AUTORI
13.04.2021

Svolta ontologica / Per farla finita con la Natura

In piena foresta amazzonica, al confine fra Ecuador e Perù, scorre il Kawapi – uno dei tanti affluenti del grande Rio –, nella cui valle vivono gli Achuar, dell’etnia Jivaros, con i quali condividono la lingua e alcuni rituali religiosi. L’antropologo è a casa di Chumpi, uno dei suoi informatori, la cui dimora è una specie di capanno coperto di foglie di palma a pochi passi dalla boscaglia fittissima e dal fiume assordante. Fra la muraglia di alberi d’alto fusto e la modesta abitazione, un orto curatissimo per i fabbisogni della famiglia. Chumpi è preoccupato: quel pomeriggio la moglie Metekash è stata morsa da un ‘ferro di lancia’, ovvero da un serpente velenosissimo che gli Achuar conoscono bene e che non si avvicina quasi mai agli insediamenti umani. A cosa si deve quell’invasione di...

13.04.2021

Digital Dishumanities / Tradurre l’errore

Giochi di parole e pratica pedagogica La traduzione di giochi di parole non è solo una pratica didattica utile e motivante, che può permettere agli studenti di migliorare, magari divertendosi, la propria competenza linguistica. Credo che questa attività abbia una valenza pedagogica e, indirettamente, politica più alta. Oggi, forse più che mai, è necessaria nella formazione, e non solo dei giovani, la presenza di esperienze che sollecitino il pensiero critico, in cui accanto al rigore e alla “cattiveria” dell’analisi sia richiesto allo studente di mettere in gioco la propria “creatività” (sull’anagramma creatività/cattiveria si veda Stefano Bartezzaghi, L’elmo di Don Chisciotte, Laterza, 2009, p. 15), nel tentativo di trovare soluzioni a problemi che sembrano impossibili da risolvere, o...

11.04.2021

Sandel e Cottarelli / La tirannia del merito

Nel suo libro All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica, (Feltrinelli, Milano 2021, che ha in copertina l’immagine stilizzata di un labirinto, et pour cause) Carlo Cottarelli afferma una verità inconfutabile: la tutela del merito è «un fondamentale principio di efficienza economica». La parte seconda dell’opera, quella che narra il ritorno dall’inferno (vogliamo sperare) è infatti dedicata al merito, principio tanto lodato e magnificato quanto spinoso e non scevro di problemi. Lo mostra infatti, con dissimili conclusioni, un altro testo di un altro autore ma della stessa casa editrice: La tirannia del merito (Feltrinelli, Milano 2021), che traduce la versione originale The Tyranny of Merit, di Michael Sandel. Sandel, la star mondiale della filosofia politica, il...

11.04.2021

Neolingua / Prof

Nell’italiano corrente prof è forma scorciata di professore, di professoressa e dei rispettivi plurali. L’accorciamento risuona frequentissimo nel parlato, in interazioni comunicative ormai quasi prive di limiti, quanto a registro, e ricorre anche con abbondanza nello scritto, come si vedrà. Le forme non scorciate ne subiscono un’estesa concorrenza. Il prof di cui si sta dicendo non è il prof giovanilistico e contestatario registrato dai dizionari come “gergale” nel corso della seconda metà del secolo scorso. Per dirla con un paragone up to date, se fosse un virus, si potrebbe dire che pur appartenendo forse allo stesso ceppo (ma c’è da dubitarne), non è lo stesso virus. È differenza di pedantesca sottigliezza: la si destina ad altra sede e ad altro momento, caso mai.  Qui interessa...

11.04.2021

Raven Leilani tra MeToo e Black Lives Matter / Chiaroscuro: un romanzo di rabbia

In questi giorni, cercando notizie su Raven Leilani, scrittrice afroamericana al suo debutto italiano con Chiaroscuro, uscito l’anno scorso negli Stati Uniti e pubblicato di recente da Feltrinelli con la traduzione di Stella Sacchini e Ilaria Piperno, ho scoperto molte cose interessanti. Per esempio che per Leilani l’ultimo anno, tra successo del libro e padre e fratello morti, è stato intenso ma molto difficile. Che a un certo punto ha abbandonato la fede religiosa. Che le piacciono i completi da yoga. Che la sua scrittrice di riferimento è Audre Lorde. Ripesco quindi un piccolo saggio intitolato Usi della rabbia: donne che rispondono al razzismo, in cui Audre Lorde scrive (traduco dalla raccolta Penguin intitolata The Master’s Tools Will Never Dismantle the Master’s house): “La mia...

