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LOVE / Robert Indiana l’oscuro

La quarta C   L’artista americano Robert Indiana (1928-2018) riteneva che la sua opera rispondesse a tre C: “commemorative”, “celebratory”, “colorful”. Un’estetica tipica dell’arte americana dei primi anni sessanta che passerà alla storia come pop art. Ora, c’è una quarta C che Indiana aveva in mente e che decise di omettere, una quarta C che stride con la pop art e l’universalità del suo LOVE – la sua opera più celebre –, una quarta C che lascerà perplessi quanti conoscono i suoi dipinti più iconici, col loro graphic design da cartellone pubblicitario. Non la C di cinismo, come lasciano intuire alcuni dipinti sull’American Dream, ma la C di criptico. Indiana criptico? Indiana l’oscuro?   The Triumph of Tira   Prendiamo i suoi primi dipinti. The Triumph of Tira (1960-61) è composto da quattro riquadri: “LAW”, “CAT”, “MEN”, “SEX”. Chi è Tira e come tener insieme la legge, il gatto, gli uomini e il sesso? Si tratta di un ritratto di Mae West, addestratrice di leoni nel film I’m No Angel (1933). Come West, Tira è un’attrice di origini modeste che diventa famosa, realizzando così il sogno americano. EAT/DIE (1962), che sembra anticipare la laconicità linguistica dei...

Conversazione con Armando Punzo / Che il cielo esista, anche se il nostro posto è l’inferno

In una lettera diffusa nella notte tra il 20 e il 21 giugno Armando Punzo ha annunciato di aver lasciato la direzione artistica di VolterraTeatro, uno storico festival internazionale di ricerca artistica che il regista della Compagnia della Fortezza dirigeva da vent’anni. Nella lunga e dettagliata lettera che in poche ore è rimbalzata su tutti i canali di comunicazione, scuotendo l’Italia del teatro e della cultura, sono riportate le ragioni di una scelta radicale ma inevitabile, dettata dal venire meno delle condizioni minime per la gestione di una manifestazione artistica che possa essere definita tale e che tale non è più quando viene affidata tramite uno scellerato bando che arriva a un mese e mezzo dall’inizio del festival, con richiesta di preventivo al ribasso economico (chi offre di meno vince, indipendentemente dal progetto), rispetto a un budget irrisorio di circa 40.000 euro.   Compagnia della Fortezza, Hamlice, Volterrateatro 2010, ph. Stefano Vaja   Negli ultimi anni, nonostante le difficoltà fossero già enormi e logoranti, ti ho visto assolutamente risoluto nel proteggere il progetto di VolterraTeatro e de I teatri dell’Impossibile: il festival andava...

Storia del Niente e dello Zero

La forza dello zero deve essere davvero considerevole se tre cifre zero usate nella denominazione naturale di quest'anno del Signore 2000 sono sufficienti a far accorrere a Venezia un gran numero di scienziati, studiosi e studenti di paesi diversi, per studiarvi nient'altro che la natura di questa nullità. Ma esiste forse già da tempo una certa affinità, mirabile o mirabolante, tra il nulla, il niente e lo zero da una parte, e la serenissima città di Venezia dall'altra? Venezia, sappiamo, fu sin dal Seicento la sede dell'Accademia degli Incogniti, i cui soci sono noti storicamente per il particolare interesse dimostrato verso il valore e la forza del Niente. Anzi, proprio a Venezia il tema venne trattato esplicitamente in un discorso accademico tenuto da Luigi Manzini a Ca' Contarini il giorno 8 maggio dell'anno 1634. Questo discorso ironicamente panegirico – recentemente ristampato e commentato con acutezza da Carlo Ossola nel suo libro Le antiche memorie del nulla (1997) – diede luogo a Venezia a un'accesa disputa nella quale intervennero diversi altri scienziati veneziani, parigini e torinesi, tra i quali...