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100 anni di Rodin / Rodin e il dominio sessuale

«La gente dice che penso troppo alle donne» disse Rodin a William Rothenstein. Pausa. «Però, in fondo, che cosa c’è di più importante a cui pensare?»   Cinquantesimo anniversario della sua morte. Per l’occasione si sono stampate decine di migliaia di riproduzioni delle sculture di Rodin, destinate in particolare a libri commemorativi e servizi giornalistici. Il culto degli anniversari è un mezzo per informare in modo indolore  e superficiale un’«élite culturale» che, per ragioni di mercato, deve essere in continua espansione. È un modo di consumare – non di comprendere – la storia.   Fra gli artisti della seconda metà del xix secolo oggi considerati dei maestri, Rodin fu l’unico che ebbe onori internazionali e venne ufficialmente considerato un personaggio illustre nel corso della sua vita attiva. Era un tradizionalista. «L’idea di progresso» diceva «è la peggior ipocrisia di cui la società sia capace.» Nato in una modesta famiglia parigina di petit-bourgeois, Rodin divenne un maestro. All’apice della sua carriera dava lavoro a una decina di scultori incaricati di scolpire i marmi per i quali era famoso. A partire dal 1900 dichiarò che le sue entrate annuali...

Avere una bella cera

È nascosto, Palazzo Fortuny. Nascosto da vicoli stretti e da canali che una cartina non troppo dettagliata non ti segnala, canali che imbarazzano anche le moderne tecnologie, così che il puntino blu sul tuo schermo-mappa se ne sta fermo troppo a lungo per poi, improvvisamente, dirti che sei lì, punto blu in mezzo a un canale blu. E poi c’è la confidenza che i veneziani hanno con i loro luoghi, campi e sestieri ignoti alle cartine: le loro indicazioni tracciano tragitti segreti, con i deboli riferimenti che ti offre una città in cui non sai mai se prendere sul serio questa “seconda strada a sinistra” la cui larghezza è pari alle tue spalle. E quando, finalmente, la tua meta “è alla fine della via e non ti puoi sbagliare”, Palazzo Fortuny è nascosto, ancora. Sotto un’impalcatura gigantesca che cela buona parte della sua bellezza, di cui ti rendi conto soltanto una volta entrato, quando, persa nel palazzo, ti ritrovi in un giardino interno che lascia senza fiato. Ed è nascosto l’ingresso: rispetto all’enorme scritta Palazzo Fortuny ad altezza occhi, sormontata da travi e plastiche e rumore di lavori, la porta in vetro scuro è a destra, perpendicolare alla facciata, anch’essa...

Scianna, Mapplethorpe e lo sguardo dei ragazzi

I bambini ci guardano, scrive Ferdinando Scianna citando una celebre frase di Zavattini. Ma come i fotografi guardano i bambini? Per una strana congiuntura esce da Contrasto un libro del fotografo siciliano tutto dedicato ai bambini (Piccoli mondi), mentre nello spazio di Forma a Milano sono esposti alcuni ritratti di ragazzini realizzati da Robert Mapplethorpe nell’ambito di un’ampia mostra personale (catalogo edito da Contrasto). Due sguardi completamente diversi.                                                                                              Scianna è un fotografo delle occasioni. Con la sua macchina a tracolla percorre il mondo in lungo e in largo per il lavoro di fotoreporter, e...

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente modificato dalla luce o dalle ombre e come ogni lieve scarto può farti impazzire. Forse per questo gli abitanti sono bruschi e non sempre gentili. Il vento li ha abituati a gridare anche quando non è necessario e c’è sempre come un’urgenza nelle loro voci. Anche il clima è difficile, e il maestrale soffia anche per nove giorni di seguito. Allora si vede...

Di libro in libro scorre la vita

Certe volte capita che la lettura di un libro metta in moto una reazione a catena, per cui si sente il bisogno di dipanare una matassa, si ricorre ad altri libri, ti tocca fare i conti con episodi del passato, si ritorna ai libri e si va avanti, fino a quando si mette un punto. Per modo di dire.   Chernobyl di Francesco Cataluccio mi ha portato a Imperium di Ryszard Kapuscinski, come tenendomi per mano. Il 4 giugno 1933, mentre in Ucraina si muore di fame e le madri impazzite mangiano i propri figli denutriti, il responsabile della catastrofe passata alla storia col nome di Holodomor, Stalin, approva l’esecuzione del suo progetto più folle, la costruzione del Palazzo dei Soviet a Mosca: l’edificio, racconta Kapuscinski, avrebbe dovuto oscurare l’Empire State Building; alto 415 metri, sormontato da una statua di Lenin alta tre volte la Statua della Libertà, (il cui dito indice avrebbe dovuto misurare 6 metri), a costruzione ultimata avrebbe raggiunto una capacità di 7 milioni di metri cubi, equivalente alla cubatura dei sei massimi grattacieli newyorkesi di allora, un vero schiaffo all’America. Mentre sulle strade e fra i...