Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

07.10.2013

Tavoli | Umberto Eco

In occasione dell'uscita del nuovo libro di Umberto Eco, Storie delle terre e dei luoghi leggendari, Bompiani (nelle librerie da mercoledì 9 ottobre) proponiamo una versione ampliata di Tavoli, sempre a cura di Giovanna Silva.     Ci sono almeno due modi di vivere la scrivania. Il primo è quello di usarla come piano di lavoro, alla stregua di un falegname o di un sarto con i rispettivi banconi per piallare o cucire. Sopra vengono distribuite le cose che servono per scrivere; non solo la penna e il calamaio, o del computer, ma anche i documenti che si stanno consultando: libri, articoli e quant’altro si tengono sott’occhio al momento della redazione della propria opera.     Il secondo è invece quello di frequentarla...

02.10.2013

Terrorismo e iconoclastia

C’è stato un tempo, neanche tanto lontano, in cui si urlava al No Logo. Si consideravano i marchi di fabbrica responsabili – simbolici ma non per questo meno efferati – di tutti i mali del mondo. E li si distruggeva, fisicamente prima ancora che spiritualmente, per ogni dove questi logo si presentavano: nei cartelloni pubblicitari, nelle vetrine, nei capi d’abbigliamento.   C’era chi di nascosto toglieva il coccodrillo alle magliette, ma c’era anche chi apertamente bruciava i pannelli delle pompe di benzina o le insegne dei ristoranti di cibo veloce. Per una strana congiuntura economico-culturale si costruiva entro una unica configurazione un Nemico fatto di multinazionali del petrolio e hamburger nauseabondi, look...

11.09.2013

Ignoranti istruiti e dilettanti per professione

L’altro giorno un collega, alla fine di una riunione di dipartimento, mi chiedeva informazioni su chi in ateneo si occupasse delle attività culturali. All’inizio l’ho presa per una battuta. Poi l’espressione bovina del mio interlocutore, conforme e persistente, mi ha convinto del contrario. Si trattava di una seriorissima domanda, la cui risposta, anche perché possibile, non ha qui e ora alcuna importanza. Interessa invece ciò che quell’interrogativo inconsapevolmente presupponeva. La domanda lasciava palesemente intendere che l’università, di solito, non si occupa di cultura ma d’altro. Come la bocciofila di quartiere o il circolo dei civili, l’università appare insomma all’opinione comune come una...

24.06.2013

Mangiare nello spazio, viaggiare nel tempo

C’è un nesso, logico e narrativo al tempo stesso, che non si finirà mai di considerare fondamentale, nella nostra come in altre culture: è quello fra mangiare e viaggiare, gustare preziose leccornie e incontrare nuovi luoghi e altre popolazioni. Certo, c’è la cucina di casa, le tradizioni gastronomiche locali, il chilometro zero. Ma sono per lo più invenzioni leggendarie, o quanto meno turistiche. E ci sono tante persone che per tutta la vita ingurgitano sempre la stessa cosa, di modo che la minima variazione di gusto le mette in crisi peggio che l’abbattersi in un idioma sconosciuto. Ma sono soggetti da guardare con allarmato sospetto, poiché sempre pronti a garantire la sedicente – e fraudolenta – superiorit...

06.06.2013

Bartezzaghi. Combustioni sedicenti innovative

‘Novità’ non è anagramma di ‘vanità’. Ma ci si approssima molto, e sotto sotto ambirebbe esserlo. Sta qui, per molti versi, il senso dell’ultimo libro di Stefano Bartezzaghi, Il falò delle novità (Utet, pp. 238, € 12,00), che pone il problema già dal titolo, facendo il verso a quello del celebre romanzo di Tom Wolfe, ma anche, più indietro, al celebre episodio savanaroliano che lo ha ispirato o, più avanti, al bel film che Brian De Palma ha tratto dal libro. Difficile pensare che Bartezzaghi – che sui titoli riflette settimanalmente in una sua specifica rubrica, per non parlare degli anagrammi, alla cui realizzazione dedica gran parte della sua più verace esistenza – non abbia...

