AUTORI
Daniela Brogi
25.05.2018

Il nuovo film di Matteo Garrone / “Dogman” e la verità dell'immaginazione

La paura di essere aggrediti: la scena iniziale di Dogman ci butta subito addosso a quest’emozione estrema, grazie al primo piano sul muso di un molossoide enorme (come quelli usati dalla malavita per i combattimenti), che ci guarda minaccioso, sopra un bancone metallico, ringhiando e mostrandoci le zanne, in un locale chiuso, semibuio, illuminato da una luce artificiale, dove la belva (che è davvero spaventosa, ma è tutta bianca, emana qualcosa di magico) sarà ammansita, a poco a poco e con paziente dolcezza, da un omino dalla voce sottile, che si rivolge ai cani chiamandoli «Amoòre» strascicando la emme su una “o” aperta fino all’impossibile, in una specie di abbraccio sonoro, e arrotando la erre, come per gioco, come se parlasse a un bambino. Siamo già entrati in un mondo fuori norma,...

06.04.2018

“She was totally America” / “Tonya”: una passione violenta

La prima volta che il “Triple Axel”, un triplo salto del pattinaggio, è stato eseguito in una competizione americana, risale al 1991, quando una donna di ventun anni, nata a Portland, si è esibita ai Campionati nazionali statunitensi di pattinaggio sul ghiaccio, a Minneapolis. Tonya Harding ha conquistato il podio, sorridendo in un costume verde acqua fluorescente, con applicazioni di paillettes. Nelle immagini originali dell’evento, quel body somiglia a un abito cucito in casa (secondo un sistema di esperienze per cui l’abito fatto a mano non è espressione di haute couture, ma di  povertà di mezzi); sa di sintetico: nel colore, nel tessuto, nella confezione. Eppure comunica anche, e in un certo senso commuovendoci, una tensione sforzata per un effetto massimo di apparenza telegenica...

09.03.2018

“Il filo nascosto” di P. T. Anderson / Ciò che mi distrugge mi nutre

Quante volte Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis), il personaggio attorno al quale si dipana la storia di Il filo nascosto (Phantom Thread, 2017), è rappresentato nell’atto di trovarsi a tavola, per far colazione o per cenare? Quando ho riguardato il film ho provato a contarle, e credo che siano quindici. È una ricorrenza così forte da poter funzionare quasi come un leitmotiv, o un filo attraverso il quale si attorciglia l’intera vicenda, fatta di tante situazioni che si ripetono e si infilano l’una nell’altra, formando una sorta di ghirigoro, come quello disegnato dall’immagine in apertura e in chiusura:     A tavola si formano e si definiscono le relazioni fra i tre personaggi principali, che occupano quasi tutto il racconto: anzitutto ci sono gli inseparabili Reynolds e sua...

19.02.2018

Tempo di libri - incipit / Italo Svevo, Senilità

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, abbiamo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera. Riprenderemo i temi delle giornate - dalle donne al digitale -, daremo voce a maestri che parlano di maestri, i nostri autori scriveranno sugli incipit dei romanzi più amati, racconteremo gli chef prima degli chef, rileggeremo l' “Infinito” di Leopardi e rivisiteremo la Milano di Hemingway, rileggeremo insieme testi e articoli del nostro archivio, che continuano a essere attuali e interessanti.   Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva...

26.01.2018

Martin McDonagh, “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” / Molto lontano dal paradiso in terra

Perché una storia come quella messa in scena da Tre manifesti a Ebbing, Missouri dovrebbe farci uscire di casa per andare al cinema a vedere, come tante altre volte, un’opera ambientata nella provincia americana, in un mondo abitato da persone ordinarie, che fanno lavori comuni, si urlano addosso, mangiano e si vestono male, si sfondano di birra o di cereali su vecchi divani davanti alla tv, oppure passano il tempo usando come confine del mondo la balaustra della propria abitazione; che quando non stanno in casa sono in macchina, in qualche ufficio, in un negozio o in un locale, senza altri luoghi della socialità, e insomma mandano avanti una vita così insensata, ripetitiva, inutile e uguale a tante altre?  A prima vista, il terzo lungometraggio di Martin McDonagh, inglese di origini...

25.11.2017

Dal romanzo alla serie TV / The Handmaid’s Tale: Non consentire che i bastardi ti annientino

Siamo nella parte finale del ventiduesimo libro dell’Odissea: dopo aver fatto strage dei Proci che in sua assenza avevano occupato la Reggia, Ulisse manda il figlio Telemaco a svegliare l’anziana Euriclea, la sorvegliante delle ancelle. Giunta nella sala, allo spettacolo della carneficina la vecchia vorrebbe gridare di gioia, ma il suo padrone le intima il silenzio, e, mentre Penelope dorme ancora, le ordina di far venire le ancelle infedeli: coloro che si son «macchiate di colpa» invece di rimanere «intatte» – dodici su cinquanta, secondo quanto dichiara Euriclea. Prima di farle morire, Ulisse ordina che le donne trascinino nell’atrio tutti i cadaveri, e lavino la sala dove si è consumato il massacro. Anche gli altri traditori di corte saranno sottoposti a sevizie terribili, eppure la...