AUTORI
Laura Atie
03.06.2018

Arte contemporanea del medio oriente e del nord africa / Una tempesta dal paradiso

«C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus». Con queste parole avrei voluto aprire il commento a questa preziosa mostra alla Villa Reale di Milano, sede della Galleria d'Arte Moderna. Purtroppo, come è noto, le ha già scritte invece Walter Benjamin nelle sue Tesi di filosofia della storia, nel 1939 – quando ancora era in esilio a Parigi, appena un anno prima della sua morte. «Una tempesta dal paradiso»: così, tra quelle pagine, Benjamin definiva il progresso. Al breve saggio, assai celebre, fa riferimento il titolo, di grande forza poetica e visiva, del terzo e ultimo progetto espositivo della Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative. Nato nel 2012, è un ampio programma internazionale di ricerca, formazione, promozione e costituzione di una collezione d'arte contemporanea (ad...

11.04.2018

Una dichiarazione d'amore / Visages, Villages, Agnès Varda & JR

Una premessa è necessaria: adoro in modo smisurato e incondizionato Agnès Varda. Tutto quello che scriverò sarà qualcosa di molto vicino a una dichiarazione d'amore. Agnès Varda non ha bisogno di presentazioni: ha scritto, diretto e accompagnato – a partire dal 1954, con la sua prima personale nel cortile di casa – la storia dell'arte e del cinema francese d'avant-garde, della cinécriture, insieme a Chris Marker e Alain Resnais: la macchina da presa si fa strumento di scrittura e traccia una cartografia sentimentale. Sguardi che sono 'un passo a lato' dalla Nouvelle Vague di François Truffaut, Éric Rohmer e Claude Chabrol, ispirati e sostenuti da André Bazin. Tutto, con Agnès, prende una piega intima, anche e soprattutto i suoi documentari; e non sembra avere intenzione di interrompere il...

08.12.2017

Pirelli HangarBicocca, Milano / When you leave “Take Me (I'm Yours)”

Con questa mostra collettiva, gli ideatori-curatori Hans Ulrich Obrist (Weinfelden-CH, 1966) e Christian Boltanski (Parigi, 1944), in questa occasione insieme a Chiara Parisi e Roberta Tenconi, portano al Pirelli HangarBicocca di Milano, un progetto presentato per la prima volta alla Serpentine Gallery di Londra nella primavera del 1995 e che – a distanza di vent'anni – è stato ripensato in diversi modi per essere riproposto a Parigi, Copenaghen e New York, passando per Buenos Aires. Con una breve sosta anche a Bologna, il 7 ottobre scorso, proprio nell'ambito di un più grande progetto espositivo e di una mostra retrospettiva dedicati all'artista francese.    Gli artisti italiani e internazionali coinvolti, appartenenti a diverse tendenze e differenti generazioni, sono 58, il...

04.08.2017

Una retrospettiva ai Giardini Ducali / Le forme momentanee di Gianluigi Toccafondo

La mostra di Gianluigi Toccafondo, L'immagine in movimento è allestita nella Palazzina secentesca dei Giardini Ducali di Modena, voluta da Francesco I d'Este come luogo di svago e divertimento per l'entourage di corte e ora sede espositiva della  Galleria Civica di Modena; si trova in un luogo suggestivo e fiabesco, perfetto per accogliere oltre mille opere che documentano la lunga attività dell'artista, a partire dai suoi primi cortometraggi, La coda (1989) e La pista (1991), prodotti  fino a oggi.   Ho incontrato per la prima volta Gianluigi Toccafondo poco meno di dieci anni fa, davanti all'ingresso di una piccola sala cinematografica nel centro storico di Lucca, in primavera – lavoravo allora per Lucca Animation International Film...

14.07.2017

Fondazione Prada, Milano / MilanoTV70: Francesco Vezzoli guarda la RAI

È stato come accomodarsi nel salotto del signor Francesco Vezzoli (Brescia, 1971), di professione artista contemporaneo di fama internazionale, mentre guarda la televisione sintonizzata sui programmi Rai degli anni Settanta, così traumatici per la storia d'Italia; eppure, allora, la rete pubblica aveva ancora tutto da dire, tanto da raccontare e un ampio margine di sperimentazione. Se, oltre alla stampa, con i nuovi mezzi di comunicazione di massa – la radio prima, poi la televisione – si porta a compimento quel processo di unificazione linguistica dell'Italia, unita solo territorialmente dal1861: fino ad allora, i dialetti regionali non permettevano una reale comunicazione tra gli Italiani che non appartenevano alle élite culturali. Da quando la televisione è entrata nelle nostre case,...

