AUTORI
Massimo Marino

Massimo Marino guarda molto teatro, di oggi e del passato. Ne scrive, su vecchi giornali di carta e sul web. E pure nei libri. Insegna. Ama i ritmi delle frasi, gli interstizi di silenzio tra le parole, gli orizzonti in cui gli alberi illustrano i palazzi.

25.09.2014

La differenza teatrale

Perennemente interconnessi, sempre ovunque e in nessun luogo. Trasparenti, scrive Byung-Chul Han, sovraesposti alla comunicazione, vittime del bisogno di prestazione e di presenzialismo nella società della competizione e dello spettacolo globali. L’antiveleno c’è, ed è antico, secondo Massimiliano Civica, regista quarantenne autore di spettacoli di scabra potenza e penetrante intelligenza, con un rigore formale e un’ansia d’interrogazione che ricordano i film di Robert Bresson. Civica si appresta a rappresentare una tragedia greca, Alcesti di Euripide, la storia della regina che immola agli dei la propria vita per salvare il marito, subito strappata al regno di Thanatos e restituita alla luce da Eracle. Lo fa fuori dai canoni, in un modo che...

05.09.2014

Tanizaki, o il segreto della maestria

Difficile, insidioso, è questo libretto pubblicato in patria (in Giappone) da Tanizaki Jun’ichirō nel 1933 e arrivato alle stampe da noi grazie ad Adelphi solo da poco. Sulla maestria, ovvero geidan, con tanto di ideogramma (un segno composito, che pare fatto di tanti veloci schizzi, di varie anime guizzanti). Una parola che da noi si applica soprattutto agli artigiani, maestria, qui genera varie riflessioni, a partire dall’osservazione degli attori del kabuki, una delle forme teatrali tradizionali giapponesi, trasformandosi nella chiave di un discorso estetico più generale, tra tradizione e innovazione, tra Oriente e Occidente, tra vecchiaia e gioventù, tra classico e contemporaneo.   Tanizaki, scrittore noto in Italia per il romanzo Neve sottile...

25.08.2014

A colpi d’ascia

Scrivere questo pezzo è difficile come preparare le valigie per le vacanze. A parte l’iBook, che contiene parecchie opere, di diverso genere, scegliere cosa leggere d’estate è un processo lungo e tormentato. Prima della partenza formo vari mucchi di libri. Poi, più volte, ne cambio la composizione: alcuni li smantello, ad altri muto lentamente fisionomia, tanto da renderli alla fine irriconoscibili. Sottraggo, aggiungo, scarto, integro.   Ci saranno libri da sdraio, da sole, magari fatti di racconti, sì da poterne interrompere la lettura per un bagno, una chiacchiera, un giro in canoa (tra questi, sicuramente Carver e Cechov); le raccolte di saggi saranno invece da leggere o rileggere sull’amaca, in certi pomeriggi: penso al recente...

01.08.2014

Santo Genet delle meraviglie

Il cimitero monumentale e il bordello. Il criminale e il santo. La trasfigurazione della vita banale, della vita brutale, in desiderio, attraverso il teatro. Il magister di questa operazione alchemica è Armando Punzo: gli elementi sono l’opera intera di Jean Genet, i detenuti attori della Compagnia della Fortezza di Volterra, lo stesso carcere trasformato in Eden dell’utopia, sontuosa, inquietante rappresentazione di un altrove insieme inattingibile e possibile. Lo spettacolo è Santo Genet, presentato al festival Volterrateatro. L’anno scorso con lo studio Santo Genet commediante e martire Punzo ci portava nei recessi del carcere, in celle e stanze del piano terra dell’antico penitenziario di Volterra trasformate nei sontuosi ambienti del raffinato...

30.07.2014

Teatro Valle: il bacio di Giuda?

