festival scarabocchi 2020

AUTORI
Robin Morgan
03.11.2016

Quattro Poesie / Invito

Pubblichiamo l'ultima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte, qui la seconda e qui la terza.   Quando è di te che piangi – non è, vedi, pietà, è lutto – non per i tempi andati o i treni che hai mancato. C’è una ragione sola: hai smarrito la quiete e te ne accorgi. Be’, non mentre dormi, tu sei tranquilla mentre dormi. Ma appunto, nel sonno, non sei tu a rispecchiare la pace, immobile di un lago. Ora, da sveglia, costante le tue superfici increspa il vento.   È un poco faticoso, però è meglio che tu ci faccia l’abitudine: questi minimi spasmi che ti scuotono sono soltanto assaggi, brusio di quanto sta per arrivare. Non puoi – non lo puoi più – essere pace fuori come sei pace adesso, nel profondo....

26.10.2016

Quattro poesie / Osservando il lato luminoso

Pubblichiamo la terza delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, qui la prima delle poesie da lei scelte e qui la seconda.   Vivendo in un’epoca di agonismi scientifici, è facile scordare che un tempo ci avrebbero bruciate vive.   Sul serio, avrebbero bruciato me e quelle come me per così tante ragioni per così tante volte: per avere amato, non sposata, un uomo per avere amato una donna, perché donna. Perché donna che ha imparato a leggere. Perché donna che ha imparato a scrivere. Per questo, adesso, perché ora tremo da Satana senza alcun dubbio posseduta.     Quelli che ci bruciavano vive sono ancora in giro. E come amano dare fuoco alle cose! Adesso appiccano incendi virtuali ai fondi di ricerca, alle leggi che ci proteggono...

19.10.2016

Quattro poesie / Nessun segno di lotta

Pubblichiamo la seconda delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti, e qui la prima delle poesie da lei scelte.   Farsi piccoli richiede un’enorme volontà. Seduta dal medico, nella sala d’attesa a osservare il futuro che va e viene, piegata ad osservarlo che ti fissa proprio mentre tu provi a non guardare. Raro, lo scambio: un sorriso di breve, ironica ammissione.   Nell’isolato, sei l’ultima arrivata fra i bambini. Qui un tempo è stato te ognuno. Ancora stai imparando che farsi piccoli richiede una grandezza di spirito che ancora non possiedi – accettare l’aiuto irritante di chi ti ama, cedere lasciare perdere, ma non arrendersi. A stento   hai trangugiato quanto riempiva la bottiglia “Bevimi” e hai sentito che rimpicciolivi. Così il...

12.10.2016

Quattro poesie / Materia grigia

Pubblichiamo la prima delle quattro poesie di Robin Morgan. Qui il saggio introduttivo di Maria Nadotti.     1. Disturbi del movimento     Dopo decenni di picchetti, petizioni, due volte il carcere e peggio – il supplizio delle riunioni – ora il nome della diagnosi lo trovo divertente.   Tutto è raccolto nella materia grigia – in gergo, per cervello – mentre sprofonda mentre si fa materia scura. Però, del grigio della mia nessuno ha precisato il tono: perla? antracite? Non è scientifico, del resto, il gergo.   Scientifico è il disturbo neurologico, lo dicono degenerato – pare un giudizio morale –  e induce il mio magnifico cervello a sputacchiare    da nervi e muscoli, a farfugliare, e un dibbuq dissoluto mi danza l’hip hop, così, lungo...