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Costituzione

(10 risultati)

Akihito / La rivoluzione silenziosa dell’Imperatore

La successione imperiale davanti al popolo narcotizzato dall’euforia consumistica   In mezzo a un lunghissimo ponte storico durato 10 giorni di seguito, davvero inimmaginabile per un popolo di stacanovisti, il 30 aprile 2019 l’Imperatore Akihito ha abdicato e il giorno dopo il suo primogenito Naruhito è salito al trono. Con la successione degli Imperatori è cambiato dopo 30 anni anche il nome dell’era, da Heisei (平成) a Reiwa (令和). Ma cosa ha significato questa successione per il popolo giapponese? L’atmosfera nella società nipponica in quei giorni appariva più che euforica, non tanto per l’evento storico in sé, quanto piuttosto per gli innumerevoli annunci di saldi ed eventi commerciali ovunque si andasse, spinti dal capitalismo sfrenato, concentrato a sfruttare voracemente qualsiasi pretesto. E tutto questo mood festante sembrava francamente servisse solo a narcotizzare ancora una volta la coscienza del popolo giapponese che non si è mai domandato seriamente, da oltre 70 anni, sullo status problematico del loro Imperatore, definito dalla Costituzione “simbolo della nazione e dell’unità del popolo giapponese”. In cosa consiste questo status simbolico dell’Imperatore...

La storia di un partigiano e di chi gli sparò / Quando la nonna ha ucciso il nonno

«Non hanno perso quello che avevano trovato allora, e forse non lo perderanno per molto tempo. Sono vivi, attivi, tirano su muri diroccati, si sposano, fanno all’amore, cercano tutti i modi possibili, senza pigrizia e senza lamenti, di guadagnare la vita, di migliorarla e, con una incredibile rapidità, si sono dimenticati della guerra, della paura, del sangue, della servitù, del moralismo, della falsa santità, degli stati e delle leggi, e di tutte le menzogne e le atrocità degli anni passati».   Così Carlo Levi, ne L’orologio (1950), descrive l’esplosione di vita e attivismo febbrile seguito alla fine della guerra, che la liberazione aveva inoculato nel tessuto sociale della ricostruzione, nel tentativo di cancellare o esorcizzare le ferite inferte alle vite di uomini e donne. Di questo essere “ferocemente vivi” e del suo legame con la Resistenza scrive Rosa Mordenti nel suo Al centro di una città antichissima. La storia indicibile di un partigiano e di chi lo uccise, riportando alla luce le tracce di una storia di partigiani romani comunisti: una vicenda dai tratti generazionali in cui la lotta di Liberazione innesca progetti di emancipazione esistenziale e rottura degli...

Free cosa?

La giornata si apre spesso come una pagina bianca dove tutto può succedere. Quello che all'inizio sembrava proprio il dono desiderato nella vita. Dopo la "crisi" (ma c'e stata mai la NON crisi?) la giornata è un incubo, quanto meno una fatica improba. Puoi mettere mano a quel famoso progetto, puoi fare telefonate, puoi prendere appuntamenti, puoi scrivere mail. Potresti avere risposte, trovare finalmente la persona che cercavi da tanto tempo, potresti perfino renderlo concreto, quel progetto. Dopo tanti no, dopo tanti silenzi, dopo tutte le risposte mai avute, dopo i ritardi, i rifiuti, i "risentiamoci in un altro momento", tutte le volte che ti sei sentito dire: "interessante ma...", tutte le volte che sei stato pagato troppo poco o troppo tardi: questa pagina bianca ha il potere di paralizzarti. E desideri solo un piccolo ufficio con mansioni semplici e definite, un qui e ora che non c'e mai, che non c'e più. Con i momenti scanditi, col tempo libero (perché chi gestisce da solo il tempo del lavoro non ha mai tempo libero), quello DAVVERO libero, dove non ti senti in colpa se non ti informi, se non pensi,...

Tomaso Montanari. Privati del patrimonio

Tengo un taccuino rosso sul tavolo della cucina e tre libri sdraiati sul dorso. Primo dei tre libri: Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano di Ezra Bayda (Ubaldini Editore). Sopra questo, alla mia destra, ci sta La bambina fulminante di Paolo Nori, romanzo per ragazzi uscito da poco per Rizzoli che racconta la storia di Ada, una bambina che «quando tira degli accidenti a qualcuno (in rima), quegli accidenti lì poi arrivano» per davvero. Leggendo il libro che tengo sul tavolo alla mia sinistra, non so cosa potrebbe accadere a voi semmai lo leggerete, ma a me sono partiti molti accidenti. Forse perché non erano in rima? Non hanno sortito alcun effetto. Eppure. Ad ogni modo, insomma al netto dei brancolamenti introduttivi, il libro in questione si intitola Privati del patrimonio, è edito da Einaudi e lo ha scritto Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università Federico II di Napoli.   Nota al testo, l’autore scrive: «Questo libro è un tentativo di rispondere alla domanda – retorica e disimpegnata – che mette invariabilmente fine a ogni...