03.05.2013

La filosofia di Topalbano

Ed eccoci alla nuova infornata della serie tv Il commissario Montalbano, in queste settimane di aprile e maggio immancabilmente su Rai Uno, con la consueta batteria di produttori, registi, location, attori e, naturalmente, trailer e spot a caccia grossa di audience. Esce in questi stessi giorni per Guanda La filosofia di Topolino, scritto da Giulio Giorello con Ilaria Cozzaglio (pp. 253, € 17), seriorissima indagine sui travagli concettuali (tanto etici quanto politici o metafisici) del celeberrimo eroe del fumetto più fumetto del mondo.   Che relazione fra i due eventi? Nessuna, a prima vista. Se non fosse che nel numero 2994 di Topolino, uscito a metà aprile in concomitanza col rilancio della serie televisiva, appare un nuovo personaggio che al fascinoso...

16.04.2013

La cucina, opera d’arte totale

All’Osteria francescana, dice Massimo Bottura, guardiamo al mondo da sotto il tavolo. Affermazione quanto meno singolare che, per questo, merita rispetto e considerazione. Bottura, sappiamo, è al momento uno dei migliori cuochi italiani, e il suo ristorante modenese un luogo di pellegrinaggio per gastrofilosofi di qualsiasi taglia, tutti pronti a rendere omaggio alle tre stelle del momento. Bottura cita Ai Weiwei e Joseph Beuys, mostrando video raffinatissimi in cui il processo di creazione dei suoi piatti viene messo in scena come un vero e proprio andamento artistico che non rinuncia, comunque, a un’attenzione costante per quanto accade nel mondo. Racconta di come, dopo il recente terremoto di Mirandola, abbia preparato una cupa sbrisolona col lambrusco, sorta di...

22.03.2013

Bogotà col fiatone

Atterrando all’aeroporto El Dorado il segnalatore di altitudine, finalmente bloccato, indica 2654 metri sul livello del mare. L’aereo è fermo, ma siamo ancora molto su. Così è Bogotà, megalopoli colombiana di ottomilioniepassa di abitanti scomodamente sdraiata su un vasto altopiano della terza cordigliera andina, quella più a ovest, ben lontana dalla costa pacifica. In questa città eteroclita, fatta di pieni e di vuoti fisici come esistenziali, le cime montuose la fanno da protagonista: non solo incombono dall’alto con sguardo sopracciò (“le montagne hanno l’aria di volerci fare la morale” sosteneva Bachelard), ma regalano alle tavole esoticamente imbandite frutta gigantesca e selvaggina succulenta che...

01.03.2013

Post Grillo

All’inizio (ma l’inizio sta al centro, diceva Kafka) sembrava tutto chiaro: la distinzione fra forze politiche ricalcava la spartizione mediatica. Da una parte la vecchia politica, destra e sinistra insieme, che ha usato i mezzi di comunicazione tradizionali come la stampa e la televisione, col rinforzo delle affissioni pubblicitarie su strada e dell’uso invasivo della posta. Mai come in quest’ultima campagna elettorale leader e leaderini hanno gremito gli studi televisivi di qualsiasi trasmissione di qualsiasi canale di qualsiasi network, trasversalmente dai programmi delle sei del mattino a quelli della buona notte. Dall’altra la nuova politica (o l’antipolitica, come viene chiamata dalla prima), che usa con grande maestria gli strumenti presunti...

15.02.2013

Masterchef: esercizi di gastromania

A Masterchef non si mangia, non si sta a tavola, non si beve un bicchiere di vino. In una simile tripla negazione, tanto silenziosa quanto potente, è inscritto il senso di questa macchina da guerra gastronomico-spettacolare, il cui successo è inversamente proporzionale alla perdita di reale cultura del cibo che caratterizza, nel bene come nel male, la nostra epoca. Vorrei esser chiaro: a me la trasmissione piace, mi ci diverto, e credo che tecnicamente sia, appunto, un meccanismo mediatico perfetto.   Da una parte dribbla con astuzia le migliaia di trasmissioni sulla cucina che popolano i palinsesti televisivi di mezzo mondo, puntando su quei generi pop che sono il reality e il talent show (l’opposizione Cracco vs Parodi è stata già colta da...

