AUTORI
Marilena Renda

Marilena Renda è nata a Erice nel 1976, ha vissuto a Roma e Palermo e vive a Milano, dove insegna, scrive e traduce. È laureata in Lingue e ha conseguito un dottorato in Italianistica con una tesi su ebraismo e letteratura nel ‘900. Nel 2010 è uscita per Gaffi la monografia: Bassani, Giorgio. Un ebreo italiano e nel 2012 per dot.com press il poema Ruggine. Collabora ad Alfabeta2 e Poesia.

26.10.2019

La scrittura, atto di speranza / Margaret Atwood, I testamenti

Il romanzo più celebre di Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, pubblicato nell’85, finiva con la protagonista, Difred, prelevata da un furgone nero, al cui interno c’erano degli uomini; il custode con cui Difred aveva una relazione, Nick, le sussurrava di non temere e di seguirli. Il finale, tuttavia, rimaneva volutamente ambiguo; non sappiamo e non sapremo mai se ciò che aspettava Difred fosse la salvezza o una condanna a morte. Ho provato in questi giorni a immaginare l’effetto che può aver fatto il racconto distopico dell’85 ai lettori del tempo. Era prima della caduta del muro, prima di Trump, prima dell’offensiva mondiale delle destre; diventò presto un classico, anche se non frequentatissimo. Nel ‘98, quando me lo regalarono, era fuori commercio; ha riacquistato una nuova vita...

14.09.2019

Una storia che ci riguarda / Siri Hustvedt. Ricordi del futuro

Nel 1978, la ventitreenne Siri Hustvedt lascia il Minnesota per trasferirsi a New York. Ha vinto una borsa di studio per studiare Letterature Comparate alla Columbia, l’anno successivo, ma prima di iniziare il dottorato vuole mettersi alla prova come scrittrice e provare a scrivere un romanzo. Prende in affitto un appartamento in periferia e inizia a percorrere la città con un misto di paura, eccitazione e sprezzo del pericolo; patisce la solitudine, all’inizio, e deve stare attenta a non spendere troppo. La New York del ’78 è come Parigi o Londra per un qualsiasi eroe ottocentesco; percorrere in metro le viscere della città scansando le offerte di piaceri sessuali a buon mercato e i potenziali pericoli significa per Minnesota, come iniziano a chiamarla, decidere di esplorarne le...

03.03.2019

Claudia Durastanti / La straniera

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato. Scrivere te stessa significa ricordare che sei nata con rabbia e sei stata una colata lavica densa e continua, prima che la tua crosta si indurisse e si spaccasse per lasciare affiorare una specie di amore, o che la forza inutile del perdono venisse a levigarti e ad appiattire ogni tuo avvallamento. Rileggere te stessa significa inventare quello che hai passato, individuare ogni strato di cui sei composta: i cristalli di gioia o solitudine sul fondo, le conseguenze di una memoria che è evaporata, tutto ciò che è stato scavato e poi inondato, solo per renderti conto che non è vero che il tempo guarisce: c’è una frattura che non...

15.10.2018

Rachel Cusk / Resoconto

Resoconto è narrato da una voce femminile di cui nel corso del racconto continuiamo a ignorare sia il nome che gli elementi biografici essenziali – solo a racconto un bel po’ avanzato scopriamo che si tratta di una scrittrice inglese con due figli e un matrimonio fallito alle spalle, e altro non ci sarà dato sapere. Nell’appartamento di cui è ospite ad Atene irrompe una drammaturga, anche lei inglese, che come tutti gli altri personaggi incontrati fino a quel momento racconta alla voce narrante frammenti importanti di verità personali. In aereo la drammaturga ha incontrato un uomo, proprio come è successo alla Nostra: anche lei ha incontrato un uomo, greco, che stava tornando a casa, e che poi ha rivisto nel corso dei giorni seguenti e le ha raccontato molto della sua storia personale,...

