Ipotiposi
Mario Porro

Insegna presso il Liceo “Fermi” di Cantù (Co). Si occupa di epistemologia francese e dei rapporti fra cultura scientifica e umanistica. Ha dedicato saggi a Calvino, Levi, Gadda, Serres, Jullien, Bachelard.

29.09.2017

Progetto Jazzi / Sentieri lenti

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   «Mi attenevo in questo all’esempio dei viandanti che, smarriti in una foresta, non devono andare in giro errabondi, ora in una direzione e ora nell’altra, o, peggio che mai, fermarsi da qualche parte, ma devono camminare sempre diritto, per quanto è possibile, in una direzione, e non cambiarla senza un buon motivo … ». La seconda regola della morale provvisoria di Cartesio obbedisce anch’essa ai criteri suggeriti dal metodo; quest’ultimo (letteralmente, la via, odos, per) indica il cammino ottimale, segue il percorso più breve, come fa esemplarmente la...

10.09.2017

Un nuovo libro su Primo Levi / I tedeschi e la colpa

Quando nel ’46 il filosofo Karl Jaspers riprese l’insegnamento in Germania, che era stato costretto ad abbandonare per aver sposato un’ebrea, dedicò il suo corso alla questione della colpa, soffermandosi sulla colpa ‘metafisica’, quella che investe chi non fa nulla per impedire il male inflitto a un proprio simile. È questa la dimensione a cui si pone il confronto che Levi aspira ad avere con i tedeschi. «La mancata diffusione della verità sui lager costituisce una delle maggiori colpe collettive del popolo tedesco, e la più aperta dimostrazione della viltà a cui il terrore hitleriano lo aveva ridotto» (SeS). Le pagine del suo primo libro Levi le aveva scritte senza pensare a un destinatario specifico, come chi sente il bisogno di gridarle sui tetti, ma quando Se questo è un uomo viene...

03.09.2017

Alchimia / La materia immaginata: terra

“In principio è la rêverie”, scrive Gaston Bachelard (1884-1962) ne L’aria e i sogni (1943). Se volessimo tradurre il termine francese, dove si conserva il richiamo al sogno (rêve), potremmo ricorrere a “fantasticheria sognante”, l’abbandonarsi del nostro animo alle seduzioni dalle immagini. L’ammissione di Bachelard è l’esito di un percorso filosofico che dall’iniziale rifiuto dell’universo dell’immaginario sfocia nel riconoscimento della rêverie come dimensione originaria dell’essere dell’uomo al mondo. Da storico delle scienze ed epistemologo, Bachelard aveva condannato nell’immaginazione la facoltà che mantiene l’uomo immerso nella natura, legato alle pulsioni dell’inconscio in cui si manifesta il caos emozionale. Le immagini e le metafore a cui fa costante ricorso la pre-scienza...

18.08.2017

Tanto più forte è la luce, tanto più agiscono i demoni meridiani / Ombra

Luogo fondativo del teatro filosofico, il mito platonico della caverna dispiega le coppie oppositive a cui l’Occidente è rimasto fedele. Gli uomini in catene non vedono se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete di fronte; sedotti dalle immagini sullo schermo, prendono per verità “vacuità prive di senso”, confondono la parvenza con la realtà, la sbiadita ripresentazione/rappresentazione con la luminosa e stabile identità. Sempre in attesa dell’alba chiara in cui finalmente vedremo Dio (e le sue varianti) faccia a faccia, la filosofia rinnova il gesto sacrale del sacerdote: squarciare il velo per scorgere al di là dell’apparenza ingannevole, portare alla “pianura della verità” quanto si cela nell’ombra menzognera. Aletheia, la verità greca, è appunto un disvelare, un portare all’...

05.10.2016

Pensare la nostra epoca / François Jullien: Essere o vivere

Pochi pensatori come il sinologo e filosofo François Jullien sono più fecondi nel fornirci la scatola di attrezzi concettuali per pensare la nostra epoca globalizzata e frammentata. Da più di trent’anni naviga nelle acque in cui la cultura dell’Occidente incontra quella cinese, dove la filosofia greca (e la sua variante cristiana) si confronta con la tradizione di matrice confuciana. Dal faccia a faccia deriva in primo luogo una chiarificazione dei presupposti, degli a priori, su cui le nostre convinzioni si fondano, delle rive in cui scorrono i nostri pensieri, secondo l’immagine del Wittgenstein di Della certezza. Il confronto con una forma d’intelligibilità costituitasi in piena autonomia (a differenza di quella indiana o araba) rispetto all’Occidente produce un effetto di spaesamento...