17.01.2013

Smeraldo

Arriva una notizia aperitiva: il verde sarà il colore del 2013. Il verde smeraldo, per la precisione. Lo decretano stilisti e designer, grafici e artisti, sportivi cool, signore bene. E sembra lo attestino anche filosofi e scienziati. Viene immediatamente da chiedersi: l’ecologia gongola? l’ambiente innanzi tutto? Sì, per certi versi, perché il verde – nelle sue cinquanta sfumature eventuali – è il colore della Natura, in parecchie delle sue manifestazioni e sostanze. Per gli islamici è sempre stato il colore del Paradiso, e da un po’ – è stato ricordato da Marco Belpoliti – lo è diventato anche per noi.   Ma di quale natura, e di quale paradiso, stiamo parlando? Per approfondire la...

19.12.2012

Perle ai porci

L’arte, diceva Hegel, è una cosa del passato. Che sia lo stesso – oggi – per la cucina? L’analogia apparirà forzata: dunque interessante. Per il capo dell’idealismo, si ricorderà, l’estetica nasce laddove l’arte muore. Quest’ultima sovraccarica il proprio ruolo volendo far teoria di se stessa e del mondo, di fatto negando la propria base sensibile e facendosi astratta filosofia. La prima, invece, parla di una cosa che non serve  più a nulla, l’arte appunto, assumendo un ruolo discorsivo costitutivamente nostalgico. Così, mentre i poeti romantici e i loro successori discettano sull’infinito senza produrre alcunché di artisticamente interessante, i teorici della poesia – o...

04.12.2012

Oggetti d’infanzia | Latte Nestlé

La latta rotonda, nel ripiano alto del frigorifero, era sempre un po’ unta. A prenderla in mano, ci si restava quasi incollati, come a formare un’unica entità ibrida e ideale che costituiva il principale desiderio del mio palato e il buco senza fondo dell’iperestesia tardo moderna. All’interno c’era una tersa sostanza bianca che nemmeno le lunghe e fascinose rêveries di un Gaston Bachelard avrebbero potuto descrivere nelle sue ricchezze materiche e nella sua algida compiutezza cromatica. Questa sostanza era assai consistente, al punto che, per esser correttamente consumata, andava allungata con un tot d’acqua di rubinetto riscaldata sul fornello col pentolino – a ipocritamente ricostituire ciò che non era mai stata,...

11.10.2012

Bersani, il benzinaio

Nel Belpaese, come sempre, domina l’industria dell’auto. Non foss’altro che per additarla come diavolo imprescindibile. Tutti se la prendono con Marchionne perché sbeffeggia l’Italia, e lui minaccia di rifare quanto ha già fatto: andarsene all’estero, tacciando per giunta Firenze, simbolo universale dell’italianità, d’essere una “piccola città”. Fatto sta che in questa campagna elettorale permanente che è la politica italiana, nel bene come nel male il problema dell’automobile, e con essa degli spostamenti in lungo e in largo per la penisola, continua a essere centrale. Come viaggiano i politici? Jet privato, aereo presidenziale, auto blu con autista in divisa, volo lowcost, frecciarossa,...

29.07.2012

Apocalissi dietro di noi

Un umorismo etico: ecco, molto in sintesi, lo stile di pensiero che Roberto Alajmo mette in gioco nella sua opera letteraria e saggistica, giornalistica e umana. A ripercorrere i molti libri che ha pubblicato – dal Repertorio dei pazzi di Palermo a Cuore di madre, da Notizia del disastro a L’arte di annacarsi –, ma anche a seguire la sua densa attività di cronista ed editorialista, ci si accorge facilmente come il suo sguardo costitutivamente irrisorio nei confronti del mondo si mescoli sempre, non senza ricercati stridori, con una coscienza morale trasbordante nei riguardi di uomini e cose, fatti e situazioni. Si ride parecchio, con gli scritti di Alajmo, e ci si incazza altrettanto. Cosa non nuova, anzi per certi versi classica, nella storia letteraria, ma...

