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Yves Citton

(6 risultati)

Una pedagogia politica per la scuola senza classe / Una scuola per l’emancipazione

Il sistema scolastico è scomparso dalla discussione pubblica. Il dibattito si concentra sulle filiere produttive non sugli studenti. Su bambini e adolescenti è calato un gelido silenzio come ha rilevato acutamente Chiara Saraceno. Dopo una prima fase segnata da una forte e comprensibile emotività caratterizzata da sovrabbondanza comunicativa in merito all’attivazione della didattica a distanza (Dad), istruzione e formazione si sono eclissate tra gli addetti ai lavori. Altre sono le priorità.  Le ragioni sono molteplici. Pesa la distribuzione demografica della popolazione italiana, così come una storica debolezza delle politiche educative in questo paese; ma anche una risposta ministeriale che, pur nelle comprensibili difficoltà, non è sembrata all’altezza. Si è già discusso in questa sede della nota ministeriale 388 che ha generato una vivace discussione per le implicazioni esplicite e implicite che conteneva.   Il recente decreto 22 ha introdotto l’obbligo per il personale docente di assicurare «comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza» per garantire – come recita la relazione tecnica di accompagnamento del decreto – «per il tempo dell’emergenza...

Wu Ming. L'armata dei sonnambuli

L'uscita de L'armata dei sonnambuli di Wu Ming, il nuovo romanzo del collettivo bolognese che ha già avuto tre ristampe in poche settimane, è l'occasione per ragionare su un'officina letteraria che è anche un cantiere di riflessione sociale e politica vasto e ramificato, fortemente radicato in rete e su Giap in particolare. Un factory che ha ormai quindici anni – da quando cioè Q conquistava l'attenzione dei lettori con un romanzo storico ambientato durate la riforma protestante che era anche un vero e proprio western teologico.   Da allora romanzi di gruppo e opere soliste hanno messo in scena conflitti e creato cortocircuiti in diversi ambiti, dalla Resistenza di Asce di guerra alla questione di Trieste e del confine orientale con 54, alla Rivoluzione americana e alla questione nativo-americana di Manituana; dal jazz radicale di New thing al post-umanesimo apocalittico e forestale di Guerra agli umani alla narrativa di non fiction di tema post-coloniale di Timira e Point Lenana; e intanto hanno aperto la cassetta degli attrezzi ai lettori discutendo problemi e sviscerando interessi e ossessioni culturali, con New...

Yves Citton: trasformare il presente

Di Yves Citton esistono sinora due libri in traduzione italiana: Future umanità. Quale avvenire per gli studi umanistici? (due punti, traduzione di Isabella Mattazzi) e Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra (Alegre, a cura di Enrico Manera, prefazione di Wu Ming 1, traduzione di G. Boggio Marzet). In poche righe proverò a dire perché ci siano ottimi motivi per leggerli entrambi. Il primo direi che risiede nella capacità di Citton di porre una domanda fondamentale rispetto alla colossale inerzia storica nelle cui tenaglie sentiamo presa la nostra epoca: che cosa possiamo? Stremati dalla propaganda pubblicitaria delle possibilità senza fine, così come da una mancanza di prospettive reali che paiono negarsi, oggi più di ieri, si rischia di non vedere più cosa realmente possa, singolarmente e in comune, ciascuno e ciascuna di noi. In Future umanità è innanzitutto la forza dell’interpretazione che noi possiamo, anche quando la dimentichiamo, forse proprio perché è una forza che non si può possedere, ma solo esercitare.   L’interpretazione è quel lavorio sul...

Wu Ming 1, Santachiara. Point Lenana

Visivamente, mi figuro Klaus Kinski e Werner Herzog impegnati sul set di Fitzcarraldo in un corpo a corpo con la natura per dare vita a una narrazione che ha l'andatura molleggiata di un gatto, capace di verticalizzazioni impreviste e improvvise e di carezzare morbidamente come di artigliare a sangue. Penso questo in uno stato di coscienza tra il sonno e la veglia dopo una intensa giornata di presentazione di libri, oltre quattro ore, piacevolmente impegnativa. Tra questi, in particolare, Point Lenana di Wu Ming1 e Roberto Santachiara con uno dei due co-autori nella tappa torinese di un vero e proprio tour, impressionante per lunghezza, durata, intensità. Una opportunità per ragionare su diversi nodi che riguardano la narrazione, il suo ruolo pubblico, la sua politicità e il suo potenziale pedagogico.   Il nuovo libro di un membro del collettivo Wu Ming e del loro agente letterario, è un oggetto narrativo non-identificato, un anfibio tra narrativa e saggistica, una non-fiction novel, una inventio ficta. Un (l)ibrido assemblaggio di storie dentro la storia, un itinerario iniziatico tra diversi materiali mitologici, una mappa...

Yves Citton. Mitocrazia

Al centro del discorso sta il rapporto tra mito e politica, che è fondativo della dimensione del politico stesso e che si rivela sempre più attuale in anni di attività politica mediatizzata, spettacolare e 'liquida'. Nelle società contemporanee lo spazio pubblico è stato egemonizzato da una civiltà delle immagini di derivazione televisiva, e via via digitali, multimediali e transmediali, capace di mettere in crisi una consolidata tradizione di pensiero critico. In Italia, la cui crisi politica può essere pienamente spiegata da vent'anni di mitologia berlusconiana trionfante (farsesca versione di quella neoliberale) che hanno oscurato nel senso comune oltre cento anni di epos dell'emancipazione legata al movimento operaio e sindacale. […] In ogni caso, anche in Europa, è in gioco la questione della legittimazione delle democrazie moderne con i suoi diversi addentellati, che siano la crisi della sinistra o il dominio della destra. Il problema principale rimane il fatto che se da un lato è  necessaria la critica di un modo di comunicare autoritario e ideologico, incantatorio e mitologico...

Rete, apprendimento e “pensiero lineare”

La neuroscienza della lettura è una disciplina recente: a suo modo esoterica, ci conduce in universi di “pilastri viventi” e “foreste di simboli” che avrebbero acceso la più tenebrosa immaginazione romantica. La mente avvicina dapprima la pagina come un enigmatico paesaggio in bianco e nero, privo di riposanti tonalità intermedie: un intrico di architravi, semiarchi e colonne, di ombre dense e contrasti violenti che occorrerà ammansire e organizzare in combinazioni dotate di senso, appunto le “parole”. Il modo in cui ci adattiamo gradualmente alle difficoltà della lettura, nel corso dei primi anni di vita, è un affascinante episodio di riconversione neurale (o “riciclaggio”, suggerisce lo psicolgo cognitivo Stanislas Dehaene). Non esistono regioni predisposte. Ma alcune famiglie di neuroni “visivi” si attivano per la decifrazione delle parole. Sagome, contorni, “figure” a forma di “t”, “x” o “y” sono ricorrenti in natura se osserviamo gli oggetti a partire dai loro profili: compongono l’alfabeto primordiale attraverso cui...