Fotogiornale
Antonino Costa

Sono nato a Palermo il 10 maggio 1973 da una famiglia che aveva fondato una rinomata pasticceria.

Nel 1991 mi sono trasferito a Milano per studiare presso la Nuova Accademia di Belle Arti, terminati gli studi mi è arrivata la “cartolina” per fare il sevizio militare e sono stato un anno distaccato nel mezzo del Mediterraneo in una remota base dell’Aeronautica Militare. Assolti gli obblighi militari sono ritornato a Milano dove ho cominciato a lavorare sui set di produzioni cinematografiche e pubblicitarie imparando il mestiere del cineoperatore e del direttore della fotografia, mestiere che faccio tutt’ora alternandolo a quello di fotografo per la moda.

Nel bel mezzo di tutto ciò c’è un soggiorno di alcuni mesi a New York fino al maggio del 2001, la nascita di mio figlio Aliseo nel 2003 e la morte di mio padre nel 2012.

30.11.2019

Italia, Italie. 1 / Palermo - Milano, Antonino Costa

La forma dell’Italia come la vedono i fotografi che la vivono e la attraversano. Le città, i paesi, le periferie, la campagna, i luoghi delle aggregazioni, le vie, i negozi e l’ambiente naturale vanno a costituire un patrimonio culturale da osservare, come le relazioni che si stabiliscono tra le persone e gli spazi. Ad ogni fotografo e fotografa chiediamo di esplorare i loro archivi e scegliere dieci foto che rappresentino l’Italia, accompagnate da un unico testo, o da dieci brevissimi testi che fungono da didascalie, in cui ognuno racconta come e perché ha realizzato i suoi scatti. L’insieme delle loro immagini andrà a costruire il mosaico degli sguardi, che via via daranno corpo all’Italia di oggi.   Venditori di pesce a Mondello. Palermo, Italia. 2009. Fotografia tratta dal...

11.03.2018

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte quarta)

Continuarono i miei giri nel quartiere anche nel mese di luglio, avevo smesso di compilare il diario e persi il conto dei giorni. Avevo caricato nella macchina fotografica il quarto rullino da trentasei pose (seguì, dopo uno stop di un paio di settimane, un quinto e ultimo rullino).   Ph A. Costa. Quella mattina prima di andare a Brancaccio avevo letto il Giornale di Sicilia. La cronaca parlava del ritrovamento di un giovane pestato a sangue e ridotto in fin di vita, abbandonato sotto il ponte di via Giafar. Ph A. Costa. Ero stato su quel ponte diverse volte nei giorni precedenti. Vinto il dispiacere iniziale, andai a cercare i segni del pronto soccorso per fotografarli.   Ph A. Costa. Rientrato a casa, non ebbi nei giorni a seguire lo spirito di continuare il reportage...

04.03.2018

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte terza)

Nota dal diario: Quinto giorno (il 26 giugno) mi trovo in un’altra zona di Brancaccio, quartiere che si espande su una grande area tra le pendici del Monte Grifone e le spiagge di Romagnolo e dello Sperone. Decido di andare a vedere la chiesa di San Gaetano appunto in via Brancaccio, dove era parroco Don Puglisi.   Ph A. Costa. Lungo il percorso avevo visto dei polli per strada che stavano al ridosso di una vasta area chiusa da un grande cancello semiaperto, ma non ero riuscito a fotografarli; si dileguarono mentre stavo per inquadrarli, spaventati da un’auto che usciva in quel momento. Allora proseguii per la mia destinazione iniziale: la chiesa, che però visto l’orario trovai chiusa. Percorsi a ritroso il pezzo di strada, sperando nel frattempo di incontrare i pennuti fuori nel...

25.02.2018

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio (parte seconda)

Il secondo giorno di lavoro l’ho finito con lo scatto al calesse e i tre ragazzi sopra a condurre il cavallo. Il cavallo è una presenza ricorrente nel quartiere. Alcuni anni fa in questo stesso stradone mi ero trovato nel mezzo di una corsa clandestina di trotto. Stavo in auto con un amico, lui guidava; inaspettatamente sbucò un certo numero di motociclisti con le luci dei fanali accesi che arrivavano in senso contrario al nostro. Volevano fare largo gridando e suonando i clacson dei loro motorini, nessuno aveva il casco; ci costrinsero a manovrare verso il bordo della strada per schivarli, poi giunsero i cavalli al trotto agganciati ai calessi. Tornato a casa la sera, ho cominciato a stilare un promemoria sul lavoro, tanto per memorizzare strade e incontri.    Ph A. Costa....