23.07.2012

Padre Pino Puglisi, un eroe intermediale

Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi? Forse no, se si tratta di eroi intermediali. Ma che cos’è un eroe intermediale? È un personaggio che circola fra piattaforme o strumenti comunicativi diversi, dalla tv al cinema, dai giornali ai fumetti, dai romanzi al teatro, internet compresa, amplificando o modificando la propria intima fisionomia nel passaggio fra ognuno di essi. Può essere una figura di finzione, come il commissario Montalbano o il maghetto Harry Potter. Può essere una persona realmente esistita nella storia, come Napoleone o Che Guevara. Oppure può essere, come di prammatica accade nella terra di Sicilia, una vittima della mafia.   Si prenda il caso di padre Pino Puglisi, che da qualche tempo in qua, anche a causa delle...

24.05.2012

Navigare fuori rotta

Il Gps, questo sconosciuto. Nessuno ne parla, ma a ben pensarci un simile aggeggio tecnologico sta a poco a poco modificando la nostra vita quotidiana quasi quanto il più acclamato telefonino. Grazie al navigatore satellitare, non abbiamo più bisogno di orientarci: abbandoniamo mappe e carte geografiche, dimentichiamo i mille segni del territorio che ci permettevano di attraversarlo, perdiamo il senso dei luoghi. Tutto diviene uguale a tutto: paesi, città, periferie, svincoli autostradali, ponti, viali, piazze, cul de sac. Al punto che – fateci caso – stanno sparendo dalle strade anche i cartelli con le indicazioni, le insegne, gli stessi segnali stradali. Cosa fare per arginare quest’occulto potere d’una macchinetta a prima vista...

09.05.2012

Palermo / Paesi e città

Metropoli, megalopoli, sprawl urbano, schiuma metropolitana, città fantasma, città panico, città creative, città morte, città di quarzo, slums, favelas, fine delle città… E Palermo? Non rientra in nessuna di queste categorie, né può essere eletto a caso di studio per discuterle, interpretarle, decostruirle. Sta sotto il livello di percezione. E, a parte la ciclica eco mediatica per questo e quel malaffare mafioso, magari condito con tanto sangue atroce e qualche tonnellata di spazzatura per le strade, perché dovremmo occuparcene?   Perché forse – digeriti, o almeno aggirati, gli stereotipi che l’assillano – Palermo si avvia a diventare una città normale, in cui le stabilità e le variazioni vengono dettate da istanze che trascendono le piccole realtà politiche e amministrative, pur...

02.04.2012

Omar Calabrese, uomo di passioni forti

Omar Calabrese era uomo di passioni forti, di contraddizioni assunte, laceranti cambiamenti di rotta, fortissima coerenza e rivendicato rigore. Toscanaccio, vantava  spesso le sue origini tunisine. Uomo di media e consulente di comunicazione per grandi aziende, insisteva sull’importanza culturale dell’accademia. Semiologo indefesso, detestava ogni forma di esoterico metalinguaggio. Linguista di formazione, era specialista di immagini. Razionalista assennato, amava alzare i toni, litigare crudamente per poi abbracciare – ironico – il malcapitato interlocutore di turno. Divideva il mondo in simpatici e antipatici. Aveva avuto una parentesi politica, come fondatore dell’Ulivo (cui aveva donato nome e simbolo), come consigliere comunale a Bologna e...

