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ecologia

(18 risultati)

Prima che sia troppo tardi / Come acqua nella sabbia

L’acqua mancherà. Come leggende portate da viaggiatori stanchi cominciamo a sentire che l’acqua sta mancando, ma sta mancando in posti così lontani che le nostre docce continuano a scorrere come fontane e i nostri prati in giardino sono lucenti e floridi. Queste leggende tristi e fantasiose raccontano di falde inquinate, di deserti che avanzano, e alcune storie assurde sembrano l’eco di distopie e complotti, in cui i prìncipi del profitto e gli oligarchi della notte si stanno accaparrando tutte le fonti della terra. Alcuni di loro starebbero costruendo delle dighe immense, che asciugano a valle le terre dei popoli poveri. Altri starebbero chiudendo come casseforti l’accesso a immensi laghi sotterranei, in attesa di aridità future, per spillare col contagocce e a caro prezzo l’elemento essenziale della vita. Ma non adesso, vero? Forse domani, o in un remoto dopodomani che non ci tocca. Invece sta accadendo adesso, e non c’è nemmeno bisogno di imbavagliare Cassandra, perché quasi tutto nel nostro presente ci ha educato alla Grande Ucronia. La macroeconomia, che un tempo ragionava in termini di decenni, si accontenta oggi di prevedere un trimestre, il consumismo neoliberista ci...

I festival dell’estate / Erotica Santarcangelo

Già dalla prima presentazione del programma, l’edizione appena conclusa del Festival di Santarcangelo ha destato curiosità e qualche diffidenza: qualcuno ha trovato le proposte della nuova direttrice Eva Neklyaeva un po’ troppo glamour, qualcuno ha denunciato l’assenza in cartellone di appuntamenti pienamente ‘teatrali’, altri hanno invecesalutato con soddisfazione la piena apertura alle arti visive e il mancato utilizzo di etichette limitanti. Le opinioni continuano a polarizzarsi anche a festival concluso. Mentre Tommaso Foti di Fratelli d’Italia denuncia il carattere ‘diseducativo’ della manifestazione, l’organizzazione segnala un significativo incremento nella vendita dei biglietti e il sold out su quasi tutte le date; specularmente, i commenti scambiati a fior di labbra tra gli addetti ai lavori spaziano dalla cauta perplessità fino al pieno entusiasmo.   Pony Express, Club Ecosex   E se è presto per incasellare la nuova anima curatoriale del festival in formule definitive (molti sono infatti i legami ancora visibili con la precedente direzione, ed evidenti sono i debiti con alcune realtà nostrane che hanno contribuito negli anni a trasformare l’identità di...

Laudato sì mi Signore, per sor'aqua / Siccità e secchie di rame

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta scriveva San Francesco d'Assisi nel XIII secolo. Gabriele D'Annunzio in tempi già sfiorati dalla nostra modernità declamava: Acqua di monte, acqua di fonte, acqua piovana acqua sovrana... acqua che ridi e muggi. tu sei la vita e sempre sempre fuggi. Solo due frammenti poetici ma una sintesi che faccia acqua utile, umile e preziosa e che sempre fuggi... ha in questi giorni qualcosa di rivelatore.   L'acqua – vale a dire dipolo molecolare (una parziale carica elettrica negativa una positiva) indispensabile al mondo cellulare e alle sue reazioni biochimiche – è alla base di pressoché qualunque forma di vita. Una certezza quest'ultima così profonda, un assioma indubitabile che ci fa supporre la possibilità di forme di vita esclusivamente su quei pianeti in cui sia presente acqua. L'origine dell'acqua sulla Terra vedrebbe poi come teoria il bombardamento di comete di ghiaccio ai primordi dell'origine del nostro sistema solare, miliardi di anni fa. Oggi, da distanze molto meno siderali e più urgenti, s'impone alle nostre attenzioni la sua mancanza; giorni in cui il termine siccità...

