AUTORI
Rodolfo Sacchettini
03.10.2021

Radiogenie / Milk Wood, l'ultimo capolavoro di Dylan Thomas

«Il bosco gibboso degli amanti e dei conigli» evoca qualcosa di mitico.  Ci porta dritti a Llareggub, che forse è una cittadina gallese sul mare, ma è anche, se letta al contrario, un bugger all, espressione slang per esclamare in modo volgare un «nient’affatto» o «un c…!», sicuramente è uno dei più importanti luoghi fantastici nella mappa della letteratura novecentesca. All’ombra di questo bosco il mondo si ribalta: gli strambi appaiono sani di mente, i sogni indossano gli abiti della realtà e Capitan Gatto, uomo di mare, ormai cieco e addormentato nella cuccetta di una cabina, ci vede benissimo. Anche il giovane Robert Zimmerman, di fronte alla poesia di Dylan Thomas, rimase letteralmente stregato, tanto da presentarsi al suo pubblico, nel circuito di musica folk di Dinkytown, col...

02.05.2021

I radiodrammi di Salvatore Mannuzzu / Sperare quel che non si vede

Non sono molti gli scrittori che negli ultimi venti-trent’anni hanno scritto radiodrammi, ma non sono nemmeno così pochi. Però il loro coinvolgimento è pressoché legato inevitabilmente a committenze specifiche (quasi sempre Radio 3 Rai). Accade a volte che qualche autore abbia scritto radiodrammi a prescindere da una loro immediata realizzazione, piuttosto per sincero divertimento e per il gusto di sperimentare una forma che, anche a livello letterario, può riservare sorprese. Infine può succedere, ma è molto raro, che questi testi siano pure pubblicati, vincendo le resistenze degli editori di solito piuttosto riluttanti a stampare radiodrammi, forse ritenendoli, sbagliando, un sottogenere della drammaturgia teatrale, poco adatto alla lettura.    Salvatore Mannuzzu, scrittore (...

07.03.2021

Parlare e ascoltare / Quella voce che ci rende umani

È una bella serata del febbraio 1878. La sala teatrale della Royal Institution a Londra, il luogo in cui la buona società inglese si riunisce per scoprire le ultime novità della scienza, è gremita. Il pubblico osserva quasi ipnotizzato un nuovo meccanismo semplice e geniale: un ago percorre un solco di profondità variabile, inciso su un rullo avvolto nella stagnola, che viene fatto girare con una manovella, provocando così una serie di vibrazioni a una sottile membrana, collegata a sua volta a un piccolo imbuto. Nello stupore generale si sentono delle parole: Hey Diddle Diddle, the Cat and the Fiddle, pronunciate da una voce caricaturale, debolissima e soprannaturale. È una filastrocca che tutti conoscono fin da bambini, e la scelta è davvero azzeccata, perché il pubblico, sapendo a...

06.12.2020

Il podcast Labanof di Radio 3 vince il Prix Italia 2020 / Lo scheletro è come una biblioteca

Nell’ultima edizione del Prix Italia, rassegna internazionale organizzata dalla Rai, che riunisce annualmente, dal 1947, radio e televisioni da tutto il mondo, ha vinto, nella sezione dedicata al “radio documentario e reportage” una produzione italiana: Labanof. Corpi senza nome di Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci e Raffaele Passerini, con la cura di musica e suono di Riccardo Amorese. L’Italia aveva vinto il medesimo premio solo due anni prima, nel 2018, con Il sottosopra di Gianluca Stazi e Giuseppe Casu (Tratti documentari). Per trovare un altro precedente però bisognava fare un salto indietro nel tempo di sessant’anni, a Clausura di Sergio Zavoli (1958), e al periodo eroico del documentario radiofonico italiano.   Questi riconoscimenti arrivano dopo che, negli...

26.07.2020

Cento anni fa / Fellini, Sordi e… Franca Valeri: nascere alla radio

Anche se il centenario della nascita di Federico Fellini, Alberto Sordi e di Franca Valeri, l’unica a spegnere le candeline, non coincide perfettamente con il centenario dell’inizio delle trasmissioni radiofoniche italiane (1924), verrebbe voglia di festeggiarli assieme. In una fantomatica serata in onore dei cento anni della radio, i tre giganti del cinema e dello spettacolo, occuperebbero un posto privilegiato, non solo per il loro talento, ma anche perché rappresentanti di una generazione intera di artisti che nacque, o mosse i suoi primi passi, alla radio.   Fellini arriva a Roma nel 1939, frequenta l’ambiente dell’avanspettacolo e del «Marc’Aurelio», dove inventa rubriche e pubblica scenette illustrate. Tra gli anni Trenta e Quaranta il disegno satirico e i testi umoristici sono...