18.05.2017

"Artista sarà lei!" / Ferdinando Scianna. Istanti di luoghi

Ho visto questa mostra accompagnata da Ferdinando Scianna. L’ho ascoltato, ancora una volta, raccontare vive voix, con piglio istrionico, storie di memorie private o incontri straordinari (tra i molti, quelli con Leonardo Sciascia, Renato Guttuso, Jorge Luis Borges, Foucault e Barthes, Calvino, Melotti e Cartier-Bresson) e rispondere a ogni domanda con l'aria di chi, in verità, ha già risposto; eppure, con la generosità di un maestro coltissimo e appassionato, per il quale la ripetizione non è un fastidioso dovere, ma un dono da condividere, l'antico perpetuare oralmente conoscenza ed esperienza. Scianna sfugge a ogni definizione, rifiuta qualsiasi etichetta di genere; fotografo, saggista, amico di scrittori e innamorato della letteratura, non si considera un artista (artista sarà lei! –...

20.02.2017

Quattordici artisti internazionali alla Fondazione MAST. di Bologna / Lavoro in movimento

Dopo aver presentato il progetto Forza Lavoro di Marzia Migliora alla Galleria Lia Rumma di Milano, torniamo al tema del lavoro per un'occasione nuova: una collettiva di 14 artisti internazionali alla Fondazione MAST. di Bologna. Per la prima volta dalla sua apertura nel 2013, la Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, propone una collettiva di immagini in movimento curata da Urs Stahel: 18 opere tra video e installazioni di 14 artisti internazionali, capaci di offrire una panoramica selezionata e al tempo stesso esaustiva dell'interrogazione artistica  ̶ alternativa e complementare alla più tradizionale fotografia, da sempre strumento privilegiato di narrazione del lavoro e dell'industria  ̶ su questo diritto fondamentale; in tempi attuali, argomento spesso,...

04.01.2017

The Man Who Saw America / Robert Frank: la vita nell'inquadratura

The Man Who Saw America: così titolava un approfondimento dedicato a Robert Frank (Zurigo, 1924), «il più influente fotografo vivente», a cura di Nicholas Davidoff sul “New York Times Magazine” nell'estate 2015. Il riferimento corre a The Americans, un racconto di viaggio, un libro di fotografie, una mostra. Progetto iniziato on the road, su una vecchia auto scalcagnata tra il 1955 e il 1956, si impone qualche anno dopo come un grande classico di 'letteratura visiva', una ballad per immagini, pietra angolare della storia della fotografia e del reportage, testimonianza di un'epoca che ha definitivamente segnato il nostro immaginario.  In cerca di una piena realizzazione professionale come fotografo e filmmaker, Frank dalla Svizzera emigra in America nel 1947, dove lavora a lungo come...

10.09.2016

Milano, Palazzo Reale / A Emilio Isgrò affinché mi cancelli

Isgrò Palazzo Reale Caveau delle Gallerie d'Italia Casa del Manzoni Milano, fino al 25 settembre 2016   Così dedicato, l'amico Buzzati inviava a Emilio il suo Poema a fumetti. Milano, città amatissima da entrambi, omaggia Emilio Isgrò (1937) con una grande mostra antologica di opere storiche e inedite, che si snoda in tre sedi, a ripercorrere la sua lunga carriera di artista polivalente, precursore del concettuale, pittore, scultore, scrittore, poeta, drammaturgo e regista; un artista in senso classico, poliedrico, versatile, colto, sperimentatore infaticabile, impegnato. Un autocurriculum introduce il Sedicesimo d'accompagnamento e guida alle sale. Curata da Marco Bazzini, la mostra a Palazzo Reale presenta un corpus di oltre 200 opere, organizzate tematicamente intorno ai...

15.08.2016

Palazzo Reale, Milano / Studio Azzurro. Immagini sensibili

Paolo Rosa se ne è andato da quasi tre anni, e sembra ieri. Ogni volta unica, la fine del mondo, diceva il filosofo. È stato uno dei fondatori, con Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi, del collettivo di ricerca Studio Azzurro, nel 1982. Questo sì che sembra lontanissimo, una vita fa. Non sono ancora 35 anni, ma se pur non sia più, secondo natura, il medio del cammino, resta un primo, fondamentale, momento di bilancio e ripensamento; ma anche, al contempo, di straordinario vigore e acquisizione di consapevolezza, del un ruolo artistico e sociale che è andato poco a poco definendosi. Pionieri lo sono stati fin da subito, studiatissimi, anche.    I saggi sulla loro lunga attività e i volumi (tra cui il catalogo della mostra) si fatica a contarli, ma nulla può sostituire l'...