Ritratto e conversazione / Piero Gilardi. Natura espansa

Simone Ciglia – Il tema della natura è uno degli assi portanti del tuo lavoro di artista, e su questo vorrei incentrare il nostro dialogo di oggi. Per farlo, ho pensato di seguire le occorrenze del termine “natura” – e le sue evoluzioni – nella tua opera. Credo che la prima volta in cui la parola compare sia nel titolo Tappeti natura, una serie iniziata nel 1965. Opere ambigue, che vivono nella dialettica fra naturale e artificiale e rivelano da un lato il rimpianto per una realtà ‘naturale’ che si sta perdendo – siamo in pieno boom economico – dall’altro il tentativo di riportare la natura – per quanto artificializzata – all’interno di un contesto privato.   Piero Gilardi – Sì, ma anche per una componente di fiducia nelle tecnoscienze, che avevano portato la chimica italiana a vincere il premio Nobel. Nella mia ambivalenza – almeno quella che superficialmente si percepisce – c’è un investimento sulla natura ma anche sulle tecnoscienze. Oggi, in una dimensione post-human, il mondo macchinico può essere considerato un mondo non-umano col quale dobbiamo rapportarci attraverso uno scambio che arricchisce: come l’ibridazione uomo-animale ha arricchito nella storia dell’umanità...

Progetto Jazzi / Piero Gilardi: la natura come paradosso

Un nuovo contributo a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   Si è aperta il 13 aprile al MAXXI la mostra Nature Forever, curata da Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini, e dedicata a Piero Gilardi. Profondamente influenzata dal pensiero critico di Michel Foucault, Gilles Deleuze e Felix Guattari, e tra gli esempi italiani più interessanti di impegno attraverso l’arte in questioni quali, l’ambiente, l’ecologia, il nucleare, la speculazione edilizia, la ricerca di Gilardi è stata tra le prime a interessarsi del rapporto tra uomo e natura, a utilizzare materiali industriali e tecnologici, per proporre una reinvenzione di luoghi, relazioni e paesaggi, convertendo l’evento artistico in un rito collettivo dalla caratterizzazione sociale e politica. Con questa mostra – ricca di opere e documenti – e il suo catalogo (Nature Forever. Piero Gilardi, a cura di Anne Palopoli, Quodlibet) il MAXXI rende omaggio a una delle ricerche più coerenti e impegnate dell’arte italiana, indirizzata a ribadire le energie creative e critiche del...

Progetto Jazzi / A quei luoghi continuo a tornare

  Apriamo con questo contributo della scrittrice Carmen Pellegrino l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Lo chiamavamo il mare d’altri. Quel mare in lontananza che col dito indicavamo ai turisti – ‘...

Dieta mediterranea ipocrisia e capitalismo / Misfatti e pregi dell’olio di palma

È una costante. Periodicamente, le nostre abitudini vengono messe in discussione o talvolta travolte da qualche allarme alimentare; una ricorrenza che è certezza, basta solo saperla aspettare... L'ultimo alert riguarda l'olio di palma, presente come ingrediente più o meno "occulto" in un' infinità di prodotti alimentari industriali. Ma chi per sorte, per professione o semplice interesse, ha alle spalle qualche studio di alimentazione, sa che l'olio di palma, l'olio di cocco e l'olio di palmisto (semi della palma) sono eccezioni nei grassi alimentari di origine vegetale. Non sono liquidi infatti, ma grassi solidi o semi solidi a temperatura ambiente perché ricchi di acidi grassi saturi. Da decenni poi è noto che il consumo eccessivo di quest'ultimi favorisce l'aterosclerosi (ictus e infarti).   Da decenni... dunque perché questo "revival" dell'olio di palma, perché una campagna mediatica (anche con "comparse" più o meno prezzolate) favorevole sui principali giornali? Perché quest'offensiva sul piano della comunicazione come nella quotidiana concreta diffusione nell'industria alimentare? Poco importa che uno dei responsabili sia il regolamento UE n. 1169/2011 approvato dal...