18.02.2018

Ritratto di un quartiere / Palermo Brancaccio

Il primo rullino di questo lavoro fotografico l’ho usato lungo lo stradone che corre parallelo alla ferrovia nella zona industriale del quartiere Brancaccio. Per chi arriva in treno nel capoluogo siciliano, l’ultima fermata prima dello stop a Palermo Centrale è qui in periferia, nella piccola stazione denominata giustappunto Palermo Brancaccio.   Ph A. Costa. La corsa del convoglio rallenta ormai prossimo alla destinazione. I vagoni passano a ridosso di palazzine basse attaccate l’una all’altra, stanno così vicine alla strada ferrata che dal finestrino ci puoi guardare dentro.   Ph A. Costa. Ora ho raggiunto il rione arrivando dal centro città, per cominciare a fotografare la zona industriale che presenta spazi aperti con le montagne sul fondo; alcuni cartelli colore...

04.10.2015

Expo e dintorni: Expo che fa?

Su questo muro tornai due volte perché volevo fotografarlo senza automobili parcheggiate davanti, come lo avevo notato la prima volta che lo vidi una domenica nel tardo pomeriggio; quando ero su un autobus che mi portava verso il quartiere periferico degli Olmi. Non conoscendo la zona non sapevo le dinamiche che regolano l’andirivieni di chi sceglie quello spazio per parcheggiarvi. In settimana ritrovai lo spazio pieno di auto, così aspettando che andassero via, invano quel giorno, ho potuto capire che è usato da chi va in una banca poco più avanti o in uno studio di commercialisti dalla parte opposta della strada. Decisi di ritornarvi il venerdì, nel tardo pomeriggio a chiusura uffici. Però l’ultimo dei dottori commercialisti fece un...

06.09.2015

Expo e dintorni: Lontano da Expo

Venti giorni lontano da Expo e da Milano. Una fortuna non per tutti quella di lasciare il capoluogo lombardo per qualche breve periodo, perché poi ci manca, si capisce. Fortuna anche che ci è dato di tornare.   Una delle ragazze del bar dove prendo il primo caffè nel quartiere dove abito ha avuto tre giorni di ferie, è andata a Venezia, ma il primo giorno di vacanza l’ha trascorso a Milano, non le ho chiesto cosa ha fatto, se è stata con la sua famiglia cinese o altro.   Ulivi, ph Antonino Costa   Il mio periodo di riposo si è svolto in campagna, una campagna vicino al mare, nella grande isola di Sardegna. È la seconda per dimensioni nel nostro bel mar Mediterraneo che in questo momento pullula di cadaveri. Pare...

16.08.2015

Expo e dintorni: Siamo tutti qui

Un cartello che pubblicizza la vendita dei biglietti per Expo presso un’edicola del centro di Milano mi ossessiona da mesi, dice: «Ci sarà il mondo… e tu?».   Essendo sulla strada per tornare a casa lo leggo spesso, mi provoca, ma da qui a farne fotografia passano i giorni.   ph. Antonino Costa   Anche quest’uomo, questo mendicante lo vedo da quando è iniziato Expo. Pure lui si trova in uno di quei tragitti che mi riportano a casa, sta là pure nelle ore più calde di questi ultimi giorni di luglio. Arriva dalla Turchia; lo saprò soltanto nel momento che gli chiesi se potevo fotografarlo. Il mio presagio è che dureranno in quella posizione fino al prossimo autunno.

02.08.2015

Expo e dintorni. Marco Cavallo va all’Expo

Io e Marco Cavallo siamo coetanei. Quando andai a trovarlo nel quartiere Adriano a Milano, presso la Casa della carità, nel vederlo per la prima volta mi fece un certo piacere, come dire una simpatia immediata, forse per l’età in comune o per il suo aspetto fiero e giocoso di macchina teatrale viva; per ciò che era stato nell’anno 1973 e per le sue imprese più recenti condotte sempre nella sua irreprensibile livrea azzurra.   Marco Cavallo   La piccola cerimonia di benvenuto per il suo arrivo era già trascorsa; qualcuno degli ospiti della casa lo stava osservando, lo contemplava da una certa distanza. Ora attorno a lui c’erano quattro mocciosi che si facevano una guerra d’acqua abbastanza cruenta, che presto sfoci...

