Teorie

Le Corbusier e Adriano Olivetti

A un primo sguardo, i punti di contatto tra Adriano Olivetti e Le Corbusier sono parecchi: l'idea che la tecnica è al servizio dell'uomo, l'attenzione verso il mondo nuovo che arriva dagli Stati Uniti, in particolare per l'organizzazione del lavoro di stampo taylorista, la necessità di teorizzare i propri progetti di società e poi dargli corso (Le Corbusier attraverso il CIAM, Olivetti con il Movimento Comunità), un fondo di spiritualità, l'aver compreso che il XX secolo vede l'irrompere delle masse nella storia e quindi come sia necessario riaggregarle in nuove morfologie sociali. Se si aggiunge che Le Corbusier, come Picasso, Einstein, Toscanini, Bertrand Russell, Chaplin e qualcun altro, è un "personaggio Novecento...

Francesca Rigotti. Onestà

“I filosofi hanno scritto ben poco sul concetto di onestà e sull’idea di onestà in quanto virtù”, nota Francesca Rigotti in un libro recente, e ricchissimo di spunti, dedicato al tema. Il libro stesso, Onestà (Raffaele Cortina editore) colma finalmente questa lacuna. E riserva sorprese che, come accade spesso a questa autrice, capace di compulsare testi canonici e interrogare il linguaggio quotidiano, attraversando immagini, proverbi, metafore e senso comune, fornisce un materiale ampio su cui riflettere. Per lo meno da un punto di vista etimologico, c’è un legame stretto fra ‘onestà’ e ‘onore’. L’honestus, ci insegna Cicerone, è chi è degno di onore. Già in Cicerone e...

Il post-marxismo di Ernesto Laclau

C’era ancora il Muro di Berlino quando Ernesto Laclau, scomparso il 13 aprile a 78 anni a Siviglia per un infarto, iniziò a parlare di «post-marxismo». Nato nella temperie culturale del post-strutturalismo, questa nuova declinazione del marxismo entrò in risonanza con un panorama culturale dov’era esploso il neoliberismo della Thatcher e l’edonismo reaganiano. Laclau rigettò il ritornello melanconico della sinistra che celebrava la «morte delle ideologie», e nulla concesse ai liberisti che si applicavano alla «morte della società» in nome dell’individualismo assoluto. Argentino di nascita, cosmopolita per vocazione, Laclau ha vissuto a Londra dal 1969 dopo il golpe di Juan Carlos Onganìa e ha insegnato nell’università di Essex. La sua ipotesi ha permesso di recuperare l’idea di un...

Potenza di un no

Nelle storie come nelle vite, c’è sempre un preciso momento in cui tutto potrebbe cambiare. Ciascuno sa quanto è difficile essere all’altezza di un momento così, basta un nulla ed esso svanisce. Nell’ultimo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street, accade quando il protagonista convoca i collaboratori della sua società per annunciare il proprio ritiro dal mondo della speculazione finanziaria. Nel momento in cui la bocca è già sul microfono, pronta a parlare, Jordan Belfort si tira invece indietro. Rinuncia a rinunciare, si potrebbe dire. Sennonché la questione è qui complessa e si gioca tutta sulla domanda: rispetto a cosa si definisce una rinuncia? Ci sono naturalmente molte soluzioni possibili. Quella affaristica...

Politiche della memoria

È una raccolta preziosa l’antologia Politiche della memoria. Documentario e archivio a cura di Elisabetta Galasso e Marco Scotini. Un’indagine riguardante le pratiche del cinema documentario, una delle tendenze più significative dell'arte negli ultimi decenni. Artisti e filmmaker hanno realizzato opere documentarie ibride, che utilizzano found footage e materiali d’archivio, vicine alle modalità narrative del film saggio e di quello sperimentale e alle pratiche performative e concettuali. Delle relazioni tra il documentario e l'ambito artistico nel contesto sociale si sono interrogati artisti e cineasti italiani e internazionali invitati alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano in un ciclo di incontri, nel corso di cinque anni, di cui il...

Arte e religione: una storia finita?

"Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sottoterra" (Es 20, 2-4). Dio si rivolge con queste parole al gruppo di discendenti di Abramo, fuggiaschi riluttanti guidati da Mosè – anche lui inizialmente ben poco entusiasta dell'incarico –, che ha convocato ai piedi del monte Oreb/Sinai affinché ascoltino la sua proposta di alleanza. A queste parole si fa risalire anche la proibizione di rappresentare Dio con immagini di qualunque genere. Rispettata rigorosamente ancora...