12.03.2012

Addio alla prossemica

Chi ricorda la prossemica? Chi ha tuttora presente quell’affascinante serie di studi che, venti o trent’anni fa, cercavano di osservare i comportamenti delle persone, e soprattutto i modi con cui esse si accostano o si distanziano reciprocamente? Pochissimi ritengo, almeno fra i matti gestori di quelle odierne sale cinematografiche che sempre più affliggono le nostre serate libere, la nostra inesausta voglia di godere delle magie del grande schermo. Sentite che cosa mi è successo qualche tempo fa. E ditemi se non sarebbe il caso di rendere obbligatoria, a certi personaggi, la lettura di un libro luminoso come La dimensione nascosta di Edward Hall o di certi scritti del mai troppo compianto Erving Goffman.   L’idea era semplice: niente...

29.02.2012

Roberto Faenza. Un giorno tutto questo dolore ti sarà utile

In un Bildungsroman che si rispetti – come lo sono Someday this pain will be useful to you di Peter Cameron e la sua versione cinematografica, che adesso arriva nelle sale, di Roberto Faenza – bisogna diventar scemi. Così James/Holden, il ragazzino protagonista di questa storia d’apprendistato, è colto, sensibilissimo, ne sa d’arte contemporanea e di letteratura mondiale, ed è straordinariamente intelligente. Imparerà a stare nel mondo filisteo degli adulti, a saper vivere, ossia, appunto, a farsi un po’ stupido. Riuscirà a mettere da parte molta della sua irritazione nei confronti degli altri, soprattutto dei suoi coetanei, proverà a dare una giustificazione alle banali follie autodistruttive dei genitori e...

20.02.2012

Speciale ’77. Una foto, mille cose

Sono trascorsi trentacinque anni dall'esplosione del movimento del Settantasette. Nel febbraio di quell'anno appare infatti un movimento studentesco dal profilo e dai comportamenti inediti; fa il suo debutto con le occupazione delle Università e ha il suo baricentro a Roma e Bologna, ma si estende in tutta Italia. Sarà una breve, ma intensa stagione, poi arriva il sequestro  e l'uccisione di Aldo Moro, il terrorismo impazza. La repressione è dura e il movimento implode lasciando tuttavia una forte memoria di sé come abbiamo visto nel mese scorso attraverso la raccolta delle foto di quella stagione a Bologna per opera di Scuro. Vogliamo ripercorrere quel periodo ripensando a temi e questioni differenti dalla politica all'arte e alla...

10.02.2012

Philippe Descola. Diversità di natura, diversità di cultura

È di pochi giorni fa una triste notizia: in Florida hanno abbattuto un senatore. Ciò che colpisce, tuttavia, non è la notizia in sé quanto piuttosto il suo genere: non si tratta di un assassinio politico ma di un disastro ecologico. Il Senatore in questione, infatti, non era un uomo politico ma un albero, per la precisione un cipresso, e aveva 3600 anni.  Stava lì da moltissimo tempo prima dell’arrivo di Colombo, quando gli indiani seminole lo adoravano come un totem, e lì è sempre rimasto, sorta di attrattiva turistica venerata dagli ambientalisti che giungevano numerosi in pellegrinaggio, a cui perfino i presidenti statunitensi andavano a rendere omaggio. Recava un targa di bronzo, a memoria delle tante visite illustri, che...

23.01.2012

Il disagio di Enzo Consolo

La prima volta che l’ho incontrato, secoli fa, era in un albergo a cinque stelle proprio al centro della Valle dei Templi di Agrigento, dove si trovava per ritirare non so quale premio letterario. La lunga intervista, quasi due ore di chiacchierata sul suo lavoro (la narrazione, la lingua, lo stile, i media…), si è svolta in un’elegante terrazza da cui il Tempio della Concordia distava non più di duecento metri. Consolo è stato tutto il tempo seduto al sole (“me ne bevo il più possibile – diceva –, a Milano mi manca da morire”) e, benché fosse già la fine di ottobre, dopo un po’ i raggi picchiavano in testa. Lui cercava di raggiungere la beatitudine climatica siciliana che tanto gli mancava, ma si...