per uno straniero, come applicare le categorie della politica europea totalmente fallace. Il sospetto, lo stare allerta, il dimostrarsi schivi e laconici fanno parte a ben vedere della stessa indole del messicano, tanto quanto l’apertura, lo strappo ciarliero, l’incuranza e l’allegria. Basta che ti rechi a fare delle...

Roger Caillois

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     Roger Caillois è uno dei grandi sconosciuti della cultura europea. Il suo nome aleggia nei libri e nei discorsi a proposito di molti e differenti oggetti e temi: il gioco, il mimetismo, le pietre, la teoria della letteratura, l’antropologia, il romanzo poliziesco, il sogno, il fantastico, Borges e altro ancora. A parecchi è capitato di leggere almeno un suo libro, ma quasi nessuno riesce a formarsi un’idea completa del suo lavoro, della sua complessa personalità letteraria. Non può che essere così, data la vastità degli interessi e dei temi da lui trattati nel corso della sua vita. Ma anche a causa del particolare stile...

Carlos Fuentes, pensatore del boom latinoamericano

Il Messico è stato a lungo e per molti di noi la terra dei sogni della prima infanzia. Fino a mezzo secolo fa, era famoso non tanto per i suoi poeti quanto per la sua cinematografia e la sua musica. Chi, da ragazzino, non si vedeva attraversare deserti e praterie a fianco di Pedro Infante, diventare uno dei giustizieri impersonati da Jorge Negrete o essere fortunato con le ragazze come Miguel Aceves Mejía? Chi non desiderava svegliarsi tra le braccia sensuali della stupenda María Félix o ascoltare solo per sé le parole sussurrate da Agustín Lara o Toña la Negra quando interpretavano Solamente una vez, Vereda tropical e i migliori boleros della storia?   Fortunatamente per la mia generazione il cinema e la musica messicani si trascinarono appresso bravi scrittori. E tra questi uno giovane e assai dotato che sembrava uscito dalla macchina dei sogni. Di primo acchito la sua immagine non corrispondeva a quella di un poeta. Assomigliava più agli eroi dei nostri nonni, anche se presto avrebbe fatto parlare e discutere di sé e della sua opera in aule e salotti, bar e bettole frequentate da persone di ogni et...

Milan Kundera

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     Per moltissimi lettori Milan Kundera è soprattutto l’autore dello Scherzo e dell’Insostenibile leggerezza dell’essere che, al di là del loro successo, hanno segnato delle tappe fondamentali per la storia del romanzo della seconda metà del XX secolo. L’intera opera romanzesca di Kundera è tuttavia inseparabile dalla sua riflessione sui Tempi Moderni e sull’Europa, temi che si rincorrono con infinite variazioni nelle pagine dei due saggi, L’arte del romanzo e I testamenti traditi, e che vengono qui (soprattutto nella Prima e Seconda parte, intitolate rispettivamente Situazione e Amori, ma anche negli interventi di...