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Vizio di forma

(6 risultati)

Dizionario Levi / Latte

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nota è la vicenda del terzo libro einaudiano di Primo Levi, Storie naturali, pubblicato sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila: finzione assai labile, visto che già dal risvolto del volume era facile desumere la vera identità dell’autore. Altrettanto acquisito è che dietro questa scelta ci fossero riserve da parte della casa editrice, non del tutto persuasa del valore del libro e preoccupata di non compromettere l’immagine dello scrittore-testimone: riserve che Levi ha accolto con paziente remissività (OC, I, 1508) e alle quali ha a proprio modo replicato mettendo in evidenza il nesso tra il fenomeno del Lager e i quindici «racconti-scherzo» o «trappole morali» nate dalla percezione nella...

Dizionario Levi / Ibrido

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   “Gli incroci sono fecondi, sempre”, afferma Levi in un’intervista a Federico De Melis sul “Manifesto” nel maggio del 1983, al tempo della traduzione del Processo di Kafka. Credo che nella “fecondità degli incroci” si possa indicare il fulcro tematico dominante attorno al quale ruotano le prospettive del pensare di Levi. Le “nozze” fra  entità diverse (se non opposte) danno origine a realtà ibride; il latino hybrida, “bastardo”, è di etimo incerto, ma in esso si sospetta la presenza dell’hybris greca, eccesso, violenza, da cui il verbo hybrizein, cioè essere sfrenato, varcare i confini. Su quelle entità miste – dal latino miscere, mescolare, sarebbe poi derivato “meticcio” – è gravata la...

Dizionario Levi / Ecologia

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Negli scritti di Levi il tema ecologico assume due diverse declinazioni. La prima riguarda le vere e proprie preoccupazioni ambientali. Levi, che negli anni Settanta aveva concepito ma non concluso un libro ecologico, Il doppio legame, apprezzava la sensibilità maturata nelle nuove generazioni: «c’è la consapevolezza che stiamo sfruttando all’eccesso, in modo irreversibile, le risorse del pianeta. Tutto questo è nuovo, non c’era trent’anni fa…» (così in un’intervista del 1986 per il TG2, a cura di Ennio Mastrostefano). Del resto, il tema era già emerso nel secondo libro di racconti, Vizio di forma (1971), in cui lo scrittore aveva dato corpo all’immaginario ecologico e al sentimento...

Dizionario Levi / Straniero

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nella Prefazione di Se questo è un uomo, Levi mette in guardia il lettore sui sintomi che rischiano di assumere forme politiche organizzate: “A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ‘ogni straniero è nemico’. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all´origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.”                           Riguardo alle leggi...

Una recensione dialettica / A proposito de “La forma dell'acqua”

Premessa sulle lacrime   La critica cinematografica (Carocci, 2007) è un agile volumetto nel quale il bravo Alberto Pezzotta traccia, senz'ombra alcuna di pedanteria o presunzione, alcune regole di fondo per chi voglia intraprendere una professione che già François Truffaut definiva «ingrata e poco nota». Verso la fine del libro, affrontando la questione dell'argomentazione, della sua coerenza e verificabilità, Pezzotta scrive che «argomentazioni non sufficientemente provate sono quelle di chi fonda il giudizio su fattori extracinematografici […] Molti ricordano il resoconto di Irene Bignardi che, incinta, esce turbata dalla sala dove proiettano Brood, la covata malefica di Cronenberg»: il tutto, conclude Pezzotta, per giustificare il proprio giudizio negativo sul film.   Chiedo scusa per questo sproloquio/digressione sul metodo. È solo che, per la prima volta dopo molti anni, mi sono ritrovato a commuovermi davanti a un film. Non parlo dell'emozione fortissima che provo ogni volta che rivedo un film che amo, né di quel senso di viscerale, spontanea esaltazione che mi prende, talvolta, davanti a un film appena uscito (sempre più raramente, oltretutto: l'ultima volta è...

Frapper sans colère / Due postille su Primo Levi

Si avvicina il 2017. Il prossimo aprile saranno trent’ anni dalla morte di Levi, scrittore di cui molto si è occupato e si occupa Doppiozero. Non sono stati tre decenni facili, per chi ricorda la solitudine dello scrittore fino a che fu in vita. Sono sempre tormentato dal dubbio – mi auguro di sbagliare – che la sua fortuna si sia intrecciata, dopo quell’aprile del 1987, con la tragica conclusione della sua esistenza e con crudo, ma sano realismo ogni tanto non posso fare a meno di domandarmi se la sua fortuna sarebbe stata la stessa senza “quella” morte, ovvero mi chiedo se i numerosissimi interpreti della sua opera dialogherebbero davanti a lui come davanti a un Classico nel caso in cui Levi potesse rispondere ai lor quesiti dalla quiete della sua casa di corso Re Umberto. Del resto non sono mancati momenti di vera malinconia.   Uno degli argomenti più dibattuti è stato il cherchez la femme, la sua difficoltà nei rapporti sentimentali. Aveva cominciato, con dubbie cadute di gusto, Francesco Rosi nella infausta trasposizione cinematografica de La tregua, si è proseguito poi con il caso-Wanda Maestro costruito ad arte, invece che restituito al pudore e al silenzio che sarebbe...