08.04.2021

Artpod / Nero con Punti Rossi | Alberto Burri

Da secoli, la parola “tela” è sinonimo di “quadro”, tanto è radicato nella storia dell’arte il suo uso come supporto di dipinti di formato vario, di diversa destinazione. Accade insomma che quello che non si vede – la base materiale – serva a dare un nome anche all’immagine che la ricopre.  In Nero con punti rossi di Alberto Burri (1956), invece, la tela è il davanti e il dietro, il sopra e il sotto. Verso la fine del Seicento, il pittore fiammingo Cornelis Gysbrechts riprodusse alla perfezione proprio la parte posteriore di un quadro, in un’illusoria inversione. Ma qui, in Nero con punti rossi, le due tele – quella che vediamo e quella che solo intuiamo – sono reali.  Da alcuni anni Burri aveva inserito nelle sue opere frammenti ricavati da sacchi di juta, senza nasconderne il...

08.04.2021

Artpod / Più vicino agli dei | Enzo Cucchi

Questo ex voto qualcuno lo ha fatto, una mano di uomo lo ha tracciato, ed è arrivato fino a noi, a porci le sue domande. È arrivato su una tavola di grandi dimensioni, olio su tela, ha attraversato più di tre decenni, è arrivato tutto blu emerso dal nero, trafitto e gocciolante di fiammelle e argentei bagliori. Malgrado la nostra incredulità, si sente chiaro il boato che lo ha germinato, assumendo la forma di mandorla di luce spiccata dal cuore. Cosa ci mostra? Una “selva oscura”, una notte in cui ardono decine di fiammelle disposte a corona, e al centro, sospesa su un monte, una fortezza dalle mura orlate di cuspidi. Oppure è l’ombra di una città, con le sue case e le sue torri svettanti, ora dormiente, o abbandonata, o stregata. La selva però potrebbe anche essere un cielo, e quelle...

07.04.2021

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (9) / Ferocia

Spicca la ferocia sul finire del 1945. E l’anno dopo, il primo della nuova Italia. È come se la guerra non fosse mai finita. Eppure la pace è arrivata, alla fine è arrivata, ma in un paesaggio di rovine. Dell’anima anche. Nuovi demoni non smettono di aggredire l’umano. Si sono soltanto cambiati d’abito. Sono le efferatezze riportate dai resoconti giornalistici a raccontare lo stato in cui versa il Paese, gli assalti delle sue emozioni, i sentimenti distruttivi e i loro barbari furori, la sovranità della paura. Ancora la paura. E pesa come una cappa di piombo sulla vita di tutti i giorni.    La storia del dopoguerra italiano si fa strada attraverso la dispersa episodicità della cronaca nelle sue nere accensioni. Dobbiamo guardare lì dentro, rimestare quel calderone di pulsioni e...

07.04.2021

Un matrimonio felice / Claudio Piersanti, Quel maledetto Vronskij

Giovanni è un tipografo di mezza età che dopo il licenziamento dalla grande azienda in cui lavorava, ha aperto una piccola attività in proprio per poter continuare il lavoro che costituisce la passione della sua vita. È un uomo mansueto, tanto gentile da avvertirlo come una debolezza, sposato con Giulia, una donna intelligente e ancora molto bella, che non ha mai capito come avesse potuto scegliere e amare intensamente proprio lui. La coppia vive in grande armonia e tranquillità in una villetta suburbana, con un piccolo giardino che lei cura amorevolmente, finché un giorno “il male [entra] nella loro casa”. Giulia si ammala gravemente e la malattia, anche se viene apparentemente superata, lascia dei segni nel loro rapporto che però entrambi, delicatamente, cercano di nascondere all’altro...

04.04.2021

Giosuè Calaciura / Io sono Gesù

L’espressione usata nella catechesi è «vita nascosta»: si riferisce ai primi trent’anni della vita di Gesù di Nazaret, su cui i Vangeli canonici dicono poco o nulla. In sostanza, l’unico episodio ricordato è quello della Pasqua in cui il dodicenne Gesù, terminate le festività, rimane a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgano; lo trovano dopo tre giorni, mentre nel tempio discute con i dottori (Lc 2, 41-50). Certo, alcuni Vangeli apocrifi – i cosiddetti Vangeli dell’infanzia, come quello di Tommaso o dello pseudo-Matteo – narrano di alcuni miracoli compiuti da Gesù fra i 5 e 12 anni. Ma a parte il fatto che si tratta di testi poco attendibili, rimane un vuoto: l’adolescenza, la giovinezza, la prima maturità. Finché non inizia la sua vita pubblica, insomma, Gesù è un personaggio...

