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nudità

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Libertà e menzogna nella vita degli italiani / La dittatura della monogamia

“Perché farlo in tre sarebbe da nascondere di più che andare in un museo?” Questa domanda apparentemente paradossale racchiude in poche parole una serie di intuizioni concentrate in un libro di piccole dimensioni ma di grande acume appena pubblicato da Edoardo Lombardi Vallauri, Ancora Bigotti (Einaudi, 2020). Il volume parla del rapporto tra gli italiani e la morale sessuale, ma soprattutto parla del rapporto tra libertà e menzogna: il punto non è che cosa fare a letto, ma perché mentire su quello che si fa e che conseguenze ha, questa ipocrisia, sulla società. Per sua natura, il sesso è il campo di battaglia ideale per lo scontro tra questi due poli: condurre una vita libera e razionale o assoggettarsi alle bugie che consentono di evitare il confronto con la realtà? Il giudizio impietoso dell’autore è che in Italia la morale sessuale è uno “degli aspetti meno progrediti della nostra società” dove i più vivono prigionieri di bugie “di cui molti sono complici e pochi sono consapevoli”.   Il libro ricorda, per stile e contenuto, La conquista della felicità di Russell e certe pagine di Voltaire. Pur non essendo ufficialmente un filosofo, qui Vallauri non si limita ad analizzare...

Il porno, la molestia e la cultura

In modo occulto o palese, il porno è l’anima della cultura contemporanea. Non si tratta solo di sesso, ma cominciamo da lì. L’annosa questione della pornografia – intesa come quel modo di mostrare il corpo sessuato che si distingue dall’erotismo – è stata, per anni, controversa. Possiamo dire che il porno è un erotismo “pop”? Erotismo e pornografia stanno al limite di uno spettro dove ci sono “posizioni” intermedie? Oppure porno ed erotismo non hanno niente a che fare l’uno con l’altro? La differenza tra eros e porno corrisponde alla differenza tra sessualità e sesso, per cui “fare sesso” e “fare l’amore” sono due cose differenti?   Nel cinema, il porno è quel genere inaugurato negli Stati Uniti dalla figura di John Holmes, negli anni Settanta. Il porno hard consiste nelle riprese della penetrazione, come vedere un motore a scoppio mentre funziona, solo fatto di carne, noioso. Tuttavia i problemi tecnici con l’hard erano numerosi. Primo fra tutti l’irroramento del pene di Holmes che, come dichiara un suo collega in un documentario sull’argomento, sembrava un’enorme spugna. Dunque spesso era necessario passare dell’hard al soft. Non possiamo dire che il cinema porno fece...

Jonathan Glazer. Under the skin

“Mi trovi carina?”, chiede retoricamente Scarlett Johansson ai ragazzi che carica sul suo furgoncino, per le strade fredde e umide della Scozia. Una domanda inutile, un artificio seduttivo ingenuo che rivela la facilità con cui riesce ad attirare gli uomini e a portarli con sé, grazie alle sue sembianze. Il corpo di questa ragazza senza nome, interpretata dalla diva americana, è infatti la maschera assunta da una creatura misteriosa che si rivelerà, sotto la pelle, soltanto alla fine. Il regista Jonathan Glazer procede per continue ellissi e reticenze, mostrandoci soltanto la misteriosa apparizione di questo corpo in un ambiente bianco e senza dimensioni, dove per la prima volta si veste da donna, per poi affrontare le strade di Glasgow e dintorni, allo scopo di catturare uomini.     Ciò che sappiamo è soltanto ciò che vediamo: il peregrinare rituale con il furgoncino, l'accostamento a ragazzi solitari che camminano per strada, la seduzione immediata e l'arrivo “a casa”. La scena che segue, nell'ambiente intimo in cui lei invita le sue conquiste, è in uno spazio nero...