05.01.2017

Infanzie / Il libro dei bambini soli

È da poco uscita per il Saggiatore l’opera prima di Enrico Sibilla, traduttore e copywriter milanese alla sua prima prova narrativa. Qualche anno fa mi fece leggere le prime pagine di un testo che stava scrivendo, un romanzo sulla strage di Gorla, il bombardamento alleato del 1944 che colpì una scuola media di Milano uccidendo 184 bambini. Non mi ha stupito quindi che questo libro porti come titolo Il libro dei bambini soli; l’autore ha forse accantonato quel progetto narrativo, ma il tema dell’infanzia si rivela centrale nel suo immaginario, poiché ognuno di questi lunghi racconti ne rivela una diversa sfumatura. Per ognuno di noi l’infanzia è, tra le altre cose, lo scenario della più sterminata solitudine e delle più grandi umiliazioni: non importa quanto sei stato amato, dice Sibilla,...

09.05.2015

Dario Fani. Ti seguirò fuori dall'acqua

In Tu che mi guardi tu che mi racconti (Feltrinelli 1997), Adriana Cavarero rifletteva sulla narrazione come momento decisivo per la strutturazione dell'identità (Edipo, che ha bisogno di raccontare la sua storia per scoprire chi è), e citava Borges, che nella Biografia di Tadeo Isidoro Cruz scrive: “qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è”. Fedele a questo principio, Borges non racconta tutte le notti di Isidoro, bensì solo “la notte in cui finalmente vide il proprio volto, la notte in cui finalmente udì il proprio nome. Intesa bene, quella notte consuma la sua storia; per dir meglio, un istante di quella notte, un atto di quella...

13.03.2015

Helen Keller, Il silenzio delle conchiglie

Il racconto della vita di Helen Keller, sordocieca, attivista, figura centrale nel Novecento americano – cosa ha realizzato, quanto lontano si è spinta nel Novecento appena trascorso malgrado la sua radicale infermità, o forse proprio grazie alla spinta propulsiva della malattia, e indubbiamente grazie a un’energia, un coraggio e un’intelligenza fuori dal comune – richiede prima di tutto il tentativo di descrivere la potenza dei segni. I sensi sono qualcosa che tradizionalmente diamo per scontato; diamo per acquisito il legame che un bambino stabilisce attraverso la vista e l’udito tra l’oggetto e la parola che lo rappresenta, certo arbitrariamente, ma in modo stabile. Lo racconta il film di Arthur Penn sulla vita di Helen Keller The...

17.10.2014

Bambini fragili

Insegno da sette anni. Ho iniziato con le supplenze, per gioco e soprattutto per avere un doppio canale, accanto a quello che nei primi Duemila mi appariva come il mio lavoro principale: lo studio, la ricerca, ma anche la scrittura, la traduzione. Dopo un anno di pausa passato a chiedermi dove andare e cosa fare, ho cominciare a fare sostegno ai disabili (al momento giusto ciò che deve ci trova sempre), e quello è stato il momento in cui ho cominciato a fare sul serio. Fin dal primo giorno la scuola è stata per me il luogo in cui agire tutte le mie contraddizioni e imparare, io nella relazione con i miei alunni (io prima ancora dei miei alunni) a non tremare davanti ai compiti difficili e a fare ciò che si deve nel migliore possibile dei modi. Queste note sono...

11.10.2014

Scicli è la più bella delle città del mondo

Da qualche tempo mi capita, arrivando in un posto nuovo, di trovarci molto di conosciuto. Non si tratta esattamente dell'impressione di aver visto il posto, e quindi di ritornarci, quanto piuttosto del fatto, mentre lo vedo e lo attraverso, che alla novità del paesaggio si sovrappongono fotogrammi di altrove, angoli di strade, dettagli di palazzi, insegne di bar, salite e discese per cui il corpo è già passato, in un tempo e luogo che quasi mai è possibile definire. Presumo che dopo qualche anno la memoria dei luoghi tenda a confondersi e a mescolare dettagli; è per questo che arrivando a Scicli per la prima volta non è stata una sorpresa riconoscere nelle sue vie e nella sua conformazione fisica – tutta stretta tra montagne e chiese,...