Parole sciupate, significati contesi

Senti pronunciare una parola e subito rimani preso dall'esperienza sensoria del suono dato dalle lettere che la compongono, dal modo di pronunciarla del tuo interlocutore, con un suo timbro, un suo accento. Oppure la leggi e immediatamente dall'insieme di segni dato, dalle linee che formano le lettere, operi l'astrazione base della nostra civiltà alfabetica e ne ricavi un significato standard, un quanto di informazione. Questo effetto dura un momento e subito lascia spazio e contribuisce a generare un'assegnazione di significato e di rimandi che entrano in relazione con il resto delle parole che le si sono disposte intorno, contribuendo a mettere in moto una girandola di nozioni e cognizioni che fanno parte di te e della tua formazione e che si proiettano e si riflettono nel contesto che fa da sfondo alla parola.   Le parole sembrano fatte per essere sperperate, disseminate, disperse nei mille discorsi sempre in essere che sono propri della tua esperienza intersoggettiva. Sembrano prediligere una certa leggerezza nel loro uso e invitano a coltivare la diversità e l'eterogeneità del vocabolario. Varietà, variazione, parole in...

Quarta Repubblica (Quinta? Sesta?)

Grazie all’azione del pool “Mani più libere” nuovi soggetti politici emergono dalle macerie della Costituzione. Si afferma Concussione e Rivelazione.   Fa notizia la maratona-lampo del movimento “Forza Falsi Invalidi”. Il Popolo della Briscola è pronto a scendere in campo.   Molti consensi ottiene nei sondaggi, secondo gli ultimi dati, l’Associazione Sconosciuti al Fisco; la Lista Civica Raccomandati conserva però il suo vantaggio.   Pare imminente un apparentamento elettorale: l’Unione Facce di Bronzo   correrà con il Circolo Europeo Amici della Patonza.

Come fa per la sopravvivenza?

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Sciascia. La palma va a nord

Il sospetto non è l’anticamera della verità, avrebbe urlato Leonardo Sciascia sino allo stremo. Motivo in più per sentirne la mancanza in questi giorni in cui avrebbe compiuto 90 anni. Certo però che fa strano. La palma va a nord è l’unico suo libro mai ristampato, ed è certamente quello più duro: politicamente, eticamente, stilisticamente. Quello più inattuale. Da qui la voglia di rileggerlo ancora, sospettando di chi, per volontà o per caso, fa finta di ignorarlo. Basti, per pietà, questa frase, estratta da uno dei testi di quel libro che ripresentiamo: “certo, a uno che polemiz­za col silenzio, sarebbe saggio rispondere col silenzio. Ma in certi momenti non si può essere saggi; e io, poi, raramente lo sono”.   Gianfranco Marrone         La palma va a nord   Mi capita ancora di scrivere dei versi. Ma ormai, forse, quando ho qualche difficoltà con la prosa. Vent’anni fa i versi erano per me il grezzo della prosa. Avevo più difficoltà, con la prosa. Oggi mi illudo di averne di meno. Affare (a fare...

Centocinquanta anni di scuola e laicità. Conversazione con Cesare Pianciola.

  “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. […] Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. [...] Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli...

La Costituzione e Fahrenheit 451

Sembra una versione estrema di Fahrenheit 451 quella messa in scena da queste manifestazioni in cui si sfila per difendere la Costituzione. Non ne manco una, credo siano momenti di politica importanti, ma dopo un po’ mi sembra di vivere in una sorta di incubo: un mondo in cui tutti, ovunque, bambini, vecchi, declamano a memoria articoli della Costituzione, donne con le Hogan ai piedi e il collo avvolto di fucsia che si avvampano per Calamandrei – una retorica da popolo viola che sta contagiando ogni possibile opposizione politica. L’ideologia dell’autoreferenzialità: ribadire l’ovvio, sottolineare il sottolineato, un discorso molto spesso copiativo, e difensivo.   La resistenza, il Risorgimento, la storia d’Italia tutta sta diventando in quest’anno di celebrazione una specie di grande mito fantasmatico che nessuno ha mai raccontato prima. Metterlo in crisi, attraversarlo, rielaborarlo, non pare possibile. Se lo si discute lo si violenta: il leghismo da una parte; dall’altra questo meridionalismo improvvisato di un Pino Aprile o di un Giordano Bruno Guerri, che sta diventando un altro piccolo filone memorialistico tutto...