Scritture

Pynchon. Bleeding edge

«Ehi guarda, stanno distruggendo i newyorkesi: carino, vero? Cioè: niente di personale.» È la profetica battuta di una teenager con la faccia incollata a un violento videogame che appare nell’ultima opera di Thomas Pynchon, uscita nel mercato anglofono proprio questa settimana a marchio Penguin. Il libro si fa leggere anche da chi ha scarsa indulgenza verso l’autore noto per aver esordito con il funambolico V giusto mezzo secolo fa.   Qui spiccano i dialoghi, secchi ed efficaci come nelle moderne serie televisive, ma tranne qualche sbandata nel plurilinguismo spinto (chutzpah, caveat, sutra, «Che si dice?» e strozzapreti in idioma rigorosamente originale) l’ottavo romanzo di Pynchon apparirà tutt’al più un...

Cosa vuoi fare da grande

“Alla Scuola elementare Attilio Regolo di Milano, due bambini un po’ strani, Guido Pennisi e Gianni Serra, trascorrono la maggior parte della loro giornata, nella terra di nessuno dell’ultimo banco”. È così che vien voglia di raccontare Cosa vuoi fare da grande (Del Vecchio Editore), il romanzo dello scoppiettante duo di scrittori Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio: come una fiaba surreale che riesce a far pensare mentre si ride a crepapelle. Ma andiamo con ordine. Qui non ci sono orchi e fate, bensì gli studenti e gli insegnanti di una terza elementare sorteggiata per un esperimento pedagogico destinato a cambiare il sistema dell’istruzione italiana: i giovani allievi faranno da cavie al “futurometro”, un’invenzione...

Sepp Mall. Ai margini della ferita

«Nel 1969 avevo otto anni. Non esisteva per me un problema sudtirolese; solo il ricordo, vago, di soldati che marciavano su e giù davanti alle varie stazioni ferroviarie nelle quali sono cresciuto». Lo scrive Hans Karl Peterlini, giornalista e studioso altoatesino di madrelingua tedesca, in Noi figli dell’autonomia, un interessante e documentato volume fra l’autobiografico e il cronachistico uscito in prima edizione una decina d’anni fa e apparso da pochi mesi, rivisto e in traduzione italiana, per le edizioni alphabeta di Bolzano. L’infanzia non coglie la ragion d’essere dei conflitti politici, ne è felicemente esonerata, ma la presenza di quei soldati davanti alle stazioni non era simbolica: lo Stato italiano reagiva. Negli anni...

Pallavicini. Una commedia italiana

“Beviamoci un vero Martini” dice. “Una delle tre cose da fare prima di morire. La seconda è provare il risotto alla milanese, come lo faceva Marchesi. Quello vero. Marcello, non Gualtiero.” (a pag. 185) Soltanto a quel gran signore del Piersandro Pallavicini, Una commedia italiana (Feltrinelli), professore associato di chimica supramolecolare nell’università di Pavia, romanziere feltrinelliano da 12 anni, poteva venire in mente una scena del genere. Il preparatore di Martini è Alfredo Pampaloni, 82 anni suonati, già industriale caseario e sedicente inventore del claim “Galbani vuol dire fiducia”.   L'azione si svolge in gran parte nell'agosto 2012, a Solària, immaginario paesino dolomitico tra la...

Gipi. unastoria

Una storia: quella di Silvano Landi, scrittore in crisi coniugale, d’identità e d’ispirazione che soffre senza un motivo preciso ma si appassiona alla “storia bellissima” del bisnonno Mauro, ricostruita attraverso le lettere spedite alla famiglia dal fronte della prima guerra mondiale.       L’altra storia: quella di Mauro, giovane soldato, sprofondato nel buio e nell’attesa delle trincee nel 1918, che è tenuto in vita dall’amore per la moglie e il figlio e dal ricordo intenso dell’albero del bosco vicino a casa, dove, abbracciati al sole, potevano guardare liberamente il cielo.   Una storia nascosta, quasi marginale e dimenticata, di una figlia che assiste disarmata alle difficoltà di...

Marc Dugain. Viale dei Giganti

“Essere, vuol dire essere incastrati.” L’esergo di Emil Cioran in apertura ci porta subito al cuore dell’ultimo romanzo di Marc Dugain. In effetti, quello che l’autore francese ha scritto, prima ancora di essere la vera storia di un serial killer raccontata con profonda intelligenza narrativa, è un libro sul rapporto di ogni essere umano con un senso di reclusione che impedisce di uscire dalla propria coazione a ripetere. La reclusione fisica, la prigione, viene dopo: una volta oltrepassata la barriera che divide il criminale dal buon cittadino, il folle dal sano. Ma prima c’è la reclusione mentale, da cui il protagonista di Viale dei Giganti (Isbn Edizioni, Traduzione di Chiara Manfrinato) sa di non potersi emancipare.   Lo...