Un artista racconta Ground zero / Vari abissi

Quando nel 2006 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino mi disse che il tema del progetto personale per il quale sarei stato invitato a partecipare a una mostra per l’anno successivo, sarebbe stato l’ambiente, e il nome della mostra Ambient Tour, non la presi benissimo. Con l’ambiente inteso come questione verde non c’entravo nulla e l’ecologia mi ha sempre annoiato; se sono stato uno dei primi a raccogliere la carta per la raccolta differenziata, è perché la separazione dei materiali in diverse categorie, il loro impacchettamento e la conseguente pratica per lo smaltimento mi hanno sempre dato un senso di efficienza, organizzazione e un piacere che ha a che fare con un’idea di archivio che ho sempre indagato: si mette a posto sia perché c’è sempre disordine, sia perché si cerca sempre un nuovo ordine delle cose (e l’artista in fondo non fa questo?). Ho sempre pensato alla Natura come una gran brutta cosa e sono sempre stato consapevole che la cultura da cui provengo, l’amato Occidente, abbia certo perpetrato un grande scempio e dei crimini orribili, anche se difficilmente sarebbe stato possibile fare diversamente. Da post-ebraico-cristiano sono comunque soddisfatto di...

Lo sfacelo ecologico ha radici cristiane

Si cita spesso, fra le riflessioni fondative dell’etica ambientale, un saggio apparso su “Science” nel 1967, The Historical Roots of Our Ecological Crisis, opera dello storico delle tecniche Lynn White jr. (1907-1987); il saggio venne tradotto da Silvia Laila in italiano nel numero di marzo/aprile (credo sia ormai introvabile) del 1973 della rivista “il Mulino”. L’idea centrale era che “le radici storiche della nostra crisi ecologica” andavano cercate nella tradizione ebraico-cristiana. La sacralizzazione esclusiva dell’uomo, immagine di quel Dio che affida ad Adamo il compito di dare un nome a vegetali e animali per divenirne padrone, prepara il terreno su cui può sorgere l’ideale della modernità: il sapere-potere della scienza, baconiana e cartesiana, invita al dominio umano di una natura ridotta a puro meccanismo, privato d’anima. Lynn White jr. terminava il saggio con le parole: “Forse dovremmo meditare sulla più grande figura del cristianesimo dopo quella di Cristo: san Francesco d’Assisi […]. La chiave per comprendere Francesco è la sua fede nella virtù...

Gilles Clément, L’Alternativa ambiente

Abbiamo a lungo vissuto credendoci esseri fragili e inermi di fronte alla potenza delle forze naturali. Ed eccoci ora sempre più consapevoli del ribaltamento dei ruoli: l’attributo della finitudine, che credevamo esclusiva pertinenza della condizione umana, lo riconosciamo adesso alla Natura stessa. L’umanità, ha scritto Michel Serres, ha assunto le proprietà di Dio, si è fatta totipotente e universale, ma non ancora misericordiosa, e governa dispoticamente il Pianeta Terra, ormai ridotto a terreno di sfruttamento e discarica globalizzata. La fragilità degli ecosistemi chiama ad una responsabilità nuova sotto il Sole: farsi garanti della vita sul pianeta. E mentre i potenti del mondo ne discutono a Parigi, cercando di rimediare ai danni delle Lobby che li hanno insediati, agli uomini di buona volontà restano possibili altri percorsi di custodia della Terra, o di quello che il paesaggista francese, ingegnere agronomo e botanico Gilles Clément (1943) chiama il Giardino planetario.   Clément aveva esposto nel Manifesto del terzo paesaggio (Quodlibet 2003) i principi che presiedono alle sue realizzazioni...

Papa Francesco e il pesce Nemo

Con questo articolo di Michela Dall'Aglio proseguiamo la discussione, avviata con l’articolo di Francesca Rigotti e proseguita con gli interventi di Alessandro Zaccuri e Gianfranco Marrone sulla recente enciclica papale Laudato si'.     Associare Papa Francesco a Nemo, il pesciolino protagonista dell'omonimo film della Walt Disney, può sembrare irriverente, ma non lo è. Il messaggio del Papa, esplicito e franco, mi ha fatto pensare al pesciolino Nemo e, in particolare, a una scena del film che può riassumere il succo del messaggio dell'enciclica Laudato Si'. Sulla cura della casa comune. La scena è quella in cui il pesciolino Nemo, finalmente fuggito dalla vasca da pesce rosso del dentista di Sidney in cui era finito, si ritrova in mare alla ricerca della via di casa. A questo punto, viene pescato in una grandissima rete insieme a centinaia di altri pesci di ogni tipo che, terrorizzati, nuotano in tutte le direzioni mentre i pescatori li stanno inesorabilmente sollevando, con un argano, sulla barca. Allora, Nemo lancia un grido-avvertimento-esortazione a tutti i suoi compagni di sventura: nuotiamo tutti nella...