I dannati della metropoli

La prima cosa che mi è successa è stata quella di essere rinchiuso in una gabbia, in un Cie. Dopo quasi due mesi mi hanno rilasciato dicendomi che dovevo tornarmene a casa e io non sapevo che cosa fare. Ho trovato lavoro dopo poco, lavoravo nei campi, pagato pochissimo e trattato come una bestia. Finita la stagione di lavoro mi hanno fermato per un controllo i poliziotti e mi hanno portato in carcere perché mi hanno detto che ho commesso un crimine... quale? Non l'ho ancora capito, me lo stai spiegando tu, ma ancora non capisco che legge assurda avete qua in Italia. Mi rilasciate, mi fate lavorare e poi mi mettete in carcere e ora sono di nuovo fuori, senza documenti e con il decreto d'espulsione.Non mi hanno riportato a casa, mi hanno rilasciato in questa...

La congiura contro i giovani

La congiura contro i giovani è un libro radicale e importante che arriva dopo più di dieci anni di studi dal primo libro del suo autore, Il furto. La mercificazione dell'età giovanile (L'ancora del Mediterraneo 2000). Quello di Laffi è un libro radicale per l'estrema consapevolezza, più antropologica che sociologica, su quanto le regole del mercato abbiano mutato il nostro rapporto con le cose e con i consumi. La congiura contro i giovani, è vero, è un libro che capovolge – l'autore direbbe smaschera – il ritornello dei media, degli esperti e dei genitori sulla crisi dei giovani. La crisi è del mondo e della società degli adulti, il rifiuto dell'esperienza, delle menzogne e delle aspettative di...

Il mestiere di pensare

La filosofia, oggi, ha un problema: non si riesce più a comunicare il lavoro filosofico di qualità a un pubblico colto ma estraneo alla filosofia come disciplina accademica. Questo lavoro, sostiene Diego Marconi (Il mestiere di pensare, Einaudi 2014), è oggi condotto attraverso pubblicazioni iper-specialistiche, dallo stile perlopiù inaccessibile, che presuppone una conoscenza del dibattito sui temi trattati e, spesso, alcune competenze tecniche. I classici della filosofia, invece, sono opere fruibili, per quanto dense e impegnative, da “un laureato in qualsiasi disciplina” (7). L’autore sostiene che la svolta specialistica pone problemi seri alla filosofia, perché: 1) la priva di legittimizzazione in quanto pratica sociale – come...

Critica della ragion cinica

Nella storia della cultura, a volte, ci sono episodi che appaiono come passaggi di consegne, oltre e al di là delle intenzioni dei protagonisti stessi. Nei primi mesi del 1984 Michel Foucault, pochi mesi prima di perdere la sua battaglia contro l’AIDS, teneva al Collège de France di Parigi un corso dal carattere quasi testamentario, sicuramente folgorante e a tratti commovente, dal titolo Il coraggio della verità (edito in italiano per i tipi Feltrinelli nel 2011). Qui il grande pensatore francese parlava degli antichi filosofi cinici, della loro particolarissima pratica del dire-il-vero (parresia), e del fatto che nella storia della civiltà occidentale, probabilmente, questi hanno rappresentato un unicum: caso estremo di filosofi che hanno tradotto per...

Fedeltà e amore ai tempi di Meetic

Qualche mese fa il settimanale francese Les inrockuptibles pubblicò un reportage sul grande successo che stanno riscuotendo in Francia i siti di dating on-line. Meetic, Match.com, OkCupid sono soltanto alcune delle più celebri piattaforme che offrono la possibilità di cercare avventure sentimentali tramite la rete. Negli Stati Uniti oramai da tempo internet è diventato il luogo più diffuso dove inizia una storia d’amore e tuttavia la diffusione dei cellulari di ultima generazione con la geolocalizzazione e la connessione permanente al web hanno estremizzato ancora di più questo processo. Oramai è possibile controllare in tempo reale se nel locale o nel quartiere che si sta frequentando vi sia qualcuno interessato a un’avventura...

