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farfalla

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Trichophiala incognita / Lo strano caso di una falena namibiana

Il 31 di marzo del 1873 il naturalista ed eploratore svedese Gustaf De Vylder lasciò Città del Capo sul piccolo e veloce veliero Florence diretto a Port Nolloth, 300 miglia a nord sulla costa atlantica. Dopo un viaggio di tre giorni, il veliero giunse a destinazione il 3 aprile. Port Nolloth era un piccolo villaggio portuale che si era ingrandito nell’ultimo anno, dato che da qui partivano le piste verso i territori più settentrionali in quella che oggi chiamiamo Namibia. Allora questa vasta terra era conosciuta come Africa del Sud-Ovest, delimitata a nord dai fiumi Kunene e Okavango e a sud dal fiume Orange, e fiancheggiata dall’immenso deserto del Kalahari a est e, a occidente, dalla sottile striscia del deserto dipinto del Namib che scivola con le sue altissime dune direttamente nell’Oceano Atlantico meridionale. De Vylder era partito dalla Svezia nel 1871, grazie ai fondi messi a disposizione dal governo svedese, con l’intenzione di esplorare l’Africa australe e di raccogliere esemplari di fauna e flora in quelle lontane regioni. Dopo un lungo soggiorno a Città del Capo, il naturalista svedese decise di salire a nord in questa grande e magnifica terra, naturalisticamente...

La palude di Grimpen

Ho sempre avuto un’ammirazione smisurata per Sherlock Holmes. Tutto cominciò con uno sceneggiato televisivo in varie puntate quando la TV era ancora in bianco e nero sul finire degli anni ‘60: L’ultimo dei Baskerville, ovvero la versione italiana de Il mastino dei Baskerville, forse il più affascinante dei racconti del mitico detective usciti dalla fantasiosa mente di Sir Arthur Conan Doyle. La storia inizia nell’indaffarata Londra di fine ‘800 con un eccellente Nando Gazzolo, attore di teatro di quegli anni, che recita nei panni di Holmes. E prosegue, la storia, nella nebbiosa e uggiosa landa a brughiera e paludi che ancora oggi caratterizza quello sperduto territorio di Dartmoor nel Devonshire. Sentite un po’:   “Sì, dottor Watson, sulla landa lei troverà molte cose singolari! Oh, mi scusi un attimo, quella è certamente una ciclopide”. Una farfallina o falena si era inoltrata svolazzando sul nostro sentiero, e in un batter d’occhio Stapleton si era messo a inseguirla con una vivacità e un’energia straordinarie. Con mio grande sgomento l’insetto prese a...

La Zerinzia del Pian dei Morti

Aprile! Marzo andò: tu puoi venire! E aprile veniva davvero, ogni anno con una puntualità straordinaria: un mese strano, questo, quando le precoci farfalle della primavera, come l’Aurora che l’annuncia, sono ormai invecchiate e scolorite, e ancora non ci sono quelle estive che, numerosissime, mi occupavano le giornate della lunga vacanza scolastica dal mattino al tramonto. Ma aprile è il mese di una delle più belle farfalle d’Italia; occorre solo sapere dove andare a scovarla. In quegli anni giovanili, ancora non sapevamo che la Zerinzia era così vicina a casa nostra, immaginandola remota come le farfalle dei tropici tanto era peculiare il suo aspetto. Questa farfalla bellissima, che sembra un po’ un piccolo Macaone senza codine e un po’ l’Apollo, mi era nota per la sua descrizione sul manualetto di Martello editore: “molto localizzata…bruco sulle aristolochie”. Le aristolochie? Non si sapeva nulla di queste piante dal nome esotico, che un po’ suonava di Asia minore o di chissà quale lontana terra oltre oceano. Certamente le Zerinzie non volavano nel nostro Biellese, ruminavo...

La regina delle friches

Se si potessero commissionare poesie, ne avrei richiesta una per la buddleia (Buddleja davidii) a Andrea Zanzotto, il poeta dei topinambur, dei papaveri e delle vitalbe, dallo sguardo attraversante il paesaggio, gettato oltre, al suo dietro e ai suoi margini. Come i topinambur anche la buddleia è caparbia, invasiva, colonizza le aree residuali dell’antropizzazione sconsiderata, le prode scoscese delle nuove tangenziali, i ritagli di terra abbandonati in città o in periferia, medica le ferite e i veleni di fabbriche o cantieri dismessi rivestendoli d’argento e di lilla.     Cinese d’origine, si è diffusa in Europa a scopo ornamentale fin dal Settecento. Dedicata al reverendo e botanico Adam Buddle (1660-1715), autore di un prezioso erbario, la buddleia è nota anche come lillà estivo (benché con la Syringa vulgaris abbia poco a che fare) per i numerosi piccoli fiori tubolari lilla, dall’occhio aranciato, riuniti in fitte pannocchie pendule. Gli inglesi la chiamano anche butterfly bush: il dolce profumo è irresistibile per le farfalle. Arbusto vigoroso, poco esigente, dai rami elegantemente...