11.08.2014

Il racconto della festa

“È una festa alla povertà”, dice il venditore di libri usati di via Vittorio Emanuele all'indomani del festino. “Non è una festa, ma il racconto della festa”, rincara la dose il mio amico Nicolò che, come me, assiste per la prima volta al festino di Santa Rosalia, da 390 anni momento clou del culto della fanciulla nata intorno al 1128 che secondo la leggenda e la devozione popolare liberò dalla peste Palermo nel 1624.   Come accade ormai da qualche anno, il festino – che cade nella prima metà di luglio, quindi in un'atmosfera anche meteorologicamente torrida – porta a galla le tensioni sociali di una città da molti definita come “in ginocchio”, in cui il centro storico cade...

05.05.2014

Campioni # 2. Gherardo Bortolotti

  05. diverse dalle scarpe che abbandoni in un angolo, dalle tracce sbiadite che hanno lasciato all’ingresso, decifrabili ancora, alle tue spalle, come prove di una stagione precedente del tuo essere vivo, del fatto che altrove hai solcato il presente, disfacendoti in parte, in superficie, sprecandoti nel processo del tuo futuro imminente.   03. differenti dalle belle mattine di sole, dalle occasioni, dalle piccole coincidenze che si innestano nel moto del giorno, come anime in fil di ferro, sottili, raggiate, filiformi, in grado di rimanere, nel tempo, dopo il crollo dei minuti, delle ore, in piedi come resti di muri in cemento armato, alzati in anni passati, consegnati al futuro, al disfacimento.   Qualche anno fa Agamben rifletteva sul fatto che «...

21.03.2014

La sottrazione

1) Di che altro dobbiamo parlare? Dell’alunno I.N. abbiamo detto tutto, si è deciso che non possiamo fare niente, quindi non c’è altro. E dell’alunna G.M., che diciamo? Quest’anno è più calma, nonostante la madre sia matta. Su M.P. vi ricordo che non segue religione cattolica, quindi niente scheda. I genitori di S. e F. li accompagnano sempre tardi, questo va scritto, nessuna scusa che è lunedì, prima ora, e si dorme ancora. Controllare M., il martedì circo, il mercoledì catechismo, il sabato equitazione, dice che ha da fare, punirla senza sconti, e se non serve chiamare la madre. La madre è una modella in pensione, forse vuole trasmettere alla figlia la passione. Se T. non viene a...

01.10.2013

Emma Dante. Via Castellana Bandiera

Ci sono molti aspetti interessanti nell’esordio alla regia cinematografica di una regista di teatro attiva da almeno un quindicennio, acclamata all’estero, controversa ma di sicuro molto popolare in Italia, con una carriera fatta di alti (ricordo alcuni anni fa uno studio su Vita mia in un centro sociale a Palermo: la violenta fisicità degli attori, la netta impressione degli spettatori di essere di fronte a un dolore reale, vivo, che occupava letteralmente la scena) e di bassi (qualche anno dopo Cani di bancata: grande successo di pubblico, ma decisamente troppo didascalico).   Sono molti gli artisti, da Roberta Torre a Emma Dante allo stesso Cuticchio, per citare solo i più noti, che hanno – per scelta o per naturale elezione – scelto di...

06.08.2013

Willa Cather. Pionieri

Sono in molti a sostenere che i grandi scrittori siano sempre – o quasi – dei provinciali. Di Willa Cather sappiamo essenzialmente due cose: che fece della vita nella frontiera americana, delle sue storie di immigrati e gente in cerca di fortuna il centro della sua opera narrativa, e che i suoi protagonisti più memorabili sono donne dal forte temperamento che non si lasciano abbattere dalla difficile vita nei nuovi insediamenti del Midwest alla fine dell’800.   Come ogni buon scrittore provinciale che si rispetti, restò sempre legata a Red Cloud, il villaggio del Nebraska in cui si trasferì bambina con la famiglia, scenario di un fallimento familiare (la fattoria non fu un successo, e la famiglia dovette abbandonarla) e allo stesso tempo...