12.07.2015

A piedi

Ho percorso a piedi la via Gallarate costeggiando l’infinito Cimitero Maggiore che copre un’area di 678.000 metri quadrati, più avanti c’è il sito di Expo 2015 che secondo le fonti di Assolombarda, si estende su un’area di circa un milione di metri quadrati.  Ancora più avanti volgendo leggermente a levante, si trova la casa di reclusione di Bollate; non ho trovato informazioni sull’estensione del carcere, ma sulla capienza sì: 970.   ph. Antonino Costa   A guardare su una mappa queste grandi recinzioni per l’umanità, costruite vicine, provo un certo sconcerto. Ero andato a vedere il parcheggio Merlata, che prende il nome dalla cascina che c’è nelle vicinanze. La curiosità mi...

14.06.2015

Expo e dintorni: mi chiedevo cosa fosse Expo

Mi chiedevo cosa fosse Expo. Poi mi sono chiesto cosa fosse per le persone. Domenica scorsa sono entrato.     Ero riluttante. Aspettavo, rimandavo, anche per la spesa del biglietto. Per vincere questi freni avevo in testa di andare con mio figlio di undici anni, di considerarlo una guida, col suo sguardo entusiasta di bambino, così da appoggiarmici per fare le mie foto.     Poi sabato, a sorpresa, è arrivata qua a Milano la mia giovane sorella. Lei vive in Francia. Mi ha chiesto di andare insieme a vedere Expo. A quel punto, ho messo mano nel portafogli e mi sono detto andiamo a divertirci. In tre: io, zia e nipote, vale per il biglietto tariffa famiglia e si risparmia.     Expo è intrattenimento, quindi te lo devi pagare...

31.05.2015

Expo e dintorni: c'è qualcosa di arlecchinesco

Sui sedili di Expo c’è posto per tutti. Chi non potrà permettersi il biglietto di entrata nel mega recinto che racchiude il mondo e il suo cibo migliore, potrà partecipare all’Evento da qui, dal Corso Vittorio Emanuele.   ph. Antonino Costa   Per chi resta fuori, c’è disponibile un libretto giallo e con dorso psichedelico in nero e bianco che in 159 pagine guida agli eventi in città. Commistioni tra moda e bellezza, design e cibo, cultura e innovazione; dialoghi tra chef e architetti/designer/fotografi, industriali e stilisti (e per mio vaneggiamento e immaginazione: tra pastori e zolfatari che mangiavano “pane e coltello”, tra contadini e muratori e magari tra pescatori e assessori). È il primo numero...

17.05.2015

Expo e dintorni: Expop

La parte migliore si è consumata nell’attesa. Cosa ci lascerà Expo? la darsena? spero che ci potremo nuotare o fare un giro in barca a remi (senza dover indossare obbligatoriamente dei giubbotti salvagente), godere a pieno dell’elemento liquido oltre ad essere, si capisce, facile pesca, in un bacino di spazi pubblicitari. In questo splendido giorno di sole a solcarne le azzurre acque sono il gommone della polizia municipale e quello della protezione civile.     La darsena è nuova di pacca, è aperta, ce l’hanno consegnata: muretti ancora immacolati fanno da contrasto ai “sentieri di città” che sembrano essere lì da sempre, invece si sono formati velocemente, per il valico di percorsi alternativi, per...

03.05.2015

Expo e dintorni: Expo al via

Molto bene. Oggi è il primo maggio. Il giorno della strage di Portella della Ginestra, nel 1947. Vorrei essere in Sicilia, a Palermo in questo giorno di festa, festivo meglio. Da calendario.     Invece devo trovare la forza di prendere la macchina fotografica e andare il giro a fotografare per la rubrica In-Expo. Il cielo è coperto, vi dirigo lo sguardo, vedo volare i rondoni che anche quest’anno sono venuti qua a Milano. Imperterriti volano, cacciano, fanno il loro lavoro per il bene del mondo, proprio come Expo.     Maggio il mese delle rose e del mio quarantaduesimo compleanno. Bon! Prendo la macchina fotografica ed esco. Prima tappa Piazza Duomo, mi pare che ieri c’era il concerto d’inaugurazione dell’Evento....

