NON-SCUOLA
Marco Martinelli

Marco Martinelli è drammaturgo e regista del Teatro delle Albe, fondato nel 1983 insieme a Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni. Direttore artistico di Ravenna Teatro, ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali (Premio Ubu nel 1997 e nel 2007, Premio Hystrio 1999, Premio Mess Sarajevo 2003), ha pubblicato i suoi testi teatrali con Ubulibri, Danilo Montanari Editore, Editoria e Spettacolo, L'ancora del mediterraneo.

22.11.2017

Mafia in Emilia / Saluti da Brescello

Sulla scena le statue in bronzo di Peppone e Don Camillo. Per intenderci, quelle che si fronteggiano a grandezza naturale in Piazza Matteotti a Brescello, provincia di Reggio Emilia. Sono lì dal 2001, opera dello scultore Andrea Zangani: Don Camillo sorridente, la chiesa di Santa Maria Nascente alle spalle, tonaca sacerdotale e cappello da parroco in testa, la mano destra alzata in segno di saluto, nella sinistra un libro, probabilmente il suo breviario, Peppone dal lato opposto della piazza, il municipio alle spalle, fazzoletto al collo, la mano destra, che tiene il cappello, alzata in segno di saluto. In Piazza si fronteggiano e si salutano, qui invece sono voltate entrambe verso gli spettatori, e pare che stiano salutando proprio loro. O è un’illusione?   Una luce lunare. Notturno...

04.08.2014

In memoria di Marco Pantani

Finalmente! Dopo dieci anni, in cui abbiamo ammirato la tenacia incrollabile con la quale Tonina Pantani ha gridato che no, suo figlio non si era suicidato; dopo che Philippe Brunel, giornalista dell’Equipe e raffinato scrittore, aveva smontato pezzo per pezzo quell’inchiesta così frettolosa, e aveva dimostrato, nel suo Vie et mort de Marco Pantani (pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2008 col titolo Gli ultimi giorni di Marco Pantani, aperto da una bellissima prefazione di Gianni Mura), che troppi segni non erano stati presi in considerazione dalla magistratura; dopo che nel 2012 avevo scritto e messo in scena Pantani, con il mio Teatro delle Albe, pubblicato da Luca Sossella Editore, e dopo aver portato lo spettacolo in giro in tutta Italia e non solo; finalmente uno...

12.06.2014

Il sorriso del lottatore

C’è un filo che lega, che segna tante delle manifestazioni di affetto per Mandiaye N’Diaye, attore delle Albe scomparso domenica scorsa nella sua Africa, testimonianze ricevute dalla compagnia in questi giorni: è il sorriso di Mandiaye. Nei modi più disparati, quella luce appare in molte lettere e ricordi, scompare e riappare insistente. Come una scena indimenticabile, un’immagine incancellabile, come un marchio d’arte, come una firma della memoria: Mandiaye era il suo sorriso.   Ph. Cristina Ventrucci E anch’io quando lo penso, lo penso attraverso il sorriso. Lo incontrai per la prima volta nella primavera del 1989, a Rimini. Dovevamo trovare tre giovani senegalesi: si trattava di un’emergenza, i compagni africani con i...

05.04.2014

Oggetti d’infanzia | Bianco, nero e azzurro

Erano in tre, e hanno segnato la mia infanzia: gli zii di mia madre, Maria e Guglielmo, e la bisnonna Erminia. I miei genitori, d'estate, mi lasciavano ostaggio dell'affetto di quella tribù di vecchi, tra Reggio Emilia e Levanto, un po' per far fronte alle difficoltà economiche, un po' per il desiderio di quei tre di avere un piccolo sovrano da servire.   Erano soprattutto in due a contendersi le mie preferenze: la nonna Erminia, piccola e con i capelli bianco-azzurri, come una dolcissima fatina straripante d'affetto, e il gigantesco Guglielmo gambadilegno, un omone che (oggi posso dirlo) assomigliava a Gadda, consevatore dall'umor nero e sarcastico, la gamba portata via dalla guerra. In mezzo la zia Maria, che consapevole di non poter competere con le attenzioni che Erminia e...