Il sabotaggio dell'empatia

«Tutta una nuvola di filosofia si condensa in una gocciolina di prassi simbolica». Basterebbe questo ellittico inciso di Ludwig Wittgenstein per riassumere lo spirito dell’ultimo libro di Paolo Virno, Saggio sulla negazione. Per un’antropologia linguistica (Bollati Boringhieri, 2013, pp. 203) dedicato interamente al dispiegamento della costellazione linguistico-antropologica che si nasconde dietro alla più inappariscente e dimessa delle particelle grammaticali del nostro linguaggio: la negazione. Descrivere gli usi e le prerogative del segno ‘non’ significa qui rivelare alcuni tratti distintivi della forma di vita della nostra specie: la capacità di prendere le distanze dagli avvenimenti circostanti, dalle pulsioni psichiche o dalle...

Sfuggire al capitalismo neo-liberale

Con una piccola esagerazione (tale solo a causa dei giganti che ci accingiamo a portare come pietre di paragone) si potrebbe sostenere che uno dei più interessanti eredi del pensiero critico francese, dopo la morte di Deleuze, Debord e Baudrillard, sia un italiano, Maurizio Lazzarato. Dopo La fabbrica dell’uomo indebitato (DeriveApprodi, 2013), Lazzarato continua la sua indagine sui modelli filosofici e antropologici sottesi alla nostra attuale condizione di “uomini indebitati”. Il lavoro precedente del filosofo e sociologo post-operaista da anni emigrato in Francia, era incentrato – a partire da Nietzsche e Deleuze – sulla ricostruzione di un modello antropologico che potrebbe essere definito come quello dell’ “uomo indebitato”: di...

Le astuzie del Leviatano

I manifestanti che nel settembre 2010, facendo proprio il suggerimento di Raoul Vaneigem, sfilavano per le vie di Salonicco accompagnati dalla scritta «Lo Stato non è più niente, sta a noi essere tutto», avranno probabilmente faticato ad accorgersi, nell’entusiasmo festivo dell’occasione, di quanto straordinario fosse il senso racchiuso in quelle parole. Non tanto per la declamata fine dello Stato greco, da tempo ridotto a mero apparato repressivo, quanto piuttosto per le implicazioni racchiuse in una simile esortazione, vero e proprio salto nel buio verso nuovi modi di vivere in comune, al di là di quelli a cui da secoli le istituzioni ci hanno abituato.   Nonostante l’apparizione recente e insperata di nuove forme di democrazia...

Yves Citton: trasformare il presente

Di Yves Citton esistono sinora due libri in traduzione italiana: Future umanità. Quale avvenire per gli studi umanistici? (due punti, traduzione di Isabella Mattazzi) e Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra (Alegre, a cura di Enrico Manera, prefazione di Wu Ming 1, traduzione di G. Boggio Marzet). In poche righe proverò a dire perché ci siano ottimi motivi per leggerli entrambi. Il primo direi che risiede nella capacità di Citton di porre una domanda fondamentale rispetto alla colossale inerzia storica nelle cui tenaglie sentiamo presa la nostra epoca: che cosa possiamo? Stremati dalla propaganda pubblicitaria delle possibilità senza fine, così come da una mancanza di prospettive reali che paiono negarsi, oggi più di ieri, si...

Il mondo-immagine e l’insieme vuoto

In L’insieme vuoto. Per una pragmatica dell’immagine (Johan & Levi, 2013) il filosofo Federico Ferrari propone una riflessione su di una possibile nuova modalità del guardare, che parta dalla singolarità e dal suo spazio vuoto. Il testo si prospetta come una raccolta di frammenti programmatici, non omogenei, provenienti da molte storie e da visioni che si sfiorano là dove le due superfici convesse chiamate a partecipare dell’azione, l’occhio e il mondo, accennano un contatto: l’immagine. Imprevedibile momento che ci coglie impreparati e che illumina, fa vedere, come avviene con la parola poetica. Come un’immagine. Un’immagine vissuta, quindi, come sintomo, come «segno inatteso, non familiare, spesso intenso e...