07.06.2020

Fiction e teatro tra radio e podcast / Il futuro sussurra all’orecchio

Bisognerebbe soffiar via un po’ di polvere, dismettere i cascami del vintage – al più vedendo di salvare un pizzico di nostalgia – e ritirar fuori quel ricchissimo patrimonio della radio legato al teatro, alla fiction, al radiodramma, agli sceneggiati… con due obiettivi in testa: programmare e produrre. Con la chiusura per tre mesi dei grandi teatri e delle piccole sale e la loro riapertura a servizio assai ridotto – chissà quanto tempo ci vorrà per riprendere l’attività a pieno regime (gli addetti ai lavori parlano almeno di un anno) – i media (radio, televisione, piattaforme web…) sono inevitabilmente investiti da nuove responsabilità. Eppure chi pensa sia solo questione di tempo, perciò di elaborare ‘surrogati’ mediali per far fronte alle limitazioni emergenziali imposte allo...

12.04.2020

Radiogenie / Quando la radio faceva scuola

In mezzo alle tante emergenze suscitate dal Coronavirus la chiusura delle scuole è arrivata abbastanza all’improvviso e si prospetta molto lunga. Allora come mandare avanti le lezioni alle elementari, alle medie, alle superiori, all’Università senza la compresenza in classe di docenti e studenti? Quali tecnologie e piattaforme utilizzare? Non è la prima volta che in Italia, nell’epoca della riproducibilità tecnica, le lezioni vengono sospese così a lungo e su tutto il territorio nazionale, per causa di forza maggiore. C’è almeno un precedente, seppur di natura assai diversa, e anche in quel caso ci si interrogò sui possibili rimedi.   Nell’inverno del 1942-43, in conseguenza delle difficoltà della guerra, furono chiuse le scuole. Il ministro Bottai, sotto il cui controllo era...

19.01.2020

Radiogenie / Primo Levi, chimico della radio

Continua "Radiogenie", una nuova rubrica a cura di Tiziano Bonini e Rodolfo Sacchettini, uno spazio dedicato alla cultura dell'ascolto, ai suoi autori, alla rinascita dei contenuti sonori e dei generi radiofonici su altri supporti (smartphone, podcasting). Qui il primo e il secondo contributo.   Da oltreoceano, agli inizi del 1964, arriva a casa di Primo Levi un pacchettino, con dentro un nastro magnetico. Sopra c’è scritto If This Is a Man ed è la versione radiofonica in lingua inglese, appena registrata, di Se questo è un uomo, prodotta dalla CBC, la radio canadese. Dura centoquaranta minuti. Levi aveva fornito qualche consiglio durante la stesura del copione, ma adesso non sa bene cosa aspettarsi. Certo non è la lettura del libro. Si tratta proprio di un adattamento. E per Levi –...

26.12.2019

Ascolto

A quanto pare abbiamo una tendenza innata ad associare l’ascolto con lo spionaggio, i sotterfugi, le relazioni illecite. Chi non ha mai sognato di farsi mosca – o meglio cimice – nella stanza dei bottoni per carpire segreti senza esser visto?   Il Re di La città di smeraldo di Oz ordina al suo suddito Origlione di intercettare i dialoghi degli stranieri che si stanno minacciosamente avvicinando. Origlione spalanca allora le sue enormi orecchie, facendole oscillare leggermente su e giù, avanti e indietro. Verrebbe da pensare a una nuova versione di elephant man, adesso non più connotato per mostruosità fisica, ma perché le orecchie così giganti ricordano le straordinarie capacità uditive degli elefanti che comunicano tra loro a decine di chilometri di distanza.   Origlione...

26.12.2019

Giorno 26 / Ascolto

A quanto pare abbiamo una tendenza innata ad associare l’ascolto con lo spionaggio, i sotterfugi, le relazioni illecite. Chi non ha mai sognato di farsi mosca – o meglio cimice – nella stanza dei bottoni per carpire segreti senza esser visto? Il Re di La città di smeraldo di Oz ordina al suo suddito Origlione di intercettare i dialoghi degli stranieri che si stanno minacciosamente avvicinando. Origlione spalanca allora le sue enormi orecchie, facendole oscillare leggermente su e giù, avanti e indietro. Verrebbe da pensare a una nuova versione di elephant man, adesso non più connotato per mostruosità fisica, ma perché le orecchie così giganti ricordano le straordinarie capacità uditive degli elefanti che comunicano tra loro a decine di chilometri di distanza.Origlione riferisce che lo...

27.10.2019

RADIOGENIE / Andrea Camilleri e la radio: un’ipotesi di radio futura

Inizia oggi "Radiogenie", una nuova rubrica a cura di Tiziano Bonini e Rodolfo Sacchettini, uno spazio dedicato alla cultura dell'ascolto, ai suoi autori, alla rinascita dei contenuti sonori e dei generi radiofonici su altri supporti (smartphone, podcasting).   Dai microfoni di Radio Uno le parole di Andrea Camilleri rivolte al pubblico hanno più la durezza dell’ammonimento che la cordialità dell’invito: «Da troppo tempo gli addetti ai lavori della Rai sono condizionati dalla routine e sono poco aperti alle proposte degli ascoltatori… d’altronde si rischia di cadere nella demagogia. La piazza, manipolata dalla società di massa, quando ha fatto richieste giuste? (…) Teniamo presente che la Rai, quando è diventata più democratica, non è stata mai superficiale (…). Il problema di fare...