Proviamo a vedere la questione del Teatro Valle da lontano. Da una città del Nord. O forse, meglio, da Marte. Una sala storica, che faticosamente si affranca dal teatro di tradizione e cerca nuove strade di sperimentazione, improvvisamente si vede privata di proprietà e di direzione.   Gli umani usano strane sigle seppellite dalla polvere dei secoli per narrare questi fatti: Eti, Comune (chi si ricorda più chi, quando: balugina solo un vago nome famoso per aver rinverdito i fasti del basso impero: Almanno, o qualcosa del genere). Insomma un bel giorno un gruppo di attori, lavoratori dello spettacolo, gente che qualcuno definisce precari senza arte né parte, dimenticando come si tratti di loro creature, forgiate da una cultura che esaltava la...

10.07.2014

Fantasmi pirandelliani

Succedono bei paradossi nei festival italiani di teatro. Al festival Inequilibrio di Castiglioncello, per esempio. In questa rassegna laboratorio che si svolge nell’ottocentesco castello Pasquini, nei luoghi dove Diego Martelli ospitò i macchiaioli, tra progetti in divenire, “studi”, spettacoli che devono ancora maturare, visioni di danza un po’ algide, un po’ concettuali, all’improvviso irrompe il capolavoro.   Anche qui si tratta, per ora di “materiali”: è uno spettacolo che forse non rivedremo più in questa forma. Ed è più che uno spettacolo, perché Roberto Latini - prendendo come testo e pretesto I giganti della montagna, l’ultimo dramma di Pirandello, e scavandolo con rara intensit...

07.07.2014

Un progetto internazionale in divenire

Il Festival di Santarcangelo da quarantaquattro anni è luogo di sperimentazione, di esplorazione, incunabolo del teatro venturo, regesto di linguaggi in via di definizione. Luogo di molteplicità, di pensiero, di contraddizione, aperto a progetti in divenire, in cerca di spazi per un teatro che non si acquieta dei vetusti palcoscenici all’italiana, con artisti che rompono i ruoli prefissati e spettatori che mettono in discussione l’idea tradizionale di fruizione. Abbiamo intervistato il direttore artistico, Silvia Bottiroli, e il condirettore, Rodolfo Sacchettini, meno di settant’anni in due, le idee chiare e un sano radicalismo che rischia e si espone.   Ci illustrate il disegno generale del festival? BOTTIROLI. Santarcangelo • 14 è...

26.06.2014

Biennale Danza: la città risvegliata

Occupano lo spazio con levità nella grande sala delle colonne di Ca’ Giustinian. Sulle note del Bolero di Ravel si slanciano a due a due, a tre, soli a scoprire lo spazio, a giravoltare, a creare immagini con leggerezza e farle svanire, proiettati e risucchiati dalla forza magnetica di una porta. Sei bambine e un bambino. Compunti, qualcuno con un indecifrabile sorriso (compiacimento? scherzo? gioco? impegno?).   Cristina Rizzo, Bolero. Photo Akiko Myiakepg   Bolerò di Cristina Rizzo è la prima istantanea che cogliamo dalla Biennale Danza di Venezia diretta da Virgilio Sieni, un vero festival quest’anno, dopo l’esperienza principalmente laboratoriale del College nel giugno 2013. Poi incontriamo in Campo Sant’Angelo un incantato...

05.06.2014

Primavera dei teatri a Castrovillari

Si riempie di spettacoli ancora una volta, come sempre tra maggio e giugno, il protoconvento francescano spinto su uno sperone del paese di Castrovillari verso il Pollino giallo di ginestre. Per la quindicesima volta Primavera dei teatri porta in questo lembo nord della Calabria i nuovi linguaggi della scena italiana grazie all’intelligenza, alla curiosità, alla necessità di costruire un ambiente per la creazione artistica d’oggi nella regione forse più arroccata d’Italia, più lontana dai centri di cultura. Non è una semplice rassegna, questa, voluta dai due attori fondatori nel 1992 della compagnia Scena Verticale, il più volte Premio Ubu Saverio La Ruina e Dario de Luca, in complicità con Settimio Pisano, la mente...