31.01.2013

Il Dottor Mercurio in volo: ricordo di Antonio Caronia

E' un’amicizia che risale a trent’anni fa, esatti esatti. E adesso dove sei, Dottor Mercurio? Da quale lontano universo ci guardi ora?   Nel 1983 avevamo appena fondato la compagnia, che negli anni a venire avrebbe semplificato il proprio nome in Teatro delle Albe, ma che all’origine portava una sigla “barocca”, per dirla con Oliviero Ponte di Pino: Albe di Verhaeren. Scegliemmo quel nome per fare un omaggio a Vsevolov Mejerchold, il grande maestro della regia, allo spettacolo mitico (appunto Les Aubes, scritto da Emile Verhaeren) con cui aveva inaugurato il suo nuovo corso rivoluzionario nel 1917. Ma quel nome, svincolato dalla conoscenza storica, sembrava anche alludere alle albe di un pianeta misterioso, Verhaeren, un nome quindi che evocava...

15.06.2012

Scampia - Napoli, 30 maggio 2012

Maurizio Braucci è tante “cose” insieme: prima di tutto uno scrittore di intensi racconti e romanzi, poi uno che indaga, che sta sempre nel cuore della sua Napoli e delle sue mille contraddizioni, infine uno sceneggiatore di cui soprattutto Matteo Garrone si è avvalso per le sue spedizioni agli inferi (lo splendido Gomorra e quel Reality che ha appena debuttato a Cannes). Tutte queste direzioni si intrecciano nel suo sguardo malinconico e curioso. Quando scesi a Scampia nel 2005 aveva appena pubblicato Napoli comincia a Scampia, curato insieme a Giovanni Zoppoli e edito da l’ancora del mediterraneo, e Goffredo Fofi me lo indicò come il “migliore”, quello che mi poteva fare da primo collaboratore nell’avventura della non-scuola nel...

06.06.2012

Terremoto nella Romagna africana

Quando stamattina la terra ha tremato, alle 6.08, epicentro al largo di Ravenna, a Punta Marina, quando stamattina il terremoto si è spostato dalla vicina cugina Emilia e ha cominciato a scuotere anche la Romagna, ci siamo tutti buttati giù dal letto. Un nigeriano dalla paura si è addirittura buttato giù dalla finestra. Ecco, è arrivato anche qui.   Tellus, la Dea della Terra, in un punto profondo profondo si è mossa, uno scatto improvviso di reni, della sua massa rocciosa, e le formiche là in alto han tremato insieme a lei. E a noi delle Albe ha evocato quel terremoto che fu, nel lontano 1987, la rivelazione del Professor Franco Ricci Lucchi, docente di geologia all’Università di Bologna: la Romagna è Africa...

08.05.2012

Venezia - Asseggiano, 4 aprile 2012

“Spacco bottiglia e ammazzo famiglia”, avevo promesso che avrei spiegato l’origine di questo motto. È un modo di dire sbruffone, che circola tra tutte le bande e tutte le etnie di Mestre e Marghera. Una battuta, ma anche una scintilla che può accendere un fuoco violento. L’avevo scoperta in un incontro a Asseggiano, me l’avevano fatta conoscere Viko e Aioub. E proprio a un’ora dal debutto al Goldoni, c’è stato un momento di tensione in cui la frase è tornata fuori. A dire il vero la frase l’avevamo anche “fissata” nello spettacolo due giorni prima. Quando Martina, “l’angelo della geometria”, una piccolina della 1 B di Marghera, con la sua coroncina in testa, comincia a far sorridere...

16.03.2012

Venezia - Asseggiano, 8 marzo 2012

Spacco bottiglia-ammazzo famiglia! Che significa? Significa che basta un niente per incendiare una scuola, o un quartiere. Ma andiamo con ordine, e ripartiamo dal 27 febbraio.   Finalmente i due mari si sono incontrati: finalmente dopo mesi di lavoro separati, siamo arrivati a riunire tutta (o quasi) la tribù di Eresia della Felicità a Venezia: finalmente il 27 febbraio al Cinema Teatro Aurora di Marghera, ospiti della compagnia teatrale Questa Nave, si sono incontrati il gruppo dell’Istituto Tecnico Edison-Volta di Asseggiano e il gruppo del Liceo Classico Marco Polo di Venezia. In attesa che arrivasse il tecnico del teatro e accendesse la luce in sala, i ragazzi si sono annusati, come dice Filippo. Aspettando nell’atrio, i due gruppi restavano divisi...