Alessandra Sarchi. L’amore normale

Laura, Davide, Violetta, Bettina, Fabrizio, Letizia, Mia: sono questi i personaggi che si dividono la scena (a coppie o singolarmente) nel dramma borghese di Alessandra Sarchi, L’amore normale (Einaudi). La vicenda è quella di un ordinario ménage interrotto a un certo momento da un imprevisto: per Laura, insegnante che vive con Davide, il marito medico, la vita formularmente soddisfacente di una coppia con due figlie in età scolare, l’accidente è il ritorno imprevisto di Fabrizio, l’innamorato dei vent’anni e poi amico fedele durante la malattia, ormai archiviata (non fosse per le vistose cicatrici, com’è ovvio metonimiche). Fabrizio ha a sua volta una famiglia, anzi due, visto che ha sposato prima la madre di sua figlia...

Cormac McCarthy. The Counselor

There is no such thing as life without bloodshed (Cormac McCarthy intervistato da Richard B. Woodward, 1992) La più bella pagina del libro di Brod su Kafka è (…) quella in cui Brod racconta come gli ascoltatori ridessero alla lettura del primo capitolo del Processo “di un riso irresistibile”. (Gilles Deleuze e Felix Guattari, Kafka. Per una letteratura minore, 1975) Per chi ha familiarità con le opere di Cormac McCarthy The Counselor/Il procuratore (buona la traduzione dall’inglese di Maurizia Balmelli, Einaudi 2013) potrebbe rappresentare una delusione. Quanto al film che ne ha tratto Ridley Scott, non aspettatevi Blade Runner, ma non mi pare giustificabile il massacro critico che ha subito.   McCarthy è uno degli scrittori...

Luigi Di Ruscio. Romanzi

La mattina del primo aprile 1969, Italo Calvino era negli uffici Einaudi. Nei giorni precedenti aveva letto un romanzo inedito, intitolato Il verbalizzatore. L'autore trentanovenne aveva alle spalle alcune pubblicazioni di poesia; la prima in particolare, risalente al 1953, intitolata Non possiamo abituarci a morire, era stata ben accolta da Fortini. Il romanzo inedito era la storia del verbale di una riunione, redatto da un verbalizzatore così ossessivo da far entrare all'interno del testo qualsiasi cosa, "dando fondo se non all'universo", aveva scritto Calvino, "a una visione del mondo". Calvino aveva apprezzato il libro e tuttavia ne era rimasto quasi spaventato dalla "cupa aggressività" che gli ricordava Céline....

Super graphic

A prima vista Super graphic – a visual guide to the comic book universe (Chronicle, 2013) di Tim Leong potrebbe sembrare un libro esclusivamente per i nerd del fumetto appassionati di supereroi, come rivela la libreria dell’autore in cui predominano il blu dei DC comics, il rosso della Marvel e il giallo pallido di Vertigo, in mezzo a un arcobaleno di editori commerciali e indipendenti.       In realtà Super graphic si muove tra tutti questi colori per “divertire e informare” su argomenti complessi e assurdi del mondo del fumetto, esplorando la forma di grafici, tabelle, mappe, diagrammi e timeline, dalla prima all’ultima pagina. È proprio l’unione di infografica e fumetto, entrambi rappresentazioni visuali, a...

Valeria Luiselli. Carte false

In uno dei suoi componimenti in prosa, César Vallejo, tra i più grandi poeti di lingua spagnola, paragona la casa ad una tomba, perché entrambe, secondo l’autore peruviano morto a Parigi alla vigilia dell’entrata della Francia nel secondo conflitto mondiale, vivrebbero esclusivamente degli uomini, non tanto i loro passi,  “i baci, le scuse, i crimini”, il bene e il male, quanto la loro presenza, che s’attacca alle pareti d’entrambe come un gerundio ben assestato, rendendole irresistibilmente simili. Valeria Luiselli pare conoscere l’analogia, perché apre il suo libro Carte False (La Nuova Frontiera, traduzione dallo spagnolo messicano di Elisa Tramontin) con il racconto dell’incontro con Iosif Brodskij, la...

