Bread and Roses
Ilaria Mazzeo

Ilaria Mazzeo collabora con riviste e blog letterari. Ha pubblicato il romanzo Il silenzio perfetto (Intermezzi, 2009).

22.06.2015

Freelance ieri, oggi e domani

Non sono una freelance, ma ne conosco moltissimi. Uno di questi freelance che conosco è mio padre. Lo è ininterrottamente dal 1978, anno in cui ha lasciato un impiego a sua detta “da suicidio” in un’assicurazione e ha iniziato a esercitare come avvocato. Mio padre ed io viviamo in città diverse, quindi gli ho fatto un’intervista telefonica.   “Ciao, amore, come stai?” “Ciao, babbo. Sto bene, ma ti ho chiamato perché devo chiederti delle cose sul tuo lavoro per un pezzo che devo scrivere. Tanto per cominciare, sei consapevole di essere un freelance?” “Fri che? Possiamo parlare in italiano?” “Ce l’hai la partita IVA?” “Certo, se no come farei a emettere le fatture?...

27.05.2015

La morte al Mercatone del Mobile

“Era già morto da tempo”, mi ha detto il dottore abbassandosi la mascherina. Solo in quel momento ho notato che aveva la barba di almeno due giorni e i capelli in disordine; il suo aspetto trasandato mi è sembrato appropriato all’annuncio che aveva appena fatto. “Da cosa l’ha capito?”, ho chiesto, angosciata. “Quando ho trapanato non è uscito sangue. C’è un’otturazione molto grossa su quel dente, è come se fosse stato soffocato.” L’idea di quella cosa morta silenziosamente, forse già da anni, dentro la mia bocca, mi ha disturbata. Poi, per una strana associazione di idee, ho pensato che, in particolari circostanze, anche io mi sento come quel dente: viva in apparenza, ma in realt...

13.08.2014

Casa dolce casa

Cercare una casa è un’impresa che richiede forte motivazione, pazienza e sprezzo del pericolo, tutte qualità che non possiedo.   Ma dopo quindici anni di appartamenti in affitto, per un totale di circa sedici coinquilini (stima per difetto: di alcuni non ricordo i nomi, né le facce), dei quali alcuni completamente fuori di testa – è ovvio che loro potrebbero dire la stessa cosa di me, e non è detto che non sia un complimento – finalmente, un bel giorno, per una serie di coincidenze difficilmente ripetibili, ho realizzato di potermi lanciare nell’avventura di Comprare Una Casa. “Che bello”, ha detto mia madre, quando le ho comunicato la mia intenzione, “hai vinto al Superenalotto?”   Prima di...

30.04.2014

Quando finisce una storia

“Cosa ti è mancato di più dopo la fine della tua ultima storia?”, ho chiesto ad alcune persone amiche, visto che le cose andate a finire male sono una mia grande passione. Fortunatamente nessuno si è scomposto troppo alla mia domanda, a parte forse Benedetta, che, con gli occhi lucidi, ha rievocato la bravura di Pinuccio (sic), suo ultimo fidanzato, nell’imitare Topo Gigio, in particolare la famosa battuta “Ma cosa mi dici mai?”. “La sera, prima di dormire, ancora me lo sento nelle orecchie”, mi ha confessato, e due furtive lacrime le hanno solcato il volto, annegando nello spritz. A me Pinuccio era sempre sembrato una versione sfigata di Alvaro Vitali, ma non l’ho detto a Benedetta: l’avevo già fatta...

18.03.2014

Io lavorerò

Ho arrischiato il mio ingresso nel mondo del lavoro nel settembre del 2004, saranno quindi dieci anni tra poco. Già allora il lavoro culturale era per pochi: a nessuno sembrava interessare la mia tesi di laurea sulla governance dei musei italiani, tranne, così parve, alla galleria d'arte di Roma presso la quale riuscii ad ottenere uno stage. “Quanto ti danno?”, mi chiese mio padre. “Babbo, non essere volgare, non di solo pane vive l'uomo.” “Quindi devo mandarti il bonifico anche questo mese?” Comunque sia, le mie aspettative furono deluse, e fu un'esperienza molto breve e scoraggiante; così quando, mesi dopo, mi accorsi che al posto della galleria avevano aperto un'agenzia immobiliare per ricconi, non mi rammaricai...

17.01.2014

Non rinunciare ai sogni

“Non è giusto che rinunci ai tuoi sogni”, mi ha detto mio padre una mattina, tendendomi un'imboscata all'uscita dal bagno. Ero di fretta, perché erano già le cinque e mezza e per le sei dovevo essere in pasticceria, così non ho dato molto peso alle sue parole, attribuendole a un episodio di sonnambulismo melenso, una nuova patologia da studiare.   Quella frase, però, mi è stata ripetuta quella sera stessa da Alessandro, mio antico compagno di corso alla gloriosa Facoltà di Architettura di Valle Giulia. Si è laureato cinque anni dopo di me, MA suo padre ha uno studio molto bene avviato. Mi ha invitato a cena a casa sua, un attico con vista su piazza di Spagna, e mentre bevevamo il bicchiere della staffa...