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Le cinque (o sei) sfide cui fare fronte / A cosa serve l'Università?

A cosa serve l’università? Nella sua semplicità, la domanda sembra perfino banale. Invece non lo è affatto: anzi, è una domanda che molti – troppi – evitano con cura di porsi, specialmente se proprio nell’università lavorano. Ciò è dovuto in parte a pigrizia, in parte a inerzia, in parte a un meccanismo più o meno consapevole di autodifesa. Scomodo è infatti mettere in discussione il proprio ruolo: specie quando ci si renda conto che, per parte loro, le istituzioni (i governi, i Parlamenti che si sono succeduti negli ultimi lustri, i vari titolari del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) a quella domanda hanno risposto in maniera precisa, e alquanto discutibile. D’altro canto, è fin troppo evidente che ostinarsi a eludere il problema mette a repentaglio il futuro: il futuro dell’intero Paese, non solo dell’università. Ma bisognerebbe aggiungere una postilla: a interessarsi di università, purtroppo, sono quasi solo gli universitari. In genere l’opinione pubblica è poco informata, malinformata, e interessata pochissimo.   A dispetto di una copertina che – lo dico con rammarico – assomiglia alla pubblicità di un collirio, Università futura. Tra democrazia...

Slow Motion Riot

Sedici anni dopo l’edizione Mondadori, nel frattempo uscita di catalogo, Il Saggiatore ha meritoriamente ripubblicato (unico neo, i tanti refusi) la traduzione di Sergio Altieri del primo romanzo di Peter Blauner, Slow Motion Riot (1991).   Quello che a torto potrebbe passare come un mero noir, o thriller, o chissà quale altro caso relegato nel suo colore o genere, è a conti fatti qualcosa di più: un libro che diverte, appassiona, toglie il fiato e sospinge la lettura senza indurre cedimenti; un romanzo ben scritto e ancor meglio congegnato; ma anche un grande lavoro sotto il profilo culturale, da cui trapela una forte consapevolezza storica e sociale.   Protagonista è Steven Blaum, impiegato al Dipartimento per la libertà vigilata di New York, ebreo cresciuto nel Queens da un padre di origini est-europee, scampato all’Olocausto, ossessionato dai neri e da un’Apocalisse imminente. Steven, nel suo cubicolo di ufficio, vede passare davanti ai suoi occhi file di malviventi disperati, perlopiù tossici e ladri. «C’è solo un momento in cui le loro vite assumono una parvenza di struttura»,...

Il conflitto alla base dell’innovazione sociale

Il tema del conflitto è senza dubbio un concetto centrale nell’apparato conoscitivo delle scienze sociali contemporanee, tanto da essere utilizzato come una delle chiavi di lettura della fenomenologia sociale del nostro tempo. Nel Dizionario di sociologia Luciano Gallino lo definisce come “un tipo di interazione più o meno cosciente tra due o più soggetti individuali o collettivi, caratterizzata da una divergenza di scopi tale, in presenza di risorse troppo scarse perchè i soggetti possano conseguire detti scopi simultaneamente, da rendere oggettivamente necessario… il neutralizzare o deviare verso altri scopi o impedire l’azione altrui”. Mi interessa però proporre una particolare lettura del tema del conflitto che ha una posizione del tutto originale rispetto alla dicotomia integrazionismo/conflittualismo.   Nel 1990 Niklas Luhmann, attraverso il concetto di sistema, supera la staticità e la sincronicità dei funzionalisti e attribuisce un ruolo centrale al carattere processuale del conflitto. Luhmann osserva che nei sistemi ipercomplessi lo sviluppo di ulteriore complessità procede in...

Maurizio Lazzarato. La fabbrica dell’uomo indebitato

In questo periodo in cui la crisi economica è al centro delle speculazioni della più vasta gamma possibile di teorici ed “esperti” (economisti, politologi, giornalisti, economisti, talvolta, persino, filosofi) il libro di Maurizio Lazzarato (“La fabbrica dell’uomo indebitato”, Deriveapprodi, 2012, pp.180, € 12,00) sembra essere lo strumento giusto al momento giusto. Malgrado esso sfrutti l’attualità del tema del debito, il libro del ricercatore italiano emigrato da molti anni in Francia non è (o meglio, non è solo) un libro che sfrutta l’onda lunga dell’interesse creato dalla bruciante situazione economico-sociale presente.   Lazzarato infatti riesce ad unire due approcci (apparentemente) distanti come quello filosofico e quello socio-economico a una vis da polemista che rende il libro non solo uno strumento descrittivo, ma anche un’opera dall’evidente carattere “prescrittivo”.   Lazzarato si prodiga, fin dalle prime pagine, nella demitizzazione del “virtuoso” modello sociale tedesco, mostrando come in Germania lo stato sociale sia...

Rizoma

Presentato per la prima volta in un testo omonimo pubblicato dalle Éditions de Minuit nel 1976 e poi ripubblicato come primo capitolo (Introduzione) di Millepiani quello di rizoma è un concetto cardinale della coppia filosofica formata dai francesi Gilles Deleuze (filosofo) e da Félix Guattari (antipsichiatra).   “Il rizoma (da rizo-, radice, con il suffisso -oma, rigonfiamento) è una modificazione del fusto con principale funzione di riserva. È ingrossato, sotterraneo con decorso generalmente orizzontale” (da Wikipedia). Tuttavia nel repertorio concettuale di Deleuze & Guattari il rizoma indica tutt’altro che radicamento, verticalità e gerarchia (si pensi alla metaforica heideggeriana legata al Grund): il rizoma cresce infatti orizzontalmente e ha struttura diffusiva, reticolare, anziché arborescente. Il rizoma è un anti-albero, un’anti-radice, un’anti-struttura.   L’orizzontalità rizomatica è giocata simbolicamente contro l’immagine filosofica di una conoscenza “verticale” (l’albero della conoscenza, dalla Bibbia a Descartes a...