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Stefano Arienti

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Una raccolta di scritti sull'arte di Tommaso Pincio / Le carte del caso T.P., ovvero come si diventa se stessi

Come è ormai d’obbligo in questi casi, devo qui premettere un disclaimer: dei fatti, delle persone, dei luoghi di cui si tratta in Scrissi d’arte di Tommaso Pincio, mio peraltro coetaneo, sono stato testimone e in alcuni casi anche complice. Mai imparziale comunque. Ma se questo potrà rendere al mio punto di vista la sua implicita dose di partigianeria, resta che da questo libro riemergo con una netta sensazione di sorpresa. Ero pronto a una lettura piuttosto conciliante – un’autoantologia di scritti dispersi, dedicati a un ambito, l’arte visiva, tutto sommato tangente al dominio letterario in cui Pincio è oggi saldamente acquartierato (si veda, uscito nel 2015, il più recente suo romanzo, Panorama) – e invece eccomi a riferire di quella che Andrea Cortellessa chiama nel risvolto “un’autobiografia per interposta quadreria”, una narrazione dove l’arte degli altri, scrive Pincio, diventa un’occasione per raccontare se stessi, e, aggiungerei, un tentativo di comprendere il carattere della propria generazione e più in generale quello di una Roma (e di un’Italia) colta a un tornante decisivo della sua vicenda recente.   Alighiero Boetti, Autoritratto (1993)   Ovvero, e solo...

L'arte di collezionare il mondo

Sul pavimento sono disposti in modo caotico una serie incredibile di oggetti: vecchi computer, raccoglitori, pennelli, spine elettriche, barattoli di vernice, libri, insegne, seghe, pialle, timbri, ecc. Guardando meglio si comprende che l’accumulo possiede un ordine, seppur non immediatamente afferrabile. L’artista, Karsten Bott (1960), ha realizzato l’installazione alla Kunsthalle Mainz nel 2011: Uno di ognuno. Di che opera si tratta? Cosa vuole comunicarci? Bott ha esposto la propria collezione composta di oggetti prodotti in serie come un campionario possibile in orizzontale, sul pavimento, perché non esistono gerarchie. Che collezionista è Bott? Raccoglie oggetti solo per esporli nei musei e nelle gallerie? La risposta non è semplice. Per prima cosa bisogna capire che tipi sono i collezionisti in generale, non solo quelli che accumulano opere d’arte, ma anche quelli che raccolgono francobolli, automobiline, bottoni, carte di caramelle, bottiglie di liquore.   Secondo Elio Grazioli, autore di La collezione come forma d’arte (Johan & Levi, pp. 126), sono tipi strani, appassionati, curiosi, silenziosi, che poi...

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...

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