Il Pornoterrorismo spiegato a mia madre

Poesia e pratica della sovversione Credo che non dimenticheró mai la prima volta che mi trovai a un recital di Diana. Quella sera profanó lo scenario con una serie di azioni sconvolgenti anche per il mio occhio avvezzo alla pornografia tradizionale, agli spargimenti di sangue della body art, alla violenza del teatro d'avanguardia. Canoni attraversati e superati con splendido furore, mentre a piena voce declamava le sue rime. Poesie pornografiche, dichiarazioni d'amore lesbico, proclami transfemministi, grida di guerra contro l'oppressione dei corpi e la castrazione dei desideri. Il Pornoterrorismo è rabbia che parte dalle viscere e si condensa in un linguaggio diretto, limpido, sublime.   Ph. David Rodriguez Diana parla dai margini, dai...

Città frontale

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Luca Rastello, I buoni (Chiarelettere). Il volume che sarà presentato a Milano martedì 8 aprile alle 18.30 (Frigoriferi Milanesei, Via Piranesi 10) - interverranno con l'autore Daniele Giglioli, Antonio Scurati e Francesco M. Cataluccio - è il primo titolo della collana narrazioni di Chiarelettere. Sul senso della nuova collana tutta dedicata alla narrativa ne parliamo con il direttore editoriale, Lorenzo Fazio, subito dopo l'estratto.       Dalla strada non si vedono i fuochi, frustati dal vento che batte gli scheletri d’acciaio. Prima erano templi del lavoro, capannoni alti come basiliche o grattacieli, centrali d’energia al servizio di un sogno d’industria, officine,...

D. F. Wallace e il pianeta Trillafon

A cinque anni dalla sua scomparsa arrivano prontamente in Italia le traduzioni di tre volumi di e su Wallace usciti in America nel 2012. La biografia di D. T. Max, Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi e la raccolta di pezzi non-fiction Di carne e di nulla per Einaudi; Un antidoto contro la solitudine. Interviste e conversazioni da minimum fax.   Se la biografia rappresenta un punto di arrivo importante e la raccolta di interviste un’operazione editoriale ben riuscita, il volume di saggi, apparso in America con il titolo Both Flesh and Not, sembrerebbe il più debole, con interventi decontestualizzati che rischiano di sembrare né carne né pesce: dall’introduzione all’antologia The Best American Essays 2007 a un glossario d...

La scala delle temperature

Pubblichiamo la prefazione dal volume di Luca Trevisani, Water Ikebana Stories About Solid & Liquid Things pubblicato da Humboldt Books     I feel emotional landscapes they puzzle me State of Emergency 
 nihil est toto, quod perstet, in orbe. cuncta fluunt, omnisque vagans formatur imago […]; nam quod fuit ante, relictum est, fitque, quod haut fuerat, momentaque cuncta novantur. […] Nec species sua cuique manet, rerumque novatrix ex aliis alias reparat natura figuras […] Sono parole di Ovidio, nelle Metamorfosi (XV, 177-8, 184-5, 252-3: «In tutto il mondo non c’è cosa che duri. Tutto scorre, e ogni fenomeno ha forme errabonde […]: quello che è stato si perde, quello che non era diviene, ed è tutto un continuo...

Campioni # 1. Gian Maria Annovi

La Signora # 1 me la mettono in casa per forza ad aspettare che muoia una non italiana una troia io che insegnavo il latino che traducevo il greco e ora una cosa che sbatte le ciglia che appena mugugna un sacco di ossa e respiro e lenzuola […] La Scolta # 2 mattina lava Signora con carozina. lava tutta. con saponetta. con spunia. lava capelli anche. lava là in fondo che Signora non vuole e mi grida. ma io volio profuma di buono non quello suo odore di donna che more.   da Id., La scolta (Roma, nottetempo, novembre 2013, pp. 33, € 4), p. 11 e p. 13   Già col primo dei nostri «Campioni» poetici tocca contravvenire a una delle regole che ci siamo dati per questo gioco: la scelta cioè – per ciascun libro a sua volta...

Campioni. Giustificazione non petita

Accusatio manifesta. Facile, facilissimo il ruolo dell’accusatore: di fronte a una nuova rubrica di poesia in Rete. Col fiorire della bloggherìa indiscriminata, da un decennio a questa parte, per non parlare dell’universale “statistica” (da status) più di recente incoraggiata e prescritta dai social network (nei romanzi distopici del Novecento ci si ingegnava a fanta-tecnologicamente immaginare con quali modalità le Società di Controllo del futuro sarebbero riuscite a Sorvegliare e Punire i loro sudditi: ora che il paradiso collettivista lo abbiamo finalmente conseguito, sappiamo che l’uovo di Colombo consisteva nel fare in modo che i sudditi stessi, compiaciuti, si esibissero da sé allo sguardo del Panottico), il Narciso di...