12.04.2015

Expo e dintorni: umanità in ascolto

Una domenica, una delle ultime che precedono l’apertura dell’Evento, il tempo, quello atmosferico non è primaverile. All’Expo Gate si occupano di informare il Pianeta. Si legge in un cartello.   Umanità in ascolto, ph. Antonino Costa   Quel giorno il pianeta Terra aveva potuto assaggiare e scoprire prodotti tipici del piccolo Stato di San Marino, che dimora in seno alla nostra bella Italia. Gli sbandieratori hanno fatto la loro parte, ma io non li ho fotografati. Persi per sempre? Almeno per quanto riguarda Expo 2015.   Stargate, ph. Antonino Costa   Mi ero lasciato distrarre dai tracciati geometrici dei tralicci della struttura Expo Gate e mentre fotografavo trasognante, mi tornava in mente un vecchio film dei miei vent’...

29.03.2015

Expo e dintorni: Nutrire il pianeta

Andare in giro in città a piedi e usando i mezzi pubblici, con la macchina fotografica appresso. Una reflex digitale che mi hanno prestato. Un obiettivo cui ho tolto il filtro di protezione e il tappo, la uso così, pronta per scattare, ho accettato di lasciare montata la tracolla. Non mi servivo di una reflex da anni (anche se questa è digitale). La sua caratteristica più importante è che guardi attraverso l’obiettivo, per farlo devi mettere la macchina a contatto con il volto, per indirizzare l’occhio nel mirino. Ne segue che ti nascondi la faccia. Per anni ho usato una 6x6 a pozzetto, vuol dire che guardi l’inquadratura dall’alto verso il basso, a una certa distanza. Quando fotografi le persone, sono loro che osservano il volto...

27.03.2015

Via Boffalora

Questa foto andrebbe a collocarsi dopo la pubblicazione del pezzo Milano zona cinque. In quel testo si può leggere che terminai il rullo di negativo con dei ritratti a un’amica; mentre la prima fotografia fu quella che scattai agli zingari che camminano in fila.   Lei   Non senza una certa confusione e immaginazione posso risalire al giorno imprecisato dello scatto a questa ragazza. Ci trovavamo nello spiazzo antistante alla casa dove abitavo, in via Boffalora. Una strada posta topograficamente tra la Barona, Famagosta e Gratosoglio; l’area periferica che ho percorso negli anni a seguire per scattare le foto di Fotogiornale. È vero che poi mi sono mosso in un raggio leggermente più corto. Mi sorprendo di notare, leggendo ancora il testo di...

22.03.2015

Expo e dintorni: RHO FIERA EXPO MI

Ho comprato un biglietto delle linee S (Suburbane) di Trenord per Rho Fiera Expo. Costo del biglietto 2,20 euro; al ritorno col metrò ho pagato 2,50. Ero partito dalla stazione di Porta Garibaldi.   Operaio   Certo il metrò è più comodo e veloce e si evince facilmente dai trenta centesimi in più che fanno pagare, ma è arrivando alla stazione di Rho Fiera Expo con il Passante e linee ferroviarie di superficie che mi rendo conto del gran lavoro edilizio che c’è in atto. Da semplice osservatore e frequentatore di bar (per bere il caffè), direi che c’è del ritardo sulla consegna dei lavori alla città e ai visitatori. Scendendo dal treno ho raggiunto il sottopassaggio che collega tutto: la fiera, il...

14.03.2015

Expo e dintorni: Controcampo Expo

In un articolo di Repubblica del 13 maggio 2012 leggo: «L’anno scorso era rifugio di rom, nel 2015 potrebbe diventare il nuovo polo cittadino del cibo, una grande piazza coperta dove produttori e consumatori si incontrano secondo la filosofia del chilometro zero per abbattere i costi di distribuzione».   Di fatto tre giorni fa nel fondo del paiolo erano rimaste della polenta abbastanza ben conservata, una forchetta e mezzo guscio d’uovo, e la cenere ancora chiara e soffice lasciava credere a un fuoco spentosi da non tanto tempo. Mi trovavo nei pressi del “Palazzo di cristallo” costruito nel 1933 dall’Innocenti a Lambrate, in via Rubattino, a due passi dal fiume Lambro. In questo stesso complesso industriale si produceva la Lambretta....