La radicalità di un pensiero semplice

Con questo articolo di Alessandro Zaccuri proseguiamo la discussione, avviata con l’articolo di Francesca Rigotti, sulla recente enciclica papale Laudato si’ con interventi di credenti e non credenti, filosofi, teologi e saggisti.     «Abbiamo suonato il flauto e non avete danzato, abbiamo cantato il lamento e non avete pianto»: riportato sia da Matteo (11,17) sia da Luca (7,32), questo detto di Gesù può tornare utile nella sua magistrale ironia – chi ironizza è infatti il Maestro – per valutare alcune delle reazioni che l’enciclica Laudato si’ sta suscitando. Troppo incline ad assumere le posizioni del movimento ecologista secondo una parte del mondo cattolico, troppo sospettosa nei confronti del «paradigma tecnocratico» (n. 106) secondo una parte della comunità scientifica. In una lettera aperta apparsa il 15 luglio sul quotidiano “Avvenire”, per esempio, un gruppo di accademici illustri – tra cui Giulio Giorello, Telmo Pievani ed Edoardo Boncinelli – si domandava se l’insistenza di papa Francesco sul predominio della «tecnoscienza» (n...

Diversamente verdi

L'ambientalismo al cinema è spesso simile ai prodotti biologici italiani: sostiene una buona causa ma lo fa con una confezione poco attraente. Si rifà spesso ad “estetiche militanti e l'unica preoccupazione è quella di far arrivare un unico messaggio, il più direttamente e più velocemente possibile allo spettatore – spettatore che di solito ha deciso di sì, che accetterà quel messaggio, perché è già un militante: dopo i delfini massacrati, i pesticidi spruzzati senza ritegno e i polli stipati in gabbie disumane-ops-disanimali (Bananas!, Food Inc.), si gode lo spettacolo bellissimo dei ghiacciai che si sciolgono con gran tonfo, confortato da immagini che confermano le peggiori paure (e un gusto fotografico comune). Una specie di sublime al contrario, poco eccezionale perché confezionato e spedito al reparto “coscienza verde” del cinema documentario.     Ma dove è il contorno, dove sono la teoria umana e la forma? Dove sono la poesia e insomma, anche un po' di umorismo? Si piange e basta, con questo buco dell'ozono? Sembra quasi che il “...

Westwood: Climate Revolution

Per Vivienne Westwood, la moda “è la più forte forma di comunicazione che c'è”. La stilista-attivista inglese da sempre utilizza le sue creazioni fashion per veicolare messaggi politici e sociali che ritiene importanti: dalle prime t-shirt con slogan create con Malcolm McLaren, alle più recenti collezioni con nomi esplicativi quali Active Resistance, Chaos, e +5°.   Quando ha confermato la disponibilità a rispondere alle nostre domande, ha messo subito in chiaro che non voleva parlare tanto di moda, quanto patrocinare le sue cause ecologiche. Il suo ultimo nemico da combattere è il cambiamento climatico. Nel 2007 ha lanciato il manifesto Active Resistance to Propaganda, per incentivare le persone a ricercare l'arte e la cultura come antidoto contro la propaganda e l'inerzia culturale e politica causata dal consumismo sfrenato. Climate Revolution è il nome della “rivolta ideata da Vivienne Westwood”.     I consigli di Dame Vivienne per un'esistenza più sostenibile sono semplici: comprare meno, scegliere meglio, e far durare di più le cose; fai-da-...