Mohsin Hamid tra Oriente e Occidente

Nato e cresciuto in Pakistan, emigrato negli Stati Uniti e poi Inghilterra, Mohsin Hamid da cinque anni è tornato a vivere nella sua Lahore.   La sua vita finora si è letteralmente divisa tra tre continenti, in un continuo avanti e indietro: prima per gli impegni professionali del padre, professore universitario ingaggiato dalla Stanford University, poi per una formazione accademica all’altezza della migliore borghesia orientale, condotta tra New York (Princeton: laurea in lettere) e Londra (Harvard: seconda laurea in legge), dove ha ottenuto anche il passaporto inglese. Su questo asse a doppio scorrimento che collega Oriente e Occidente, però, oltre alla propria carriera professionale (in società di consulting management) Hamid ha fondato anche il...

Giorgio Falco. La gemella H

La foto in copertina, di Sabrina Ragucci, mostra tre mele appoggiate su un piano. Non sono freschissime; una anzi – la prima da sinistra – mostra pronunciati i segni del tempo. Ma il modo in cui sono riprese – il bianco e nero, lo sfumato dei contorni, l’ombra incerta sul piano – è proprio da una collocazione precisa nel tempo che le allontana.     Di nuovo delle mele sono chiamate in causa dalla prima frase che si legge (un refrain che tornerà, in seguito, con quieta ma tenace insistenza): «Noi mangiavamo le mele solo nello strudel, prima». È la frase che canticchia fra sé la protagonista e (per lunghi tratti) voce narrante del nuovo romanzo di Giorgio Falco (il secondo, dopo l’esordio con Pausa...

Paul Yoon. La riva del silenzio

La storia è sullo sfondo: la guerra, la prigionia, un lungo viaggio dalla Corea del Nord fino al Brasile, mentre quello che resta nella rete della scrittura levigata e assorta di Paul Yoon è invece la vita intima di un giovane uomo catapultato in un nuovo mondo tra visioni e sogni. Non un libro sul silenzio come farebbe pensare il titolo La riva del silenzio (traduzione di Manuela Faimali, per altro diverso dall’originale Snow Hunters e inutilmente ammiccante), ma un piccolo libro sulla memoria di un secolo, il Novecento, che inesorabilmente s’impiglia nella vita privata di questo giovane apprendista sarto. Gli eventi si trasformano così in sensazioni, un’educazione sentimentale che passa dalle dita del vecchio sarto esperto, fin nelle mani ancora...

Ciao! Sono la Stefi

C’ero anche io tra le migliaia di bambine che alle elementari aspettavano ogni settimana le strisce della Stefi sul Corriere dei Piccoli, pubblicate regolarmente dal 1976 e oggi ospitate di tanto in tanto dal Corriere della Sera.   Ciao! Sono la Stefi, Grazia Nidasio, Rizzoli 1978 Lucy e Mafalda erano bambine troppo adulte per i miei gusti.   Linus, anno X, numero 1, Milano Libri 1974   I cento volti a fumetti di Pierino la Peste, Marcelo Ravoni e Valerio Riva (a cura di), A. Mondadori Editore 1972 pag. 70 La Stefi, invece, era una bambina vera: Stefi Morandini, otto anni, una famiglia tradizionale ma aperta e affettuosa, due fratelli adolescenti (il Cesare e Valentina), Ubu, il cane, la nonna, molti amici e compagni di scuola, Eziomaria il preferito.
Una...

L’irriconoscibile in Antonella Anedda

Lo sfaldamento dei corpi e dei nomi. L’assottigliamento del sé che impallidisce, sino a divenire quasi spettrale. La scomposizione di un’immagine, il ritaglio dei dettagli. Dove si incontrano questi due movimenti: il vento gelato del tempo cui siamo in balia, che disperde le identità materiali e simboliche, e la furia analitica dello guardo che fissa i particolari, li isola dal tutto.   Sfaldamento e scomposizione: all’incrocio di queste due correnti ascensionali stanno i due ultimi libri di Antonella Anedda: i saggi, dedicati alla storia dell’arte e al suo incontro ecfrastico con la poesia, di La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi e quindi la raccolta poetica Salva con nome (rispettivamente del 2009 e 2012, da cui provengono...