Il passaggio

In una tersa giornata di un’estate lontana, forse trent’anni fa, si partì di buon’ora alla volta del maestoso massiccio del Bernina e delle valli che lo circondano: la bella Engadina a settentrione e la Valtellina a meridione.  In testa avevo da tempo questa affascinante prima esplorazione (molte altre volte sarebbe poi successo negli anni a venire) nei luoghi di gente che aveva fatto la storia della musica, della letteratura e della filosofia. Nel mio immaginario giovanile si trattava però di luoghi mitici dell’entomologia. Sapevo che qui si trovano gli apollo e i loro cugini delle più alte quote, i Parnassius phoebus, due specie di grande interesse per l’appassionato. Sapevo anche che in Engadina volano rare erebie, delle farfallette brune scure con macchie aranciate, di cui esistono decine di specie, molte delle quali si trovano solo sulle Alpi, tutte simili tra di loro e spesso indistinguibili all’occhio inesperto. Infine, quella è la patria di una rara melitea, l’asteria, piccola e quasi invisibile farfalla arancio smorto, che svolazza tra le basse erbe dei passi che portano all’Engadina. Una...

L’Aurora, messaggera di Primavera

Ma l’Antòcari vola e il cuore sulta! È la farfalla della novità, / la messaggiera della Primavera, la grazia mite, l’anima del Marzo / Essa avviva la linfa nelle scorze,  il brusio, il ronzio, lo stridio, / risuscita l’incognito indistinto.  Oh! Messaggiera della Primavera! La Terra attende. Il cielo che riempie / il frastaglio dei rami e delle roccie sembra intagliato nel cristallo terso; / il profilo dell’Alpi è puro argento; pallido è il verde primo, il pioppo è brullo...     Anche quell’anno il freddo e le brume dell’inverno stavano a poco a poco evaporando, i giorni si allungavano, il sole cominciava a scaldare la terra intorpidita dalle buie e corte giornate di neve, e si assisteva al solito, millenario, lento risveglio della natura. Io che vivevo di natura e di farfalle attendevo la miglior stagione per mesi, pensando alla primavera e alla brezza leggera e tiepida che questa porta con sé per far meglio respirare i nostri polmoni. Anche quell’anno, eravamo giunti al debutto della primavera con la coscienza che il giorno...

I Parnassius estinti

  “...e i pastori vengono presi anch’essi dalla febbre ed alzano pietre su pietre minacciando col bastone gli altri ricercatori che vengono dalla città. Ora non esiste più: distrutta è la specie, estinta è la razza. Ora non c’è più pericolo di prendere una bastonata...”.   Queste parole, ironiche e sconsolate, sono di Mario Sturani, entomologo e artista torinese del novecento. Le scrisse, a proposito del Carabo d’Olimpia, nella sua opera “Caccia grossa tra le erbe”, un volumetto che pare fatto apposta per i ragazzini ma che in realtà è un’opera stupenda per tutti, un connubio tra poesia e scienza. Leggendo i suoi capitoli dedicati a insetti comuni o rari e sconosciuti, citando il Piemonte e le valli alpine, si penetra con lui nel racconto, nella sua caccia grossa tra le erbe, quella che, sin da bambino, ognuno di noi entomologi per diletto e per amore, ha imparato a conoscere. Infatti, noi entomologi per passione ci si sdraia nei prati, spesso tra le risatine dell’osservatore sciocco e stupito, a osservare il bruco che si divora una foglia di tarassaco...

A caccia della Rajah Brooke nella giungla malese

Sin dall’adolescenza è stata mia abitudine scrivere brevi resoconti delle “spedizioni” di caccia alle farfalle durante il giorno o alle falene nella notte. Le ho chiamate, da subito, “relazioni”. Un vano della mia biblioteca è interamente occupato da raccoglitori che, anno dopo anno, elencano le sortite di ricerca, le impressioni a caldo, le sensazioni, eternando il tutto e facendo sì che il ricordo mantenuto nella memoria sia il risultato dell’elaborazione della realtà oggettiva di ciò che è stato e la sua rappresentazione, magari esagerata, sulla carta scritta a penna. Dato che il rischio di alterare la vera storia esiste realmente, come ben sappiamo leggendo la stampa odierna, per evitare discrepanze troppo vistose è sempre bene scrivere la sera stessa, al rientro dalla sortita, di getto, velocemente e possibilmente senza tornarci sopra il giorno dopo, quando il ricordo inizia già a svanire nei suoi dettagli più intimi. Non si tratta necessariamente di perdita rapida della memoria, ma della capacità della nostra mente di elaborare durante il sonno i fatti da poco avvenuti...

La falena dell’Acheronte

Ad interessarmi, in quei primi anni, erano quasi solo le farfalle, intendo, le farfalle diurne, quelle che in gergo tecnico si chiamano “ropaloceri”, ovvero “antenne a clava”, essendo questa la caratteristica-chiave che le contraddistingue dalle farfalle notturne, le falene, quelle che hanno antenne di varia forma: filiformi, piumose, a pettine, e così via.   Erano solo le farfalle diurne, dicevo, quelle che mi ossessionavano quando uscivo con il mio retino a caccia: multicolori, bellissime, eleganti, furtive, astute, leggere, veloci. Ma attenzione, lettore: il mondo delle farfalle sensu lato comprende anche la ben più abbondante categoria delle falene che sono 10 volte più numerose delle farfalle. Al mondo vi sono quasi 170.000 specie di farfalle, ed il 90% di esse sono falene. In Europa, ad esempio, abbiamo meno di 500 specie di farfalle diurne su di un totale di 5000. Ma l’interesse per le falene era davvero minimo nei primi anni di ricerche ed esplorazioni per i prati ed i boschi del Biellese. Infatti, questi esseri sono spesso grigiastri, bruni, smorti, monotoni, scuri, pelosi, dal grande corpo e dall’...