03.04.2021

Una mostra a Palazzo Barberini / Il potere delle immagini

Dopo mesi di chiusura e una breve riapertura il museo è di nuovo sbarrato. Zona rossa. Durante la visita a Palazzo Barberini, qualche settimana fa, in una delle rare intermissioni normali in un anno per nulla normale, penso al convalescente, l’uomo della folla di cui parlano Poe e Baudelaire, che torna a uscire dopo la malattia rimanendo abbagliato di fronte allo spettacolo della vita nelle strade. Tutto gli sembra nuovo, tutto lo impressiona. Aggirarsi in un museo, mascherina e “distanziamento”, certo, ma poter insomma finalmente guardare, e insieme ad altri. Guariti. Guariti. Ma poi, una ricaduta. L’ironia è cruda: scrivo de L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano (a cura di Michele Di Monte, Gallerie Nazionali di Arte Antica, fino al 5 aprile), una mostra che appunto...

02.04.2021

Origini di Lewis Dartnell / La Terra, una storia intima

Biografia della Terra   Se il discorso corrente sull’Antropocene punta il dito sull’azione invasiva dell’uomo sul pianeta Terra, diversa è la posizione dell’astrobiologo inglese Lewis Dartnell in Origini. Come la Terra ci ha reso ciò che siamo (Il Saggiatore, 2021, pp. 395). Pur riconoscendone l’impatto devastante, ribalta il piano insistendo su “ciò che il nostro ambiente ha fatto a noi” (p. 11): “Per comprendere appieno la nostra storia dobbiamo esaminare la biografia della Terra stessa: le sue caratteristiche ambientali e la struttura sottostante, la circolazione atmosferica e le regioni climatiche, la tettonica delle placche e gli antichi episodi dei cambiamenti del clima” (p. 11).     Nel libro precedente – La conoscenza necessaria. Come ricostruire la nostra civiltà...

01.04.2021

Fino a qui / I “cartigli” di Carlo Sini

Perché il filosofo, ad un certo punto, si mette a disegnare? Di chi sta schizzando il ritratto? Uso l’espressione generalissima “filosofo”, sebbene intenda un ben determinato filosofo, Carlo Sini, perché il problema sollevato da Sini è il problema stesso della filosofia o, meglio, è la filosofia come problema per la filosofia. Il suo problema è la “pietra di inciampo” (próblema) del “filosofico” come tale, in quel tempo, il nostro, in cui non è più possibile essere filosofi ingenuamente, senza porsi cioè la domanda critica sul diritto che la filosofia di ogni epoca ha sempre reclamato per sé: essere il luogo privilegiato in cui il sapere, tutto il sapere umano, viene infine a comprendersi.  Quel certo punto in cui il filosofo si mette a disegnare “cartigli” è sia un punto della...

01.04.2021

WandaVision / Una happy family di pixel è per sempre

Molto più difficile far ridere che far piangere; ovvio, la tragedia ha la sua funzione catartica nel lettore o spettatore, ma quante serie tv recentemente ci hanno riempito di cupe angosce? Il nuovo filone tedesco è andato su e giù tra spazio e tempo: Dark per tre stagioni ci ha storditi avanti e indré a saltelli di 33 anni (uno dei numeri magici esoterici), su su fino all’Ottocento, poi ci ha piazzato una fine del mondo elettromagnetica, e Tizio che a 99 anni ammazza il sé trentatreenne, e Caio giovanotto che incontra il sé coetaneo Sempronio di un mondo parallelo shiftato di un anno eccetera. Capostipite di queste montagne russe dei paradossi è stato certamente Lost, ideato da J.J. Abrams, dove si rideva francamente poco, pure lì. In Dark, sino allo struggente episodio finale: cavernose...

29.03.2021

L'efficiente logica aliena / Aleksandr Bogdanov, Su Marte!