21.02.2015

Expo e dintorni: la pizza Carla

Expo e dintorni: la pizza Carla   Il primo giro con macchina fotografica in mano per esplorare la vasta tematica dell’Expo non mi portò a fare nessuno scatto, anche chi va in giro a fotografare a un certo punto si ferma per mangiare. Credo che entrai in questa pizzeria relazionandola, almeno per mia familiarità e provenienza, con il Cluster Bio-Mediterraneo. Uno dei nove padiglioni in cui i Paesi (leggo dalla nota di Expo) sono stati raggruppati non secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari. Essendo nato più o meno al centro di questo bacino babelico che è il Mediterraneo, in Sicilia, e sapendo che la Regione Siciliana è Official Partner di Expo, decido di cominciare il reportage da qui. Ormai ero...

24.01.2015

Interno/giorno casa in periferia

Interno/giorno casa in periferia   Non c’è continuità estetica tra l’ambiente esterno della periferia e gli interni di certe case di chi abita quei luoghi. Ovvio, ma in un lavoro fotografico sperimentarlo è più complesso. Quando si va in zone che non si conoscono, che non sono proprie, il primo varco è la strada e i contatti capitano su questo livello. Le abitazioni limitrofe sembrano osservarti, dichiarando la loro inacessibilità. Fino a questa fotografia, gli unici interni che avevo descritto nella zona cinque di Milano erano stati quelli di un bar o di una chiesa o dell’ospedale; luoghi pubblici assuefatti al territorio circostante.   Durante le mie peregrinazioni fotografiche, giusto per scaldare un po’ il...

21.11.2014

Mantide Religiosa

Quella mattina in periferia la mantide si aggirava sulla pista ciclabile. Accovacciatomi davanti ad essa, si bloccò immobile fissandomi. Poggiai la macchina fotografica a terra, tra noi c’era un metro di distanza esatto; l’ho potuto leggere nella scala metrica impressa sul pomellino che regola il movimento avanti-indietro dell’obiettivo. Un metro è la distanza minima che devo tenere tra la mia fotocamera e un qualsiasi soggetto affinché possa metterlo a fuoco. Fu essa ad accorgersi dell’uomo sul fondo in arrivo verso di noi, girando la testa e rimanendo piantata col corpo nella posizione iniziale. La mantide lo seguì con lo sguardo, lo stavo sperimentando in quel momento. Fu allora che scattai l’ultima foto a disposizione nel...

01.11.2014

W.C. BAR

I cessi dei bar sono delle sorprese, specie in periferia, li scopro quando mi muovo tutto il giorno a piedi per trovare uno scatto. Spesso si deve uscire da una porta che dà sul retro, arrivare in un cortile e raggiungere un’altra porta con scritto W.C. BAR o qualcosa del genere, per trovarsi infine di fronte una turca o un bagno confezionato bene. La pulizia è un terno al lotto: dipende da troppi fattori entrare in un cesso e trovarlo pulito. Comunque ho visto che in periferia si usa ancora molto pisciare all’aria aperta su alberi, muri, staccionate.   Non voglio fare un servizio fotografico sui cessi di periferia e su chi piscia per strada. La foto che ho fatto è frutto di un momento vissuto e di una foto mancata. Perché quando sono...

11.10.2014

Nonostante il pico del sole

La percezione che ho di questo luglio è diversa da quella dell’anno scorso. Me ne accorgo mentre sto camminando, perché inaspettatamente mi focalizzo su certi elementi fisici che percepisco sul mio corpo. Sono il caldo già familiare, alle tre del pomeriggio nella pianura padana, e il peso sperimentato della mia macchina fotografica che tengo in mano. Queste due costanti mi riportano, passo dopo passo, a un anno fa. Come oggi andavo in giro per le vie periferiche di questa zona a sud di Milano; stessa calura stesso carico sul braccio e allora emerge il ricordo del mio stato d’animo. Guardavo e fotografavo altre cose. Nei miei scatti per Fotogiornale ora c’è un’altra estate, la seconda. Sì certo, questo stesso mese nel 2013 fu pi...