Fragilità

Abbiamo nei bambini uno dei punti di nostra massima fragilità. Ciò che accade loro riflette e amplifica la percezione della nostra posizione nel mondo. Da qui la tendenza a isolare il bambino, a proteggerlo come una merce preziosa, ma anche a esibirlo come uno status symbol, specchio degli adulti e insieme prolungamento della naturale esposizione dei loro corpi. Sarà forse per questo che, leggendo il libro di Yann Diener Un bambino viene agitato (sottotitolo: Lo Stato, gli psicoterapeuti e gli psicofarmaci, Edizioni ETS), abbiamo la sensazione che, più che prendere in cura l’infanzia, una società come la nostra miri in primo luogo a proteggere se stessa dai propri fantasmi e a realizzare le proprie aspirazioni recondite.   Nell’...

Tito Perlini: una vita da filosofo

Vivere, a un certo punto della propria parabola, diviene sopravvivere; non tanto ad altri che si fermano e restano indietro o forse invece corrono avanti e sono già arrivati chissà dove, quanto a sé stessi, alla propria esistenza piena e completa, perché la morte di persone amate non è solo un dolore per loro, bensì, e ancor più, una mutilazione di noi stessi, che senza di loro non siamo più i medesimi, non siamo più veramente noi nella nostra integrità, ma abbiamo perso qualcosa di essenziale che contribuiva a costituirci, a fare di noi quello che siamo.   Il dolore, in questi casi, è più per noi stessi che per loro. Con la morte di Tito Perlini, avvenuta a Trieste, perdo anzitutto una parte...

Annarosa Buttarelli. Sovrane

Leggendo Sovrane di Annarosa Buttarelli (Il Saggiatore 2013), ho riconosciuto una scrittura politica di tipo nuovo, l’ho riconosciuta per la prima volta, nonostante che la comunità Diotima, io stessa e tante altre la pratichiamo da anni. Ma mai mi ero resa conto delle sue caratteristiche così bene come questa volta. La ragione, forse, è che l’autrice di questo libro non ha la preoccupazione di pagare tributi alla tradizione. In ciò mostra di essere veramente quello che lei stessa dice di sé, una seguace di Carla Lonzi.   Il sottotitolo, “l’autorità femminile al governo”, è una specificazione del titolo e una proposta politica. Ma il titolo da solo dice di più e fa capire meglio il senso del...

Gabriele Turi. La cultura delle destre

Fino agli anni settanta un modello storiografico tendenzialmente diffuso assegnava tout court il fascismo alla sfera dell'incultura e ne sconsigliava lo studio dei presupposti ideologici; tale comprensibile  atteggiamento, da parte di chi dentro le retoriche del  fascismo era cresciuto, paradossalmente finiva per rendere con il tempo poco conosciuto il territorio mentale dei nemici della democrazia e per consegnare il discorso sul tema alle tendenze revisioniste interessate a modificare la damnatio memoriae post-bellica del fascismo o più in generale occupate a sviluppare un discorso polemico contro l'antifascismo.   Solo quando “cultura” è stata intesa in senso antropologico anche l'autorappresentazione della destra, reazionaria...

Alexandre Kojève. Diario del filosofo

Un’aura di leggenda ammanta i seminari sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel che Alexandre Kojève tenne a Parigi fra il 1933 e il 1939, presso l’École pratique des Hautes Études. Erano in pochi ad ascoltarlo, ma tra di loro si potevano annoverare Merleau-Ponty e Lacan, Leiris e Bataille, Breton e  Caillois. Da quei seminari, raccolti da Raymond Queneau, nascerà nel 1947 L’introduzione alla lettura di Hegel (Adelphi, 1996), inizialmente conosciuta in Italia nella versione parziale dal titolo La dialettica e l’idea della morte in Hegel (traduzione di Paolo Serini, Einaudi, 1948).       Nato nel 1902, Kojève apparteneva all’intelligencija esule dalla madre Russia dopo la rivoluzione d’...

Roberto Esposito: la Legge del debito

La tradizione giuridica romana rappresenta, per un’indagine delle forme simboliche che dettano il ritmo della cultura occidentale, una miniera di incredibile ricchezza.   A fissarci oggi negli occhi, dal fondo di un’immemorabile fase arcaica e proto-giuridica, è la figura del nexum, nella misura in cui questa ci informa del vincolo che tiene assieme – in un nodus letalis – vita e debito. Il debitore insolvente – secondo tale istituto – era chiamato a mettere il proprio patrimonio, il proprio corpo e la propria libertà nelle mani del creditore, secondo una logica che, per un verso, assimilava corpo e patrimonio, persona e cosa e, per l’altro, non riconosceva limite a questa servitù se non nell’estinzione (...