New Frisbees 2

Franco Tagliafierro arriva alla Malpensa da Madrid. Al pullman davanti all’ingresso chiede: Va alla Malpensa?   *   Gianni rincara: Non solo diffidano di noi, ci cancellano, non ci siamo proprio. Non si alzano, non ci offrono il posto né in autobus, né in metrò. Stanno sparapanzati con le gambe in corridoio sulle quali potremmo anche inciampare…   *   A Moncalieri la scritta: ECODEM sta sopra un’officina e significa Demolizione Ecologica. Non se ne può più di questa ecologia come il prezzemolo.   *   Senza vedere lo schermo, sento una voce che riconosco e chiedo: Chi è che sta imitando Bersani? Non lo stanno imitando. È BERSANI!

Arte contemporanea, ecologia, sfera pubblica

Il volume è una selezione di saggi e testi brevi apparsi tra 2007 e 2011: quadriennio che ha visto l’arte contemporanea giungere dapprima all’apice del consenso e poi, a seguito della crisi finanziaria, divenire oggetto di valutazioni decisamente più caute. Convinzione e perplessità si alternano anche negli scritti raccolti: con l’indicazione di propositi condivisibili e altresì il riconoscimento di un distacco talvolta stupefacente dalle necessità comuni.   La storia dell’arte si intreccia intimamente, a partire dagli anni Sessanta, alle trasformazioni del movimento verde e alla richiesta di maggiore attenzione per gli equilibri che regolano la vita sulla Terra. L’interesse per la qualità degli spazi urbani, la sostenibilità delle produzioni e del consumo, la domanda di giustizia sociale, istituzioni trasparenti e servizi diffusi è parte dell’agenda ambientalistica al pari delle più tradizionali istanze di tutela della natura “selvaggia”. Se nel recente passato gli artisti hanno cercato di contribuire a...

Philippe Descola. Diversità di natura, diversità di cultura

È di pochi giorni fa una triste notizia: in Florida hanno abbattuto un senatore. Ciò che colpisce, tuttavia, non è la notizia in sé quanto piuttosto il suo genere: non si tratta di un assassinio politico ma di un disastro ecologico. Il Senatore in questione, infatti, non era un uomo politico ma un albero, per la precisione un cipresso, e aveva 3600 anni.  Stava lì da moltissimo tempo prima dell’arrivo di Colombo, quando gli indiani seminole lo adoravano come un totem, e lì è sempre rimasto, sorta di attrattiva turistica venerata dagli ambientalisti che giungevano numerosi in pellegrinaggio, a cui perfino i presidenti statunitensi andavano a rendere omaggio. Recava un targa di bronzo, a memoria delle tante visite illustri, che devastatori di turno avevano provato più volte, e inutilmente, a far sparire. Il Senatore, considerato il secondo albero più longevo del mondo, ha preso fuoco inaspettatamente ed è ora un mucchio di cenere. Cosa abbastanza strana, dato che per proteggerlo già da tempo gli avevano applicato un parafulmine.   Questo fatto, e il modo in cui i giornali di mezzo...

Gianfranco Marrone. Addio alla Natura

Due sacchetti di biscotti biologici. Sono frollini. Sulla confezione di carta del primo c’è l’immagine dei biscotti contenuti in un vasetto di vetro, come si usava un tempo; sul secondo, invece, le immagini rendono conto del ciclo ideale del biscotto: dalle materie prime, i chicchi di segale e i fiocchi d’avena, alla farina sino ad arrivare ai biscotti stessi. Il primo prodotto ecologico punta sulla conservazione ideale del biscotto, il secondo sugli ingredienti naturali di cui è composto; nella banda superiore del sacchetto c’è scritto: Agricoltura biologica-Organic. Le due confezioni di frollini appaiono nel quarto capitolo del libro di Gianfranco Marrone, Addio alla Natura (Einaudi), intitolato “Seneca al supermarket”. Cosa ci fa il filosofo romano in un supermercato? Marrone che è un semiologo, dopo averci spiegato l’idea di Natura dei filosofi classici, e non solo, dopo aver affrontato di petto e in modo critico il pensiero ecologista contemporaneo, dopo aver dato bordate decisive all’immagine corrente di Natura, ci conduce lungo gli scaffali di un ipermercato e ci fa sostare davanti al ripiano...