23.05.2014

Grillo: oltre il teatro della crudeltà

Due vendicatori si aggirano in questi stessi giorni per l’Europa: lo Scaramouche giustiziere di Incredibili sulle ceneri del Terrore robespierriano raccontato da Wu Ming (L’armata dei sonnambuli, Einaudi) e il Beppe Grillo mattatore della Vecchia Politica sulle macerie di due incompiute repubbliche italiane analizzato da Oliviero Ponte di Pino nel bel libro Comico & Politico (Raffaello Cortina Editore), recensito su queste pagine da Marco Belpoliti.   Entrambi i volumi prendono le mosse (casualmente?) dalla Rivoluzione Francese e dal ruolo che vi ebbero gli artisti di teatro come gruppo ai margini della società costituita, che li aveva in passato ghettizzati; piccola enclave instabile ma dotata di una sapienza antica, disponibile a sovvertire ogni...

22.05.2014

Identità Fabbrica Europa

La Storia è una garza per ferite che non si rimarginano. Tutti gli uomini hanno la testa fasciata nel III atto de Il Gabbiano del Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad, per la prima volta in Italia, alla Stazione Leopolda di Firenze, grazie al Festival Fabbrica Europa che quest’anno ha dedicato quattro spettacoli al Teatro dei Balcani. Kostja si è sparato: ha fatto fuoco sul suo talento incompiuto e le fiamme hanno toccato anche Sòrin, Trigòrin, Dorn e Medvèdenko. Se non è riuscito a uccidersi, li ha messi però con le spalle al muro del proprio ruolo. Fermi immobili, seduti in fila di fronte al pubblico, parlano solo per bocca delle loro voci registrate, della ragione di (ciò che è) stato, del precipitare degli eventi. Le...

15.05.2014

Il canto libero di Giuliano Scabia

Di che cosa è fatta la poesia? Ritmo, metro, verso, strofa. Di che cosa è fatta la poesia di Giuliano Scabia? Di vento, di quel respiro vitale che penetra ritmo, metro, verso, strofa: fiato, voce interna, accordo con il mondo. Ed è fatta di quel battito che dà il piede quando danza o quando vaga per terre lontane e nei paesaggi dell’anima, errando in cerca di qualcosa che non si conosce e che ci sta molto vicino, intonandosi con la propria voce profonda e allargandosi ad ascoltare i suoni delle persone e delle cose intorno.     Scandisce i suoi versi, il suo racconto, questo poeta narratore attore scrittore, accompagnandoli con movimenti delle mani lungo un’immaginaria linea orizzontale, d’orizzonte, e verso una contromisura...

18.04.2014

La marcia macabra di Marthaler

Malfermi vecchi esausti marciano con inni dissonanti di solitudine e violenza sui giovani, su quelli che il lavoro non lo hanno, quelli che pur di sopravvivere si sporcano di macchie insopportabili per il perbenismo panciuto. Sono gli eroi borghesi dell’ultimo spettacolo di Christoph Marthaler, il regista–musicista svizzero che concentra idee, visioni, suoni, gag trascinanti in spettacoli avvolgenti, trancianti, sulfurei nell’esasperare la banalità quotidiana, come gli indimenticabili Stunde null, sull’ora zero del passaggio dal nazismo alla democrazia, Die Spezialisten, gli specialisti, Groundings, sul fallimento della compagnia di bandiera svizzera e altri “atterraggi di fortuna”, Schutz von der Zukunft (protezione dal futuro), sulla selezione...

03.04.2014

Il metodo errante di Chiara Guidi

Bambini, attori, insegnanti. O anche: insegnanti, attori, bambini. Chiara Guidi lo ha chiamato “metodo errante”. È una creazione con i bambini in continuo movimento, che si fa forte del loro modo di esperire la realtà con l’azione e con la fiaba, che dal rapporto con un’opera artistica e con un’esperienza si irradia a mutare la relazione con gli insegnanti, con gli attori, con i bambini stessi. Almeno, così l’ho capito io. Chiara Guidi, fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio e anima del festival “Puerilia”, al teatro Comandini di Cesena fino al 13 aprile, lo racconta così: “Il Metodo errante è un fermarsi a riflettere e a verbalizzare quello che è stato il teatro per l’infanzia...