03.06.2016

Matthiae, Distruzioni, saccheggi e rinascite / Attacchi al patrimonio artistico dall'antichità all'ISIS

«Mieux vaut un désastre qu'un désêtre», scriveva Alain Badiou in uno dei saggi raccolti in Conditions. In copertina, un'immagine divenuta iconica, un fotogramma video – che qui appare sgranato, in modo, quasi, da sospendere l'evento nel tempo, come a ricordarci un interminabile da sempre e per sempre – della distruzione del tempio di Baal Shamin a Palmira, proprio quella scelta da ISIS perché fosse diffusa sui social media, nell'agosto del 2015, a testimonianza propagandistica di una conquista definitiva, della distruzione, di una furia barbarica antica quanto l'uomo.    A guardare l'imponente colonna di fumo che si leva altissima, si percepisce il boato dell'esplosione in tutta la sua violenza, fisica e ideologica. Susan Sontag problematizza l'uso della fotografia e la sua eco...

18.04.2016

Una mostra alla Fondazione Prada / L’image volée

Ci siamo. Dopo la notevole ricerca compiuta con Recto/Verso, è giunta una nuova occasione di scrivere della discussa, amata, criticata Fondazione Prada e, in particolare, dell'ultima mostra aperta nella splendida sede di Milano – un ex complesso industriale riqualificato e riprogettato dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas – L'image volée, curata dal fotografo Thomas Demand, che si affianca alla sua fotografia con installazione 3D site-specific Grotto (2006) con Processo Grottesco (2015) e a quella pensata e allestita dall'artista polacca Goshka Macuga (Turner Prize shortlist, 2008), To the Son of Man Who Ate the Scroll.    Premesso che la sede, da sola, val bene più di una visita, come luogo che mostrando al pubblico la propria sfacciata ricchezza si mostra...

18.03.2016

Galleria Lia Rumma, Milano / Marzia Migliora, Forza Lavoro

Da anni, ormai, la Galleria Lia Rumma, segue con attenzione il lavoro di Marzia Migliora, artista piemontese la cui ricerca indaga – attraverso una pluralità di linguaggi, dall'installazione alla fotografia, dal video alla performance – i temi fondamentali della natura umana, quali desiderio, intimità, memoria, perdita e ossessione, nel tentativo inesausto di portare alla luce la natura delle relazioni tra l'individuo, gli spazi entro cui si muove, l'attualità e la storia.  Anche in questo caso, la personale dedicata a Forza Lavoro – un progetto interamente pensato intorno a nuove produzioni (2015-2016) – si snoda lungo i tre piani luminosi dell'edificio di via Stilicone a Milano (una vecchia fabbrica riqualificata), prendendo le mosse da un evento traumatico per la città di...

14.04.2014

Tavoli | Antonio Alberto Semi

Millepiani di carte, stratificarsi di cartellette, fogli sparsi, appunti e alcuni libri nel tentativo di dominarli: scivolano, sfuggono all'ordine geometrico cercando il loro equilibrio a margine, sull'angolo di un lungo tavolo di legno biondo che espone i propri nodi e venature, come una tela distesa. Se non fosse per il peso specifico delle parole, il vento che da un momento all'altro potrebbe entrare dalla finestra, sottrarrebbe il senso a un familiare disordine. Da questo centro, nello studio si irradia la luce di una composta palette di colori: bianco su bianco, ocra ramato, sfumature miele o senape, il tessuto granata del tappeto che risponde a un tondo sgabello blu klein. Due volumi suggeriscono una vita, una geografia dell'anima. Esiste qualcosa più...

27.08.2013

Daniele Del Giudice. In questa luce

L'idea di un certo pensiero scientifico come pensiero di «sorvolo», come di una «scienza che manipola le cose e rinuncia ad abitarle» – che Merleau-Ponty dipana nel suo saggio L'oeil et l'esprit (1960) – dove il mondo si staglia come oggetto di fronte al soggetto che lo attraversa sempre dall'interno, abitandolo, ha accompagnato, minandola, la lettura dell'ultima fatica di Daniele Del Giudice, In questa luce, edita da Einaudi, non a caso, forse, tra le Frontiere.     La fatica, prima di tutto; una parola che qui non è banale abitudine fraseologica, ma dichiarazione programmatica di quell'inevitabile lavorìo-al-fallimento, di un «operare affinché i progetti vengano bucati, invalidati...

12.03.2013

Andrea Canobbio. Tre anni luce

Si soffocava per la luce ardente, e i suoi occhi parevano raggi.    Anna Achmatova     Il ricordo e lo sguardo. Ecco i due movimenti – dell’anima e dell’occhio – secondo cui procede il racconto di una storia d’amore inseguita a diverse velocità; l’incontro improvviso, la lunga frequentazione quotidiana, omeopatica e silenziosa, una conoscenza sempre più profonda che avanza con passo incerto, fino a precipitare. Il desiderio abbagliante che attraversa le pagine è di continuo rimandato, e, infine, compiutamente mancato.   Tre anni luce è una storia destinerrante che “può sempre – e dunque deve – non arrivare mai a destinazione”; e questa è la...