Su Marte!, l’opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov, è un interessante ripescaggio di un autore-scienziato-uomo politico forse poco noto in Italia, ma che tra alti e bassi fu uno dei protagonisti agli inizi del ventesimo secolo della lunga stagione che portò alla rivoluzione d’ottobre. Il volume, con traduzione del Kollectiv Ulyanov e prefazione di Wu Ming, pubblicato da Agenzia Alcatraz, contiene il leggendario romanzo di protofantascienza marzian-socialista Stella rossa, di cui ricordavamo la vecchia e ormai introvabile edizione Sellerio, a cui si aggiungono: Ingegner Menni, secondo romanzo marziano di Bogdanov, in realtà un antefatto di Stella rossa; il racconto La festa dell’immortalità, probabilmente il momento migliore dell’intero libro; e un poemetto, Un marziano...

28.03.2021

Clorofilla / Anemoni, il soffio della primavera

Marzo: si vanga, si zappa, si sarchia, si rastrella, si pota, si pianta e trapianta, si semina, si concima, si netta il giardino. Si gioisce ad ogni germoglio, si tentano le gemme turgide, si esulta all’aprirsi della prima corolla. E si impreca per le ventate di tramontana, per le ultime infide gelate, per le benefiche pioggerelle, un tempo onomastiche del mese, che tardano ad arrivare o si sono trasformate in piogge monsoniche. Anche il bosco si rinnova. Da sé. Tra gli abiti leggeri che indossa per il risveglio ce n’è uno che par di mussola, o di seta in raffinata stampa devoré, direbbero i tessitori. Le latifoglie sonnecchiano, sognano il folto delle chiome; così, il tiepido sole giunge senza schermo alcuno al suolo, dove ancora cricchia al piede il secco dei rami e delle foglie....

24.03.2021

Fotografie della Sardegna / Lettera a Lisetta Carmi

Cara Lisetta, ci siamo conosciuti nel 1974, quando sono venuto a Genova insieme a Luigi Nono e Marino Zuccheri per registrare dentro l’Italsider i suoni e le voci del cammino dell’acciaio dall’altoforno al tondino, voci, suoni e rumori che poi sarebbero entrati ne La fabbrica illuminata. Quell’anno, in un campo sulla riva del Tevere dove Quartucci aveva il suo anfiteatro di legno e tu documentavi Aspettando Godot mi hai fatto una foto i cui si vede un masso che mi sta cascando in capo. Il filo di ferro che lo regge a un pagliaio non si vede. Come Eschilo, – ho detto – che un’aquila gli ha mollato un pietrone vedendo luccicare al sole la sua zucca pelata, e l’ha fatto secco.      Non mi avevi parlato delle foto in Sardegna, dalla famiglia Piras, là a Orgosolo. Orgosolo che...

24.03.2021

Ferdydurke ritradotto / Gombrowicz, la maturità non è tutto

Leggere Gombrowicz è una pratica di igiene mentale che andrebbe ripetuta periodicamente. Non sono state rilevate controindicazioni; solo benefici (a meno di considerare il sottoscritto, che lo fa da cinquant’anni, la smentita decisiva). Per cui dovremmo essere grati al Saggiatore che da qualche tempo sta riproponendo la sua opera, anche con inediti come il diario intimo Kronos di cui hanno già parlato su doppiozero chi qui scrive e Francesco M. Cataluccio, santo protettore di tutti i gombrowicziani d’Italia. Ora è la volta di Ferdydurke, uno dei libri più importanti della prima metà del ‘900, nella nuova splendida traduzione (o riscrittura, dato l’alto tasso di invenzione linguistica del libro) di Irene Salvatori e Michele Mari, corredato da un’introduzione dello stesso Mari e da una...

23.03.2021

Diario clinico 8 / Il senso di una fine

Mi hanno regalato un alveare, ho l’attestato di adozione, le api sono irraggiungibili, come ora un po’ tutto, ma posso sentire il loro ronzio a distanza, e potrò gustare il miele etico che mi arriverà in un vasetto. Un sapore dall’“effetto madeleine”. Forse è proprio questo che desiderava Beatrice, con il suo dono ha voluto simboleggiare la fine del percorso, un lunghissimo zigzagare tra le performance della ribalta, dove “le luci sono sempre accese”, e lo stress logorante, da ape operaia, dell’avanzare degli anni.    Uscire con una cassetta degli attrezzi: per sostenere la fatica di essere se stessi, tutti i giorni. Questo è l’augurio di fine analisi. Che non esista una guarigione una volta per tutte, l’anziano Freud ne era già convinto. Vent’anni dopo il duemila la malattia è...