05.05.2016

Aristofane, Serres, Gadda, Szymborska / Nuvola

  Si sa, le cose del Cielo nascondono quelle della terra. Può accadere però che siano i fenomeni atmosferici ad impedirci di vedere il cielo: “prevediamo il momento esatto di un’eclissi, ma non sappiamo se potremo vederla” (Michel Serres), una nuvola potrebbe frapporsi allo sguardo. Ma nella storia del pensiero (filosofico e scientifico) le cose del cielo hanno nascosto le meteore che si stendono fra il cielo e la terra; nel cielo stellato sopra di noi abbiamo cercato il riferimento per la navigazione morale (un cielo spesso nascosto fra le nebbie del mar Baltico), nel rassicurante ripetersi dei moti planetari abbiamo cercato il modello della stabilità dei saperi. All’astronomia abbiamo affidato la luminosa verità, alla meteorologia, grande rimossa della storia della scienza,...

18.04.2016

Antropologa, deportata, attivista politica / Ritratto di Germaine Tillion

Nel secolo dell’estremo, alcune figure esemplari hanno cercato di contrastare il male senza ricorrere alla violenza, ma trasformando valori morali in virtù politiche. Sono le figure su cui si sofferma Tzvetan Todorov in Resistenti (Garzanti, 2016), Gandhi e Mandela, Pasternak e Solzenicyn; e se il primo capitolo spetta a Etty Hillesum, il secondo è dedicato a Germaine Tillion, entrambe non hanno lasciato che l’odio avesse l’ultima parola di fronte alla barbarie nazista. È attraverso i libri di Todorov che in Italia abbiamo cominciato a conoscere la straordinaria voce dell’etnologa scomparsa nel 2008, varcato il secolo di vita. In Memoria del male, tentazione del bene (Garzanti, 2000), Todorov poneva Germaine Tillion accanto a Primo Levi, a Romain Gary, a Vasilij Grossman, a Margarete...

07.04.2016

Il commento al Pasticciaccio di Carlo Emilio Gadda / Gadda. Sfogliare il carciofo

Gran parte della critica gaddiana ha dovuto affilare le sue armi all’estero, soprattutto in Svizzera. A lungo svolse il suo magistero all’università di Friburgo Gianfranco Contini, a cui si deve nel 1934 il primo saggio sul pastiche linguistico in Gadda. Dante Isella, curatore delle Opere nell’edizione Garzanti, per lunghi anni fu docente a Zurigo; la preziosa edizione commentata della Cognizione del dolore (Einaudi, 1987; una nuova se ne annuncia per Adelphi) è opera di Emilio Manzotti, che insegna a Ginevra. In Scozia, Federica Pedriali ha dato vita all’Edinburgh Journal of Gadda Studies, un sito ricchissimo che include la Pocket Gadda Encyclopedia, dove decine di voci ricostruiscono per frammenti il multiverso del Gaddus. A dirigere a Basilea il dipartimento di Italianistica è Maria...

30.03.2016

La scomparsa di un cantautore grande quanto schivo / Addio a Gian Maria Testa

Quando ho saputo della morte di Gian Maria Testa, dal cd della radio dell’auto stavo ascoltando “Lasciami andare”, dove il cantautore piemontese – lo spiegava nei suoi concerti – confessava l’imbarazzo di presenziare alle cerimonie funebri di amici che ci hanno lasciato più soli. “ Non sono venuto per salutare che io non lo conosco il tono giusto del saluto … e nemmeno le parole per la circostanza … lasciami andare”.Non conoscevo personalmente Gian Maria, ma da qualche anno erano sue le canzoni che mi accompagnavano nei tragitti in auto, forse un po’ stanco di tanti altri cantautori più blasonati e affermati, italiani e francesi, o di lingua inglese. Non so se mai è apparso in televisione, ma possedeva la stima di quanti apprezzano chi non ama i riflettori e preferisce un ascolto più...

17.02.2016

Gadda: una giraffa nel giardino delle belle lettere

Continua ad agire nella nostra cultura una pregiudiziale anti-tecnologica. Nella premessa ai saggi raccolti in L’altrui mestiere (1985), dove si era divertito a gettare il suo sguardo di chimico di professione su altri ambiti del Paese d’Enciclopedia, in cerca dei legami trasversali che collegano il mondo della natura con quello della cultura, Primo Levi osservava che la spaccatura fra intellettuale e tecnico, fra chi lavora col pensiero e chi lavora con le mani, è “una schisi innaturale, non necessaria, nociva, frutto di lontani tabù e della controriforma, quando non risalga addirittura a una interpretazione meschina del divieto biblico di mangiare un certo frutto. Non la conoscevano Empedocle, Dante, Leonardo, Galileo, Cartesio, Goethe, Einstein, n...

