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Sistemi di misura e previsioni / Dati. Tracce nel web

Le aziende che operano nel mondo digitale hanno incontrato delle difficoltà nell’interpretare le persone, a causa delle notevoli differenze esistenti tra quello che queste dicono di sé e dei propri comportamenti e quello che fanno realmente. Hanno deciso pertanto di privilegiare la raccolta e l’elaborazione delle numerose tracce che vengono lasciate dagli utenti in Rete, dalla ricerca su Google al pagamento di un biglietto ferroviario. Oggi è possibile fare ciò abbastanza agevolmente e senza la necessità d’interpretare tali tracce, né di ricavarne caratteristiche applicabili a fenomeni sociali più vasti. I dati si accumulano automaticamente grazie al processo di digitalizzazione in corso nella società e, una volta raccolti, possono dare vita anche a dei «meta-dati». Producono cioè ulteriori informazioni.   Ad esempio, conoscendo i movimenti effettuati e le persone frequentate da un individuo, si può sapere molto sullo stato di salute o sulla vita privata di questi. Come è stato riportato dal giornalista Paolo Pagliaro nel libro Punto, una ricerca condotta dall’Università di Cambridge in collaborazione con Microsoft su 58.000 utenti staunitensi di Facebook ha mostrato come i «...

È la pubblicità che celebriamo / Buon compleanno Coca (Cola)

Proprio così, anche la Coca-Cola fa gli anni. Ne sono passati ben 131 da quel fatidico 8 di maggio in cui vide la luce la bibita più famosa del mondo. A proposito, cosa si regala a una bibita? Il problema, semmai, è cosa ci ha regalato lei in tutto questo tempo. Sì perché quando Mr. Pemberton, di professione farmacista, ne mise a punto la formula, la Coca-Cola non era quello che è oggi. Intendiamoci, fisicamente lo era, o almeno lo era abbastanza. Certo, oggi ci si cura che le foglie di coca necessarie alla preparazione (proprio quelle da cui si potrebbe fare la cocaina) vengano private delle sostanze psicotrope, cosa che nel 1886 non accadeva, ma, a meno di qualche altro ritocco qui e lì, il sapore che sentiamo non è troppo diverso da quello che deve aver sentito il suo inventore. Quello che è cambiato – e molto – è il modo in cui ci disponiamo a sentirlo. Da bravo speziale, Pemberton ha assaggiato il primo sorso di quel liquido nerastro convinto di aver creato una sorta di farmaco, una medicina portentosa in grado di curare “mal di testa, nevralgia, isteria, malinconia ecc.”. O almeno, così diceva l’annuncio con il quale il dottore promuoveva la sua bevanda sui giornali,...

The artist worker

The worker è la breve intensa esperienza di vita di un uomo che nasce a Torre del Greco, un paese in provincia di Napoli alle falde del Vesuvio e vive e lavora a Milano da 7 anni durante il periodo di recessione e crisi del Belpaese. The artist e the worker sono la stessa persona.       L'operaio è un uomo comune di 33 anni, con un nome d'artista e un cognome da operaio. Personalità carismatica, cinica, tenace, intelligente e orgogliosa che lavora per sopravvivere, e non sopravvivere per suicidarsi. Un uomo complesso allo stesso tempo semplice e alla mano; che per inseguire le sue ambizioni e i propri sogni prende di petto le occasioni che la vita gli offre... si rimbocca le maniche, come pochi sanno fare.   In un paese repubblicano e democratico come l'Italia, in un'epoca hi-tech e futuristica, non esiste ancora l'abolizione delle classi sociali tra ricchi e poveri grazie alla classe politica dirigente ormai vecchissima, malata e corrotta. Ecco come the worker decide di passare all'azione e non stare fermo ad aspettare, né tantomeno a leccare il fondoschiena di qualcuno che si trova per chissà...