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Michele Dantini

Storico e critico d’arte, Michele Dantini insegna storia dell’arte contemporanea all’università del Piemonte orientale, collabora con i maggiori musei italiani di arte contemporanea ed è visiting professor presso università nazionali e internazionali. Laureatosi in storia della filosofia e perfezionatosi (Ph.D.) in storia dell'arte contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, The Courtauld Institute, Londra, Eberhard Karls Universität, Tubinga, tra 2011 e 2013 ha diretto il Master in Educational Management al Castello di Rivoli Museo di arte contemporanea.

 

È interessato alle geopolitiche culturali, al rapporto tra immagine e parola e alla definizione del ruolo della memoria storico-artistica nell'arte modernista e concettuale. Tra le sue pubblicazioni recenti Macchina e stella. Tre studi su arte, storia dell'arte e "clandestinità": Duchamp, Johns, Boetti (Milano 2014); Geopolitiche dell'arte italiana. Arte e critica d'arte nel contesto internazionale (Milano 2012); Arte contemporanea, ecologia e sfera pubblica (Roma 2012); Humanities e innovazione sociale (Milano 2012). È nella redazione di ROARS. Return on Academic Research e nel comitato editoriale di Doppiozero. Collabora al Mulino, Il Giornale dell’arte e Left.

Il suo blog è qui.

22.11.2012

Rete, apprendimento e “pensiero lineare”

La neuroscienza della lettura è una disciplina recente: a suo modo esoterica, ci conduce in universi di “pilastri viventi” e “foreste di simboli” che avrebbero acceso la più tenebrosa immaginazione romantica. La mente avvicina dapprima la pagina come un enigmatico paesaggio in bianco e nero, privo di riposanti tonalità intermedie: un intrico di architravi, semiarchi e colonne, di ombre dense e contrasti violenti che occorrerà ammansire e organizzare in combinazioni dotate di senso, appunto le “parole”. Il modo in cui ci adattiamo gradualmente alle difficoltà della lettura, nel corso dei primi anni di vita, è un affascinante episodio di riconversione neurale (o “riciclaggio”, suggerisce lo psicolgo...

16.07.2012

Fanny & Alexander. Una conversazione su Discorso grigio

Michele Dantini: Subito sulla cosa. Discorso alla nazione mi colpisce per il cambio di archivio e di repertorio. Niente più testi letterari paradigmatici ma una differente testualità: quella del discorso politico. È un mutamento di interessi drastico e sospinto (posso immaginare) da un’esigenza in qualche modo impellente. Confrontarsi con la lingua al suo livello miserabile, di estrema servitù o distorsione: dove l’enunciazione non ha più intimità con alcunché di integro né di vivente, ma produce opacità, ottundimento, tedio attraverso l’inesorabile ripetizione. È sviamento, Maschera. Ricordo la conferenza stampa di Silvio B. a Cannes, nei primi giorni del novembre 2011. Eravamo vicini al collasso...

18.06.2012

Art Basel 43. Diario

Non sono certo di poterla metter giù con tanta sbrigativa chiarezza, ma gli artisti che colpiscono di più, in quest’edizione 2012 sottotono (ma non troppo) di Art Basel, sono quelli che lavorano sull’Inatteso: e con ciò intendo anche il rifiutato, l’eroso e l’obliato, il sottaciuto, l’eccedente, l’inappariscente e il profetico.   Gli sciami di pipistrelli di Jeremy Deller escono dalla caverne texane di Frio e Bracken con violenza catartica e rivelatoria. La registrazione dei suoni ad alta frequenza che gli animali emettono per orientarsi in volo ci introduce a mondi di cui non sospettavamo l’esistenza. Walid Raad insegue il punto esatto di colore del cielo di New York la mattina dell’11 settembre 2011:...

01.06.2012

Lorenzo Ornaghi a.k.a. Lorenzo Ornaghi

In merito al tema “Lorenzo Ornaghi” c’è davvero da credere che l’argomento psicologico impiegato dagli esegeti per spiegare l'enigmatica inadeguatezza del ministro sia davvero riduttivo o fuoviante. Mi spiego. Ornaghi sarebbe stato nominato ministro per i Beni culturali "controvoglia", si afferma; da qui scarso interesse, distanza, indifferenza. Simile assunzione non coglie il senso deliberato, le convinzioni tutt’altro che incerte o arrendevoli, il proposito politico che sostengono il comportamento di un ministro divenuto celebre, in modo non lusinghiero, con il soprannome di Ponzio Pilato.     La "cultura", a parere di Ornaghi, esisterebbe solo come affermazione di “valori” comunitari, dunque...