28.01.2016

Orologio

Narra Jules Verne che nella Ginevra del Medioevo, su di un’isola in mezzo al fiume Rodano, in una casa sospesa su palafitte, viveva mastro Zacharius, orologiaio. In ogni mirabile strumento costruito aveva messo parte della sua anima, regolandolo sulle pulsazioni del suo cuore. La vita stessa era per lui un meccanismo ingegnoso di cui diceva di aver scoperto il segreto: la misteriosa unione di anima e corpo non era che il sincrono oscillare di bilancieri. Avendo così assoggettato il tempo a leggi esatte, Zacharius si era convinto di esserne diventato signore e dunque di non dover morire. Ma gli orologi si guastano uno dopo l’altro, e un vecchietto malefico, incarnazione del Tempo, pone fine all’illusione d’immortalità dell’orologiaio.   L...

05.01.2016

Insegnare arte con la filosofia

Nell’anno scolastico 1979-80, cominciai all’ISA l’insegnamento di Storia del pensiero scientifico, che poi tenni fino all’85. Fra le mille difficoltà di una disciplina da inventare, ebbi la fortuna di incontrare “maestri” e colleghi che mi costrinsero a restare studente e ad apprendere (chiedo perdono a tanti altri se mi limito a ricordare Nanni Valentini). Si trattava per me di pensare la filosofia non tanto come luogo dei fondamenti, come custode delle garanzie epistemologiche, ma come fattore di scambio, di comunicazione: si trattava di gettare ponti fra le discipline, fra il sapere umanistico e quello scientifico, superando il vecchio conflitto fra le due culture. Ed i ponti, mi insegneranno anni dopo le pagine di Primo Levi, sono il...

22.12.2015

Gilles Clément, L’Alternativa ambiente

Abbiamo a lungo vissuto credendoci esseri fragili e inermi di fronte alla potenza delle forze naturali. Ed eccoci ora sempre più consapevoli del ribaltamento dei ruoli: l’attributo della finitudine, che credevamo esclusiva pertinenza della condizione umana, lo riconosciamo adesso alla Natura stessa. L’umanità, ha scritto Michel Serres, ha assunto le proprietà di Dio, si è fatta totipotente e universale, ma non ancora misericordiosa, e governa dispoticamente il Pianeta Terra, ormai ridotto a terreno di sfruttamento e discarica globalizzata. La fragilità degli ecosistemi chiama ad una responsabilità nuova sotto il Sole: farsi garanti della vita sul pianeta. E mentre i potenti del mondo ne discutono a Parigi, cercando di rimediare ai...

23.09.2015

Rete

«L’ipotiposi della catena delle cause va emendata e guarita […] con quella di una maglia o rete: ma non di una maglia a due dimensioni (superficie) o a tre dimensioni (spazio-maglia, catena spaziale, catena a tre dimensioni), sì di una maglia o rete a dimensioni infinite. Ogni anello o grumo o groviglio di relazioni è legato da infiniti filamenti a grumi o grovigli infiniti».     1928. Carlo Emilio Gadda, ingegnere con la passione per la scrittura, turbato dal demone della filosofia e dalle “tentazioni dissolutrici dell’Enciclopedia” (L’Adalgisa), lancia il suo proclama ontologico e di metodo. Mentre abbozza la sua tesi di laurea, dedicata a Leibniz – il filosofo della modernità cui più si...

06.08.2015

Catena

“Quelle catene di ragionamenti, lunghe, eppure semplici e facili, di cui i geometri si servono per pervenire alle loro più difficili dimostrazioni, mi diedero motivo a supporre che nello stesso modo si susseguissero tutte le cose di cui l’uomo può avere conoscenza” (Cartesio, Il discorso sul metodo, 1637).   Il progetto della Ratio cartesiana si affida alla procedura inferenziale del dimostrare matematico: conquistata l’evidenza prima, la certezza di una “salda roccia” su cui fondare la verità, secondo il modello assiomatico e deduttivo della geometria euclidea, le regulae del pensare si snodano  seguendo una consecuzione monodroma, passando anello dopo anello da premesse a conseguenze. Che era poi già l’...

29.07.2015

Giordano Bruno

In copertina, sullo sfondo di un cielo temporalesco, si staglia, tetra e angosciante, l’immagine della protagonista di Campo dei Fiori di Massimo Bucciantini, la statua di Giordano Bruno che sorge a Roma in Campo de’ Fiori. L’oscurità incombente fa apparire la statua un neo-gotico spettro, un revenant. E tale in fondo è stato il “Nolano” (come si autodefiniva nei suoi dialoghi italiani), arso vivo nel 1600 nella stessa Piazza che ne conserva il monumento, dopo una prigionia quasi decennale tra le carceri dell’Inquisizione romana: un “ritornante”, dopo secoli di quasi oblio, nella cultura italiana di metà Ottocento. Il precursore dell’idea di un universo infinito, di una natura vivente e divinizzata, in cui...

