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Enciclopedia Eco
Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco. Nel testamento, l’autore del Nome della rosa aveva chiesto che per in tutto questo periodo la sua figura non venisse celebrata in convegni e simili: meglio piuttosto leggere le sue numerose opere, compulsandole con attenzione e, magari, comprenderle; poi verrà il tempo per parlarne, criticamene o meno.
Quel tempo è arrivato e difatti, non solo in Italia, si stanno moltiplicando le iniziative d’ogni tipo (incontri di studio, seminari, pubblicazioni, mega-convegni…) sul suo pensiero, sulle varie sfaccettature della sua opera: teorica, narrativa, giornalistica – coi tutti i vari possibili intrecci fra queste dimensioni.
Doppiozero ha deciso di ricordare Umberto Eco con una serie di articoli – un vero e proprio speciale – che riprendano ora aspetti (apparentemente) minori sparsi nei suoi testi ora questioni (forse anch’esse solo apparentemente) maggiori dei suoi lavori accademici. Non mancheranno bizzarrie, sapientemente mescolate, com’era suo costume, con gli eterni problemi dell’umanità e del pianeta.
Curiosità
Tensione alla ricerca, disposizione ad andare oltre, esplorazione, ipotesi da formulare. Cura o invasione nel campo dell’altro? Perché alcuni individui sono più curiosi di altri? Quale il rapporto tra curiosità e linguaggio? E tra curiosità e atto creativo? Siamo governati dalla curiosità, per molti aspetti, e cerchiamo di imbrigliarla in molti modi, dalla ricerca scientifica all’erotismo; dal non coincidere mai con noi stessi, sino allo sporgerci sull’orlo dell’esistente. Un aspetto essenziale della curiosità oggi riguarda il ruolo che può avere per emergere da un conformismo dominante e dalla necessità che abbiamo di cambiare idee e comportamenti a proposito della nostra vivibilità sul pianeta che ci ospita. Uno Speciale a cura di Pietro Barbetta e Ugo Morelli.