23.05.2012

Cosmopolitismo e diversità culturale. Le insidie di un’economia del pittoresco

La discussione sulle economie della cultura ha sinora rischiato di produrre una rigida contrapposizione tra “statalisti” e “mercatisti”, sostenitori del pubblico o del privato, storici dell’arte e economisti (semplifico in maniera sbrigativa). A un’analisi più attenta di posizioni e poste in gioco questa contrapposizione non giova o si rivela addirittura fallace. L’alternativa sembra essere un’altra: c’è chi ritiene che la competizione per la cultura debba essere condotta sui mercati globali - sia dunque da interpretarsi in termini di formazione, ricerca, editoria e non sia in linea di principio dissimile da quella dei settori ad alta tecnologia - e chi invece, con riferimento al caso italiano, è interessato a...

16.05.2012

Arte contemporanea: che fare nel contesto di crisi?

Colpisce che un numero sempre maggiore di voci insorga, in ambito internazionale, contro l’arte contemporanea. Parliamo di John Berger o Don DeLillo, Orhan Pamuk o Simon Schama: voci non pregiudizialmente avverse, come potremmo considerare Marc Fumaroli, ma di osservatori attenti e in linea di principio partecipi. Siamo cresciuti nella leggenda (anni Cinquanta, in Europa ancora anni Settanta) dell’artista incurante di convenzioni, giovane, appassionato e ribelle. E non di rado, presso il grande pubblico, ci si attende ancora che l’arte possa restituire senso ai vocaboli eroici della tradizione modernista: libertà, passione, verità. Eppure qualcosa sta accadendo, con più evidenza dall’inizio della crisi economico-finanziaria, nel 2007;...

02.05.2012

Achille Bonito Oliva. L’ideologia del traditore

È in libreria da pochi giorni il volume di Achille Bonito Oliva, L’ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo (Electa, Milano 2012, postfazione di Andrea Cortellessa), che presentiamo qui attraverso il testo di Michele Dantini pubblicato di seguito.   In collaborazione con la casa editrice Electa, regaliamo un capitolo del libro: Tradimento, lateralità, citazione.   Su ABO e Ideologia del traditore   Esiste una linea “manieristica” o “neo-manieristica” nella critica d’arte italiana degli anni Sessanta che rimanda in larga parte a Luciano Pistoi, Carla Lonzi e alla loro comune ricerca come di rigore e infrazione, norma e sprezzatura nell’arte nazionale dopo Lucio Fontana: è a questa che...

27.04.2012

Arte contemporanea, ricerca, sfera pubblica: una connessione necessaria

La chiusura di un museo procura sconcerto: un luogo di cura e relazione cessa di esistere e recare beneficio alla comunità. Il rogo di un quadro, sia pure modesto, ci colpisce: vanno in fumo tempo, dedizione, mitezza, pazienza, meticolosità. Ci troviamo come dilacerati alla successione di notizia: il MADRE, il Riso, il MAXXI, perfino il MART. Non possiamo che deplorare l’incuria pubblica, l’analfabetismo contemporaneistico dei decisori, la mancanza di investimenti qualificati. La sollecitudine con cui si impone agonia a un’istituzione culturale è infinitamente maggiore di quella con cui ci si adopera a contrastare la corruzione, l’evasione, il nepotismo; o a ridurre prebende, consulenze, incarichi.   Al tempo stesso dobbiamo...

16.04.2012

La questione della ricerca umanistica nel dibattito sulle economie della cultura

Mobilitazioni o appelli insistono perché in Italia si avvii un processo ampio e partecipato di riflessione attorno a temi di politica culturale. Ne siamo pressoché privi, quantomeno al livello istituzionale. Non solo: le discipline storiche e sociali risultano in larga parte escluse dalla discussione sugli equilibri educativi che si intendono creare, la futura composizione sociale della ricerca, la nuova articolazione tra diversi saperi (per un’archeologia politica del processo di riforma universitaria: Michele Dantini, Humanities e “innovazione”, in uscita per doppiozero). Enclosures economiche, cognitive, sociali prevalgono sulla disponibilità a sollecitare dialogo e mutazioni immaginative di archivi e gerarchie di competenze. In posizione...