04.06.2013

Carson McCullers. La ballata del caffé triste

In un’intervista video del ’56, Carson McCullers racconta la genesi di uno dei suoi romanzi, The Member of the Wedding (versione italiana Invito di nozze, Longanesi 1964). Il giornalista le sta molto vicino, quasi la cinge con il braccio, in un gesto che vorrebbe essere protettivo e invece risulta volgare, forzato. Ben presto la nostra attenzione smette di recepire l’inglese mezzo impastato mezzo sussurrato della scrittrice per restare completamente catturata dai suoi gesti fragili ed eleganti, dall’inermità dello sguardo, dall’evidente distacco dal rito a cui sta partecipando, e insieme dalla sua totale partecipazione fisica e sforzo nel portare a termine quello stesso rito.     Carson McCullers era nata in Georgia; durante l...

18.03.2013

Tavoli | Patrizia Valduga

Il passato è geometrico, dice il tavolo di Patrizia Valduga. Ha ammaccature, bordi consumati, libri che si aprono e non si chiudono mai, fogli dalle estremità smozzicate, blackout. Laggiù, la corrente se ne va e non torna per ore, la musica si interrompe, le matite si perdono, le gomme da cancellare ingrigiscono, le lampade si spengono all’improvviso. Eppure, quando la luce colpisce il tavolo, la perfezione geometrica del passato appare intatta. Il legno della sedia non rivela nessuna screpolatura, a un libro chiuso corrisponde un libro aperto, le distanze tra i Lari sono perfettamente simmetriche, i fogli in uso sono a debita distanza dalle Vere Presenze, il Mac è un totem, e anche l’incongrua apparizione di due pesi da un chilo in posizione...

11.03.2013

Mike Kelley ad Amsterdam

L’opera si chiama Day is done. È una video installazione complessa, con molti punti focali, costituita perlopiù da fotografie tratte da annuari scolastici e giornali locali. Catalogate da Kelley, queste immagini vengono rielaborate, diventano racconto di vita americana ma anche teatrino dell’umiliazione a cui possiamo essere sottoposti tutte le volte che ci esponiamo al rischio di svolgere delle attività socialmente accettate. All’entrata, un video ci mostra un bambino biondo che durante la recita di Natale dimentica la sua parte; rischia di piangere, però non piange. Alle sue spalle un video mostra un ragazzo brutalizzato da alcuni coetanei; un uomo vestito da diavolo urla; dall’altra parte della stanza fa mostra di sé un...

27.02.2013

Oggetti d’infanzia | Il grembiule

I miei ricordi d’infanzia sono quasi tutti tristi, non ho ricordi felici. I miei ricordi sono pochi oltre che tristi, e riguardano quasi tutti la mia scuola e la mia maestra. Alle elementari la mia maestra si chiamava Domenica Inglese. Domenica Inglese, nonostante fosse molto vecchia, aveva i capelli e gli occhi nerissimi e pensava che io fossi molto stupida. Io sapevo di non essere stupida, ma purtroppo non avevo strumenti per farle capire che si sbagliava. E siccome pensava che ero stupida, non mi faceva mai leggere né andare alla lavagna a fare gli esercizi di grammatica e di matematica. Ecco perché a scuola io mi annoiavo moltissimo: perché sapevo che non ero stupida, e glielo dicevo anche, ma lei non mi credeva, faceva sempre recitare gli altri,...

11.02.2013

Luca Ricci. Mabel dice sì

Nel suo recente Some notes on the novella, Ian McEwan riflette sulle rispettive misure del romanzo e della novella prendendo decisamente le parti della seconda, da noi più nota come romanzo breve, o racconto lungo. Il difetto principale del romanzo, per dirla molto in breve, sarebbe quello di essere troppo inclusivo per essere davvero efficace e piantarsi come un punteruolo nell’immaginazione del lettore. Al contrario, nella novella, le frasi possono acquistare più “precisione e chiarezza, e realizzare i loro effetti con un’intensità fuori dal comune”, ed è presente un elemento di performance che ci rende “fortemente consapevoli del sipario e del palcoscenico, e dell’autore come illusionista”.   Quasi senza...