20.05.2015

Edgar Morin. Insegnare a vivere

Il novantaquattrenne Edgar Morin, sociologo e filosofo, ci consegna l’ultimo saggio di una trilogia dedicata all’educazione. Insegnare a vivere (Cortina 2015), come i precedenti La testa ben fatta e I sette saperi necessari all’educazione del futuro (Cortina 2000 e 2001), non è un’opera pedagogica né una proposta di riforma del nostro sistema scolastico ma un suo radicale superamento. A indicare l’urgenza della proposta di Morin, due domande in esergo al libro chiudono ad anello le sorti dell’umanità e il destino del nostro pianeta: “Quale pianeta lasceremo ai nostri figli?” (Hans Jonas) ci richiama alla responsabilità nei confronti di quel prossimo che sono le generazioni future; “A quali figli lasceremo il...

30.03.2015

Senza disciplina

La riforma della scuola che sta per essere introdotta in Finlandia non prevede più un insegnamento suddiviso nelle tradizionali “materie” o “discipline”, si sviluppa in base ad argomenti. Così, le ore di Storia e Geografia (la famigerata e bistrattata Sto-Geo dei nostri bienni delle superiori) sono sostituite da tematiche dove regna un’apparente “indisciplina”: le lingue comunicano con l’economia politica, la storia convive la matematica (in versione statistica o topologica), le lettere si diluiscono nell’ecologia, nell’agricoltura o nell’antropologia. Tutto questo mentre in Italia ancora si discute dei pregi della cultura umanistica, timorosa di venire pensionata dalla crescita dei saperi tecno-scientifici....

27.02.2015

Matematica mon amour

Soffriamo ancora dell’antico male di una marginalità delle scienze nel panorama complessivo della nostra cultura; eredità, certo, del classicismo umanistico su cui si sono innestati prima il neoidealismo, liberale e fascista, poi lo storicismo, ma vi sono anche responsabilità degli scienziati, spesso gelosi custodi dei propri saperi, protetti nella clausura sacerdotale di linguaggi specialistici. Uno dei primi meriti degli scritti che Claudio Bartocci ha raccolto in Dimostrare l’impossibile (Cortina 2014) è il richiamo al dovere etico di rendersi comprensibili a tutti: condizione per lo sviluppo del sapere (e della civiltà) è “fare uso pubblico della propria ragione” (Kant), senza soggiacere a coercizioni esterne. Del resto...

14.11.2013

Alexandre Kojève. Diario del filosofo

Un’aura di leggenda ammanta i seminari sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel che Alexandre Kojève tenne a Parigi fra il 1933 e il 1939, presso l’École pratique des Hautes Études. Erano in pochi ad ascoltarlo, ma tra di loro si potevano annoverare Merleau-Ponty e Lacan, Leiris e Bataille, Breton e  Caillois. Da quei seminari, raccolti da Raymond Queneau, nascerà nel 1947 L’introduzione alla lettura di Hegel (Adelphi, 1996), inizialmente conosciuta in Italia nella versione parziale dal titolo La dialettica e l’idea della morte in Hegel (traduzione di Paolo Serini, Einaudi, 1948).       Nato nel 1902, Kojève apparteneva all’intelligencija esule dalla madre Russia dopo la rivoluzione d’...

06.06.2013

Elvio Fachinelli. Su Freud

Elvio Fachinelli (1928-1989) riconosceva a Freud il merito indiscusso di avere aperto il campo di una ricerca sui rapporti interindividuali, una “nexologia” umana (da nexus, legame, intreccio). Adelphi - che di Fachinelli aveva edito gran parte degli scritti – ne ha ora raccolto in Su Freud alcuni saggi dispersi: si va da una nitida presentazione del fondatore della psicanalisi per “I Protagonisti della Storia universale” nel ’66, a riletture di temi freudiani (la caducità e Rilke, il senso della gratitudine e la fobia del dono) apparse su “il manifesto” nell’anno della morte. Sono scritti che confermano la radicale libertà di giudizio con cui Fachinelli si confrontò con il “maestro”, di cui tradusse...

04.02.2013

Ruggero Pierantoni. Salto di scala

Non c’è bisogno di appartenere alla “setta dei poeti estinti”, come il professore de L’attimo fuggente, per avere l’impulso di strappare le pagine in cui Evans Pritchard misura sul piano cartesiano il valore di una poesia. Quell’episodio della guerra mai spenta fra le “due culture” dava voce al timore, di origine romantica, che la ragione quantificatrice possa distruggere quanto appartiene alla dimensione “spirituale” delle arti. Aprendo l’ultimo libro di Ruggero Pierantoni, Salto di scala (Bollati Boringhieri, pp. 320, euro 39), veniamo proprio invitati a prendere un righello per misurare in millimetri l’altezza di uomini raffigurati su di un mosaico di Thera o sui resti di un muro dell’antica Roma; l...