20.03.2014

Baliani: il racconto del teatro

Il merito di Marco Baliani – scriveva Silvia Bottiroli nel 1994 sulla rivista “Prove di drammaturgia” – è quello di “aver cercato ostinatamente nuove forme di una drammaturgia del racconto (…) tra continui slittamenti, domande, tentativi non sempre riusciti di ridefinizione”.   Oggi, vent’anni dopo, quella riflessione non ha perso validità. Consacrato a maestro del teatro di narrazione e punto di riferimento indiscusso per le nuove voci del racconto orale, Baliani sembra non aver perso l’urgenza di mettersi in gioco e di sperimentare (il suo percorso teatrale fino al 2004 lo racconta ancora Silvia Bottiroli nella monografia Marco Baliani, pubblicata per l’editore Zona). Tra monologhi e opere collettive, tra...

13.03.2014

Per un teatro “leggero”

Il teatro dei Sacchi di Sabbia sembra fragile, ed è delicato, antiretorico. Ha qualcosa che ricorda le esili figurette tutte segni di Paul Klee o i fumetti; agisce in controtempo svagato, in sospensione. Sembra che gli spettacoli brevi, aforistici di questa compagnia pisana, che dichiara già nel nome di voler ergere una barricata per difendersi dalle mitragliate di una vita banale e omologante, abbiano fatte proprie le qualità che Calvino invocava nelle Lezioni americane, la leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità.   Nati negli anni Novanta, i Sacchi sono tra i pochi gruppi di quel periodo che hanno mantenuto una propria coerenza senza scadere nella ripetizione. Forse perché hanno vissuto e creato...

06.03.2014

Il poeta muratore, l'attrice partigiana

Ritroviamo, da qualche parte, in qualche tempo nascosti, una scrittura e un teatro minore che si intrecciano con la vita. Versi e spettacoli che servono come chiavi di qualcos’altro, di incontri, di sguardi al paesaggio, di ritmo delle opere e dei giorni, di passione civile, di amicizia. Laura Artioli, studiosa, ricercatrice, antropologa e storica (ma è stata anche assessore alla cultura di Reggio Emilia ed è organizzatrice culturale), figlia di Eneide, nipote di Euridice di Sveno e di altri figli e figlie di Domenico Notari, muratore, poeta e maggerino di Marmoreto di Busana detto Minghin, ha curato un libro sulla zio Sveno, anche lui un muratore che poetava, suonava e cantava tra le montagne di Reggio, sotto il monte Ventasso e sopra la pietra di Bismantova. Ne ha...

06.02.2014

Le apocalissi di Spregelburd

Sarà per quella pioggia che scende ormai da giorni e che tutto allaga; sarà perché non c’è nessuna arca pronta a salvare il Belpaese che smotta e perché la fragile intercapedine del tetto del teatro durante lo spettacolo non ci fa dimenticare quel continuo stillare da Diluvio Universale; sarà per questo, e per altro, che Rafael Spregelburd nel teatro italiano, tra quest’acqua incessante che trasforma tutto in palude, fa l’effetto di un fuoco incendiario.     Lo scrittore e regista argentino non ha niente del nichilista russo e neppure del rivoluzionario nostrano d’antan: appicca fiamme mentali costruendo bombe teatrali a orologeria, che ti catturano con un’invenzione subito evidente, ti distraggono in...

03.02.2014

Tavoli | Fabrizio Gifuni

Lunga e stretta. Una scrivania, due sedie, due posti di lavoro (postazioni per lavori diversi?). Una parte dove navigare e scrivere (su un Mac), dove prendere appunti (a mano, anche con essenziali schizzi). Là si telefona con un vecchio apparecchio con i fili. Là cresce una lampada a stelo, una memoria: la luce sembra rivolgerla fuori del piano di lavoro. Là si appoggia solida una scatoletta sovietica e un animale stilizzato fa la guardia. Su un cumulo di carte è pronto un paio d’occhiali per vedere meglio. In cima, si intravede un biglietto d’aereo: la scrivania è una pausa nella vita di continuo movimento dell’attore.   Un ramoscello d’ulivo spunta da penne e pennarelli. Una scena di film in una fotografia, un uomo e una...