21.02.2012

Venezia-Asseggiano, 30 gennaio 2012

  Scommettiamo che Beppe Grillo all’Istituto Tecnico di Asseggiano non sarebbe capace di ripetere quel che ha maldestramente sostenuto sullo ius soli?   Ma andiamo con ordine, e ripartiamo da dove ci eravamo fermati. Ovvero dal fatto che dopo gli incontri preparatori di ottobre, si sono formati due gruppi con i quali abbiamo lavorato tutte le settimane, ogni lunedì all’Istituto Tecnico Edison-Volta di Asseggiano, il martedì al Liceo Classico Marco Polo di Venezia. Entrambi i gruppi contano un numero di partecipanti attorno ai 20-25.     Stiamo lavorando su Mistero buffo di Vladimir Majakovskij, scritto nell’estate del 1918. La trama è semplice, misto di realtà e fantasia: c’è un diluvio, una...

19.01.2012

Venezia - Asseggiano, 8 gennaio 2012

  “E quanto alle antiche relazioni di Ravenna con Venezia, non potendone ritrovare il principio, dovemmo risalire allo studio delle origini delle due città, che vedemmo non contemporanee, ma certo consimili”.   (Pier Desiderio Pasolini, 1874)     Riprendo a scrivere di non-scuola, dopo la serata di Donne al Parlamento al Valle in dicembre. E d’accordo con la redazione di doppiozero, diamo a questo blog un nuovo titolo, non legato a un singolo progetto, come è stato per Capusutta a Lamezia Terme, bensì un titolo che possa comprendere luoghi e avventure differenti durante l’anno, appunto il titolo di NON-SCUOLA, in modo che io possa raccontare i progetti che le Albe vanno realizzando in giro per l’Italia e...

16.12.2011

Roma, Teatro Valle, 16 dicembre 2011

Scrivo questa ultima puntata del diario di Capusutta prima di ritrovarci tutti a Roma, al Valle occupato. Non l’avrei detto, il giorno che ci siamo arrangiati a provare per strada, tra le auto che passavano, perché a Lamezia nessuno ci aveva aperto il teatro, che Donne al Parlamento, dopo la “prima” a Lamezia, sarebbe arrivato fino al Valle. Ma vado con ordine, e racconto come è andata la “hell’s week”, la “settimana dell’inferno”, così negli Stati Uniti chiamano la settimana che precede il debutto.   Scendo a Lamezia e subito capisco che il clima non è buono. Ne avevo scritto già sul doppiozero del 5 maggio 2011, quando mi preoccupavano gli atteggiamenti di certi burocrati lametini, e al...

20.11.2011

Lamezia Terme, 20 novembre 2011

  Torno a Lamezia. Finalmente abbiamo le date ufficiali del debutto di Donne al Parlamento: 20 e 21 novembre, ore 21, al Teatro Comunale Politeama, gestito per il Comune da Piero e Pierpaolo Bonaccurso del Teatrop.   I corsari hanno lavorato benissimo. Ricordate che vi dicevo dei problemi creati dalla innaturale (per la non-scuola) pausa estiva? Bene, sono andati dappertutto, non solo sono ritornati nelle scuole, ma anche nelle strade, nelle piazze. Nei pub, dove gli adolescenti si danno raduno, e hanno trovato nuove adesioni ed entusiasmo. Come crediamo si faccia il lavoro con i giovani? Si fa così. Impiegando tempo e passione. Le locandine, certo, i manifesti, i dépliant, la conferenza stampa, ma prima di tutto il guardarsi in faccia. Il prenderli sul...

24.10.2011

Lamezia Terme, 4 ottobre 2011

In volo verso Lamezia, mezzo addormentato, di prima mattina, quando i pensieri barcollano e stanno per scivolare giù, e resistono, galleggiando tra il sonno e la veglia, ripenso agli Aristofane affrontati in tutti questi anni: tra Albe e non-scuola mi arrivano le immagini degli otto testi messi in scena (degli undici che sono sopravvissuti al naufragio del tempo: Aristofane ne scrisse circa quaranta…). Mancano al mio personale appello Acarnesi, il primo scintillante apologo contro la guerra e le storture della nascente democrazia, Vespe e Donne alle Tesmoforie. Prima o poi li attraverserò. In volo mi tornano soprattutto i versi degli Uccelli, penso alla fantasia del volo che prese l’antico scrittore di teatro, abituato a sognare sulle rive boscose del...