21.03.2021

Bestiario / La sapienza del corvo

Tutta la storia della civiltà umana si è sviluppata sotto l’occhio attento dei corvi. Dovunque i nostri antenati sono andati, dall’Africa verso l’area continentale europea o varcando lo stretto di Bering per scendere in quelle terre poi chiamate America, i corvi erano già lì. Avevano seguito i carnivori e gli animali di cui questi si nutrivano. I corvi sono onnivori come gli uomini, e tuttavia manifestano una spiccata preferenza per la carne e, poiché non cacciano, seguono i cacciatori, animali o uomini che siano, per nutrirsi dei resti del pasto altrui. Cinque o sei milioni di anni fa, gli antenati dell’Homo sapiens, ancora molto simili alle scimmie, erigendosi in piedi attraversarono il territorio africano in cerca di nuovi spazi. Probabilmente seguivano grandi mammiferi oggi estinti,...

20.03.2021

Controparola / Donne al futuro

Da quando ho scoperto che nella grammatica esistono termini marcati e termini non marcati – me li ha spiegati un illustre linguista amico di tastiera – non dico che non dormo di notte ma quasi. I termini non marcati, se ho capito bene, sono dominanti e includenti: per esempio il termine «giorno», che comprende il giorno e la notte; notte invece è un termine marcato, giacché designa soltanto il tempo dell’oscurità. Non marcato è uomo (ci avviciniamo al tema) in quanto comprende se stesso e anche la donna, la quale invece, guardacaso, è marcata quale «soltanto» donna.   Dovevo ripensare a questa disparità grammaticale nel leggere Donne al futuro, raccolta di saggi di donne che parlano «soltanto» di altre donne, uscito per il Mulino a cura delle amiche di Controparola. Si tratta di un...

19.03.2021

Una vita coraggiosa / Lady Montagu e il vaccino del vaiolo

Milady Montagute, così la chiamava Pietro Verri, nel lungo saggio Sull'innesto del vaiuolo, che chiude l'ultimo numero del “Caffè” (1766). Montegù, semplicemente e senza articolo, così era invece per Giuseppe Parini, nella lirica dal titolo molto simile (L'innesto del vaiuolo, 1765) che apre la raccolta delle Odi, dove veniva paragonata addirittura a Cristoforo Colombo per analogo ardimento e sprezzo dei feroci critici. Lady Montagu: questo il suo vero nome. Anzi, per la precisione, Mary Wortley Montagu nata Pierrepoint, figlia del conte di Kingston.  È una rappresentante privilegiata del Settecento, questo secolo elegante, frivolo, spregiudicato, vivace e spiritoso – e destinato a terminare in una carneficina generalizzata di teste tagliate.  Era una donna nobile, intelligente...

18.03.2021

Due libri sulla traduzione / Con gli occhi dell’altro

Che il tradurre testi letterari sia un atto complesso, che richiede competenza e infinita pazienza, umiltà e coraggio, ammirazione per l’opera che si traduce e rispetto per i lettori della traduzione, è cosa ovvia fra chi si occupa di traduzione. Lentezza, pudore, responsabilità, competenza, ascolto inventivo o passività attiva, apertura all’altro, collaborazione, sono tutti termini che ritornano nelle belle riflessioni sul tradurre di una dozzina fra i più autorevoli traduttori italiani, raccolte In L’arte di esitare curato da Stefano Arduini e Ilide Carmignani e pubblicato da Marcos y Marcos. Nell’agile volumetto sono riportati i “discorsi di accettazione” dei vincitori del Premio di traduzione letteraria conferito durante l’ormai canonico appuntamento annuale delle Giornate della...

17.03.2021

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (8) / Le Ore perse di Caterina Saviane

È dolorosamente conficcato nel tempo Ore perse di Caterina Saviane, diario di una sedicenne in tempestosa navigazione esistenziale nell’ultimo scorcio degli anni Settanta. Caterina parla dal ghetto di una distanza in cui l’ha confinata la sua intelligenza irrequieta, scalpitante, e, a tratti, decisamente distruttiva. Se oggi il suo nome compare nel procedere sghembo di questa “Storia d’Italia attraverso i sentimenti” è perché la sua scrittura fremente sembra capace di seguire la curvatura emotiva dei suoi anni, e non teme di affacciarsi sul vuoto che ne occupa il centro. Lo vede, e lo dichiara. Se ne sente avvolta. All’amica Monica che le chiede: “Come stai?”, Caterina risponde: “Mi trascino”. E a Franco, uno dei suoi interlocutori più presenti, offre un’osservazione impietosa: “Ti sento...