21.01.2014

Nirvana. Punk to the People

Si uccise a 27 anni, il ragazzo dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri, spesso con la barba non fatta, con larghe camicie a scacchi, anfibi e jeans rattoppati. All’età in cui sono morti molti altri divi maledetti del rock. Kurt Cobain è stato uno degli ultimi miti della musica del Novecento, tormentato fin dall’infanzia, sconvolto, esacerbato, stremato dall’improvviso successo. A lui – che scriveva nei primi versi del pezzo che lo avrebbe lanciato nell’olimpo pop: “è divertente perdere e fingere” (Smells Like Teen Spirit) – e ai suoi Nirvana – il tentativo, destinato all’insuccesso, di costruire un’isola di (ironico?) appagamento in un mondo infelice – è dedicata l’ultima...

16.01.2014

Lettere a Romeo Castellucci | Parsifal

Chi è Romeo Castellucci e perché Bologna gli dedica una rassegna che va da gennaio a maggio? Doppiozero chiede a organizzatori culturali, artisti, critici, pensatori, scrittori, spettatori di tratteggiare la figura di questo esploratore del contemporaneo (nel catalogo ebook di doppiozero segnaliamo il prezioso saggio di Oliviero Ponte di Pino Romeo Castellucci & Socìetas Raffaello Sanzio). E trae dagli archivi testimonianze di sguardi storici sul suo labirintico lavoro.   Tali “Lettere a Romeo Castellucci” saranno pubblicate sulla nostra rivista punteggiando il progetto dell’assessorato alla cultura bolognese E la volpe disse al corvo. Corso di linguistica generale, realizzato con la Socìetas Raffaello Sanzio e con la cura di...

11.01.2014

Lettere a Romeo Castellucci

Chi è Romeo Castellucci e perché Bologna gli dedica una rassegna che va da gennaio a maggio? Doppiozero chiede a organizzatori culturali, artisti, critici, pensatori, scrittori, spettatori di tratteggiare la figura di questo esploratore del contemporaneo (nel catalogo ebook di doppiozero segnaliamo il prezioso saggio di Oliviero Ponte di Pino Romeo Castellucci & Socìetas Raffaello Sanzio). E trae dagli archivi testimonianze di sguardi storici sul suo labirintico lavoro.   Tali “Lettere a Romeo Castellucci” saranno pubblicate sulla nostra rivista punteggiando il progetto dell’assessorato alla cultura bolognese E la volpe disse al corvo. Corso di linguistica generale, realizzato con la Socìetas Raffaello Sanzio e con la cura di...

10.01.2014

Ricci/Forte: o della seduzione

All’inizio colpiscono. Poi ci pensi su, proprio mentre stai ancora vedendo lo spettacolo, e ti accorgi che sei nel melò più impudico, quello che cerca di catturarti con effetti e insinuanti appelli liturgici alla tua buona coscienza civile. E sotto ti rimane poco, oltre ciò che già sai, banalità da giornali presentate in una forma che sembra trasgressiva ma che suona falsa. Ricci/Forte è una ditta che gioca a sedurre, accompagnando parole e azioni sotto fiumi di musica ritmata, molte volte un dance parecchio kitsch, sempre con i subwoofer che pompano verso le zone corticali.   Still Life, visto nei bolognesi Teatri di Vita, che continuano a richiamare la coppia di autori e i loro performer in virtù dei pienoni degli anni...

16.12.2013

Arena: l'ottima aria del carcere

Cosa distingue il libro di Aniello Arena da altri che raccontano di vite buttate nelle nostre carceri sovraffollate, sotto accusa da parte dell’Unione Europea per trattamenti contrari all’umanità e degradanti, ben lontane da svolgere quel compito di “rieducazione del condannato” che vorrebbe l’articolo 27 della Costituzione? Arena ha un ergastolo sulle spalle; viene da Barra, un quartiere periferico e disperato di Napoli. È diventato attore a Volterra, in quella Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo che da venticinque anni risponde con spettacoli che aprono la mente alla chiusura tra mura spesse e sbarre. È diventato un volto noto al grande pubblico perché Matteo Garrone lo ha chiamato a fare il protagonista di...