AUTORI
Franca Cavagnoli
10.03.2021

Totalitarismi / Orwell, Zamjatin e la menzogna organizzata

Quando si fa una carrellata dei romanzi distopici della prima metà del secolo scorso, di solito accanto a 1984 figurano Il nuovo mondo di Huxley, Fahrenheit 451 di Bradbury e Il tallone di ferro di Jack London. A volte si evoca anche Buio a mezzogiorno di Arthur Koestler, non tanto perché narri un progressivo allontanamento dall’utopia quanto per sottolineare le contraddizioni del processo rivoluzionario nell’URSS di Stalin. Ma di rado viene in mente Noi di Evgenij Ivanovič Zamjatin, un libro al quale Orwell deve molto.   Scritto fra il 1919 e il 1921, Noi è ambientato alla fine del terzo millennio in uno stato supermeccanicizzato e ipercontrollato dal punto di vista sociale, circondato da una barriera di protezione detta “Muraglia verde”. Il romanzo racconta la storia della...

03.12.2016

Da Dublino non me ne sono mai andato / Tradurre Joyce

Il narratore di L’enigma dell’arrivo di V.S. Naipaul immagina la sensazione di spaesamento dalla quale potrebbe essere colto uno dei suoi personaggi – un personaggio che ha tratti vaghi nella sua mente perché il narratore sta ancora cercando di dargli vita – non appena mettesse piede in un luogo sconosciuto. Il porto nel quale il personaggio arriva è un luogo di desolazione e di mistero, la stessa desolazione e lo stesso mistero che ritroviamo nel quadro di De Chirico che ha ispirato il romanzo di Naipaul. Sia il narratore sia il personaggio sono consapevoli soltanto del vuoto e del silenzio tutt’intorno. Un silenzio denso come la foschia di un giorno di pioggia, che impedisce di vedere con chiarezza dentro di sé.  Chi traduce vive qualcosa di molto simile a ciò che prova il...