29.03.2012

Arte contemporanea, ecologia, sfera pubblica

Il volume è una selezione di saggi e testi brevi apparsi tra 2007 e 2011: quadriennio che ha visto l’arte contemporanea giungere dapprima all’apice del consenso e poi, a seguito della crisi finanziaria, divenire oggetto di valutazioni decisamente più caute. Convinzione e perplessità si alternano anche negli scritti raccolti: con l’indicazione di propositi condivisibili e altresì il riconoscimento di un distacco talvolta stupefacente dalle necessità comuni.   La storia dell’arte si intreccia intimamente, a partire dagli anni Sessanta, alle trasformazioni del movimento verde e alla richiesta di maggiore attenzione per gli equilibri che regolano la vita sulla Terra. L’interesse per la...

16.03.2012

Questioni di decency. Tito Boeri, Profumo e l’autogoverno universitario

C’è da augurarsi che l’editoriale di Tito Boeri, apparso su “Repubblica”, segni la svolta delle posizioni del giornale in tema di politiche universitarie. Sino a oggi “Repubblica” si è mostrata acriticamente favorevole a Francesco Profumo, rilanciandone tesi e convinzioni in un modo più consono a un ufficio stampa che alla prima testata nazionale. Lo abbiamo rilevato più volte (*). L’articolo di Boeri è invece chiaro, documentato e ben argomentato, come di consueto. Avanza perplessità e contestazioni formidabili. Enucleiamo.   1. L’“indefinitezza” della legge Gelmini, cui, a parere di Boeri, si dovrebbe negare il titolo di “riforma”.   2. La continuit...

22.02.2012

Carla Lonzi. Scritti sull’arte

Esce oggi il volume di Carla Lonzi, Scritti sull’arte (a cura di L. Conte, L. Iamurri e V. Martini, edizioni et. al) che raccoglie saggi, articoli e conversazioni: testi noti e meno noti, prodotti dal 1955 al 1970, che ricostruiscono l’interessante percorso umano e intellettuale della filosofa e critica d’arte.   Anticipiamo qui un breve testo del 1968 dedicato all’opera di Mario Nigro e la copertina del volume.   Leggi il testo di Carla Lonzi, scaricabile in pdf   In occasione dell’uscita del volume abbiamo voluto ricordare l’autrice e il suo rapporto con Mario Nigro attraverso un testo di Michele Dantini, che pubblichiamo di seguito.     Storiografia e “crudeltà”. Microsaggio su...

20.02.2012

Il dispensatore di eternità

  Michelangelo Pistoletto ha raccontato molte cose; alcune ha adattato, altre ha taciuto. Un’esemplificazione tra le possibili: la serie degli Oggetti in meno rimane un cono d’ombra storico-artistico nel contesto di una biografia professionale segnata dall’assiduo esercizio di autocommento e autointerpretazione. Agli Oggetti in meno sembra essere stato affidato come il segreto della transizione pre-poveristica e “concettuale”. In senso lato possiamo affermare che gli Specchi sono ancora pittura: del quadro preservano morfologia, tecniche (quantomeno nel primo momento, quando prevedono disegno) e racconto. Gli Oggetti in meno si dispiegano invece nello “spazio”: sono per lo più (non...

13.01.2012

Le vie dei canti si intrecciano ai lacci delle scarpe

Cammino spesso, a lungo e lungo sentieri bianchi di campagna, che conosco così bene.    

11.01.2012

Neoconcretismi e carnevale. L’11° Biennale di Lione

L’effetto è bizzarro. Sembra di attraversare una biennale del Mercosul mentre si è nella piovosa Lione e si osserva la Saône scorrere verde-bruna appena fuori dalle ampie vetrate. Un’insolita percentuale di artisti proviene dall’America latina, in particolare da Argentina, Brasile, Cile e Colombia, e la circostanza produce un forte spostamento: non solo topografico ma proprio progettuale, interno alle opere, e politico-culturale. La curatrice dell’undicesima edizione della Biennale, Victoria Noorthoorn, risiede a Buenos Aires, ha lavorato come curatrice al Malba-Fundación Costantini in Buenos Aires e ha sviluppato molteplici progetti curatoriali nei paesi dell’America del sud: ma questa semplice contingenza non costituisce da sola...