05.07.2011

Lamezia Terme, 5 giugno 2011

Ultima puntata del diario lametino, poi ci sarà la necessaria pausa estiva, poi Capusutta ripartirà a settembre per debuttare ad autunno inoltrato - date possibili, ma ancora non certe, dal 18 al 20 novembre - e con le prove riprenderà anche questo diario.    Nel frattempo buone notizie: il contratto tra il Comune e le Albe e Punta Corsara è stato firmato. E la volontà politica è quella di riuscire a costruire una convenzione anche per il prossimo biennio, in modo che si arrivi a un percorso di almeno tre anni, il minimo per seminare, il minimo per creare un tessuto di giovani (scelti non per amicizie e tessere politiche, per buone parentele, ma usciti da un percorso fatto di lavoro, disciplina e passione), un gruppo di persone che...

06.06.2011

Lamezia Terme, 5 maggio 2011

E invece Aristofane lo faccio aspettare ancora. Perché è successa una cosa davvero molto brutta. Sono entrati di notte dentro Palazzo Panariti, dove teniamo gli incontri di Capusutta, hanno sfasciato porte e finestre. Ladri? Ma non c’era niente da rubare, il palazzo è ancora vuoto, appena inaugurato, non ci sono attrezzature, solo due piccoli monitor per la sorveglianza. Dei balordi, può essere. E se fosse invece un brutto segno, una specie di intimidazione? Contro chi? Ci nascono strani pensieri in testa, che vorremmo ricacciare indietro.   Speriamo che non siano segnali contro Tano Grasso e il suo irruento procedere a cercare di portare novità nella cultura cittadina. In effetti non c’è un’aria rassicurante in giro:...

06.05.2011

Lamezia Terme, 5 aprile 2011

Arrivo a Lamezia, e mi rendo conto che la città è sottosopra per una furiosa polemica attorno al campo rom dell’area di Scordovillo. Un’ordinanza della Procura, il campo va sgomberato entro 30 giorni. Motivazione: sono tutti delinquenti. Il campo è uno dei più grandi d’Italia, circa 520 persone, più o meno 104 famiglie, esiste dal 1981. È il campo dove vivono i ragazzi rom che partecipano a Capusutta, Pamela e Immacolata e tutti gli altri. Domani pomeriggio dovrò parlare ai capusuttini del testo sul quale lavoreremo, Donne a Parlamento di Aristofane, ma prima incontro Rosy de Sensi e Graziella Perri, operatrici dell’Associazione La Strada, che da 25 anni svolge un lavoro prezioso nel campo, portando i bambini a...

26.03.2011

Lamezia Terme, 18 marzo 2011

Ci ritroviamo al Teatro Umberto, nel cuore della città. È il primo incontro di Capusutta, così l'abbiamo chiamato il nostro progetto di teatro con gli adolescenti di Lamezia, e il nome in dialetto lametino ("a testa in giù") me l'ha suggerito Dario Natale, regista di Scenari Visibili, traducendo alla lettera "arrevuoto" dal napoletano. Sono presenti 85 adolescenti, tra cui una decina di rom. A salutarli ci sono anche Tano Grasso e l'assessore alla cultura di Ravenna, Alberto Cassani, che ho convinto a seguirmi in questo primo incontro. I due augurano buon lavoro ai ragazzi e a noi, e poi si allontanano a ragionare di un possibile gemellaggio Lamezia-Ravenna. Guardo gli adolescenti davanti a me, seduti in platea, guardo il...

08.03.2011

Lamezia Terme, 3 marzo 2011

È così che è cominciata. Nella primavera del 2010 il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza (un nome che è tutto un programma, e una scommessa), chiede a un suo vecchio amico, Tano Grasso, presidente onorario della Federazione nazionale dell'antiracket, di diventare assessore alla legalità nella giunta di Lamezia. Lamezia è una città che tempo prima lo stesso Grasso aveva additato tra le tre roccaforti del pizzo in Italia (le altre due erano Gela e Napoli), ma che negli ultimi anni aveva visto crescere al suo interno una forte associazione antiracket. E questo è il motivo che convince Grasso ad accettare: accetto, risponde al suo amico sindaco, ma preferirei fare l'assessore alla cultura. Se c'è un terreno sul...