11.12.2012

Aimee Bender. La ragazza con la gonna in fiamme

È sempre una bella sorpresa scoprire uno scrittore che intrattiene un rapporto con la realtà così libero e pieno di possibilità come quello che appare nei libri di Aimee Bender. Si viene attratti dai suoi curiosi titoli e si entra immediatamente nel novero di quei volgarissimi lettori che vorrebbero saperne di più dello scrittore che amano, e magari andarci anche a cena. Ipotizzo – ma è del tutto probabile che la mia reazione dipenda da una sorta di riconoscimento personale, del tutto soggettivo, del mondo di Bender come particolarmente familiare – che più la voce narrante sembra allontanarsi a volo d’aquila dalla realtà trattandola come una sostanza sconosciuta e misteriosa, più il lettore possa essersi...

26.11.2012

Laura Pugno. La caccia

Ho sempre pensato al mondo di Laura Pugno come a una piccola scatola nera da cui, se un giorno ci fosse un disastro, ciascuno di noi – suoi lettori – potrebbe estrarre un oggetto, per esempio un alimento, o un animale, o anche una sensazione, e con quell’oggetto saprebbe automaticamente cosa farci, senza bisogno di istruzioni. Sarebbe un oggetto – o un animale, o una sensazione – che porta in sé la propria ragion d’essere. Questo nonostante nel mondo di Laura Pugno ci siano spesso degli ordini – sarebbe meglio dire delle istruzioni, o degli imperativi di natura inspiegabile, in cui A chiede a B di fare delle cose – portare del cibo, mangiare, leggere, guardare – , che sembrano dei rituali d’amore e di violenza,...

29.10.2012

Auden, Isherwood, Spender. Il diario di Sintra

Arrivare a Sintra, luogo dell’immaginario, fiabesco come pochi, nel Novecento patria d’elezione di miliardari, eccentrici, scrittori, artisti in fuga dalle scomode familiarità della madrepatria o semplicemente in cerca di un Altro posto in cui vivere. Un luogo parallelo sì, ma assolutamente altro, con i suoi castelli, la sua nebbia, le sue guglie, la sua anima al tempo stesso nordica e mediterranea. Non è un caso che nel corso dei secoli Sintra abbia affascinato viaggiatori così diversi e provenienti da luoghi così disparati, primo fra tutti Byron, per non parlare della nutrita colonia inglese che all’inizio del secolo scorso fugge dalle restrizioni sociali dell’Inghilterra del tempo per cercare uno stile di vita meno...

10.10.2012

Poggioreale / Paesi e città

Il 2 settembre, ultimo giorno di vacanza in Sicilia, è stato speso nel paese fantasma di Poggioreale, uno dei luoghi distrutti dal terremoto del ‘68 nel Belìce. Qui, a differenza che nella vicina Gibellina, si è scelto di conservare le rovine in modo filologico, quasi parossistico: nulla è stato spostato o abbattuto, le case, le scuole e i cinema sono ancora in piedi; alcuni edifici sono in ottime condizioni, e se non fosse per la polvere che si è depositata sui pavimenti si potrebbe pensare che gli abitanti siano fuggiti un attimo prima. Fuggiti per le campagne, che sono avvolte dal sole e da un micidiale silenzio. Possibile che i fantasmi facciano tanto silenzio?   Uno degli abitanti che si occupano della difesa di Poggioreale vecchia è un ragazzo che lavorava in Lombardia ed è...

27.09.2012

Lisbona, l’inesistenza e le Lonely Planet

Da qualche parte, sulle cartine turistiche di Lisbona, e anche sulle mappe più precise, più agguerrite, c’è un punto, o più punti, in cui il povero estensore si è perso. È evidente che da qualche parte del suo apparato genealogico deve aver perso il tocco magico dei suoi antenati esploratori: quelli, per intenderci, che incombono sul Tejo sotto forma di minacciosi omoni di pietra pronti a solcare il mare: gente che ha doppiato il Capo di Buona Speranza, non noiosi pantofolai.   In qualche punto della sua storia familiare l’estensore di mappe deve aver perso la spinta a gettarsi nell’oceano, oltre che l’ardire da padrone del mondo. Succede, come mi fa notare la mia compagna di viaggio: “Dici che succeder...