21.11.2011

Ministro senza tecnica

La nomina di Lorenzo Ornaghi a ministro dei Beni culturali suscita perplessità istituzionali e politiche. Perché il solo ministro non tecnico del governo Monti è assegnato ai Beni culturali? Mancavano forse in Italia, in ambito storico, letterario o specificamente storico-artistico e archeologico, candidati autorevoli? Non è in discussione il prestigio scientifico dell’allievo di Gianfranco Miglio, studioso della dottrina fascista della corporazione e delle élites nel contesto della trasformazione o crisi progressiva dello Stato liberale; né il suo rilievo istituzionale. Per tre volte rettore dell’università Cattolica di Milano e direttore dell’Alta scuola di economia e relazioni internazionali dal 1996, Ornaghi...

14.11.2011

Leggenda del curatore-eroe

Pubblichiamo questo testo in occasione del Convegno Harald Szeeman in context che si inaugura oggi alla Fondazione Querini Stampalia (Venezia).     Non è forse così ovvio stabilire che la dimensione figurativa, visiva, nasca come immagine pura e semplice e non abbia invece l’implicita e intima necessità di descriversi, la vocazione a trovare un’altra forma più definitiva di sé.   Giulio Paolini, Breve storia del vuoto in tredici stanze, 1988   Nel prendere parte ad un’inchiesta sulla “crisi” della critica sollecitata da Francesco Vincitorio per Notiziario di arte contemporanea, rivista di cui il critico romano è direttore, Germano Celant formula nel novembre 1970...

17.10.2011

Pattini a rotelle. Gino De Dominicis laicizzato

Questo testo dedicato a Gino De Dominicis (1947-1998) e alla sua particolare abilità di “commento” figurato del mondo dell’arte, è parte dell’inchiesta “civile” di Michele Dantini sulla storia dell'arte italiana contemporanea. Fa da pendant a Cavalli e altri erbivori, apparso in precedenza su Doppiozero e può connettersi idealmente, come contributo preliminare, al Dossier anniottanta curato da Stefano Chiodi [vedi Anniottanta. Un’introduzione].   Condotta programmaticamente “in presenza delle opere”, l’interpretazione dei documenti visivi è incrociata con la storia delle comunità artistiche e del paese nel suo complesso, e tocca questioni di grande attualità, in primo luogo...

28.06.2011

Art Basel 42 (e dintorni)

Come raccontare una fiera? La domanda torna frequentemente nei giorni di Art Basel. Gli analisti del mercato dell’arte incalzano con domande sull’andamento delle vendite e si sforzano di prevedere l’ascesa meteorica delle quotazioni di giovani stelle come Fujiwara o Kassay. Ma questo non è il mio punto di vista. Come evitare un’arida lista di nomi? Non pochi, tra quanti attendono indicazioni di indirizzo o mutamenti di scena, quest’anno si dichiarano delusi: scelte prudenti e prevedibili, orientate a artisti di solida reputazione e certo mercato.   Se scorriamo i nomi degli artisti presentati a Art Unlimited, ci imbattiamo in effetti in una processione di ritornanti: ha senso qualificarsi attraverso l’ennesima versione (in acciaio)...

16.05.2011

Un weekend postmoderno

In apertura di Un weekend postmoderno. Cronache degli anni ottanta (Bompiani 1990), libro che raccoglie articoli di giornale, testi critici e “cronache” culturali di Pier Vittorio Tondelli, troviamo descritta una bizzarra impresa. Luogo dell’azione: Correggio. Protagonisti, oltre a Tondelli stesso, un gruppo di amici, studenti del D.A.M.S. bolognese e altro. “Una quindicina di ragazzi s’è presa la briga di fare carnevale senza avvertire nessuno, senza finanziamenti, senza manifesti per le vie del borgo o strombazzamenti in giro: nessuna radio libera ci ha messo lo zampino, nessun inviato stampa. Così un sabato pomeriggio arrivano in piazza un carro trainato da una piccola ciuca, gente stranissima ma riconoscibile, due oche tenute al guinzaglio...

15.03.2011

Cavalli e altri erbivori

Una popolazione insolitamente numerosa di cavalli, asini, zebre ha attraversato nell’ultimo quindicennio le praterie dell’arte italiana, in coincidenza con una riflessione diffusa (e perplessa) su caratteri e specificità dell’arte nazionale: per più versi, questa la tesi del presente saggio, la popolazione di erbivori corrisponde al dibattito su “attualità o inattualità” del modello avanguardistico e costituisce un caustico traslato del dibattito giornalistico sul “declino” italiano, ampiamente trattato dalle maggiori testate nazionali. Esemplifichiamo. In anni recenti, Paola Pivi ha spinto una coppia di zebre a dislocarsi sulle nevi del Gran Sasso e un asino a smarrirsi nelle acque di Alicudi (figure 1, 2)....